{"id":33292,"date":"2017-07-28T10:00:41","date_gmt":"2017-07-28T08:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33292"},"modified":"2017-07-28T02:49:04","modified_gmt":"2017-07-28T00:49:04","slug":"la-francia-esclude-litalia-dai-negoziati-sul-futuro-della-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33292","title":{"rendered":"La Francia esclude l\u2019Italia dai negoziati sul futuro della Libia"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Luciano Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<p><em>Aver lasciato a Macron la titolarit\u00e0 della partita decisiva per la Libia intacca la forza negoziale del nostro governo presso chiunque. A differenza di Roma Parigi ha scelto la via delle armi scommettendo sul generale Haftar<\/em><\/p>\n<p>I due principali rivali nella crisi libica, Fayez al-Serraj e Khalifa Belqasim Haftar \u2013 che rappresentano rispettivamente la Tripolitania e la Cirenaica \u2013 si sono incontrati con il presidente francese Emmanuel Macron nel pomeriggio di marted\u00ec 25 luglio presso Celle-Saint-Cloud, alle porte di Parigi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I due contendenti alla leadership del paese nordafricano sostanzialmente hanno convenuto su una road map definita da Macron \u201cstorica\u201d: Serraj e Haftar si dicono pronti ad adottare da subito un cessate-il-fuoco nel paese e a organizzare il prima possibile elezioni politiche in entrambe le regioni da loro controllate per dare un assetto politico-istituzionale unitario alla Libia.<br \/>\nIl vertice bilaterale ha fatto scalpore non tanto per la presenza contemporanea dei due al tavolo delle trattative \u2013 Serraj e Haftar sono acerrimi nemici e non riconoscono le rispettive autorit\u00e0 sulla Libia, ma si sono gi\u00e0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/al-serraj-haftar-incontro-abu-dhabi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">incontrati ad Abu Dhabi lo scorso maggio<\/a>\u00a0\u2013 quanto per lo strappo diplomatico di Parigi, che non ha coinvolto l\u2019Italia nella trattativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-68926 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Hafter-serraj-608x4001.jpg\" alt=\"Hafter-serraj-608x400\" width=\"608\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p><em>(L\u2019incontro del maggio scorso tra Al Serraj e Haftar ad Abu Dhabi)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno strappo dovuto al sempre diminuito ruolo di Roma a partire dalla crisi libica iniziata dopo la caduta di Gheddafi nell\u2019ottobre del 2011 e proseguito con l\u2019infelice scelta di sponsorizzare proprio Fayez al-Serraj, che \u00e8 stato s\u00ec investito del ruolo di capo del governo dalle Nazioni Unite, ma che nella capitale Tripoli non ha mai avuto un potere reale ed \u00e8 rimasto sempre sotto scacco delle milizie islamiste. Le quali rispondono solo a se stesse e alle opportunit\u00e0 che la guerra ha dato loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Roma, inoltre, ha gestito la transizione politica e la guerra civile libica seguendo un doppio binario: le trattative ufficiali (siamo l\u2019unico paese occidentale ad aver riaperto l\u2019ambasciata a Tripoli lo scorso gennaio, tuttora funzionante) e quelle gestite dall\u2019ENI (l\u2019ente nazionale idrocarburi) che si alimenta di una diplomazia parastatale e personalissima legata ai rilevanti interessi economici dell\u2019azienda in Libia, non sempre coincidenti con gli obiettivi strategici e politici del governo italiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L\u2019assenza di un obiettivo politico<\/strong><\/h3>\n<p>Il punto \u00e8 per\u00f2 che Roma di obiettivi politici non ne ha. O non ne ha di chiari. Certo, l\u2019agenda ufficiale parla della volont\u00e0 di risolvere la crisi dei migranti, che arrivano sulle nostre coste proprio dalle coste libiche dove la criminalit\u00e0 organizzata ha in mano l\u2019esclusiva sulla tratta di esseri umani. Poi, c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di combattere il terrorismo islamico (l\u2019ISIS ha occupato alcune citt\u00e0 libiche strategiche come Sirte, per un