{"id":33322,"date":"2017-08-16T00:20:59","date_gmt":"2017-08-15T22:20:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33322"},"modified":"2017-07-31T15:02:26","modified_gmt":"2017-07-31T13:02:26","slug":"il-modello-di-insegnante-secondo-la-fondazione-agnelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33322","title":{"rendered":"Il modello di insegnante secondo la Fondazione Agnelli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">di GIOVANNI CAROSOTTI e ROSSELLA LATEMPA<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">A met\u00e0 giugno, la Fondazione Gianni Agnelli (FGA) ha reso pubblici i risultati di uno studio dal titolo <em>Osservazioni in classe: come si sviluppano le competenze didattiche in Italia<\/em>. Si tratta di alcune anticipazioni degli esiti di un progetto sperimentale condotto in collaborazione con l\u2019INVALSI, nell\u2019anno 2013-2014, ancora in via di completamento<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-modello-insegnante-della-fondazione-agnelli\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><\/a>. Il progetto, scrive FGA, rappresenta \u00ab<em>la prima indagine condotta in Italia che riguardi l\u2019osservazione diretta delle pratiche didattiche di oltre 1600 insegnanti di italiano e matematica<\/em>\u00bb, nelle classi di V primaria e I secondaria di I grado. Il sommario pubblicato \u00e8 un breve allegato di 6 pagine, contenenti dati su un campione di scuole omogeneamente distribuito tra nord, centro e sud. Le aree indagate sono 4, considerate centrali nella relazione educativa: il clima in classe, l\u2019attivit\u00e0 e il dialogo, l\u2019attenzione alla diversit\u00e0, il feedback sul lavoro da svolgere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Dai risultati parziali appena pubblicati emerge un quadro sconfortante sotto ogni aspetto:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: courier new,courier,monospace;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">il clima in classe si deteriora progressivamente dalla scuola<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">elementare alla media;<\/span><\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">circa la met\u00e0 degli insegnanti non dedica spazio alla discussione n\u00e9 svolge attivit\u00e0 strutturate, lavora senza presentare obiettivi e senza chiarezza;<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">l\u201980% degli insegnanti non svolge adeguata differenziazione dell\u2019attivit\u00e0, proponendo compiti uguali per tutti gli studenti indipendentemente dalla loro difficolt\u00e0 specifiche;<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">nonostante sia cosa nota che l\u2019attenzione al lavoro degli studenti \u00e8 fondamentale per il loro apprendimento, circa la met\u00e0 degli insegnanti non vi dedica cura: solo il 20% lo fa in maniera \u201cadeguata\u201d.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">I dati sono cos\u00ec macroscopicamente, definitivamente negativi, che non possono non indurre a una riflessione. L\u2019intento di questo documento \u00e8 provare a mostrare, una volta di pi\u00f9, che non sempre, quando si parla di educazione, di scuola o di universit\u00e0, tabelle e dati statistici rendono ragione dei fenomeni osservati. Nel caso specifico i dati proposti, tutt\u2019altro che neutri, intendono suffragare una particolare visione della scuola, strettamente condizionata dal mondo della produttivit\u00e0 e dell\u2019economia. I risultati della FGA non \u201craccontano\u201d il fallimento dell\u2019insegnamento. O almeno, non lo raccontano a chi ha voglia di capire e approfondire linguaggi, metodi e contesti.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><strong>Da dove partire?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Crediamo che la maggior parte di noi, chi da insegnante, chi da alunno, da genitore o semplice cittadino, abbia una percezione della Scuola (pubblica) che, lungi dall\u2019essere virtuosa, non sembra corrispondere <em>nei numeri<\/em>, ai dati pubblicati dalla Fondazione Agnelli.\u00a0 Nel mini-rapporto si sente l\u2019eco del documento della Buona Scuola del 2014<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-modello-insegnante-della-fondazione-agnelli\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><\/a>, che la FGA con quest\u2019indagine si propone chiaramente di sostenere, accettandone sia i discutibili parametri, sia le altrettanto discutibili finalit\u00e0 formative; in particolare, l\u2019idea che <em>niente<\/em> della nostra Scuola si debba sostanzialmente salvare. Finalmente quei \u00ab<em>docenti generici<\/em>\u00bb<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-modello-insegnante-della-fondazione-agnelli\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><\/a>, che si accontentano della sopravvivenza nella loro \u00ab<em>comfort zone<\/em>\u00bb<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-modello-insegnante-della-fondazione-agnelli\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><\/a>, possono essere smascherati e messi nell\u2019angolo, risultati numerici alla mano.