{"id":32982,"date":"2017-07-10T10:36:26","date_gmt":"2017-07-10T08:36:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32982"},"modified":"2017-07-09T16:39:36","modified_gmt":"2017-07-09T14:39:36","slug":"il-futuro-delliraq","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32982","title":{"rendered":"Il futuro dell\u2019Iraq"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> LOOKOUT NEWS (Luciano Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<p><em>Sunniti, sciiti, curdi, jihadisti, pressioni esterne e interessi petroliferi. Il definitivo fallimento dello Stato iracheno si tradurr\u00e0 nella frammentazione del suo territorio e nella formazione di pi\u00f9 realt\u00e0 amministrative<\/em><\/p>\n<p>Mentre la riconquista di Mosul, la seconda citt\u00e0 irachena caduta nelle mani dello Stato Islamico nel 2014, \u00e8 quasi completa, sull\u2019Iraq si apre ora l\u2019incognita della ridefinizione della forma di stato e di governo da dare a questa regione martoriata da decenni di conflitti. Dovendo definire la situazione attuale, potremmo asserire che, stante il collasso imminente del Califfato come entit\u00e0 statuale, l\u2019Iraq rientra nella categoria di \u201cstato fallito\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I suoi confini, infatti, sono saltati a partire dalla guerra civile scatenata dalle truppe sunnite di Al Baghdadi e dai generali un tempo fedeli al partito Baath e a Saddam Hussein, che hanno disintegrato la frontiera tra Siria e Iraq per non lasciare il Paese in mano agli sciiti, e che tuttora si muovono agilmente a cavallo tra i due Stati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-06-2457927-alle-00.56.21.png\" rel=\"lightbox[70144]\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-70147 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Schermata-06-2457927-alle-00.56.21.png\" alt=\"MOSUL\" \/><\/a><em>(Un\u2019immagine della distruzione della Grande Moschea di Al Nuri, Mosul)<\/em><\/p>\n<p>Ma jihadisti e ribelli non sono gli unici responsabili dello sgretolamento dell\u2019Iraq: anche il confine settentrionale ossia la regione del Kurdistan gi\u00e0 non esiste pi\u00f9 e, al suo posto, le forze armate curde, responsabili della resistenza contro lo Stato Islamico, hanno istituito un\u2019entit\u00e0 amministrativa autonoma rispetto al governo di Baghdad. Cosa che cercavano di fare da molto tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Il Kurdistan che verr\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p>Approfittando delle vittorie ottenute sul campo contro i jihadisti, il leader curdo-iracheno Massoud Barzani, proclamato presidente del governo regionale del Kurdistan (KRG), ha indetto un referendum generale per l\u2019indipendenza previsto per il 25 settembre prossimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il s\u00ec alla consultazione \u00e8 quasi scontato, il che significa che l\u2019Iraq per come lo abbiamo conosciuto non esiste pi\u00f9: gi\u00e0 oggi nel Kurdistan iracheno sventola ovunque la sola bandiera tricolore con il sole ardente, simbolo di saggezza secondo lo Zoroastrismo e di orgoglio nazionale per chi ha combattuto sotto quelle insegne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/KURDISTAN-SIRIA.jpg\" rel=\"lightbox[70144]\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-19781 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/KURDISTAN-SIRIA.jpg\" alt=\"KURDISTAN\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non che ci fosse bisogno di ripeterlo che l\u2019Iraq \u00e8 scomparso, considerati anche l\u2019esodo di milioni di profughi in Giordania, Libano, Turchia, Europa e nel resto della penisola arabica, e la dispersione d\u2019interi gruppi etnici come gli yazidi, fuggiti dalle loro case con l\u2019arrivo dei primi convogli del Califfato tre anni fa e da allora oggetto di una vera e propria persecuzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma il punto resta la ricomposizione della struttura territoriale. Se l\u2019Iraq ha perso l\u2019anima, infatti, non per questo il popolo iracheno non esiste pi\u00f9. E si dovr\u00e0 urgentemente dargli una forma e un governo. Non certo ricalcando il fallimentare metodo americano risultato dall\u2019invasione del 2003, che ha in parte determinato lo sfacelo odierno (sciogliere l\u2019esercito e affidare agli sciiti l\u2019intero potere ha contribuito in maniera decisiva all\u2019insurrezione).