periodo). Terzo, ma non in ordine d\u2019importanza, ricomporre l\u2019unit\u00e0 nazionale e instaurare una democrazia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tuttavia, queste sono per lo pi\u00f9 linee generali di cui si discute tra Palazzo Chigi e la Farnesina, ma non assomigliano affatto a un piano organico ben strutturato, n\u00e9 qualcosa di simile \u00e8 stato coordinato a tempo debito tra la diplomazia ufficiale, i servizi di sicurezza e gli agenti d\u2019influenza. Un errore fatale per l\u2019Italia, dovuto banalmente a scarsa capacit\u00e0 d\u2019analisi e previsione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-67374 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/MINNITI_SERRAJ_GENTILONI.jpg\" alt=\"MINNITI SERRAJ GENTILONI\" width=\"608\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p><em>\u00a0(Al Serraj, Minniti e Gentiloni in un meeting sulla Libia a Roma, 20 marzo 2017)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Italia, infatti, non \u00e8 una potenza mondiale. \u00c8 una potenza regionale particolarmente privilegiata dalla geografia, che ha sempre trovato nel Mar Mediterraneo la sua naturale vocazione e la sua principale risorsa economica. Che oggi \u00e8, anzitutto, l\u2019energia. Dunque, la Libia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La tutela di una simile posizione strategica, per\u00f2, passa inevitabilmente per una politica aggressiva, considerato che tutti gli altri attori che si affacciano sul Mediterraneo sono paesi agguerriti o instabili. La Francia rientra nella prima categoria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per tale ragione, l\u2019aver lasciato che Parigi s\u2019intestasse la partita decisiva per la Libia oggi, contemporaneamente a un esodo biblico di migranti (dove la connivenza franco-tedesca in seno all\u2019Unione Europea ha pesato non poco nell\u2019isolare Roma), ha intaccato la nostra forza negoziale presso chiunque.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Un grave errore di valutazione<\/strong><\/h3>\n<p>Non in uno dei dossier critici del Mediterraneo i nostri numerosi governi (ed \u00e8 tutta qui la nostra debolezza) hanno ottenuto pi\u00f9 della sufficienza in pagella. A cominciare proprio dalla gestione dei migranti che, da un lato, ha inferocito l\u2019opinione pubblica italiana contro le istituzioni, pi\u00f9 per la disorganizzazione dimostrata in verit\u00e0 che per sentimenti xenofobi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dall\u2019altro, a ovest di Tripoli la criminalit\u00e0 organizzata ha creato un\u2019industria fiorente, fidando del fatto che Roma non avrebbe mai attivato una spedizione para-militare per sgominare quel mercato illecito. Cos\u00ec \u00e8 stato, e lamentarsi oggi con l\u2019UE ci fa solo assaggiare il sapore della sconfitta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-69101 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/MINNITI-LIBIA.jpg\" alt=\"Marco Minniti TRIPOLI LIBIA\" width=\"608\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p><em>(La visita del ministro dell\u2019Interno italiano Minniti a Tripoli, 15 maggio 2017)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Aver puntato su Fayez al-Serraj per risolvere il caso Libia conferma che si \u00e8 scelto di dare fiducia a milizie e potentati locali, che non v\u2019\u00e8 dubbio domani saranno incapaci d\u2019intavolare un negoziato serio e tantomeno potranno esprimere un concetto di governo e parlamento, perch\u00e9 non \u00e8 mai stato un loro obiettivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La scelta di Parigi<\/strong><\/h3>\n<p>Parigi, invece, ha scelto la via delle armi e, dopo aver aggredito il paese, ha scommesso su un generale al comando di un esercito. Uno che vorrebbe riprodurre in piccolo l\u2019esperienza del presidente del vicino Egitto, che anche per questo motivo lo supporta (e non \u00e8 poco). Inoltre, in questo modo i francesi hanno messo un freno a Mosca, che dopo la Siria non disdegnerebbe di mettere un piede anche in Africa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La scelta strategica di Parigi, tuttavia, non si \u00e8 