{"id":33189,"date":"2017-07-25T09:01:35","date_gmt":"2017-07-25T07:01:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33189"},"modified":"2017-07-25T09:07:22","modified_gmt":"2017-07-25T07:07:22","slug":"aspettando-taricco-la-stagione-dellattacco-ai-principi-fondamentali-della-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33189","title":{"rendered":"Aspettando Taricco: la stagione dell&#8217;attacco ai principi fondamentali della Costituzione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>STEFANO ROSATI (FSI Rieti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il referendum sull\u2019uscita dall\u2019Unione europea della Gran Bretagna e quello sulla riforma della seconda parte della nostra Costituzione, era prevedibile che sarebbe iniziata la stagione dell\u2019attacco ai principi fondamentali della Costituzione; ultimo vero ostacolo all\u2019integrale assoggettamento dell\u2019Italia al liberalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un articolo di Angelo Panebianco pubblicato sul \u201cCorriere della sera\u201d \u2013 \u201cantico complice\u201d dei capitalisti stranieri &#8211; si invoca la necessit\u00e0 di una modifica dei principi fondamentali della Costituzione. Ancora \u00e8 fresca nella memoria l\u2019oculata opera di preparazione dell\u2019avvento di Mario Monti da parte della stampa nazionale perch\u00e9 sfugga il fine dell\u2019editoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sostiene, Panebianco, che la disputa sulla flat tax dovrebbe fornire lo spunto per rimettere in discussione la prima parte della Costituzione nella quale sono elencati i principi fondamentali del nostro modello costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolo contiene un attacco a quelle \u201cclausole di eternit\u00e0\u201d, come Haberle definiva le garanzie a tutela dell\u2019identit\u00e0 dello Stato costituzionale \u2013 l\u2019attacco alle quali legittima l\u2019esercizio dell\u2019 \u2018ultimo\u2019 dei diritti fondamentali del cittadino: il diritto di resistenza, che rimane integro rispetto a tutti gli altri diritti calpestati dal colpo di Stato avvenuto o in fieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 di alcuni giorni fa la notizia delle conclusioni rassegnate dall\u2019Avvocato generale della Corte di Giustizia nell\u2019ambito della questione pregiudiziale rimessa dalla Corte costituzionale alla Corte di Giustizia sul caso Taricco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda \u00e8 complessa e qui non mette conto di esaminarla compiutamente ma si vuole solo fare presente che la questione si preannuncia di straordinaria importanza per gli sviluppi dei rapporti tra gli ordinamenti europeo e nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2015 la Corte di Giustizia ha dichiarato che la disciplina degli atti interruttivi della prescrizione dei reati prevista dal codice penale italiano non offre adeguata tutela agli interessi finanziari dell\u2019Unione in caso di frodi penalmente rilevanti relative all\u2019IVA (l\u2019imposta sul valore aggiunto \u00e8 una forma di tassazione armonizzata e l\u2019Unione Europea ha interesse al gettito riveniente da questa tassa per finanziare parte del proprio bilancio) e ha quindi ordinato ai giudici nazionali di disapplicare gli articoli 160 e 160 del codice penale italiano in quanto in contrasto con l\u2019articolo 325 del Trattato sul Funzionamento dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esecuzione di questa sentenza nel nostro ordinamento pone questioni di non trascurabile momento, in quanto ottemperare al dictum della Corte di Giustizia vorrebbe dire applicare retroattivamente un trattamento penale pi\u00f9 sfavorevole al reo, introdotto da una sentenza e non da una legge. Emerge con chiarezza il contrasto con i principi costituzionali di legalit\u00e0 della pena e dell\u2019irretroattivit\u00e0 della legge penale codificati dall\u2019art. 25, comma 2, della Costituzione (nella nostra tradizione giuridica la prescrizione ha una connotazione sostanziale, non processuale, incidendo sulla punibilit\u00e0 del reo ma questo non \u00e8 rilevante ai fini del nostro discorso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Corte Costituzionale, investita della questione dalla