{"id":33157,"date":"2017-07-24T10:00:09","date_gmt":"2017-07-24T08:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33157"},"modified":"2017-07-23T23:57:36","modified_gmt":"2017-07-23T21:57:36","slug":"riprende-la-lotta-al-fiscal-compact-con-1-alleato-in-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33157","title":{"rendered":"Riprende la lotta al fiscal compact, con 1 alleato in pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GUSTAVO PIGA<\/strong><\/p>\n<p>La posizione di Matteo Renzi sul Fiscal Compact, meritevolmente ripresa dal Sole 24 Ore, rappresenta una mossa nuova e dirompente che aiuta anche a meglio comprendere quale sar\u00e0 il contributo italiano alla complessa dinamica negoziale sul futuro dell\u2019Unione europea, che avr\u00e0 inizio all\u2019indomani della conferma elettorale della Signora Merkel in autunno.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da escludere che dietro tale mossa del segretario del PD si celi l\u2019aspettativa che proprio l\u2019attuale Cancelliera intenda imprimere una svolta politica verso una minore dose di austerit\u00e0, convinta (come pare ora essere) che l\u2019Europa debba ormai cavarsela da sola e non possa permettersi di perdere ulteriore tempo con beghe e rallentamenti interni quando ci si attende invece dal Vecchio Continente un contributo di supplenza, a fronte di un\u2019America che pare almeno in parte voler ritrarsi dallo scacchiere mondiale.<\/p>\n<p>Eppure non pu\u00f2 sfuggire come in questi stessi giorni il Movimento 5 Stelle e la Lega stiano anch\u2019essi giocando con l\u2019idea di ridirigere i loro consueti strali anti-europeisti verso il Fiscal Compact, abbandonando la battaglia \u2013 irrealistica ma non per questo meno pericolosa \u2013 di uscire dall\u2019euro.<\/p>\n<p>La domanda sorge allora spontanea: \u00e8 possibile conciliare una posizione chiaramente europeista con una di lotta al Fiscal Compact? La sfida che attende l\u2019ex Premier in tal senso \u00e8 triplice: avere una posizione di politica economica difendibile nella sostanza prima e nella forma poi e convincere infine i suoi alleati europei (e con loro i mercati).<\/p>\n<p>Paradossalmente la parte pi\u00f9 facile sar\u00e0 quella che alcuni anni orsono sarebbe parsa a molti la pi\u00f9 complessa: argomentare come il Fiscal Compact stia contribuendo non alla ripresa ma al rallentamento ciclico del nostro Paese ed al peggioramento dei nostri conti pubblici. Eppure non vi sono molti pi\u00f9 dubbi ormai a tal riguardo: non \u00e8 pensabile che annunci ripetuti e periodici nel tempo di riduzione di spesa (spesso produttiva, basta vedere al crollo degli investimenti pubblici in questi anni) ed aumenti di tasse di 40 miliardi nel giro di tre anni (a tanto ammontano le richieste incorporate dal Fiscal Compact all\u2019Italia) non abbiano tagliato le gambe anche al pi\u00f9 ottimista degli imprenditori.<\/p>\n<p>Da qui nasce la lentissima ripresa degli investimenti privati, depressi da un pessimismo imperante sullo stato dell\u2019economia nazionale, in assenza non solo di sostegno della mano pubblica, ma anzi di ritirata precipitosa di questa proprio quando pi\u00f9 \u00e8 necessaria; con in pi\u00f9 un debito pubblico che si ostina a non diminuire a causa della mancata crescita. Piuttosto, sarebbe bene che Renzi guardasse con attenzione all\u2019evidenza empirica su cosa funziona in casi di crisi da domanda come quella che attanaglia il nostro Paese: scoprirebbe che gli investimenti pubblici, in questa fase, sono un cannone ben pi\u00f9 potente della riduzione delle tasse, perch\u00e9 attivano immediatamente la domanda alle imprese \u2013 specie nel settore delle costruzioni \u2013 e la loro produttivit\u00e0 \u2013 con il supporto alla scuola, alla ricerca e allo sviluppo.<\/p>\n<p>All\u2019accusa formale che gli verr\u00e0 certamente rivolta di porsi in antagonismo con i Trattati europei, non potr\u00e0 che opporre di voler rimanere invece fedele al padre nobile del Fiscal Compact, ovvero il Trattato di Maastricht. Tenersi all\u2019interno (2,9%) di quella forchetta del 3% del PIL per il deficit che rispettammo miracolosamente nel 1998 per entrare nell\u2019euro gli permette astutamente di fare una seconda richiesta, che ha a che vedere con la durata della politica del deficit al 2,9%: visto che \u201cnon sforiamo\u201d (il 3%), sar\u00e0 essenziale rimanervi il pi\u00f9 a lungo possibile per abbattere una volta per tutte il pessimismo.<\/p>\n<p>Il Premio Nobel Sims aveva esclamato, riferendosi all\u2019Europa: \u00absi richiede una politica fiscale che sia espansiva ora, senza impegnarsi n\u00e9 a tagliare nel futuro la spesa n\u00e9 ad aumentare le tasse future\u2026 Si richiede al sistema politico che prenda impegni per periodi lunghi e che vi aderisca senza cambiare idea, cosa veramente difficile per i politici.\u00bb Non per Renzi, che sembra aver accettato la sfida e lanciato il guanto di sfida al Fiscal Compact?<\/p>\n<p>Rimane una questione pi\u00f9 difficile da gestire: come convincere i nostri partner europei ed i mercati della bont\u00e0 di una politica volta cos\u00ec fortemente alla ripresa degli investimenti pubblici e dunque della spesa? Solo affiancando all\u2019abbandono del Fiscal Compact una seria politica di spending review, mai avviata nei fatti e strategica anche per rassicurare i nostri partner europei sulla qualit\u00e0 della nuova spesa per investimenti. Sapr\u00e0 Renzi cambiare idea sulla necessit\u00e0 di una vera spending? Avendolo lui gi\u00e0 fatto \u2013 e gliene va reso atto \u2013 contro il Fiscal Compact, non dubitiamo che possa rinnovarsi anche in tale campo.<\/p>\n<p>Insomma, una proposta dirompente s\u00ec, ma che, se ben attuata e comunicata, pu\u00f2 rivelarsi la cartina al tornasole di un\u2019Europa che vuole proseguire il suo cammino unita dalla solidariet\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.gustavopiga.it\">http:\/\/www.gustavopiga.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GUSTAVO PIGA La posizione di Matteo Renzi sul Fiscal Compact, meritevolmente ripresa dal Sole 24 Ore, rappresenta una mossa nuova e dirompente che aiuta anche a meglio comprendere quale sar\u00e0 il contributo italiano alla complessa dinamica negoziale sul futuro dell\u2019Unione europea, che avr\u00e0 inizio all\u2019indomani della conferma elettorale della Signora Merkel in autunno. 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