{"id":33121,"date":"2017-07-14T13:23:08","date_gmt":"2017-07-14T11:23:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33121"},"modified":"2017-07-14T13:23:08","modified_gmt":"2017-07-14T11:23:08","slug":"aiutiamoci-a-casa-nostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33121","title":{"rendered":"Aiutiamoci a casa nostra"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ALBERTO BAGNAI<\/strong><\/p>\n<p>Ho poco tempo (scadr\u00e0 quando Marta arriver\u00e0 in ufficio), e vorrei condividere con voi qualche riflessione non tecnica. Il tempo della &#8220;tecnica&#8221;, d&#8217;altra parte, \u00e8 finito. Quelli di voi che potevano capire &#8220;tecnicamente&#8221;, hanno gi\u00e0 sufficienti strumenti. Chi non poteva (l&#8217;adorabile Nat, per la quale una sottrazione &#8211; perch\u00e9 un saldo questo \u00e8 &#8211; si configura quale paradosso logico insormontabile) \u00e8 vergine (intellettualmente, dato che mi risulta abbia un paio di figli e non vada in giro con un manti azzurro), e ci ha pensato il carisma. Certo, potremmo andare oltre, e ci divertiremmo molto.<\/p>\n<p>Ma dovrei fornirvi (e lo far\u00f2) alcuni rudimenti minimi di statistica: diciamo, portarvi al test della t di Student, in modo da farvi apprezzare la mediocrit\u00e0 del male, lo squallore di certe analisi mainstream, che si traduce anche (spesso e volentieri) nell&#8217;evanescenza dei risultati sotto il profilo statistico. Certo, imponendovi un po&#8217; di econometria for dummies vi renderei il grande favore di farvi sentire inteligenti, vi darei altri argomenti per battibeccare coi piddini (attivit\u00e0 che suscita in me profondo disprezzo per chi vi si dedica, da entrambi i lati del vuoto dialettico). Ma mi sembra che ci siano esigenze pi\u00f9 pressanti da soddisfare: la nostra democrazia \u00e8 in pericolo: un pericolo per sua natura insidioso e diffuso.<\/p>\n<p>Non sono un politologo, quindi non so cosa sia la democrazia tecnicamente. Emotivamente, tenderei a definirla come un regime politico che d\u00e0 libert\u00e0 di espressione, che d\u00e0 voice, come dicono (per una volta in modo espressivo) i nostri fratelli britannici. Per avvelenare la democrazia, quindi, basta fare una semplice operazione: inquinare il linguaggio. Questa \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 alla quale i media, che sono il nemico prossimo della democrazia, il suo assassino (il mandante essendo il capitale), si dedicano con tenacia e sagacia, come il post precedente dimostra.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 (ancora) bisogno di censura, di limitazione &#8220;esogena&#8221; della libert\u00e0, di costrizione. Non ci trattano come trattarono Gramsci perch\u00e9 hanno trovato un modo pi\u00f9 efficiente (in quanto massivo e politicamente sostenibile) di &#8220;impedire ai cervelli di pensare&#8221;: impadronirsi del linguaggio e sovvertirne l&#8217;uso, impedire che le cose vengano chiamate col loro nome, e in limitatissimi casi addirittura criminalizzare l&#8217;uso del termine lessicalmente corretto, in nome del politicamente corretto. L&#8217;impedimento, col tempo, diventa endogeno: disapprendiamo la nostra lingua, e cos\u00ec perdiamo la capacit\u00e0 di rappresentare (e quindi di far comprendere, ma anche di comprendere) i processi in atto.