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Sunniti e sciiti uniti ma divisi<\/strong><\/h3>\n<p>La soluzione stavolta non pu\u00f2 che essere affidata agli stessi iracheni, le cui ostinate spinte centrifughe sono certo corresponsabili della guerra civile che ha messo sunniti e sciiti (i due principali correnti dell\u2019Islam) gli uni contro gli altri. Con i primi che rappresentano una forte minoranza (35% della popolazione) oggi estromessa dal governo centrale, e gli altri che possono contare su una maggioranza numerica (65%) ma soprattutto sul potere che \u00e8 stato loro affidato dagli americani dopo la caduta di Saddam, il quale invece aveva alienato la componente sciita dal suo regime, assegnando esclusivamente ai sunniti il controllo delle istituzioni e relativi privilegi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una delle soluzioni ipotizzate da tempo \u00e8 la suddivisione del paese in diverse aree amministrative (almeno tre) sul modello del Kurdistan iracheno, formalmente dipendente da Baghdad \u2013 in attesa del referendum \u2013 ma di fatto gi\u00e0 da tempo autonomo anche economicamente, grazie alle rendite dei numerosi giacimenti petroliferi che si trovano tra Erbil e Kirkuk.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/SIRIA-IRAQ-MAPPA1.jpg\" rel=\"lightbox[70144]\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-70148 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/SIRIA-IRAQ-MAPPA1.jpg\" alt=\"SIRIA IRAQ MAPPA\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Il petrolio come riferimento<\/strong><\/h3>\n<p>E proprio il petrolio potrebbe suggerire la nuova conformazione dello stato iracheno: con il meridione, a sua volta ricco di giacimenti e dove la maggioranza della popolazione \u00e8 sciita, sotto il pieno controllo di Baghdad; e il settentrione, dove passa la grande linea degli oleodotti e dei gasdotti che poi convergono a sud verso Bassora e poi sfociano nel Golfo Persico, federato a Baghdad, ma disciplinato da un governo locale a trazione sunnita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutto questo, a patto che Iran e Turchia non abbiano in mente altre soluzioni, che sarebbero probabilmente pi\u00f9 complicate e difficili da ottenere in tempi certi. E sempre che gli Stati Uniti non finiscano per commettere l\u2019errore di voler unire le aree sunnite dell\u2019Iraq con quelle siriane. Ossia replicare lo schema delineato gi\u00e0 dal Califfato, senza per\u00f2 imporvi sopra l\u2019applicazione della legge della Sharia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/BASSORA-PETROLIO.jpg\" rel=\"lightbox[70144]\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-66078 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/BASSORA-PETROLIO.jpg\" alt=\"BASSORA PETROLIO IRAQ\" \/><\/a><em>(Impianti petroliferie a Bassora, a sud-est di Baghdad)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per capire di pi\u00f9 della possibile ricomposizione territoriale irachena sar\u00e0 utile nei prossimi anni guardare anche al modello siriano, dove Stati Uniti, Russia e comprimari (Iran e Turchia su tutti) sono alla ricerca di un accordo internazionale per una suddivisione amministrativa in cantoni, che rispecchi le divisioni etniche locali. Ma anche qui la soluzione \u00e8 lungi dall\u2019essere trovata e sembra sempre pi\u00f9 probabile la formazione di una serie di zone cuscinetto militarizzate, sotto l\u2019egida dei caschi blu delle Nazioni Unite o sotto la minaccia diretta di soldati stranieri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sembra ormai di capire, in ogni caso, che la volont\u00e0 tanto delle superpotenze quanto delle potenze regionali scese in campo per tutelare le rispettive sfere d\u2019influenza, \u00e8 di ricavare ciascuno la propria fetta di torta. Ragion per cui, all\u2019orizzonte di entrambi questi stati falliti, Siria e Iraq, si profila con sempre maggior chiarezza una soluzione che si sostanzier\u00e0 in una sorta di lottizzazione di intere province.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una frammentazione territoriale dove il potere sar\u00e0 diluito e ripartito in pi\u00f9 realt\u00e0 amministrative tra loro economicamente interdipendenti, che rispecchieranno tendenzialmente le estrazioni etnico-confessionali locali, ma che a loro volta saranno espressione di poteri altri.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/iraq-isis-guerra-divisione-paese\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/iraq-isis-guerra-divisione-paese\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Luciano Tirinnanzi) Sunniti, sciiti, curdi, jihadisti, pressioni esterne e interessi petroliferi. 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