{"id":32971,"date":"2017-07-09T10:21:04","date_gmt":"2017-07-09T08:21:04","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32971"},"modified":"2017-07-08T23:23:38","modified_gmt":"2017-07-08T21:23:38","slug":"la-serieta-del-servitore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32971","title":{"rendered":"La seriet\u00e0 del servitore"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Antonio Romano)<\/strong><\/p>\n<p><em>Per deplorevole conformazione della lingua essere servitore dello stato non equivale ad essere servo del popolo pur essendo, in democrazia, Popolo e Stato sinonimi. Ha senso distinguere le due figure?<\/em><\/p>\n<p>A proposito del delicato rapporto fra politica e giustizia, non si fa mai sufficiente chiarezza sui rapporti che legherebbero la\u00a0<strong>giustizia<\/strong>\u00a0e il suo cugino deficiente, il\u00a0<strong>giustizialismo<\/strong>: non \u00e8 mai sufficiente in quanto attiene al tema delicatissimo della conoscenza e della pedagogia sociale. Il problema sembra essere un improprio uso di giustizia, improprio non tanto nei fini o nei modi (anche se poi sfocia in certi fini usando certi modi), ma nel concepimento: per qualcuno la Giustizia non \u00e8 bendata come la fortuna e non adopera bilancia e spada, bens\u00ec spada e livella e<strong>\u00a0ci vede benissimo come la sfiga<\/strong>. Ma come dare conto di questa differenza sottile, che permette ai giustizialisti di dare dei fiancheggiatori ai garantisti e ai garantisti di non saper porre paletti ai giustizialisti? Come discernere i due cugini e isolare quello manettaro, nella dicotomia essenziale fra una giustizia intesa come recupero e una<strong>giustizia intesa come arma<\/strong>? Abbiamo le parole per due giustizie \u201cdiverse\u201d e sappiamo nominarle distinguendole?<\/p>\n<p>Per deplorevole conformazione della lingua, \u00e8 difficile\u00a0<strong>se non impossibile<\/strong>\u00a0trovare due sinonimi perfettamente equivalenti, e sul punto si potrebbe benissimo osservare che non serve a nulla se non al disordine avere due parole di identico significato e solo di\u00a0<strong>grafie diverse<\/strong>. Anzi, sarebbe molto strano trovare sugli identikit, invece del \u201cmaschio bianco\u201d di circostanza, uno sconcertante \u201cuomo candido\u201d. Se fosse solo un problema di sinonimi avremmo difficolt\u00e0 minori, ma parliamo anche di un cambio di significato in base alla posizione: mentre\u00a0<strong>Francesco De Sanctis<\/strong>\u00a0pu\u00f2 biasimare certi poeti barocchi e le loro \u201cinezie laboriose\u201d,\u00a0<strong>Giorgio Manganelli<\/strong>\u00a0pu\u00f2 esaltarle come\u00a0<em>laboriose inezie<\/em>. O viceversa, dato che molto conta anche chi si appropria di simili inversioni: non \u00e8 secondario\u00a0<em>chi<\/em>\u00a0parla.<\/p>\n<div id=\"attachment_88636\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-88636\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/bdpp06-1.jpg\" alt=\"Mario Sironi - La Giustizia (1936)\" width=\"900\" height=\"558\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Mario Sironi \u2013 La Giustizia (1936)<\/p>\n<\/div>\n<p>Questa condizione riguarda altri scambi di senso che sarebbe molto fruttuoso evocare e investigare. Per esempio, stante che in democrazia Stato e popolo sono sinonimi, ha significato distinguere fra un\u00a0<em><strong>servitore dello Stato<\/strong><\/em>\u00a0e un\u00a0<em><strong>servo del popolo<\/strong><\/em>? Assodarlo non \u00e8 un\u2019esigenza peregrina, per pi\u00f9 motivi, tra i quali il fatto che \u2013 bench\u00e9 sinonime \u2013 le due espressioni ci\u00a0<strong>sembrano antitetiche<\/strong>\u00a0e sembrano perfette per dare immagine rispettivamente alla giustizia e al giustizialismo.