\u00a0 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">L\u2019insegnante medio \u00e8 proteso sommariamente (<em>in modo non strutturato<\/em>) alla trasmissione di nozioni, non si cura dei bisogni individuali dei bambini, che in alcuni casi devono chiedere il permesso per intervenire, e non \u201cfa didattica innovativa\u201d<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-modello-insegnante-della-fondazione-agnelli\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><\/a>. Una tale demolizione della figura dell\u2019insegnante coincide con la demolizione della Scuola stessa. Nessuno vuole negare che esistano insegnanti pi\u00f9 o meno capaci, ma \u00e8 possibile che l\u201980% degli insegnanti non tenga conto dei bisogni differenziati degli alunni? Che met\u00e0 degli insegnanti non dialoghi in classe? Che sempre la met\u00e0 non dia adeguate spiegazioni su cosa fare? E tutto questo, durante l\u2019\u00ab<em>osservazione in classe delle sue competenze didattiche<\/em>\u00bb? Per rispondere, \u00e8 necessario un piccolo approfondimento, che permetta di decodificare queste percentuali grezze e senza scampo.\u00a0 I dati numerici hanno sempre una storia. Sono l\u2019esito di scelte e decisioni operate a monte e non l\u2019<em>output <\/em>di un algoritmo puro e inconfutabile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Quest\u2019assunto sembrerebbe in realt\u00e0 condiviso dalla stessa FGA. Nell\u2019 l\u2019incipit del Rapporto sulla valutazione delle scuole della Fondazione Agnelli del 2014, \u00e8 possibile leggere: \u00ab<em>Non esiste in astratto il \u00abgiusto\u00bb modello della valutazione: ciascun modello dipende da un\u2019idea di scuola. Si valuta che cosa si ritiene importante (ad es. gli apprendimenti). La misurazione serve in quanto strumento di valutazione<\/em>\u00bb<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-modello-insegnante-della-fondazione-agnelli\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><\/a>. Nel caso del documento in oggetto, i procedimenti di valutazione utilizzati presuppongono un\u2019idea di istruzione identica a quella promossa dalla Buona Scuola. Il che attribuisce al documento non l\u2019obiettivit\u00e0 di una ricerca condotta secondo criteri di neutralit\u00e0, bens\u00ec i caratteri di una presa di posizione politico-ideologica.<\/span><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><strong>\u201cOsservazione in classe\u201d \u2013 la metodologia utilizzata<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Nel programma in questione la valutazione esterna precede quella interna (autovalutazione). La particolarit\u00e0 del progetto consiste nella fase di osservazione in classe che \u201c<strong><em>non ha finalit\u00e0 valutative, ma meramente conoscitive<\/em><\/strong>\u201d<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-modello-insegnante-della-fondazione-agnelli\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Ancora: \u00ab<em>L\u2019osservazione in classe viene effettuata da due osservatori <strong>formati nell\u2019ambito delle scienze pedagogiche e sociali e con esperienze di lavoro e ricerca in ambito universitario<\/strong>\u00bb. \u00a0<\/em>Come di consueto, il giudizio sull\u2019attivit\u00e0 didattica dei docenti viene affidato a professionisti estranei alla scuola e non competenti n\u00e9 dell\u2019ambito disciplinare esaminato, n\u00e9 della didattica relativa alle discipline prese in esame (in questo caso italiano e matematica). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Come vedremo, quest\u2019apparente paradosso \u00e8 in realt\u00e0 voluto, in quanto il principio alla base della nuova scuola \u00e8 proprio quello della svalorizzazione del sapere disciplinare, a favore di una metodologia della trasmissione didattica che non \u00e8 finalizzata all\u2019acquisizione di contenuti specifici, bens\u00ec di alcune abilit\u00e0 astratte, meglio misurabili grazie al contributo ritenuto pi\u00f9 affidabile di particolari scienze sociali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><em>\u00abLa tecnica di osservazione utilizzata non \u00e8 invasiva: <strong>gli osservatori si posizionano all\u2019interno della classe<\/strong> in modo da non arrecare disturbo all\u2019attivit\u00e0 didattica e non intervengono in alcun modo nel corso della