<\/p>\n<p>Quando si arriva a questo punto abbiamo perso, perch\u00e9 scompare, in effetti, lo stesso terreno di scontro: avere voice non serve pi\u00f9, perch\u00e9 cos\u00ec come non si pu\u00f2 combattere senza conoscere il linguaggio del nemico (indispensabile per comprenderne e prevenirne le tattiche), \u00e8 evidentemente utopistico pensare di vincere una battaglia politica usando il linguaggio del nemico: se le sue parole diventano le tue, il tuo discorso, fatti salvi casi di eccezionale talento, fatalmente diventa il suo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 che questa sia una novit\u00e0, per chi segue questo blog, o, per altri versi, il blog del Pedante (epigono di grande talento: avercene!), e non \u00e8 certo una novit\u00e0 per chi si sia ormai deterso la ricottina del rigurgito dalla nascente peluria. Quelli della mia et\u00e0 si ricorderanno di come il capitale, negli anni &#8217;80, ci fece digerire la nostra sconfitta propugnando l&#8217;idea che tutti fossimo capitalisti: la nostra sconfitta, cio\u00e8 la liberalizzazione dei mercati finanziari, ci veniva presentata ossessivamente, insistentemente, come una nostra vittoria, come la possibilit\u00e0 di essere tutti azionisti.<\/p>\n<p>Peccato che il mercato finanziario, per sua natura, in tanto \u00e8 efficiente in quanto veicoli correttamente le informazioni, e che nella vita vera l&#8217;informazione non sia diffusa, atomistica, simmetrica, gratuita, come dovrebbe essere per assicurare mercati efficienti, ma sia circoscritta, concentrata, asimmetrica, monopolistica, in mano a quelli che dai mercati traggono benefici esorbitanti, ovviamente a scapito di perdite altrui esorbitanti nel totale, ma individualmente sostenibili, di norma, perch\u00e9 ripartite su un gran numero di &#8220;buoi&#8221;.<\/p>\n<p>Ci voleva molto a capirlo?<\/p>\n<p>No: sull&#8217;argomento, di per s\u00e9 non impenetrabile, giravano anche film di discreto successo!<\/p>\n<p>Ma \u00e8 bastato sedare, in forme e modi che gli storici appureranno, chi doveva difendere gli interessi contrapposti a quelli del capitale, per rendere questa storiella della fine delle classi sociali totalmente egemone. Per l&#8217;uomo &#8220;de sinistra&#8221; odierno, un operaio \u00e8 un Marchionne che non ce l&#8217;ha fatta: e come \u00e8 merito di Marchionne se ce l&#8217;ha fatta, \u00e8 demerito dell&#8217;operaio se guadagna una frazione infima di quanto guadagna il simpatico manager che non si sa annodare una cravatta (ed \u00e8 pertanto caro ai nostri progressisti, i quali sono restii ad annodarsi qualcosa intorno al collo, forse perch\u00e9 sanno di meritarselo).<\/p>\n<p>Questa mortificazione del linguaggio, questo avvelenamento della democrazia, procede, facendo strame (tra l&#8217;altro) di tutte le istituzioni nelle quali ritenevamo di poter aver fiducia, e che invece si sono dimostrate del tutto allineate a un semplice modello concettuale: chi viene finanziato con soldi pubblici in un contesto in cui lo Stato \u00e8 catturato da interessi economici si allinea al pensiero unico del capitale e se ne fa docile servitore.\u00a0Pensate, tanto per fare un esempio, allo squallore di Bran Academy, di cui nel 2010 si discusse la chiusura, che poi non avvenne.<\/p>\n<p>Grati del salvataggio, gli illustri cattedratici si sono dati a esercizi meramente accademici, come sindacare su chi usasse il termine bail in, ma, attenzione!, non l&#8217;hanno fatto per difendere l&#8217;uso di una lingua che forse non conoscono (al cruscologo dauno o camuno, con tutto l&#8217;amore che ho per questi territori, credo poco, scusatemi: anche l&#8217;italiano va aiutato a casa sua&#8230;), ma per intorbidare ulteriormente le acque. Il bail in, infatti, non \u00e8 un &#8220;salvataggio dall&#8217;interno&#8221;, come qualche sprovveduto funzionale alle logiche del sistema andava sostenendo, forse aspettando una carezza del Capitale (sotto forma di elemosina per tirare avanti ancora un po&#8217;&#8230;), e non lo \u00e8 non solo perch\u00e9 non salva un bel nulla (tant&#8217;\u00e8 vero che, come