<\/p>\n<p>Il primo ha il potere di richiamare alla mente l\u2019immagine molto diffusa di\u00a0<strong>Borsellino<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Falcone<\/strong>\u00a0che confabulano sorridenti. Forse per questo, anche l\u2019immagine del servitore dello Stato nasconde le sue ombre: essendo ormai disagevolmente accostata a una specie di eroe (una volgarizzazione che ha avuto il potere di trasformare i due magistrati antimafia in una specie di duo), questo imprinting permette a chi si richiama all\u2019immagine del servitore dello Stato, come ricordava\u00a0<strong>Sciascia<\/strong>\u00a0in un famoso articolo del 10 gennaio 1987, di rendere invisibili i suoi routinari doveri amministrativi (chi, dentro o fuori dal partito o dal Csm, rinfaccer\u00e0 a un sindaco o a un magistrato antimafia di andare troppo in tv a parlare contro la mafia, invece di essere al suo posto per risolvere alluvioni di rifiuti, ingestiti problemi di salute pubblica e smaltire cause?) e di rendersi incriticabile. Ci\u00f2 dovrebbe indurci a essere cauti su chi se ne appropria.<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 auto-evidente, il servo del popolo, espressione di sapore vagamente sovietico (una serie tv ucraina si chiama cos\u00ec), si appresta bene al personaggio di\u00a0<strong>Berlioz<\/strong>\u00a0del\u00a0<em>Maestro e Margherita<\/em>, \u201cpresidente di una delle maggiori associazioni letterarie di Mosca, il MASSOLIT\u201d, nonch\u00e9 delatore di scrittori non allineati al regime: insomma, calza a tutta una serie di personaggi che fanno del tema della giustizia un\u2019arma politica (trincerandosi dietro i numi tutelari di Borsellino e Falcone). Quindi, da sembrare tanto distanti, i cugini, essendo sinonimi, si possono ritrovare nello stesso campo: quello del\u00a0<strong>rapporto della giustizia con la politica<\/strong>\u00a0\u2013 non estraneo al tema \u201cetico\u201d del conformismo, che ammette il \u201cbuon senso\u201d solo come\u00a0<em>common sense<\/em>. Questo, per\u00f2, non estingue il problema di distinguerli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-88632\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/imgresize-e1499288074536-1024x681.jpg\" alt=\"imgresize\" width=\"1024\" height=\"681\" \/><\/p>\n<p>Se chi si appropria dell\u2019immagine di servitore dello Stato passa per\u00a0<em>indiscutibile<\/em>\u00a0\u2013 nel senso pi\u00f9\u00a0<strong>castale<\/strong>possibile \u2013 eroe, cos\u00ec il servo del popolo \u00e8 subito rimesso al ruolo di\u00a0<em>godemich\u00e9<\/em>\u00a0della maggioranza \u2013 nel senso pi\u00f9\u00a0<strong>dittatoriale<\/strong>\u00a0possibile (anche qui tocchiamo con mano cosa intendiamo per conformismo). Queste due lamelle si collegano nell\u2019immaginario per reciprocit\u00e0: il primo ha portato la giustizia alle sue estreme conseguenze, richiamandosi a Falcone e Borsellino; il secondo l\u2019ha portata alle sue conseguenze estreme, brandendo orgogliosamente la parola\u00a0<em>onest\u00e0<\/em>\u00a0(da cui discendono scontri e scontrini, nonch\u00e9 il limite dei due mandati che impedisce la formazione di una dirigenza politica del M5s). Detto in un tweet, sul piano della comunicazione politica\u00a0<strong>Ingroia<\/strong>\u00a0\u00e8 contiguo a\u00a0<strong>Grillo<\/strong>\u00a0(entrambi presi come semplici pezzi della scacchiera). Li unisce un sostanziale sprezzo dell\u2019equit\u00e0 della bilancia, per l\u2019uguaglianza della livella: la giustizia intesa come vendetta agita contro il potere politico e, come tale, fonte di consenso.<\/p>\n<p>Cosa giustifica allora la distanza fra i sinonimi \u201cservitore\u201d e \u201cservo\u201d? Potrebbe trattarsi di una\u00a0<strong>vertigine letteraria<\/strong>, come quella del\u00a0<em>Tema del traditore e dell\u2019eroe<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Borges:<\/strong>\u00a0l\u2019eroe della rivoluzione si scopre essere un traditore della rivoluzione e, come tale, giudicato dai cospiratori, accetta d\u2019espiare platealmente la propria condanna a morte e,<\/p>\n<blockquote><p>animato da questo minuzioso destino che lo redimeva e lo perdeva, pi\u00f9 d\u2019una volta arricch\u00ec con atti e parole improvvisate il testo del suo giudice.