{"id":33213,"date":"2017-07-27T08:30:49","date_gmt":"2017-07-27T06:30:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33213"},"modified":"2017-07-27T15:01:16","modified_gmt":"2017-07-27T13:01:16","slug":"la-fine-del-modello-assimilativo-francese-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33213","title":{"rendered":"La doppia sfida oceanica della Cina"},"content":{"rendered":"<div class=\"postcontent\">\n<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Andrea Muratore)<\/strong><\/p>\n<div class=\"postcontent\">\n<p>Il progressivo sviluppo della \u201cNuova Via della Seta\u201d, di recentemente irreggimentato su una base multilaterale in seguito allo svolgimento del <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/la-nuova-via-della-seta-3\/\"><em>Belt and Road Forum <\/em>di Pechino a met\u00e0 maggio<\/a>, ha portato a una continua crescita delle prospettive geopolitiche della Repubblica Popolare Cinese, oramai divenuta un attore in grado di proiettare i propri interessi economici su scala globale e le proprie strategie di medio-lungo periodo all\u2019interno della macroregione euroasiatica.<\/p>\n<p>Se sulle rotte terrestri interessate dalla <em>Belt and Road Initiative <\/em>la proiezione multilaterale del progetto ideato dal governo di Xi Jinping \u00e8 maggiormente percepibile, considerata l\u2019elevato numero di Paesi coinvolti, l\u2019eterogeneit\u00e0 degli scenari attraversati (dall\u2019<em>heartland <\/em>centroasiatico all\u2019Europa Orientale) e l\u2019elevata estensione dei programmi di investimento concordati, <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/lasse-geopolitico-pechino-islamabad\/\">come il <em>China-Pakistan Economic Corridor <\/em>da oltre 50 miliardi di dollari<\/a>, <strong>il ramo marittimo della \u201cNuova Via della Seta\u201d \u00e8 destinato a essere plasmato come creatura primariamente, se non essenzialmente, di matrice cinese<\/strong>. Sulle acque oceaniche, gli obiettivi generali della \u201cNuova Via della Seta\u201d e quelli particolari del governo di Pechino giungono, in definitiva, a convergere. La prospettiva di un ampliamento dei traffici commerciali sulle \u201cautostrade marittime\u201d si sposa in maniera completa con <strong>la volont\u00e0 cinese di garantire sicurezza e ordine alla propria sfera di influenza economica<\/strong> ed espandere il potenziale operativo del governo della Repubblica Popolare, in modo tale da poter reagire nel migliore dei modi a eventuali scenari di crisi regionali. Lo strumento principale con cui la Cina mira a proiettare la propria potenza \u00e8 la marina militare nazionale, la <em>People\u2019s Liberation Army Navy <\/em>(PLAN): in un contesto caratterizzato dall\u2019incremento dei traffici commerciali sulle rotte indopacifiche, gi\u00e0 teatro di importantissimi interessi economici, <strong>la protezione della rete marittima risulta vitale per l\u2019interesse nazionale cinese<\/strong> ed arriva a sovrapporsi con la questione dell\u2019operativit\u00e0 a lungo raggio della PLAN.<\/p>\n<p>Lo sviluppo di nuove basi portuali sta caratterizzando l\u2019interventismo cinese sul ramo marittimo della \u201cNuova Via della Seta\u201d: in <strong>Sri Lanka<\/strong> i capitali cinesi stanno contribuendo <a href=\"http:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/abs\/10.1080\/14799855.2011.581603\">allo sviluppo del porto di Hambantota<\/a>, in <strong>Bangladesh<\/strong> l\u2019interesse di Pechino \u00e8 rivolto verso lo scalo di Chittagong e in Pakistan il modernissimo <em>hub <\/em>di <strong>Gwadar<\/strong> \u00e8 destinato a fungere da punto focale e centro di gravit\u00e0 del sistema CPEC.<\/p>\n<p>Al tempo stesso la Cina, in questi ultimi anni, sta procedendo a un rapido ed esteso programma di <strong>ammodernamento della propria flotta militare<\/strong>. Dopo essere stata a lungo relegata in secondo piano nella visione d\u2019insieme dei vertici militari cinesi, rimasti a lungo focalizzati su una dimensione \u201ccontinentale\u201d, la PLAN a partire dai primi anni del Terzo Millennio \u00e8 stata sviluppata notevolmente. Gli investimenti per la marina sono aumentati di otto volte dagli Anni Novanta ad oggi, giungendo ad assorbire circa il 35% del bilancio della Difesa della Repubblica Popolare e garantendole di conseguenza una velocissima modernizzazione.<\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7vXBO9-OfrU?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p><strong><em>La presentazione a maggio della \u2018nuova via della Seta\u2019 marittima, al termine di un forum organizzato a Pechino dal Presidente Xi Jinping<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Considerata tradizionalmente una forza destinata ad impieghi di mero pattugliamento costiero, <strong>la PLAN ha potuto in seguito includere nella sua area di operativit\u00e0 l\u2019area marittima compresa tra la Cina e la \u201cprima cintura di isole\u201d<\/strong>, ovverosia l\u2019arco di arcipelaghi del Pacifico occidentale che corre dall\u2019isola russa di Sahkalin alle Filippine. Un ulteriore salto di qualit\u00e0 nel progetto di ammodernamento della PLAN \u00e8 stato realizzato in seguito all\u2019ascesa al potere di Xi Jinping, che ha fatto dell\u2019espansione della <a href=\"http:\/\/wikistrat.wpengine.netdna-cdn.