lezione [\u2026]. <strong>La checklist di osservazione serve a registrare la frequenza, in termini di presenza o assenza, delle azioni indicate, ad intervalli di 15 minuti<\/strong><\/em>\u00bb<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-modello-insegnante-della-fondazione-agnelli\/#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><\/a>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Dunque: essi si limitano a registrare le azioni osservate su una scheda (<em>scheda SGCC<\/em>) e verificano la conformit\u00e0 ad un protocollo. <em>\u00a0<\/em>L\u2019\u201dunit\u00e0 temporale\u201d di osservazione, ripetuta in tre momenti diversi (due ore di italiano e di matematica) \u00e8 a sua volta scomposta in sottomultipli orari di 15 minuti ciascuno. \u00a0Sulla base di una variabile dicotomica (SI\/NO) l\u2019osservatore segnala la presenza dei comportamenti adeguati, ogni quarto d\u2019ora. Ovviamente, \u00e8 necessaria concordanza tra le osservazioni dei due valutatori esterni. Se il dato comportamento \u00e8 osservato da uno solo dei due elementi esterni, l\u2019<em>item<\/em> non viene \u201cspuntato\u201d. Occorre poi valutare con che frequenza si manifesta il grado di concordanza, nonch\u00e9 fare una sintesi dei tre differenti momenti di osservazione impiegati.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33404\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/1-300x188.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/1-300x188.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/1-768x482.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/1.png 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><strong>Quali informazioni trarre dai risultati<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Capiti contesto e modello, inquadrato il metodo di lavoro, emerge un\u2019ulteriore perplessit\u00e0. Come \u00e8 possibile che, conoscendo \u2013 presumibilmente \u2013 gli strumenti di valutazione, aderendo volontariamente al programma, concordando le osservazioni e le visite, gli insegnanti interessati abbiano potuto essere cos\u00ec poco strutturati nell\u2019organizzazione delle loro lezioni? Non avere deliberatamente cura dei bisogni degli allievi pi\u00f9 svantaggiati? Gestire con poca attenzione il clima della classe? Non restituire commenti, suggerimenti, stimoli ai ragazzi? Come possiamo spiegarci un atteggiamento cos\u00ec apertamente inerte per non dire scadente?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Una lettura degli esiti del questionario di percezione degli insegnanti e del report finale sulla percezione studenti-docenti<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-modello-insegnante-della-fondazione-agnelli\/#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><\/a>, permette di escludere l\u2019ipotesi che i docenti fossero poco convinti e motivati, e che sul loro agire didattico siano intervenuti non ben precisati \u201cfattori di disturbo\u201d esterni e poco controllabili: \u00ab<em>i dati mostrano che, nella maggioranza dei casi (90%) gli insegnanti dichiarano di essersi sentiti poco preoccupati prima della visita, a proprio agio durante l\u2019osservazione in classe\u2026La quasi totalit\u00e0 degli insegnanti dichiara di non essersi sentita n\u00e9 giudicata n\u00e9 influenzata nel proprio modo di condurre la lezione. Pi\u00f9 in generale, l\u2019osservazione in classe \u00e8 stata vissuta come un\u2019esperienza positiva.<\/em>.\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Dunque, ricapitolando: docenti collaborativi e volontari, a conoscenza del metodo di valutazione, a proprio agio nonostante gli osservatori, hanno \u201cprodotto\u201d risultati cos\u00ec poco soddisfacenti. A questo punto, le conclusioni sembrano essere due:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">O gli insegnanti sono del tutto inadeguati, dunque esiste un problema di collocazione di questi insegnanti nelle classi e, ammettendo che essi siano un campione rappresentativo, <em>di tutti<\/em> gli insegnanti <em>in tutte<\/em> le classi d\u2019Italia.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Oppure non c\u2019\u00e8 chiarezza e condivisione di definizione tra le variabili \u201cmisurate\u201d (capacit\u00e0 didattica dell\u2019insegnante) e syllabus impiegato (griglia di osservazione). In altre parole, si tratta di una riduzione e semplificazione eccessiva di un fenomeno complesso (di tipo psicologico o educativo) ad un modello matematico.