<\/p><\/blockquote>\n<p>Da questo esempio si nota che\u00a0<strong>anche il traditore pu\u00f2 essere eroico<\/strong>\u00a0(e non \u00e8 nemmeno troppo celata la suggestione del destino di Giuda, che in Borges ritorna, ed \u00e8 espressamente citato Giulio Cesare), a condizione che sia<em>\u00a0per l\u2019emancipazione della patria<\/em>. Allora, la differenza non potrebbe stare nel fatto che il servo non ha nulla da insegnare, mentre il servitore ha un esempio da trasmettere? La loro differenza non sta in un problema di\u00a0<strong>conoscenza,<\/strong>\u00a0dove il primo \u00e8 strumento passivo (il\u00a0<em>godemich\u00e9<\/em>) e riflessivo mentre il servitore ha il potere di cambiare il padrone, che nel caso della democrazia \u00e8 il popolo o lo Stato?<\/p>\n<div id=\"attachment_88633\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-88633\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/jean-marc-nattier-allegoria-giustizia-punisce-ingiustizia-1024x835.jpg\" alt=\"Jean Marc Nattier - La Giustizia che punisce l Ingiustizia\" width=\"1024\" height=\"835\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Jean Marc Nattier \u2013 La Giustizia che punisce l\u2019Ingiustizia<\/p>\n<\/div>\n<p>Ci\u00f2 che, a livello politico o giudiziario, mette uno steccato fra servo e servitore sta nell\u2019esempio \u2013 torniamo cos\u00ec al tema della pedagogia, senza il fantasma che essa possa risolversi in un livellamento, in un conformismo etico \u2013 che il \u201cchi\u201d che parla pone in essere a partire da se stesso: traditore ed eroe, come servo e servitore,\u00a0<strong>possono essere sinonimi<\/strong>, ma non lo sono pi\u00f9 quando diventano strumenti per l\u2019emancipazione della patria, cio\u00e8 quando \u00e8 il\u00a0<em>servus<\/em>\u00a0(la radice comune di servo e servitore, l\u2019area semantica in cui sono ancora indistinti) a dare una lezione e il servitore si differenzia dal servo.<\/p>\n<p>Avendo richiamato Falcone e Borsellino, pu\u00f2 darsi spazio a un equivoco: che si debba morire per dare una lezione. Ma non \u00e8 che un diversivo, non necessariamente la morte serve a dare un esempio. Talvolta \u00e8 sufficiente rimanere in ufficio a smaltire delle pratiche o, per dirla con\u00a0<strong>Antonino Di Maio<\/strong>, insediatosi a fine giugno nell\u2019allegra procura di Trani,<\/p>\n<blockquote><p>\u00a0non mi piace la giustizia spettacolo, la giustizia va fatta con gli atti processuali nelle aule dei tribunali [\u2026] testa bassa e pedalare.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/filosofia\/servitore-dello-stato\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/filosofia\/servitore-dello-stato\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Antonio Romano) Per deplorevole conformazione della lingua essere servitore dello stato non equivale ad essere servo del popolo pur essendo, in democrazia, Popolo e Stato sinonimi. Ha senso distinguere le due figure? A proposito del delicato rapporto fra politica e giustizia, non si fa mai sufficiente chiarezza sui rapporti che legherebbero la\u00a0giustizia\u00a0e il suo cugino deficiente, il\u00a0giustizialismo: non \u00e8 mai sufficiente in quanto attiene al tema delicatissimo della conoscenza e della pedagogia&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/intellettuale-dissidente-e1474974730908.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8zN","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32971"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32971"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32971\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32972,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32971\/revisions\/32972"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}