sapete, le banche italiane sono state lasciate in stato di marcescenza nell&#8217;attesa che i regolatori europei trovassero un modo onorevole per disapplicare le norme che essi stessi avevano disegnato e di cui ci avevano eletti a cavie, distruggendo, invece di salvarle, alcune banche e alcune vite), ma anche perch\u00e9 esiste una legge universale, che travalica i confini delle singole discipline:<\/p>\n<p>\u00e8 quella che rende esagonali le celle delle api, \u00e8 quella che ci fa percepire una frattura del remo nel punto in cui si immerge in acqua. La Natura segue percorsi di minimo, \u00e8 ottimizzante, aborre gli sforzi inutili, e cos\u00ec &#8211; vi assicuro &#8211; nonostante le apparenze, fa l&#8217;arte, e cos\u00ec fa il linguaggio (ed \u00e8 questo, fra l&#8217;altro, che assicura l&#8217;osmosi perenne fra una lingua e l&#8217;altra: la scoperta di modi pi\u00f9 sintetici ed espressivi per esprimere un concetto).<\/p>\n<p>Avete contato i caratteri di &#8220;salvataggio dall&#8217;interno&#8221;? Bene: ora contate i caratteri di &#8220;esproprio&#8221;. A occhio sono di meno, no? Chi vi dice di difendere il linguaggio usando una circonlocuzione prolissa e concettualmente falsa invece di un termine conciso, espressivo, e corretto, non sta difendendo il linguaggio: sta difendendo il capitale.<\/p>\n<p>La Crusca, di cui mi venne detto avesse fatto simile lavoro (coi soldi nostri), o i Lincei, dove ancora troviamo queste slides (particolarmente poco pregevoli, soprattutto per come insultano il paese valutando il merito dei suoi governi sulla base delle copertine della grande stampa internazionale, prona ad interessi esplicitamente avversi alla nostra costituzione democratica), dovranno essere affidate a quel mercato che con tanta passione hanno difeso, e che far\u00e0 di loro strame come meritano. C&#8217;\u00e8 chi paga per fottere: io certamente non pago per essere fottuto.<\/p>\n<p>L&#8217;economia, si sa, \u00e8 cosa difficile. Laggente (ma anche Nat) non capiscono che se escono pi\u00f9 soldi di quanti ne entrano alla fine c&#8217;\u00e8 un probblema. Mettere un segno pi\u00f9 davanti a quanto entra, e un segno meno davanti a quanto esce, \u00e8 tecnicismo astruso, per molti, \u00e8 sforzo di astrazione che a molti appare sterile. Il caparbio rifiuto ideologico (perch\u00e9 questo \u00e8) di utilizzare un linguaggio meno ambiguo (quello dei pi\u00f9 e dei meno) espone cos\u00ec i volenterosi critici del sistema, quelli che hanno intuito che qualcosa non va, ad allinearsi, insensibilmente, involontariamente, inconsciamente, ai suoi volenterosi carnefici.<\/p>\n<p>Ma il Signore \u00e8 misericordioso, a modo suo, e, come la Bibbia in mille occasioni ci rammenta, ci invia segnali. Ecco: la cosiddetta &#8220;crisi&#8221; dei cosiddettissimi &#8220;migranti&#8221; possiamo anche vederla come un segnale: un segnale importantissimo e utilissimo per capire in che modo il capitale arma i suoi sicari (i media) per uccidere la democrazia.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 parlare di &#8220;migranti&#8221;, come sapete, \u00e8 una lieve forzatura del linguaggio. Queste persone per l&#8217;Italia non sono &#8220;migranti&#8221;, e infatti nelle statistiche ufficiali di &#8220;migranti&#8221; non si parla, ma di &#8220;immigrati&#8221;. L&#8217;uso di un termine tecnicamente scorretto, quando non lessicalmente improprio, dovrebbe suscitare sospetto: sospetto che diventa certezza quando si veda, come non vogliono farci vedere (e quindi non vediamo), che negare l&#8217;uso del termine &#8220;immigrati&#8221; significa negare la legittimit\u00e0 del nostro punto di vista, il punto di vista di un paese in cui la disoccupazione \u00e8 raddoppiata e la povert\u00e0 triplicata in pochi anni come risultato di precise scelte politiche, dettate da regole adottate per precisi motivi di distribuzione del reddito.