{"id":3316,"date":"2011-05-10T01:46:39","date_gmt":"2011-05-10T01:46:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=3316"},"modified":"2011-05-10T01:46:39","modified_gmt":"2011-05-10T01:46:39","slug":"la-ricchezza-e-il-debito-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=3316","title":{"rendered":"La ricchezza e il debito pubblico."},"content":{"rendered":"<p>Di Mensa Andrea<\/p>\n<p>Si torna a parlare, secondo me a sproposito, di sovranit&agrave; monetaria, debito pubblico, e questioni monetarie, in relazione a quanto sta accadendo e probabilmente accadr&agrave;. Parlo del default o della ristrutturazione ( che poi &egrave; un default mascherato) del debito sovrano greco, ed eventualmente portoghese, delle imposizioni del FMI e della BCE ai paesi deboli dell&rsquo;area Euro, ecc&hellip; Adesso su questo argomento vorrei mettere dei punti fermi, sui quali non tornare pi&ugrave; a discutere altrimenti ci ripetiamo le stesse cose come dischi rotti.<\/p>\n<p>Debito Pubblico. In un ambiente di moneta Fiat (creata e imprestata) in cui la moneta &egrave; quindi un MEZZO di scambio, e lo Stato &egrave; un utente di tale mezzo, esso &egrave; tenuto, come ogni altra entit&agrave; economica a fare dei bilanci in nero. Il che vuol dire che quanto spende per dare servizi e anche investimenti, al popolo, deve esser pareggiato dalle entrate, solitamente chiamate TASSE. Se &egrave; vero che lo stato &egrave; costituito da POPOLO, TERRITORIO, e ORGANIZZAZIONE, il popolo, che &egrave; l&rsquo;unica entit&agrave; a creare ricchezza, &egrave; tenuto a supportare, mantenere, l&rsquo;organizzazione. Quando le entrate sono inferiori alle uscite, come per qualsiasi altra entit&agrave;, lo Stato chiede dei prestiti, e rilascia dei certificati di credito (BOT, CCT, BPT, ecc &hellip;.). Un debitore onesto, cosa fa normalmente, quando chiede un prestito ? alle scadenze lo rimborsa, interessi compresi. Cosa fa invece uno Stato che ha speso pi&ugrave; delle entrate prima, e poi per non irritare la popolazione, non raccoglie abbastanza per ripagare i debiti ? fa altri debiti per ripagare i precedenti, e cos&igrave; il debito, di anno in anno aumenta, fino a che gli interessi richiesti, che coprono anche il rischio di insolvenza, diventano tanto alti da pareggiare le entrate dello stato. A quel punto &egrave; matematicamente impossibile ripagare, non solo i debiti, ma nemmeno gli interessi. E a quel punto vengono richieste manovre lacrime e sangue. Ma vediamo , in questa situazione di capirci qualcosa. Uno Stato crea debito quando quanto raccoglie in tasse non copre le spese che fa, ma se questo avviene &egrave; perch&eacute; tali tasse non compensano i benefici che vengono dati alla popolazione. Gi&agrave;. Ma non a tutta la popolazione, e questo &egrave; il punto. Una parte di essa, grazie alle regole lassiste aumenta le proprie ricchezze, ed il resto, forse raccoglie piccoli vantaggi. Quando vi sono greci come Spiro Latsis la cui ricchezza &egrave; valutata in oltre 11 miliardi di dollari, allora viene il forte dubbio, anzi la certezza, che lo Stato potrebbe trovare i soldi per non creare debito, ma semplicemente non voglia farlo. Perch&eacute; se lo Stato spende, qualcuno incassa, o comunque quei soldi spesi, vengono requisiti da qualcuno ma non tornano tutti allo stato. Che poi in alcuni momenti vi siano distribuzioni &ldquo;a pioggia&rdquo; per creare consenso politico, per cui a incassare sia tutta la popolazione, non lo nego, ma &egrave; anche evidente il fatto che la ricchezza si concentra nelle mani di pochi, e a ripagare i debiti, vengano chiamati tutti. Questo fatto crea quella disparit&agrave; di trattamento che scaturisce poi nelle rivolte sociali. Ricordando che ad ogni debito di qualcuno corrisponde un credito di qualcun altro, allora il problema non &egrave; tanto l&rsquo;entit&agrave; del debito, quanto la ricerca di dove prendere la ricchezza per ripagarlo. Ed a questo punto &egrave; importante avere le idee chiare. Se io possiedo 100.000 &euro; e mi compero un monolocale, quei 100.000&euro; torneranno al mercato, al vecchio proprietario o a chi ha costruito quell&rsquo;immobile, che a loro volta li spenderanno per acquistare altri beni. Io non avr&ograve; pi&ugrave; 100.000 &euro; ma avr&ograve; il monolocale. Il quale, avendo comunque un valore commerciale, rappresenta una ricchezza, anche se non &egrave; denaro. Quindi quando parlo di ricchezza, intendo solo marginalmente il possesso di denaro, quanto invece la propriet&agrave; dei beni. E se ho fatto l&rsquo;esempio del monolocale, ad esso potrei aggiungere migliaia di oggetti di valore, ma anche valori immateriali, che per&ograve; hanno un mercato. Se , quanto spende lo Stato viene immediatamente o dopo alcuni