{"id":33025,"date":"2017-07-16T00:24:35","date_gmt":"2017-07-15T22:24:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33025"},"modified":"2017-07-12T22:25:41","modified_gmt":"2017-07-12T20:25:41","slug":"il-fronte-sovranista-italiano-e-la-scuola-pubblica-italiana-1a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33025","title":{"rendered":"Il Fronte Sovranista Italiano e la scuola pubblica italiana (1a parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">1. Ci\u00f2 che resta della scuola pubblica \u00e8 uno dei risultati del programma di trasformazione sociale perseguito con lungimirante tenacia e studiata lentezza dalle oligarchie liberali anglosassoni: a partire dagli anni &#8217;80, esse hanno riavviato la guerra fredda contro l&#8217;URSS e in un decennio l&#8217;hanno spinta al tracollo; poi hanno imposto in tutto il mondo le <em>liberalizzazioni<\/em>, cio\u00e8 l&#8217;abolizione delle leggi (<em>lacci e laccioli<\/em>) che frenavano l&#8217;iniziativa economica, e le <em>privatizzazioni<\/em>, cio\u00e8 l&#8217;acquisizione dei beni pubblici da parte dei monopolisti privati. L&#8217;emarginazione dello Stato dall&#8217;economia che ha reso onnipotenti le grandi concentrazioni capitalistiche transnazionali \u00e8 indicata con il nome asettico di <em>globalizzazione<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Soppresse le regole con cui gli Stati regolavano il mercato cos\u00ec da attutirne le asimmetrie e le disfunzioni, i capitali si sono precipitati dove il costo del lavoro era pi\u00f9 basso; chiuse le aziende in Occidente e riaperte in Oriente, incoraggiata l&#8217;immigrazione dei lavoratori dal Meridione, i lavoratori relativamente garantiti in Occidente sono stati esposti alla concorrenza di quelli non garantiti in Oriente; la disoccupazione montante cancellando la loro forza contrattuale li ha condannati alla precariet\u00e0 e al pauperismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">In Europa artefici della globalizzazione sono state le burocrazie della UE. Nel documento del Fronte Sovranista Italiano dedicato alla scuola \u00e8 riportata una dichiarazione della Commissione Europea secondo cui \u00abla UE si trova di fronte a una svolta formidabile indotta dalla mondializzazione e dalle sfide relative a un&#8217;economia fondata sulla conoscenza\u00bb. Si noti come la globalizzazione appaia qui non come un programma di un soggetto politico, non come <em>storia<\/em>, ma come una fase <em>storico-filosofica<\/em>, a cui non resta che adeguarsi. Si noti ancora l&#8217;oscurit\u00e0 del carattere della nuova fase: \u2018economia fondata sulla conoscenza\u2019. In realt\u00e0 l&#8217;economia \u00e8 <em>sempre<\/em> fondata sulla conoscenza: in ogni caso raccogliere, cacciare, produrre consistono nell&#8217;applicare tecniche e le tecniche implicano la disponibilit\u00e0 di conoscenze.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Il contesto della delocalizzazione produttiva suggerisce il significato nascosto di questa espressione impropria: poich\u00e9 la tecnica si divide in una fase ideativa e in una applicativa, in un sapere e in un fare, l&#8217;espressione rivela l&#8217;intenzione di mantenere in Occidente il <em>sapere<\/em> e di dislocare in Oriente il <em>fare<\/em>. La frase successiva, per cui l&#8217;Europa deve diventare \u00abl\u2019economia della conoscenza pi\u00f9 competitiva e dinamica del mondo, capace di una crescita economica duratura\u00bb, intesa in riferimento <em>esterno<\/em> al mondo, oltre a denunciare la velleit\u00e0 imperialistica della UE, le attribuisce la volont\u00e0 di un&#8217;asimmetria anzich\u00e9 l&#8217;obiettivo dell&#8217;equilibrio generale; ma l&#8217;asimmetria economica, lungi dal poter consentire la desiderata crescita duratura, induce le amarissime crisi. Intesa in riferimento <em>interno<\/em>, la frase annuncia la volont\u00e0 di scatenare una concorrenza tra i lavoratori che producono conoscenza, per abbassare i costi delle loro retribuzioni, cos\u00ec da aumentare i profitti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">La <em>scuola<\/em> deve provvedere al capillare assoggettamento al capitale dei lavoratori della conoscenza, cos\u00ec da perfezionare la proletarizzazione del ceto medio di cui sono parte. Applicata alla scuola, la retorica dell\u2019economia della conoscenza provoca per\u00f2 una contraddizione non meno grave dell&#8217;attendersi la crescita duratura dall&#8217;intensificazione della competitivit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">La scuola funzionale all&#8217;economia della conoscenza dovrebbe essere <em>pi\u00f9 licealizzata e meno professionalizzante<\/em>, orientarsi, anzich\u00e9 all&#8217;applicazione particolare, alla teoria generale; \u00e8 il generale infatti, in virt\u00f9 della sua astrazione dal particolare, ad essere flessibile e applicabile ai pi\u00f9 differenti ambiti empirici; dunque pi\u00f9 grammatica