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Sembra chiaro che i dati pubblicati dalla Fondazione, inducono, dopo una rapida osservazione, a propendere per la conclusione nr 1). Conclusione, a cui dovrebbe far seguito (come minimo) un comunicato stampa del MIUR e di INVALSI e a seguire una presa di posizione politica, data la gravit\u00e0 dei fatti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Noi riteniamo, invece, che sia proprio la conclusione nr 2 a meritare un approfondimento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Nell\u2019indagine si \u00e8 fatto uso di modelli di valutazione stranieri, quasi tutti di matrice anglo-americana, destinati fatalmente a orientare la conclusione verso esiti predeterminati. Peraltro fortemente condizionati dall\u2019incongruit\u00e0 tra le griglie utilizzate e l\u2019oggetto cui vengono applicate.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Proviamo, per assurdo, a rovesciare la situazione: cosa otterremmo da un\u2019indagine che misura la produttivit\u00e0 di un ente finanziario, misurata con una griglia di valutazione costruita da insegnanti di italiano e latino, di matematica e fisica? Insegnanti che abbiano accumulato un dignitoso monte ore di formazione nel loro <em>portfolio<\/em> <em>docente<\/em>, per carit\u00e0, che conoscano l\u2019evoluzione dei differenziali di rendimento tra BTP e titoli di stato tedeschi, che sappiano calcolare indici di liquidit\u00e0 e redditivit\u00e0, ma pur sempre insegnanti di italiano e matematica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Il richiamo al <em>rigore<\/em> scientifico che il corredo di modello e dati porta con s\u00e9, non \u00e8 sovrapponibile al <em>metodo<\/em> scientifico, quello con cui solo la ricerca costruisce la conoscenza dei fenomeni. Ovvero una griglia, per quanto rigorosa, non potr\u00e0 mai risultare efficace se applicata ad oggetti che non le corrispondono. Una <em>misura scientifica<\/em>, ad esempio in fisica, va condotta in ambiente artificiale e controllato (laboratorio). E\u2019 proprio questa <em>la rivoluzione<\/em> del metodo scientifico. Considerare rigorosa l\u2019<em>osservazione<\/em> di un fenomeno (modello di scienza aristotelica), tanto pi\u00f9 se si tratta di un <em>fatto educativo<\/em>, significa dimenticare la realt\u00e0 e la complessit\u00e0 del fenomeno stesso, l\u2019ostacolo epistemologico implicito nell\u2019impiego di <em>misure indirette, di variabili latenti<\/em><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-modello-insegnante-della-fondazione-agnelli\/#_ftn11\" name=\"_ftnref11\"><\/a>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Discutibile risulta pure la convinzione che il sistema di valutazione adottato permetta di accertare la \u00ablezione autentica\u00bb. I dubbi, in questo caso, non dipendono solo dall\u2019incongruit\u00e0 gi\u00e0 ricordata tra sistema di valutazione e oggetto valutato, ma dallo stesso obiettivo ricercato. L\u2019aggettivo \u00abautentico\u00bb, infatti, unito di volta in volta ai sostantivi \u00ablezione\u00bb o \u00abvalutazione\u00bb, \u00e8 uno dei pilastri fondanti della cultura pedagogistica, pur conservando un\u2019estrema ambiguit\u00e0 semantica. Si tratta, analogamente a quello di \u00abcompetenza\u00bb, di un concetto ad alto tasso ideologico che, coerentemente, evita il confronto critico innalzando in modo autoreferenziale\u00a0 i propri<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">assunti a dignit\u00e0 scientifica. Il termine \u00abautentico\u00bb, infatti, per il suo carattere contrappositivo intende delegittimare la prassi consueta della professionalit\u00e0 docente, a favore di attivit\u00e0 in linea con la <em>didattica innovativa<\/em>, le cui caratteristiche sono quelle indicate nel protocollo<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-modello-insegnante-della-fondazione-agnelli\/#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Nonostante questa lodevole intenzione, risulta per\u00f2 impossibile, attraverso una scheda o un modello matematico, far parlare e comunicare tra loro mondi diversi: quello delle organizzazioni e della produttivit\u00e0 con quello della scuola e della formazione. Perch\u00e9, per quanto \u201cantiriformista\u201d possa apparire, quello dell\u2019insegnante \u00e8 un mestiere. E non \u00e8 affatto scientifico, ma \u201cempirico\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">E\u2019 un\u2019impostura intellettuale pensare che 190 osservatori estranei al mondo della Scuola, possano entrare in 1600 classi, osservarle per 10 quarti d\u2019ora consecutivi, spuntando caselle in tre diversi momenti dell\u2019anno, raccogliere l\u2019output e restituircelo sotto forma di grafici a barre. I risultati ottenuti non sono una conquista di ordine epistemologico acquisita dal mondo scientifico, ma una grande vittoria politica del mondo delle associazioni, tanto estranee alla scuola quanto vicine al mondo