{"id":33038,"date":"2017-07-12T11:20:15","date_gmt":"2017-07-12T09:20:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33038"},"modified":"2017-07-11T23:21:38","modified_gmt":"2017-07-11T21:21:38","slug":"storia-dellunione-europea-2016-2026-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33038","title":{"rendered":"Storia dell\u2019Unione Europea, 2016-2026. III Parte: il declino dell\u2019impero americano (1)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>PIER PAOLO DAL MONTE<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea, ovviamente, non era una sorta di sistema autopoietico, sospeso in un\u00a0<em>vacuum<\/em>planetario, ma era inserita in un sistema di relazioni internazionali (che sarebbe pi\u00f9 opportuno definire \u201crapporti di forza internazionali\u201d).<\/p>\n<p>Non possiamo quindi evitare di fare questa lunga digressione per parlare di alcuni fatti che si riguardarono la potenza egemone, gli Stati Uniti, che influenzarono fortemente la politica e i destini del vecchio continente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla svolta del millennio gi\u00e0 si poteva comprendere che gli Stati Uniti erano una potenza egemone giunta alla fase di declino, che cercava di mantenere la propria supremazia con la pi\u00f9 classica delle tecniche, il\u00a0<em>divide et impera<\/em>, ovvero promuovendo l\u2019instabilit\u00e0 in diverse aree del globo, ovvero perseguendo quello che fu definito, da alcuni, \u201ccaos sistemico\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/#_ftn1\" name=\"_ftnref\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>Il Medio Oriente era uno dei\u00a0<em>loci<\/em>\u00a0al centro di questa strategia.<\/p>\n<p>L\u2019invasione americana dell\u2019Iraq, col successivo annientamento del paese, aveva provocato un disordinato stato di guerriglia endemica che aveva, man mano, contaminato gran parte della regione. In quello stato di disordine prosperarono diverse bande di tagliagole che, alla fine, si raccolsero sotto l\u2019egida del fanatismo religioso, dando vita al famigerato \u201cStato Islamico di Iraq e del Levante\u201d (ISIL), anche noto come \u201cStato Islamico di Iraq e Siria\u201d (ISIS). Tale formazione fu, in gran parte, uno strumento promosso e finanziato dagli Stati Uniti e da altri stati del Golfo (specialmente Arabia Saudita, Emirati Arabi e Qatar) per spezzare l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Iraq, secondo linee di faglia etnico-religiose,<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/#_ftn2\" name=\"_ftnref\">[2]<\/a>\u00a0e per rovesciare il governo siriano, storico alleato della Russia, la cui importanza geopolitica stava rinascendo, non solo per propri meriti, ma grazie anche all\u2019inettitudine e alla protervia degli Stati Uniti. Questa rinascita si appales\u00f2 nel conflitto siriano, e fece fallire i piani dell\u2019amministrazione\u00a0<em>Obama<\/em>\u00a0per rovesciare il governo di\u00a0<em>Assad<\/em>\u00a0attraverso l\u2019intervento delle milizie dello \u201cStato Islamico\u201d, ben finanziate da\u00a0<em>Washington<\/em>\u00a0e dai suoi alleati del Golfo.<\/p>\n<p>L\u2019intervento militare della Russia vanific\u00f2 questi tentativi e, alla fine, dopo molte sofferenze, innumerevoli perdite di vite umane e un ingente esodo di profughi verso la Turchia e l\u2019Europa, il governo siriano riusc\u00ec , pian piano, a rovesciare la situazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno degli eventi che condussero ad una \u201csvolta\u201d nel conflitto, si verific\u00f2 circa tre settimane dopo che il referendum inglese aveva deciso l\u2019uscita del Regno Unito dall\u2019Unione Europea, e fu un accadimento destinato a cambiare gli equilibri della regione mediorientale.<\/p>\n<p>Stiamo parlando dello \u201cstrano\u201d tentativo di colpo di stato in Turchia del Luglio del 2016. La Turchia era l\u2019asse portante della NATO nell\u2019area ed uno dei pi\u00f9 accesi sostenitori delle milizie che si opponevano al governo siriano e, anche se non ufficialmente (come gli Stati Uniti, del resto), dei tagliagole dell\u2019ISIS.