{"id":33017,"date":"2017-07-11T10:15:32","date_gmt":"2017-07-11T08:15:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33017"},"modified":"2017-07-10T23:17:36","modified_gmt":"2017-07-10T21:17:36","slug":"mosul-liberata-ma-e-sbagliato-considerare-isis-sconfitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33017","title":{"rendered":"Mosul liberata, ma \u00e8 sbagliato considerare ISIS sconfitto"},"content":{"rendered":"<p>di:<strong> LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone)<\/strong><\/p>\n<p><em>Il premier Al Abadi annuncia la riconquista della roccaforte jihadista. Ma il Califfato rappresenta una minaccia viva in altre aree del Paese, e considerarlo spacciato sarebbe un grave errore<\/em><\/p>\n<p>Sono serviti nove mesi di assedio serrato per sradicare lo Stato Islamico da Mosul, capitale del Califfato di Abu Bakr Al Baghdadi in Iraq. A dare l\u2019annuncio della vittoria \u00e8 stato domenica 9 luglio il premier iracheno Haider Al Abadi. Spesso snobbato durante i summit con gli alleati internazionali, il primo ministro non si \u00e8 lasciato sfuggire l\u2019occasione di marciare trionfante per le strade della citt\u00e0 liberata. Ha indossato un\u2019uniforme militare nera, si \u00e8 annodato al collo una bandiera irachena, ha stretto mani, dispensato sorrisi e garantito che \u00abci\u00f2 che resta (dello Stato Islamico,\u00a0<em>ndr<\/em>) \u00e8 circondato, ed \u00e8 solo una questione di tempo l\u2019annuncio al nostro popolo della grande vittoria\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dunque Mosul \u00e8 stata \u00abliberata\u00bb, anche se in realt\u00e0 rimangono ancora una o due aree adiacenti la citt\u00e0 vecchia ancora controllate dalle ultime sacche della resistenza jihadista. Stanare gli irriducibili del Califfato non sar\u00e0 una passeggiata, ma l\u2019obiettivo della campagna lanciata nell\u2019ottobre scorso pu\u00f2 dirsi ormai raggiunto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/MOSUL-MAPPE.jpeg\" rel=\"lightbox[70155]\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-70156 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/MOSUL-MAPPE.jpeg\" alt=\"MOSUL MAPPE\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3><strong>I numeri della campagna militare<\/strong><\/h3>\n<p>Il prezzo che il popolo iracheno e le forze armate di Baghdad hanno dovuto pagare \u00e8 stato altissimo. Mosul \u00e8 una citt\u00e0 quasi totalmente da ricostruire, teatro di una barbarie che oggi si riflette sulle macerie della grande moschea di Al Nuri, dal cui pulpito il 29 giugno del 2014 Abu Bakr Al Baghdadi si autoproclam\u00f2 Califfo di tutti i musulmani e che il 21 giugno scorso \u00e8 stata rasa al suolo dagli stessi jihadisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli oltre tre anni di occupazione dello Stato Islamico, circa met\u00e0 della popolazione di Mosul (915.000 persone) \u00e8 stata costretta a fuggire. I civili morti o feriti \u2013 perch\u00e9 usati come scudi umani da ISIS o perch\u00e9 finiti per errore calcolato nel mirino dei caccia della coalizione internazionale a guida USA \u2013 sono stati pi\u00f9 di 8.000. Dei 44 quartieri residenziali di Mosul, sei sono stati ridotti in polvere, 22 sono stati danneggiati in modo significativo e solo in 16 \u00e8 realistico pensare di poter tornare a vivere a breve.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/AL-ABADI-IRAQ.jpg\" rel=\"lightbox[70155]\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-70157 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/AL-ABADI-IRAQ.jpg\" alt=\"AL ABADI IRAQ\" \/><\/a><em>(Il premier iracheno Al Abadi si congratula con i militari in prima linea nell\u2019assedio a Mosul)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il governo di Baghdad non ha fornito numeri ufficiali sulle perdite subite dal suo esercito, ma secondo il Dipartimento della Difesa statunitense le forze speciali irachene nella loro lenta avanzata avrebbero perso fino al 40% dei propri effettivi. Proprio agli USA adesso il premier Al Abadi si rivolge per avere garantiti i fondi necessari per portare avanti sul terreno la campagna contro ISIS (1,2 miliardi di dollari per il 2018) e per ridare vita alle aree distrutte dai combattimenti (si dovr\u00e0 partire da una base di almeno 1 miliardo di dollari secondo l\u2019ONU).