economico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Autonomia scolastica significa scelte personali e soprattutto <em>disciplinari<\/em>, scelta di metodi e strumenti. Le coorti di \u201cprove parallele\u201d, uguali per tutte le discipline, che stanno via via scandendo la didattica di tutte le scuole italiane, non sono un caso, una scelta locale e dunque autonoma. Sono l\u2019estremo tentativo di rispondere alla richiesta di efficienza che proviene dall\u2019INVALSI<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-modello-insegnante-della-fondazione-agnelli\/#_ftn14\" name=\"_ftnref14\"><\/a>. Ma le \u201clibert\u00e0 collettive\u201d o \u201clibert\u00e0 collegiali\u201d, non esistono, sono proprie di sistemi iper-centralizzati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Non sembra corrispondere a questi principi il metodo d\u2019insegnamento auspicato dalla FGA, sostanzialmente obbligato, in base a presupposti le cui fondamenta epistemologiche risultano quanto meno dubbie. Tale pretesa va di pari passo con una critica costante tesa a delegittimare attivit\u00e0 consolidate, quali la <em>lezione frontale<\/em>, rappresentata in modo per lo pi\u00f9 caricaturale. Essa \u2013\u00e8 bene ribadirlo- rappresenta invece un presupposto irrinunciabile in una relazione asimmetrica quale rimane la trasmissione di sapere; proprio perch\u00e9 permette di valutare la metodologia opportuna da svolgersi di volta in volta, per sollecitare la \u00a0motivazione, valutare la qualit\u00e0 e la frequenza degli interventi degli alunni, nonch\u00e9 le strategie opportune per intensificarli. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Ovviamente, tale capacit\u00e0 osservativa e relazionale ha bisogno di tempi lunghi, nei quali \u00e8 inevitabile affrontare situazioni sfidanti (la noia, un\u2019iniziale passivit\u00e0), che in ogni caso contribuiscono alla crescita personale. La logica dei quindici minuti, individuati quale unit\u00e0 minima di valutazione nell\u2019inchiesta della FGA, distruggerebbe invece la credibilit\u00e0 anche del<\/span> migliore docente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Non \u00e8 un\u2019idea n\u00e9 antiriformista n\u00e9 corporativa preservare la specificit\u00e0 della propria disciplina e il proprio stile di lavoro. Se \u00e8 vero che gli allievi hanno diversi bisogni educativi e stili di apprendimento, hanno tutti la necessit\u00e0 di appropriarsi di una cultura e dei suoi strumenti. E se la societ\u00e0 impone la verifica del lavoro svolto in nome di un principio di trasparenza, allora la valutazione deve essere <strong>materia di scuola, di disciplina, di contesto<\/strong><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-modello-insegnante-della-fondazione-agnelli\/#_ftn15\" name=\"_ftnref15\"><\/a>. \u201c<em>Non esiste in astratto il \u00abgiusto\u00bb modello della valutazione: ciascun modello dipende da un\u2019idea di scuola\u201d<\/em>, dicevamo. E non esiste in astratto il \u201cgiusto\u201d modello di insegnante, aggiungiamo. Dipende dall\u2019idea di scuola. Noi quale scuola vogliamo?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><em>fonte: www.roars.it<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIOVANNI CAROSOTTI e ROSSELLA LATEMPA A met\u00e0 giugno, la Fondazione Gianni Agnelli (FGA) ha reso pubblici i risultati di uno studio dal titolo Osservazioni in classe: come si sviluppano le competenze didattiche in Italia. Si tratta di alcune anticipazioni degli esiti di un progetto sperimentale condotto in collaborazione con l\u2019INVALSI, nell\u2019anno 2013-2014, ancora in via di completamento. Il progetto, scrive FGA, rappresenta \u00abla prima indagine condotta in Italia che riguardi l\u2019osservazione diretta delle pratiche&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":33400,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,85],"tags":[4477,5795,5794,4696,5797,5796,5247,165],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Alumnes_classe_graduat_Joan_Soler_Direcci\u00f3_de_Comer\u00e7_i_distribuci\u00f3_ESCODI_UAB.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8Fs","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33322"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33322"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33322\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33405,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33322\/revisions\/33405"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33400"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33322"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33322"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33322"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}