<\/p>\n<p>Nel corso di quel mancato\u00a0<em>golpe<\/em>, l\u2019allora presidente in carica,\u00a0<em>Erdogan<\/em>, si salv\u00f2 \u201cper il rotto della cuffia\u201d, grazie anche alle informazioni fornitegli dai servizi segreti di Mosca (e, si dice, addirittura per un intervento diretto delle forze speciali russe).<\/p>\n<p>Il disappunto col quale la notizia del fallimento del colpo di stato venne accolta da diversi esponenti dell\u2019<em>establishment<\/em>\u00a0americano<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/#_ftn3\" name=\"_ftnref\">[3]<\/a>, fece sorgere pi\u00f9 di qualche sospetto circa il coinvolgimento degli USA nell\u2019organizzazione del\u00a0<em>golpe.<\/em>\u00a0Ad ogni modo, il risultato di ci\u00f2, fu un notevole avvicinamento del governo turco alla Russia, dopo mesi di forti tensioni<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/#_ftn4\" name=\"_ftnref\">[4]<\/a>\u00a0e, di conseguenza una minore ostilit\u00e0 verso il governo di Damasco (almeno apparentemente). Di fatto, la Turchia smise di sostenere, in maniera palese, i tagliagole del sedicente \u201cstato islamico\u201d.<\/p>\n<p>Naturalmente questo mutamento di direzione fu alquanto sgradito agli Sati Uniti e ai suoi alleati del Golfo, perch\u00e9 era destinato ad compromettere i loro piani per la regione. Infatti, dopo pochi mesi, l\u2019esercito siriano, con l\u2019aiuto dei russi, riusc\u00ec a liberare Aleppo e a riconquistare gran parte del territorio che era in mano ai tagliagole di cui sopra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Naturalmente, vi sarebbe tanto altro da dire su quel tragico conflitto, ma questo ci porterebbe troppo lontano dai fatti che ci siamo proposti di narrare. Ci basti averne accennato, per sottolineare le crescenti difficolt\u00e0 degli USA nel mantenere il duplice ruolo di poliziotto e brigante mondiale, ovvero di seminatore di caos e tutore dell\u2019ordine. Queste difficolt\u00e0 erano uno dei segni del declino di quell\u2019egemonia che era stata indiscussa sino a qualche anno prima.<\/p>\n<p>Ci trasferiremo, quindi, dal Medio Oriente a\u00a0<em>Washington<\/em>, anche se questo viaggio ci porter\u00e0 ancor pi\u00f9 lontano dalle vicende europee. Tuttavia i fatti che riguardano la potenza egemone, riguardano tutto il mondo e, in particolare, per quel che ci interessa in questa sede, i suoi stati vassalli del vecchio continente e, nella fattispecie, della costruzione europea, che fu, almeno ai suoi esordi, nel dopoguerra, creazione americana<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/#_ftn5\" name=\"_ftnref\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>Senza dubbio, l\u2019evento pi\u00f9 significativo di quel 2016, cos\u00ec gravido di eventi, fu l\u2019elezione presidenziale americana che si svolse nel novembre di quell\u2019anno, nella quale ottenne la vittoria un vero e proprio \u201ccigno nero\u201d, la cui affermazione non era stata prevista (n\u00e9, tantomeno, auspicata) dai vari e sedicenti \u201canalisti\u201d, \u201csondaggisti\u201d e giornalisti (tutte categorie che fanno rima con quella degli \u201conanisti\u201d), ovvero il candidato repubblicano\u00a0<em>Donald Trump<\/em>. Quell\u2019elezione fu il tipico esempio \u2013e piuttosto eclatante- di come, assai spesso, le previsioni si confondano con le speranze. I vari e sedicenti \u201canalisti\u201d, \u201csondaggisti\u201d, giornalisti e onanisti (questi ultimi sotto forma di \u201cintellettuali\u201d organici al potere, guitti, cinematografari e canzonettisti vari), di cui sopra,\u00a0<em>speravano<\/em>\u00a0che il futuro vincitore non vincesse, e gabellarono quelle speranze per previsioni.<\/p>\n<p>Il trionfo di\u00a0<em>Trump<\/em>\u00a0scaten\u00f2 variopinte manifestazioni di piazza che videro la partecipazione di innumerevoli anime belle intossicate dall\u2019ideologia del \u201cpoliticamente corretto\u201d (aedi prezzolati o indottrinati dal complesso militar-finanziario-globalista-neoliberale, che puntava sull\u2019elezione della psicopatica\u00a0<em>Hillary Clinton<\/em>), nelle quali si assistette a numerose scene di pubblica disperazione e di ira scomposta nei confronti del\u00a0<em>tycoon<\/em>\u00a0dal pel di carota.