{"id":33151,"date":"2017-07-24T08:00:06","date_gmt":"2017-07-24T06:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33151"},"modified":"2017-07-23T23:25:00","modified_gmt":"2017-07-23T21:25:00","slug":"migranti-italiani-altro-che-cervelli-solo-cuori-in-fuga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33151","title":{"rendered":"Migranti italiani, altro che cervelli. Solo cuori in fuga"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE (Samuele Mazzolini)<\/strong><\/p>\n<p>La scorsa domenica mi sono ritrovato a met\u00e0 mattina steso sul letto ad ascoltare i vecchi motivetti della pubblicit\u00e0 Barilla di fine anni 80-inizio 90, mentre i miei figli, ignari della delicatezza del momento, mi saltavano addosso incuranti. Era una delle solenni liturgie che da italiano all\u2019estero coltivo con rigore quasi involontario, con predilezione per quei simboli che rievocano momenti di sicurezza a cavallo tra gli anni dell\u2019infanzia e della preadolescenza. Un bisogno di radici inderogabile, ma di continuo frustrato dalla difficolt\u00e0 (impossibilit\u00e0?) di un agognato ritorno, trasformandosi cos\u00ec in una sorta di patetica ricerca di scappatoie auto-consolatorie.<\/p>\n<p>Siamo sempre di pi\u00f9 ad andarcene. Secondo un recente rapporto Ocse, l\u2019Italia \u00e8 ottava a livello mondiale como Paese d\u2019origine di migranti. La sensazione per le vie di Londra me lo conferma: bazzicandoci a intervalli regolari dal 2001, non avevo mai sentito parlare cos\u00ec tanto italiano intorno a me. Si potrebbe ormai quasi menar vita senza parlare inglese, creare interi circuiti sociali su misura, e se non \u00e8 ancora come lo spagnolo a New York, siamo sulla buona strada.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non mi rallegra affatto, anzi \u00e8 motivo di ulteriore sconforto. L\u2019ottava potenza economica mondiale ha visto andarsene nel solo 2016 circa 285 mila persone, un esodo ormai paragonabile a quello del dopoguerra. Si svuotano i paesi, privando la provincia italiana di leve giovani in un contesto demografico gi\u00e0 critico, ma iniziano a sgonfiarsi anche i centri urbani, sempre meno capaci di far fronte all\u2019esigenza di lavoro tra i nostri millenials.<\/p>\n<p>Una delle maggiori economie del mondo non riesce cio\u00e8 a trattenere i propri giovani, a dargli un orizzonte di vita decente, a mettere a frutto le risorse erogate per la loro formazione. Non \u00e8 solo un problema economico, ma in primis umano. Che i desiderosi di avventure e incontri nuovi vogliano fare esperienze altrove \u00e8 un\u2019esigenza fisiologica metastorica che interessa tipicamente segmenti ridotti della popolazione. Che intere citt\u00e0 trasmigrino ogni anno all\u2019estero perch\u00e9 private di opportunit\u00e0 \u00e8 un dramma contingente, che coinvolge la comunit\u00e0 nazionale tutta.<\/p>\n<p>Il fenomeno riceve tuttavia una copertura fuorviante dai mezzi di informazione: all\u2019emigrazione si preferisce sempre e solo immigrazione, fatta eccezione per quando viene pubblicata qualche statistica che fa gridare alla scandalo \u2013 che puntualmente dura due giorni e viene poi archiviato. Di certo, gli sbarchi sulle nostre coste sono ben pi\u00f9 vistosi e drammatici di ordinate partenze su voli low cost, ma non per questo meno importanti per comprendere cosa stia accadendo oggigiorno nel nostro Paese.<\/p>\n<p>Tuttavia, c\u2019\u00e8 un\u2019ulteriore e ben pi\u00f9 grave responsabilit\u00e0 da parte di chi orchestra e incasella il flusso delle notizie. All\u2019opinione pubblica \u00e8 stato infatti insinuato il discorso dei cervelli in fuga, una narrazione tossica che sposta l\u2019attenzione dalla radice del problema. Secondo questa retorica, la questione si esaurirebbe in un drenaggio delle nostre migliori menti, ostacolate da baroni universitari nepotisti e aziende incapaci di valorizzare le abilit\u00e0 dei giovani pi\u00f9 dotati. Si parla di quel merito che l\u2019Italia, invece di mettere in luce, farebbe scontare come un peccato. Cos\u00ec facendo, si spaccia una parte per il tutto, ma senza che questa parte sia sufficientemente rappresentativa del tutto.<\/p>\n<p>A migrare, infatti, non sono solo grandi menti spesso effettivamente boicottate, ma anche e soprattutto gente che pratica professioni comuni: baristi, infermieri, panettieri, muratori, giovani ancora alla ricerca della propria vocazione cos\u00ec come tanti lavoratori cognitivi che non sono necessariamente dei fenomeni. Se c\u2019\u00e8 una cosa odiosa \u00e8 quella di separare i destini dei primi dai secondi, cercando di imporre delle storie individuali su un fenomeno collettivo. Non cervelli dunque, ma cuori in fuga.<\/p>\n<p>Tant\u2019\u00e8 vero che alla base dell\u2019intera faccenda non c\u2019\u00e8 la stoltezza di chi non sa che farsene dei giovani pi\u00f9 brillanti, che pur andrebbe combattuta. C\u2019\u00e8 il disegno oligarchico di governi che scuciono miliardi di euro per salvare istituti finanziari con l\u2019acqua alla gola e ritornarli poi a banchieri senza scrupoli, ma non iniettano quei miliardi necessari per creare lavoro, fare politiche industriali, ridare linfa a un sistema economico atrofizzato e restituire dignit\u00e0 a quei milioni di persone che, emigrate o meno, sono cresciute in quegli anni 80-90 nell\u2019inganno di poter accendere un mutuo e crescere a loro volta dei figli in maniera dignitosa nel proprio Paese. D\u2019altronde, anche le questioni \u201cbaronili\u201d passano per questo snodo: \u00e8 solo nella scarsezza di risorse che possono vegetare ed espandersi i despoti che centellinano arbitrariamente i posti disponibili.<\/p>\n<p>Il fenomeno dei cuori in fuga colpisce tutti, indistintamente. Colpisce i nostri genitori, che si vedranno privati dalla pi\u00f9 preziosa delle compagnie, specialmente negli anni pi\u00f9 critici della loro esistenza; colpisce noi, costretti a lasciare tutto e tutti e a soffrire di una malinconia strisciante; colpisce i nostri figli, che cresceranno pensando all\u2019Italia come al Paese esotico di mamma e\/o pap\u00e0, senza magari saper cucinare nemmeno una pasta.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/samuele-mazzolini\/migranti-italiani-altro-cervelli-solo-cuori-fuga\/\">http:\/\/www.senso-comune.it\/samuele-mazzolini\/migranti-italiani-altro-cervelli-solo-cuori-fuga\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Samuele Mazzolini) La scorsa domenica mi sono ritrovato a met\u00e0 mattina steso sul letto ad ascoltare i vecchi motivetti della pubblicit\u00e0 Barilla di fine anni 80-inizio 90, mentre i miei figli, ignari della delicatezza del momento, mi saltavano addosso incuranti. 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