dimostrata migliore di quella italiana. Si \u00e8 solo seguita una logica di potenza, grazie al fatto che in Francia interessi pubblici e privati convergono sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-70295 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/macron-mali-troops.jpg\" alt=\"macron-mali-troops\" width=\"622\" height=\"350\" \/><\/p>\n<p><em>\u00a0(Mali, Gao: Macron visita i soldati francesi impegnati nell\u2019operazione Barkhane)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 dell\u2019implosione della Libia resta comunque francese: la scellerata decisione dell\u2019ex presidente Sarkozy di aprire la Libia a massicci investimenti francesi deponendo il \u201cfreno\u201d Gheddafi non ha per\u00f2 portato i risultati che si attendevano anche britannici e americani, suggestionati dalle certezze propugnate da Sarkozy di poter imporre un nuovo ordine libico attraverso un protettorato anglo-francese, e perci\u00f2 coinvolti a pieno titolo nella destituzione del colonnello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora che il disastro \u00e8 compiuto, le aziende francesi possono comunque tentare di scippare all\u2019ENI la leadership in Libia e l\u2019enorme bacino d\u2019idrocarburi che giace nel sottosuolo e nei recessi marini antistanti le coste libiche, attraverso le concessioni che otterr\u00e0 dall\u2019uomo che la Francia sostiene. Il quale in cambio difficilmente si accontenter\u00e0 di un ministero della Difesa. Cos\u00ec come Serraj e chi rappresenta non cederanno facilmente il potere acquisito n\u00e9 si piegheranno per qualcosa di meno di un accordo estremamente vantaggioso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Una partita incerta<\/strong><\/h3>\n<p>La partita, insomma, \u00e8 aperta. Ma se da un lato ENI ha l\u2019esperienza e la capacit\u00e0 per resistere alle mire espansionistiche di Parigi e alla sua concorrenza sleale (generatasi ben prima della caduta del rais libico), \u00e8 molto difficile lottare quando l\u2019endorsement politico \u00e8 cos\u00ec ampio da comprendere \u2013 oltre all\u2019Eliseo \u2013 anche il Cairo, Londra e Washington. Per quanto riguarda la posizione di Mosca, il cui ruolo nel Mediterraneo si va espandendo, per adesso \u00e8 quantomeno ambigua circa la Libia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/LIBIA-MAPPA.jpg\" rel=\"lightbox[70291]\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-68751\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/LIBIA-MAPPA-1024x910.jpg\" alt=\"LIBIA MAPPA\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Parigi, insomma, ha tessuto una trama pattizia di alleanze militari che si sostanziano di una serie di accelerazioni sul campo volte a forzare la mano progressivamente, mentre sul piano internazionale ha oscurato l\u2019Italia grazie all\u2019ascesa di Emmanuel Macron, intorno a cui si saldano poteri forti e ambizioni neo-imperialiste. Anche se il futuro libico non si potr\u00e0 risolvere con la forza, intanto Parigi ha schierato un esercito, e Roma no. Ma soprattutto Parigi ha attrezzato un piano, mentre Roma no.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infine, anche se la storia non \u00e8 dalla sua parte \u2013 la Libia resta uno stato fallito, quasi impossibile da ricomporre \u2013 un tentativo concreto d\u2019imporre un protettorato francese su Tripolitania e Cirenaica verr\u00e0 fatto. Lasciando giusto le briciole all\u2019Italia, per evitare d\u2019incorrere in una crisi diplomatica tra i nostri due paesi. Roma come ha intenzione di rispondere a questo palese affronto? Quale contromossa si sta studiando a Palazzo Chigi? La presenza di Serraj a Roma di oggi non \u00e8 una risposta.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/libia-macron-accordo-serraj-haftar-italia-esclusa\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/libia-macron-accordo-serraj-haftar-italia-esclusa\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Luciano Tirinnanzi) Aver lasciato a Macron la titolarit\u00e0 della partita decisiva per la Libia intacca la forza negoziale del nostro governo presso chiunque. 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