<\/p>\n<p>Era la strana democrazia dei \u201cdemocratici\u201d, che si era gi\u00e0 vista all\u2019opera in occasione della\u00a0<em>Brexit<\/em>, secondo la quale gli unici esiti elettorali legittimi erano quelli che decretavano la vittoria del proprio candidato preferito (o del risultato preferito).<\/p>\n<p>Gli analisti-sondaggisti-onanisti. di cui sopra, si esercitarono, quindi, in sproloquianti vaticini circa il corso della presidenza di\u00a0<em>Trump,\u00a0<\/em>preannunciando catastrofi. Certo, bisogna riconoscere che il nuovo presidente era assai diverso dal suo predecessore,\u00a0<em>Barack Obama<\/em>, epitome del politicamente corretto e tentativo ben riuscito da parte delle oligarchie globaliste neoliberali di porre sul trono dell\u2019impero centrale un proprio fantoccio. All\u2019epoca della sua elezione (parliamo del 2008) era necessario uno specchietto per le allodole, un candidato che fosse apparentemente \u201cdi rottura\u201d per attirare un elettorato piuttosto provato dalle fallimentari e costosissime imprese della simpatica triade\u00a0<em>Bush-Cheney-Rumsfeld<\/em>, nonch\u00e8 dalla crisi infinita che attanagliava gli Stati Uniti, e che aveva spazzato via buona parte della classe media (arricchendo per\u00f2 i ricchi).<\/p>\n<p>Il candidato \u201c<em>bello, giovane e abbronzato<\/em>\u201d fu un vero e proprio capolavoro di manipolazione delle masse: si adoper\u00f2 un argomento che era razzista nella sua sostanza, ovvero il mito del \u201cbuon selvaggio\u201d, per propagandare la \u201cbont\u00e0 ontologica\u201d del presidente afro-americano, rispetto alla \u201cmalvagit\u00e0\u201d dei \u201cbianchi cattivi\u201d che l\u2019avevano preceduto, che avevano seminato morte e distruzione in tutto il mondo (e crisi in casa propria).<\/p>\n<p>L\u2019argomentazione, implicitamente, suonava, pi\u00f9 o meno, cos\u00ec: \u00ab<em>poich\u00e9 un afro-americano fa parte di una minoranza oppressa e sfruttata \u00e8, per ci\u00f2 stesso, ontologicamente innocente e quindi buono. Inoltre, la sua elezione a presidente, non solo rappresenta un segno di riscatto per tutte le minoranze oppresse e sfruttate\u00a0<\/em>(che, nella fattispecie, erano maggioranza, visto che, da che mondo \u00e8 mondo, gli \u201csfruttati\u201d sono sempre pi\u00f9 numerosi degli \u201csfruttatori\u201d)<em>\u00a0ma, sicuramente, porter\u00e0 portato all\u2019 affrancamento degli oppressi e degli sfruttati<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>Questo messaggio subliminale, fu, a tal punto, introiettato dall\u2019opinione pubblica di tutto il mondo che nessuno ebbe a lamentarsi quando quest\u2019ontologica bont\u00e0 fu sancita ufficialmente con un premio Nobel per la Pace \u201calla fiducia\u201d, ovvero prima ancora che vi fosse stato, per costui, il tempo di fare alcunch\u00e9.<\/p>\n<p>Naturalmente, questa presunzione di \u201cbont\u00e0 primigenia\u201d si rivel\u00f2 alquanto fallacce, come egli ebbe a dimostrare negli anni successivi. Certo, si comportava con appropriatezza di modi, si dimostr\u00f2 un abile oratore ed era assai presentabile in societ\u00e0. Tuttavia non fece alcunch\u00e9 per modificare la politica dei precedenti \u201cesportatori di democrazia\u201d, anzi, la sua presidenza condusse ad un peggioramento delle condizioni delle classi medie e di quelle povere in patria, e ad un\u2019intensificazione della strategia di promozione del \u201ccaos sistemico\u201d nel resto del mondo, che il \u201cpresidente buono\u201d persegu\u00ec con protervia. Certamente non mancarono grandi proclami, da parte sua, ma la tecnica di perseguire l\u2019egemonia seminando il caos nel resto del mondo, non cambi\u00f2.