<\/p>\n<p>Il nigeriano col quale ho parlato venendo dalla Bios all&#8217;ufficio non \u00e8 un migrante: \u00e8 un emigrato (dalla Nigeria, per motivi da approfondire) ed \u00e8 un immigrato (in Italia, con conseguenze da approfondire). Cos\u00ec figura (se figura) nelle statistiche del suo e del mio paese: questo \u00e8 il dato. Ma il dato \u00e8 amico della verit\u00e0, quindi nemico del capitale e della sua simpatica favoletta.<\/p>\n<p>Basterebbe questo (e, del resto, ora devo smettere: \u00e8 appunto arrivata Marta) per far capire come stanno le cose.<\/p>\n<p>Ma forse qualche elemento di riflessione in pi\u00f9 occorre darlo, tanto per portare elementi di verit\u00e0 nel discorso: cose che sapete, ma che mi sento di ripetervi per giustificare la mia ambizione di essere nominato miglior sito politico e d&#8217;opinione ai prossimi MIA17.<\/p>\n<p>Intanto, torniamo all&#8217;inciso: se (il simpatico nigeriano) figura (nelle statistiche). Ecco, forse dovremmo ricordarci che se ci sono delle leggi, sia nazionali che internazionali, a disciplinare l&#8217;ingresso di esseri umani (come di qualsiasi altra cosa, peraltro) in una data polity, in una data comunit\u00e0, chi le viola \u00e8 per definizione un criminale, un delinquente (e chi lo aiuta, come le ONG, concorre al delitto, e chi non se ne distanzia con vigore, come nessuna delle ONG asseritamente &#8220;nobili&#8221; ha fatto, purtroppo, si merita il sospetto nel quale incorre &#8211; e che potr\u00e0 quantificare fra due anni alla liquidazione del 5&#215;1000).<\/p>\n<p>Poi, si pu\u00f2 discutere delle motivazioni per le quali si \u00e8 spinti a delinquere, e naturalmente c&#8217;\u00e8 chi \u00e8 chiamato a valutarle. In un ordinamento democratico, per\u00f2, questo &#8220;qualcuno&#8221; \u00e8 l&#8217;ordine giudiziario, che lo fa secondo le norme che la polity in questione si \u00e8 data. Non dovrebbero farlo i giornali. Ma lo fanno. Quando un giornale si rifiuta di chiamare clandestino chi \u00e8 clandestino, o quando emette in prima pagina su cinque colonne una sentenza di condanna verso chi magari non ha nemmeno ancora ricevuto un avviso di garanzia, sta facendo esattamente la stessa operazione (anche se in un caso n\u00e9 noi n\u00e9 lui ce ne rendiamo conto): si sta sostituendo alla magistratura.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, vedete, \u00e8 un dato di fatto: un conto sono i rifugiati, e un conto gli immigrati. Se ci sono due parole diverse, un motivo ci sar\u00e0. E un conto sono i naufraghi, e un altro conto sono i passeggeri (per quanto pericoloso sia il mezzo che sono stati criminalmente indotti a scegliere). Anche qui, se ci sono due parole, un motivo ci sar\u00e0.<\/p>\n<p>Riflettiamo sui rifugiati: persone i cui diritti politici o civili (o, in generale, umani) sono gravemente lesi nel paese in cui risiedono. Anche qui, la mia definizione \u00e8 sbrigativa. Quella corretta esiste, ed \u00e8 data dalla Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifiugiati. Ora, si potrebbe andare sul tecnico, sul difficile&#8230; ma andr\u00f2 sul semplice, dove non vogliono che andiate perch\u00e9 potreste capire cosa sta succedendo. Il semplice fatto che esistano dei rifugiati, cio\u00e8 persone delle quali \u00e8 ufficialmente riconosciuto che devono abbandonare una polity e muoversi in un&#8217;altra per potersi realizzare come esseri umani, per potersi esprimere, ci fa capire quanto sia essenziale, in termini di promozione umana e di protezione dei diritti universali dell&#8217;uomo, che esistano polity diverse.