passaggi, acquisito da persone che investono tale denaro in beni, non &egrave; correndo dietro al denaro che si arriva a chi dovrebbe contribuire maggiormente al mantenimento dello Stato stesso, ma semplicemente andando a cercare chi possiede la ricchezza, che senz&rsquo;altro &egrave; stata acquisita con quei soldi. Questo &egrave; cosa fanno i paesi nordici,e, seppur gli USA non tassino la ricchezza in generale, tassano gli immobili e soprattutto i passaggi ereditari. Come ho detto, l&rsquo;errore grossolano, che porta poi a spremere chi i soldi li riceve, a prescindere dalla quantit&agrave; di ricchezza che possiede, viene fatto perch&eacute; si punta l&rsquo;attenzione sul denaro, e non sulla ricchezza. Visto che la ricchezza, in un certo momento storico, &egrave; stata acquisita, significa che colui che l&rsquo;ha acquisita ha avuto una disponibilit&agrave; di denaro del quale per&ograve; una parte corretta ed equa ( in riferimento alle possibilit&agrave;) non &egrave; stata prelevata dallo Stato. Equa non solo in relazione al guadagno contingente, ma al guadagno sommato alla ricchezza gi&agrave; posseduta. La stessa cifra guadagnata da colui che non ha altro, e guadagnata da chi &egrave; gi&agrave; ricco, non ha lo stesso significato ne personale ne sociale. Quindi un prelievo troppo leggero, porta a un certo punto lo Stato che spende pi&ugrave; di quanto incassato, a imporre sacrifici ben pi&ugrave; consistenti a TUTTI, e non solo a chi avrebbe potuto pagare, senza peraltro fare eccessivi sacrifici. Quando poi,il debito &egrave; stato creato e i titoli di tale credito sono posseduti da molti, compresa la nonnina che vi ha investito i suoi risparmi, pensare ad una ristrutturazione o a un default, vuol dire far pagare la cattiva gestione a tutti i possessori di tali titoli, indiscriminatamente, mentre solo pochi hanno tratto beneficio al tempo della creazione del debito. Quindi, se &egrave; pensabile che una maggior efficienza degli individui possa essere ripagata dalla societ&agrave; con una maggiore disponibilit&agrave;, e quindi ricchezza, nel momento in cui &egrave; necessario contribuire al mantenimento di quello Stato che comprende tutta indistintamente la popolazione, &egrave; proprio dove ci sia maggiore ricchezza, che occorre prelevare risorse: primo perch&eacute; nessuno pu&ograve; dare ci&ograve; che non ha; secondo perch&eacute; troppa ricchezza significa anche che il denaro che l&rsquo;ha generata non &egrave; stato sufficientemente tassato quando incassato. E questo non vuol dire mettere sul lastrico nessuno, ma evitare anche che si formino ricchezze tali da generare a loro volta distorsioni sociali, mediante corruzione, centri di potere occulto, malversazioni varie, ecc&hellip;. Sicuramente, cos&igrave; come il fisco non deve mettere nessuno sul lastrico, anche una ristrutturazione del debito o un default non dovrebbe andare a colpire chi , nei titoli di stato, ha messo i suoi pochi risparmi di una vita. Alla fin fine cosa affermo, &egrave; che se le manovre monetarie, di qualsiasi tipo, vanno a colpire eventualmente solo i movimenti di denaro, e non le propriet&agrave;, i default o ristrutturazioni, colpiscono indiscriminatamente tutti i possessori di titoli di quello Stato , che con un fisco pi&ugrave; efficiente e selettivo, potrebbe invece essere ben pi&ugrave; equo nel richiedere i sacrifici non in modo proporzionale ma progressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">***<\/p>\n<p>Settimana all&rsquo;insegna della paura. L&rsquo;incertezza sul dollaro sta portando a forti realizzi della speculazione sulle materie prime, unita alle voci dello Spiegel circa la possibilit&agrave; dell&rsquo;uscita della Grecia dall&rsquo;Euro, che ha provocato una forte oscillazione dello stesso. Dollaro , dicevo molto contrastato grazie all&rsquo;effetto dei dati dal mondo del lavoro, dove il guadagno in occupazione di marzo &egrave; stato subito compensato con un calo in aprile. Inoltre una continua crescita di coloro che per mangiare ricorrono ai food stamp governativi (132 dollari a MESE), si associa bene alla diminuzione complessiva delle ore lavorate. Nel Regno Unito deve aver fatto breccia una nuova teoria economica in quanto i governanti sostengono che l&rsquo;aumento delle tasse e il taglio ai servizi, servir&agrave; a &ldquo;sostenere la crescita&rdquo; oppure hanno fatto confusione tra crescita dell&rsquo;economia e quella dei debiti delle famiglie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Mensa Andrea Si torna a parlare, secondo me a sproposito, di sovranit&agrave; monetaria, debito pubblico, e questioni monetarie, in relazione a quanto sta accadendo e probabilmente accadr&agrave;. 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