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come non cambi\u00f2 la politica interna di r<em>obin-hoodismo<\/em>\u00a0invertito, ovvero l\u2019impoverire i poveri per arricchire i ricchi. All\u2019indomani della crisi finanziaria pi\u00f9 devastante dopo quella del \u201929, dopo aver salvato un po\u2019 di istituzioni finanziarie sull\u2019orlo della bancarotta (atto, peraltro, doveroso, per evitare il collasso del sistema) che, come d\u2019uso, avevano privatizzato i profitti e socializzato le perdite, la nuova amministrazione americana non fece praticamente nulla di sostanziale per sanzionare i comportamenti fraudolenti che avevano condotto a quella crisi. Non vennero introdotte regolamentazioni efficaci per limitare l\u2019uso di strumenti finanziari di dubbia trasparenza e di elevato rischio (i famosi\u00a0<em>derivati<\/em>: CDO, CDS, ecc.) e neppure si cerc\u00f2 di punire i colpevoli, quelle\u00a0<em>\u00e9lites<\/em>\u00a0finanziarie e bancarie che erano state responsabili della crisi e della susseguente recessione, che aveva provocato un ulteriore impoverimento negli strati pi\u00f9 poveri della popolazione, creato masse di senza tetto (a causa dei mutui non pagati), e portato al collasso i fondi pensione che avevano investito negli strumenti promossi dalle istituzioni finanziarie<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/#_ftn6\" name=\"_ftnref\">[6]<\/a><\/p>\n<p>Tuttavia, quelle istituzioni erano le stesse che avevano<\/p>\n<p>sostenuto l\u2019elezione del \u201cpresidente buono\u201d, quello che proveniva da una minoranza oppressa, per dar un contentino alla popolazione americana, impoverita e rabbiosa. E, visto che\u00a0<em>pecunia non olet<\/em>, poteva forse quest\u2019ultimo rivolgersi rabbiosa ingratitudine contro la mano che l\u2019aveva generosamente finanziato?<\/p>\n<p>(Continua)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/#_ftnref\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Cfr. Giovanni Arrighi, Beverly Silver,\u00a0<em>Chaos and Governance in the Modern World System<\/em>, University of Minnesota Press, Minneapolis 1999;<\/p>\n<p>Samir Amin,\u00a0<em>Empire of Chaos<\/em>, Monthly Review Press, New Yourk, 1992<\/p>\n<p>Prem Shankar Jha,\u00a0<em>The Twilight of the Nation State<\/em>, Pluto Press, London, 2006<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/#_ftnref\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0Sciti, sunniti e curdi<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/#_ftnref\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Edward Luttwak,\u00a0<em>Why turkey\u2019s coup d\u2019\u00e9tat failed<\/em>, Foreign Policy, July 16, 2016<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/#_ftnref\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0Il cui punto critico fu in cccasione dell\u2019abbattimento di un velivolo militare russo da parte dell\u2019aviazione di Ankara<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/#_ftnref\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0Cfr.:\u00a0Jean Monnet,\u00a0<em>Memoirs<\/em>, Doubleday &amp; Company, Inc., New York 1978;<\/p>\n<p>Christopher Booker, Richard North,\u00a0<em>The Great Deception. Can the European Union Survive?<\/em>\u00a0, Continnum, London, 2005;<\/p>\n<p>Aldrich, Richard J.(1997),\u00a0<em>OSS, CIA and European unity: The American committee on United Europe, 1948- 60\u2032<\/em>,Diplomacy &amp; Statecraft,8:1,184 \u2014 227<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/#_ftnref\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0Philp Mirowski, Never let a serious crisis go to waste, Verso, London-New York, 2013, p.8<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/\">http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/06\/28\/storia-dellunione-europea-2016-2016-iii-parte-il-declino-dellimpero-americano-1\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIER PAOLO DAL MONTE L\u2019Unione Europea, ovviamente, non era una sorta di sistema autopoietico, sospeso in un\u00a0vacuumplanetario, ma era inserita in un sistema di relazioni internazionali (che sarebbe pi\u00f9 opportuno definire \u201crapporti di forza internazionali\u201d). 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