<\/p>\n<p>E in cosa si traduce, concretamente, l&#8217;esistenza di diverse polity? Nei confini che le separano. A me fa tenerezza, ma anche un po&#8217; paura e molto schifo, che ci sia chi, sdilinquendosi ostentatamente per il debole e l&#8217;oppresso (rigorosamente altrui), propugna l&#8217;abolizione delle frontiere. Un mondo senza confini \u00e8 come un corpo senza membrane cellulari: un simpatico lago di citoplasma, che il sole di questi giorni farebbe evaporare nel giro di un quarto d&#8217;ora. I rifugiati sono persone che hanno necessit\u00e0 di superare un confine per pensare diversamente, e questo semplice dato strutturale ci fa comprendere che chi \u00e8 sinceramente amico della diversit\u00e0 e della possibilit\u00e0 di esprimerla deve difendere le frontiere (non mi addentro sul fatto che questo sarebbe anche un obbligo imposto dal Trattato di Schengen &#8211; basta leggere il Capo II dell&#8217;Accordo di Schengen).<\/p>\n<p>Ma per qualche strano motivo, gli amici della &#8220;diversit\u00e0&#8221; sessuale, culturale, e via dicendo, sono anche quelli che lottano strenuamente insieme al capitale perch\u00e9 venga abolito il presupposto della diversit\u00e0 politica, che poi \u00e8 il presupposto fondamentale perch\u00e9 le altre diversit\u00e0 vengano riconosciute e disciplinate (nell&#8217;interesse di chi, legittimamente, volesse essere uguale, magari perch\u00e9 ha letto Sandro Penna:<\/p>\n<p>Felice chi \u00e8 diverso<br \/>\nessendo egli diverso.<br \/>\nMa guai a chi \u00e8 diverso<br \/>\nessendo egli comune.<\/p>\n<p>Forse Penna presagiva l&#8217;infinito squallore di un mondo paradossale in cui chi \u00e8 felicemente comune viene condannato all&#8217;infelicit\u00e0 imponendogli di essere diverso per conformarsi al politicamente corretto, cio\u00e8 alle forme uniche del pensiero unico dell&#8217;unico capitalismo che ci viene proposto).<\/p>\n<p>Ma riflettiamo anche sugli immigrati, volete? Immigrare \u00e8 un diritto? La risposta \u00e8 un sonoro (ma taciuto dalla nostra stampa serva e vile, e quindi inascoltato dai suoi lettori boccaloni):<\/p>\n<p><strong>NO<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\">http:\/\/goofynomics.blogspot.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALBERTO BAGNAI Ho poco tempo (scadr\u00e0 quando Marta arriver\u00e0 in ufficio), e vorrei condividere con voi qualche riflessione non tecnica. Il tempo della &#8220;tecnica&#8221;, d&#8217;altra parte, \u00e8 finito. Quelli di voi che potevano capire &#8220;tecnicamente&#8221;, hanno gi\u00e0 sufficienti strumenti. Chi non poteva (l&#8217;adorabile Nat, per la quale una sottrazione &#8211; perch\u00e9 un saldo questo \u00e8 &#8211; si configura quale paradosso logico insormontabile) \u00e8 vergine (intellettualmente, dato che mi risulta abbia un paio di figli&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":17244,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/o-ALBERTO-BAGNAI-facebook.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8Cd","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33121"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33121"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33121\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33122,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33121\/revisions\/33122"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17244"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33121"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33121"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33121"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}