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Wikistrat-The-Chinese-Navy.pdf\">potenzialit\u00e0 operativa della flotta cinese<\/a> il perno della sua politica in materia di forze armate. Negli ultimi anni, infatti, la PLAN ha definitivamente assunto la <a href=\"http:\/\/thediplomat.com\/2016\/04\/going-blue-the-transformation-of-chinas-navy\/\">conformazione di <em>blue-water navy<\/em><\/a><em>, <\/em>dispiegando unit\u00e0 in grado di operare a notevolissima distanza dalle coste cinesi, come dimostrato nell\u2019aprile 2015, quando una forza navale cinese ha contribuito <a href=\"http:\/\/www.cbc.ca\/news\/world\/china-led-evacuation-from-war-torn-yemen-said-to-include-canadians-1.3020527\">all\u2019evacuazione di parte dei cittadini stranieri risiedenti ad Aden<\/a>, in Yemen, paese sconvolto dalla guerra civile e dai bombardamenti della coalizione a guida saudita.<\/p>\n<p>L\u2019incremento dell\u2019operativit\u00e0 della Marina cinese \u00e8 stato principalmente dovuto<strong> allo sviluppo di una moderna flotta di portaerei<\/strong>, elemento imprescindibile per garantire efficacia all\u2019azione di una <em>blue-water navy <\/em>e adempiere a quello che il <em>Chinese Military Strategy\u2019 White Book <\/em>del 2015 definiva come il compito primario delle forze navali della Repubblica Popolare: \u201c[\u2026] estendere la propria focalizzazione dalla <em>offshore defense <\/em>a una combinazione di <em>offshore defense <\/em>e proiezione in alto mare\u201d. La prima portaerei cinese, la <em>Liaoning<\/em>, \u00e8 entrata in linea nel 2012 e nel <a href=\"http:\/\/www.upi.com\/Business_News\/Security-Industry\/2016\/11\/16\/Chinas-first-aircraft-carrier-combat-ready\/4731479312866\/\">novembre 2016 \u00e8 stata dichiarata dai vertici della PLAN completamente pronta al combattimento<\/a>.<\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/AnAs5Dgqjww?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p><strong><em>Un video che mostra il cambiamento di volto della citt\u00e0 di Gwadar, con lavori finanziati interamente dai cinesi i quali impianteranno qui uno dei porti strategici per la nuova via della Seta<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La convergenza tra i due capisaldi della strategia marittima cinese e la sovrapposizione tra la proiezione commerciale e lo sviluppo della PLAN ha portato allo sviluppo di diverse congetture riassumibili nella<strong> teoria della \u201ccollana di perle\u201d<\/strong> (<em>String of Pearls<\/em>), secondo la quale la volont\u00e0 di Pechino di incentivare lo sviluppo infrastrutturale e portuale dei Paesi rivieraschi dell\u2019Oceano Indiano sottenderebbe l\u2019intenzione di sfruttare, in caso di necessit\u00e0, gli scali commerciali come approdi militari: tale corrente di pensiero \u00e8 particolarmente diffusa ai vertici del governo indiano, che osteggia la BRI e<strong> vede nella Cina un potenziale rivale strategico<\/strong>, nonch\u00e9 un avversario di primaria importanza. Tuttavia, la conformazione e la disposizione logistica degli scali commerciali sviluppati dalla Cina<strong> non sono funzionali a una rapida conversione degli stessi in basi militari<\/strong> e, al contempo, la Repubblica Popolare sta approntando alla luce del sole la sua prima base all\u2019estero, situata nello strategico Gibuti. La volont\u00e0 di Pechino \u00e8, semmai, opposta: nella visione strategica cinese, infatti, l\u2019incremento dell\u2019operativit\u00e0 della PLAN \u00e8 funzionale al mantenimento di un\u2019adeguata soglia di protezione alla sicurezza delle rotte commerciali e degli approvvigionamenti energetici cinesi, che si trovano a dover affrontare numerose insidie nelle acque del Mar Rosso, in colli di bottiglia come il<strong> Canale di Malacca<\/strong> e in aree oceaniche turbolente come il <strong>Mar Cinese Meridionale<\/strong>. La volont\u00e0 cinese \u00e8 garantire con la propria flotta la tenuta del ramo marittimo della \u201cNuova Via della Seta\u201d: nel pragmatico e ambizioso progetto geopolitico di Pechino, infatti,<strong> l\u2019interventismo militare non \u00e8 mai considerato uno strumento utile in s\u00e9 stesso.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/la-doppia-sfida-oceanica-della-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/la-doppia-sfida-oceanica-della-cina\/<\/em><\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Andrea Muratore) Il progressivo sviluppo della \u201cNuova Via della Seta\u201d, di recentemente irreggimentato su una base multilaterale in seguito allo svolgimento del Belt and Road Forum di Pechino a met\u00e0 maggio, ha portato a una continua crescita delle prospettive geopolitiche della Repubblica Popolare Cinese, oramai divenuta un attore in grado di proiettare i propri interessi economici su scala globale e le proprie strategie di medio-lungo periodo all\u2019interno della macroregione euroasiatica. 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