{"id":33051,"date":"2017-07-12T12:03:47","date_gmt":"2017-07-12T10:03:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33051"},"modified":"2017-07-12T12:03:47","modified_gmt":"2017-07-12T10:03:47","slug":"il-leader-che-andava-di-fretta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33051","title":{"rendered":"Il leader che andava di fretta"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p>Il leader che andava di fretta ha scalato rapidamente il potere e altrettanto velocemente si \u00e8 incamminato sul viale del tramonto. L\u2019establishment che lo aveva acclamato e coccolato non si fida pi\u00f9, ha capito che Renzi pensa prima di tutto a se stesso e poi eventualmente a tutto il resto. D&#8217;altronde buona parte del lavoro sporco \u00e8 stato fatto &#8211; lavoro, pensioni, Sblocca-Italia &#8211; e solo le riforme istituzionali \u201cmodello JP Morgan\u201d non sono passate. Meglio, ora, uno che mantenga un profilo pi\u00f9 discreto, uno come Gentiloni, per dire.<\/p>\n<p>Renzi, nonostante il consenso (quasi) bulgaro nel suo partito, oggi non \u00e8 affatto forte nel paese e ha una sola speranza di rimonta: un buon successo alle prossime elezioni. Ed ecco dunque i primi fuochi d&#8217;artificio della campagna elettorale: basta col Fiscal compact e 30 miliardi l&#8217;anno per cinque anni da destinare in massima parte a riduzioni delle tasse e distribuzione di soldi. Poi, siccome bisogna fare almeno finta di non essere solo uno spendaccione, ritira fuori la vecchia idea di un fondo per valorizzare il patrimonio pubblico.<\/p>\n<p>Immediati strali gli arrivano non solo da Bersani (\u201c\u00c8 la classica ricetta di tutte le destre\u201d, e in effetti \u00e8 vero), ma anche da casa sua, dal giovane e rampante ministro Carlo Calenda. Quei soldi sarebbero pi\u00f9 produttivi destinandoli agli investimenti, dice Calenda, tranne una parte per sostenere chi \u00e8 pi\u00f9 in difficolt\u00e0; e sentita cos\u00ec sembrerebbe una critica di tipo keynesiano, ma \u00e8 lecito dubitare che lo sia. Keynesiani sarebbero investimenti pubblici, ma \u00e8 pi\u00f9 probabile che il ministro pensi ad agevolazioni che spingano gli investimenti privati, sul tipo degli ammortamenti super e iper: non \u00e8 la stessa cosa, l&#8217;investimento pubblico manda di sicuro soldi nell&#8217;economia, i privati li puoi stimolare, ma non \u00e8 detto che poi investano o investano abbastanza, specie se la domanda complessiva rimane fiacca. Zuccherini finali, un paio di accenni alla necessit\u00e0 di procedere con le privatizzazioni e al problema del debito pubblico.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0, se Renzi perder\u00e0 la sua scommessa potrebbe essere lui il surrogato italiano di Macron. \u00c8 un buon rappresentante della destra moderna e post-democratica. Si \u00e8 battuto come un leone per il Ttip, il famigerato trattato Usa-Ue che per fortuna ora \u00e8 in stallo (ma non \u00e8 detto che sia defunto), e poi perch\u00e9 il Ceta, il fratello minore Ue-Canada, passasse senza dover essere approvato dai Parlamenti nazionali. Per ora ha perso, ma ha fatto vedere di che pasta \u00e8 fatto, ed \u00e8 sicuramente una pasta che piace a all\u2019establishment europeo.<\/p>\n<p>Gentiloni comunque non \u00e8 affatto fuori gioco ne\u2019 ci si sente, come fanno capire le notizie di cui ha parlato Repubblica qualche giorno fa sul piano di sgravi contributivi da 7 miliardi che dovrebbe sostituire gli incentivi alle assunzioni che scadono a fine anno, cosa che fa temere un&#8217;ondata di licenziamenti. Ma ci sarebbe anche un altro piano, preparato dal dipartimento delle Finanze (l\u2019ex ministero, confluito nell\u2019Economia insieme a Tesoro e Bilancio) e gi\u00e0 consegnato al ministro Padoan. Non punta su sgravi temporanei, ma su una riduzione strutturale del cuneo fiscale. Costa di pi\u00f9, 11 miliardi, che sarebbero distribuiti in modo da ridurre 4 punti alle imprese e uno e mezzo ai lavoratori. Bisogna dire che tra i modi di ridurre le tasse alle imprese e il costo del lavoro, questo non sarebbe tra i peggiori.<\/p>\n<p>Bisogner\u00e0 vedere che cosa sceglier\u00e0 Padoan, o, in alternativa, quale ipotesi sar\u00e0 pressato a scegliere. Il ministro dell\u2019Economia \u00e8 fatto della stessa pasta di Draghi. Persone tecnicamente preparate, che capiscono i problemi, ma spesso non agiscono di conseguenza, perch\u00e9 il potere politico a cui fanno riferimento impone cose diverse. In questi due casi \u00e8 un guaio, perch\u00e9 avrebbero fatto senz&#8217;altro meglio di quello che la politica neo-ordo-liberista ha imposto all\u2019Europa e all\u2019Italia (a cui noi abbiamo aggiunto l\u2019incompetenza di Renzi e dei suoi consiglieri). Ma d\u2019altronde non si pu\u00f2 invocare il primato della politica sulla tecnocrazia e poi lamentarsi di questo fatto. Sta agli elettori scegliere politici diversi. Diciamo per\u00f2 che finora Draghi si \u00e8 dimostrato assai pi\u00f9 abile dal punto di vista politico, perch\u00e9 alla fine su alcune decisioni cruciali ha saputo convincere i politici che contano (leggasi Merkel).<\/p>\n<p>Padoan ha posto per tempo a Bruxelles il problema del metodo sballato usato dalla Commissione per calcolare il Pil potenziale, che ci ha imposto ancora pi\u00f9 austerit\u00e0, ma, ammesso e non concesso che esista un metodo corretto, ci hanno lasciato cantare (come sul bail in, i salvataggi bancari, ecc.). \u00c8 anche vero che, visto come \u00e8 stata usata la \u201cflessibilit\u00e0\u201d ottenuta da Renzi, forse quel fatto ha evitato ulteriori sprechi. Insomma, Draghi \u00e8 riuscito a convincere Merkel su alcune cose importanti, Padoan con Renzi non c&#8217;\u00e8 l\u2019ha fatta.<\/p>\n<p>La campagna elettorale si annuncia accesa e costellata di promesse mirabolanti. Se Renzi manterr\u00e0 il suo veto al Fiscal compact far\u00e0 una delle poche cose buone della sua carriera politica. Si spera che non sia un\u2019opposizione strumentale, da scambiare alla fine con il permesso di distribuire qualche mancia in pi\u00f9. Di austerit\u00e0 si muore, ma di soldi ne abbiamo gi\u00e0 sprecati troppi.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2017\/07\/11\/il-leader-che-andava-di-fretta\/\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2017\/07\/11\/il-leader-che-andava-di-fretta\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Il leader che andava di fretta ha scalato rapidamente il potere e altrettanto velocemente si \u00e8 incamminato sul viale del tramonto. L\u2019establishment che lo aveva acclamato e coccolato non si fida pi\u00f9, ha capito che Renzi pensa prima di tutto a se stesso e poi eventualmente a tutto il resto. 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