Corte di Cassazione e dalla Corte d\u2019Appello di Milano, ha rimesso la questione alla Corte di Giustizia per chiedere lumi sull\u2019interpretazione da dare alla sentenza Taricco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ordinanza di rimessione la Corte Costituzionale ha chiaramente fatto presente che, nel caso in cui la Corte di Giustizia dovesse mantenere la propria interpretazione dell\u2019articolo 325 TFUE in termini identici a quelli formulati nella sentenza Taricco, essa potrebbe dichiarare la legge nazionale di ratifica e di esecuzione del Trattato di Lisbona \u2013 nei limiti in cui essa ratifica e d\u00e0 esecuzione all\u2019articolo 325 TFUE \u2013 contraria ai principi supremi del suo ordinamento costituzionale, esimendo cos\u00ec i giudici nazionali dall\u2019obbligo di conformarsi alla sentenza Taricco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta della prima volta in cui la Corte Costituzionale reagisce con fierezza all\u2019ennesima manifestazione del &#8220;rispetto delle tradizioni costituzionali&#8221; altrui da parte delle Autorit\u00e0 europee minacciando espressamente l\u2019applicazione dei \u201ccontrolimiti\u201d ossia i limiti alla prevalenza del diritto europeo sulla Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui non viene in rilevo la discutibile disciplina di diritto interno sugli atti interruttivi quanto il rispetto di fondamentali garanzie che la Costituzioni prevede e che l\u2019Unione europea mette in discussione in un gigantesco processo di regresso economico sociale etico e politico, mascherato da progresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non crediamo che questa vicenda servir\u00e0 a far comprendere meglio la reale natura del processo di integrazione in corso a chi ha da tempo pervicacemente scelto di credere alle \u201cmagnifiche sorti e progressive\u201d dell\u2019Unione europea. La capacit\u00e0 di fascinazione esercitata dal liberalismo basata sulla parola \u201clibert\u00e0\u201d in esso contenuta \u2013 un ottimo esempio di come il marketing sia sempre, inesorabilmente, una fregatura \u2013 non lascia scampo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo in una fase nuova del processo di integrazione europea e, come sempre, la stampa indica in quale direzione tira il vento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa sorridere, in un contesto cos\u00ec violento e brutale, chi ancora si attarda nella ricerca dei modelli econometrici che dovrebbero dimostrare empiricamente quale sia il sistema migliore; chi vorrebbe scegliere tra Costituzione fondata sul lavoro e Trattati fondati sulla stabilit\u00e0 dei prezzi in base al sistema che garantisce la migliore allocazione delle risorse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna tollerare l\u2019altrui opinione, anche quella di chi, dopo aver legittimato lo scempio dello Stato sociale dicendo di fare presto, vuole ora cambiare i principi fondamentali della nostra Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma gi\u00e0 Marcuse ammoniva sul finire degli anni 60 del secolo scorso che la forma attuale della tolleranza non \u00e8 altro che un mascheramento della repressione (alludo al noto saggio del filosofo tedesco \u201cLa forma attuale della tolleranza: un mascheramento della repressione\u201d, inserito nel celebre libro \u201cCritica della tolleranza\u201d di Wolff, Moore e, appunto, Marcuse). In una situazione come quella attuale \u00e8 chiaro che la tolleranza ha una precisa funzione repressiva, essa non \u00e8 altro che un\u2019ipocrita maschera \u201cper coprire realt\u00e0 politiche spaventose\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0sacro dovere di tutti i cittadini difendere la Patria e la sua Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non faremo un passo indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) Dopo il referendum sull\u2019uscita dall\u2019Unione europea della Gran Bretagna e quello sulla riforma della seconda parte della nostra Costituzione, era prevedibile che sarebbe iniziata la stagione dell\u2019attacco ai principi fondamentali della Costituzione; ultimo vero ostacolo all\u2019integrale assoggettamento dell\u2019Italia al liberalismo. 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