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Perch\u00e9 ISIS continuer\u00e0 a resistere in Iraq<\/strong><\/h3>\n<p>La caduta di Mosul non significa per\u00f2 la fine del Califfato in Iraq. Il fronte anti-ISIS \u2013 formato dall\u2019esercito iracheno, dai combattenti curdi peshmerga, da trib\u00f9 sunnite e dalle milizie sciite Al Hashd Al Shabbi (Forza di Mobilitazione Popolare) sostenute dall\u2019Iran \u2013 ha ancora davanti a s\u00e9 una lunga battaglia da affrontare. ISIS ha perso la sua roccaforte, ma rappresenta ancora una minaccia insidiosa in altre aree del Paese: nel distretto di Tal Afar nel governatorato nord-occidentale di Ninive; nel distretto di Hawijah nel governatorato centro-settentrionale di Kirkuk; nel governatorato centro-occidentale di Al Anbar. \u00c8 soprattutto in questa vastissima striscia di terra, per lo pi\u00f9 desertica e confinante con la Siria, che il Califfato continuer\u00e0 a coltivare l\u2019ambizione di essere Stato ancora per molto. Ed \u00e8 qui che finiranno per convergere gli interventi militari di tutti (o quasi tutti) gli attori protagonisti del grande conflitto siro-iracheno una volta che si concluder\u00e0 l\u2019altra decisiva battaglia in corso, vale a dire quella per la ripresa di Raqqa, capitale siriana dello Stato Islamico. Da una parte la Russia, il governo di Damasco, l\u2019Iran e le milizie sciite libanesi di Hezbollah; dall\u2019altra Stati Uniti e curdi; in mezzo la Turchia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/MOSUL-ISIS-MAPPA.jpg\" rel=\"lightbox[70155]\"><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-70160 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/MOSUL-ISIS-MAPPA-1024x880.jpg\" alt=\"MOSUL ISIS MAPPA\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo mesi di incertezze e scambi di accuse accompagnati da scontri e bombardamenti che non si sono mai arrestati, l\u2019atteso incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin all\u2019ultimo G20 di Amburgo ha prodotto una tregua nelle regioni del sud-ovest della Siria (Al Quneitra, Deraa e Suwayda) scattata alle 12 ora locale del 9 luglio. \u00c8 presto per dire se e quanto durer\u00e0 questo cessate il fuoco, ma questa prima intesa \u00e8 il segnale della comune intenzione di collaborare di Stati Uniti e Russia. Se seguiranno altre azioni concrete nelle prossime settimane, la morsa attorno al Califfato al confine tra Siria e Iraq potrebbe stringersi rapidamente.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Cosa rischia l\u2019Iraq adesso<\/strong><\/h3>\n<p>Nell\u2019immediato, in attesa di capire quale sar\u00e0 la prima direzione che la coalizione internazionale a guida USA decider\u00e0 di imboccare in Iraq, il rischio concreto per il governo di Al Abadi \u00e8 quello di venire travolto da una nuova ondata di attentati. Attacchi kamikaze o con camion bomba che potrebbero riversarsi sulla capitale Baghdad, il pi\u00f9 vicino possibile a sedi governative, ambasciate e centri di comando militari internazionali, con l\u2019obiettivo di tenere alta l\u2019attenzione mediatica sui colpi di coda del Califfato. \u00c8 un cambio di strategia prevedibile ora che per ISIS i territori da difendere sono sempre di meno, e che avr\u00e0 dei riflessi tanto sugli sciiti del Paese (obiettivo da sempre privilegiato da ISIS e che in Iraq rappresentano circa il 65% dell\u2019intera popolazione) quanto in Occidente, dove il terrore \u201cfa pi\u00f9 notizia\u201d e i morti hanno un peso specifico nettamente maggiore rispetto al resto del mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/MOSUL.jpg\" rel=\"lightbox[70155]\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-70159 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/MOSUL.jpg\" alt=\"MOSUL\" \/><\/a><em>(Un\u2019area di Mosul ridotta in macerie)\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abNon dobbiamo vedere la riconquista di Mosul come il risuonare della campana a morto per lo Stato Islamico\u00bb sostiene Patrick Martin, analista specializzato in questioni irachene dell\u2019Institute for the Study of War,\u00a0<em>thin thank<\/em>\u00a0con base a Washington. \u00abSe le forze di sicurezza (irachene,\u00a0<em>ndr<\/em>) non adotteranno le misure necessarie per garantire una durata di lungo termine a questa vittoria, ISIS potrebbe risorgere e riconquistare nuovo terreno\u00bb. \u00c8 uno scenario altamente probabile, a cui la multiforme galassia jihadista ha gi\u00e0 abituato il mondo nella tormentata storia dell\u2019Iraq del post Saddam Hussein.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/mosul-liberata-da-isis-iraq\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/mosul-liberata-da-isis-iraq\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di: LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone) Il premier Al Abadi annuncia la riconquista della roccaforte jihadista. 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