per facilitare l&#8217;apprendimento delle lingue e procurare agilit\u00e0 logica, pi\u00f9 matematica per sviluppare le capacit\u00e0 di astrazione e di rigore dimostrativo, pi\u00f9 storia per sviluppare il senso della complessit\u00e0, pi\u00f9 filosofia per sviluppare il senso critico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\"> Nulla di tutto ci\u00f2. Ignorando il significato di ci\u00f2 che dichiara, la Commissione europea pretende che il ruolo della scuola sia quello di \u00abdare la priorit\u00e0 allo sviluppo delle competenze professionali e sociali, per un migliore adattamento dei lavoratori alle evoluzioni del mercato del lavoro (CEE 1997)\u00bb. Una pretesa contraddittoria: se il mercato del lavoro si evolve, se ogni tecnica particolare diventa subito obsoleta ed \u00e8 sostituita da un&#8217;altra tecnica particolare, \u00e8 necessario insegnare <em>meno<\/em> tecniche particolari professionalizzanti condannate all&#8217;effimero, e <em>pi\u00f9<\/em> principi generali che restano stabili nell&#8217;evolversi della tecnologia: meno tornio, meno fresa, pi\u00f9 matematica, pi\u00f9 fisica, meno competenze concrete (professionali e sociali), pi\u00f9 competenze <em>universali<\/em>, valide cio\u00e8 in ogni situazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">La UE vuole intelligenze flessibili, cio\u00e8 universali, ma vuole educare i giovani europei irrigidendoli al particolare. La confusione aumenta al summit di Lisbona del marzo 2000. Racconta il documento FSI che vi \u00absi invocano competenze di base relative alla tecnologia dell&#8217;informazione, alla comunicazione nella lingua madre e nelle lingue straniere, e una cultura tecnologica, allo spirito d&#8217;impresa e alle attitudini sociali e si precisa che non si tratta di discipline come le abbiamo conosciute a scuola, bens\u00ec di \u2018vasti domini di conoscenze e di competenze, tutti interdisciplinari\u2019\u00bb. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">L&#8217;idea, in verit\u00e0 piuttosto totalitaria, \u00e8 che ogni alunno deve diventare un imprenditore. Di quale forza lavoro? \u00c8 ovvio: di quella del terzo mondo in cui \u00e8 emigrato il fare. Ma \u00e8 un errore credere che le capacit\u00e0 interdisciplinari possano essere conseguite <em>prima<\/em> e <em>indipendentemente<\/em> dalle capacit\u00e0 disciplinari, che in didattica la sintesi possa precedere le analisi. Saltare gli aridi elementi iniziali per affrettarsi al rigoglioso risultato definisce l&#8217;impazienza che impedisce l&#8217;apprendimento autentico e genera il dilettantismo improduttivo e imitativo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Questo mettere il carro davanti ai buoi, questo <em>volere il fine ultimo rifiutando i fini intermedi che ne sono i mezzi indispensabili<\/em> manifesta il liberalismo dilettantesco di ogni riforma della scuola ispirata dalla UE \u2013 un po&#8217; come la stessa UE che impone alle economie europee il fine ultimo dell&#8217;unione monetaria prima del fine intermedio della loro convergenza, provocandone proprio per questo una disastrosa divergenza: nell&#8217;uno e nell&#8217;altro caso si \u00e8 di fronte a dilettanti che mettono a repentaglio tutto ci\u00f2 che toccano con le loro manacce maldestre. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Si vogliono gli obiettivi tipici dell&#8217;educazione superiore: adattabilit\u00e0, flessibilit\u00e0, formazione permanente (chi aveva studiato nel liceo classico di una volta frequentava con successo ingegneria non meno di chi aveva studiato all&#8217;istituto tecnico \u2013 perch\u00e9 sapeva studiare), si raccomanda il mezzo loro contrario della professionalizzazione, che induce rigidit\u00e0, esecutivit\u00e0, refrattariet\u00e0 alla formazione continua.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Dietro questa contraddizione si agitano pi\u00f9 pensieri latenti. C&#8217;\u00e8 innanzitutto la grettezza del liberalismo come ideologia del grande capitale che <em>rifugge dagli investimenti a lungo e a lunghissimo termine<\/em>, perch\u00e9 ai loro pericoli preferisce i <em>facili guadagni di borsa<\/em> o quelli sicuri di monopolio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">La formazione teorica e la scienza sono molto pi\u00f9 di un investimento: non servono a fare soldi, anzi, il rapporto giusto \u00e8 che il fine ultimo della <em>vita activa<\/em> \u00e8 la <em>vita<\/em> <em>contemplativa<\/em> e che questa vada garantita innanzitutto per se stessa e solo secondariamente perch\u00e9 fornisce i mezzi del progresso della <em>vita activa<\/em>. Poich\u00e9 sono al di l\u00e0 di ci\u00f2 che si chiama \u2018razionalit\u00e0\u2019 economica, cio\u00e8 della cieca avidit\u00e0, e sono da sempre il frutto della cultura interdisciplinare che Aristotele chiamava <em>\u03c3\u03c7\u03bf\u03bb\u03ae<\/em> e i latini <em>otium<\/em>, la scienza e la teoria sono sempre state obiettivi dello Stato. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Il liberalismo, orientato all&#8217;accumulazione della ricchezza, \u00e8 talmente lontano dalla <em>vita contemplativa<\/em> da calunniarla come improduttiva quando vi si imbatte; viceversa, quando senza rendersene conto la raccomanda, la irrigidisce in una disciplina particolare insegnabile direttamente e in alternativa alle altre; cos\u00ec l&#8217;interdisciplinarit\u00e0 di cui parla la Commissione Europea, come disciplina da insegnare prima e in sostituzione delle discipline, \u00e8 la sapienza dell&#8217;insipiente, il dilettantismo in cui si risolve da sempre l&#8217;essenza della didattica liberale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Dietro la contraddizione di cogliere il frutto dell&#8217;interdisciplinarit\u00e0 senza arrampicarsi sui rami delle discipline, dietro l&#8217;ipocrisia di una didattica che promette altissimi obiettivi evitando la fatica dell&#8217;apprendere, riducendo quindi la scuola a paese dei balocchi, c&#8217;\u00e8 per\u00f2 un secondo pensiero latente, propriamente un interesse. Il liberalismo consiste nel liberalizzare e nel privatizzare l&#8217;attivit\u00e0 economica; <em>liberalizzare<\/em> significa abolire le leggi che frenano l&#8217;iniziativa del privato; ma le leggi sono il contenuto proprio della scienza; liberalizzare l&#8217;istruzione equivale dunque ad espellere la scienza dalla scuola, a umiliarla culturalmente e a sottometterla alla soggettivit\u00e0 privata. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Poich\u00e9 <em>privatizzare<\/em> significa invece cedere una funzione pubblica ai privati cos\u00ec che sia finalizzata al loro profitto, ne segue che <em>l&#8217;umiliazione del rigore scientifico della scuola pubblica tramite la sua liberalizzazione, annullandola come scuola e trasformandola in ospizio, stronca un agguerritissimo concorrente della scuola privata e permette di privatizzare l&#8217;istruzione<\/em>. Con la distruzione scientifica e culturale della scuola pubblica il bisogno di istruzione di qualit\u00e0 \u00e8 infatti costretto a trasformarsi in <em>domanda solvibile<\/em>, che genera a sua volta la relativa offerta e la relativa possibilit\u00e0 di profitto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">La liberalizzazione della scuola, la cosiddetta <em>autonomia<\/em>, ha lasciato sbizzarrire lo sperimentalismo didattico pi\u00f9 dilettantesco perch\u00e9 l&#8217;esito peggiore, il suo fallimento e il determinarsi di una situazione di sconsolato degrado culturale, era in fondo l&#8217;esito <em>sperato<\/em>, quello pi\u00f9 in armonia con l&#8217;utopia liberale di una societ\u00e0 in cui ogni attivit\u00e0 pubblica \u00e8 privatizzata. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Poich\u00e9 il fine ultimo dell&#8217;intervento liberale era il divaricarsi della scuola tra un&#8217;istruzione pubblica umiliata e un&#8217;istruzione privata d&#8217;eccellenza, il modello di ogni riforma scolastica \u00e8 stato trovato nella <em>scuola<\/em> <em>anglosassone<\/em>, che da sempre \u00e8 divisa in miserevoli scuole di stato e in costosissime <em>public school<\/em>, fonte di profitto per chi vi investe e di interessi per le banche che finanziano le famiglie del ceto medio che vi iscrivono i figli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia,palatino,serif;\"><em>[continua]<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) 1. Ci\u00f2 che resta della scuola pubblica \u00e8 uno dei risultati del programma di trasformazione sociale perseguito con lungimirante tenacia e studiata lentezza dalle oligarchie liberali anglosassoni: a partire dagli anni &#8217;80, esse hanno riavviato la guerra fredda contro l&#8217;URSS e in un decennio l&#8217;hanno spinta al tracollo; poi hanno imposto in tutto il mondo le liberalizzazioni, cio\u00e8 l&#8217;abolizione delle leggi (lacci e laccioli) che frenavano l&#8217;iniziativa economica, e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":65,"featured_media":33047,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[48,6,85],"tags":[5777,2378,2827,5778,5776,930,1159,196,5775],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/images-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8AF","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33025"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/65"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33025"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33025\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33083,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33025\/revisions\/33083"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33047"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33025"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33025"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33025"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}