{"id":33338,"date":"2017-07-29T09:00:14","date_gmt":"2017-07-29T07:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33338"},"modified":"2017-07-29T00:53:43","modified_gmt":"2017-07-28T22:53:43","slug":"il-diritto-di-ambire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33338","title":{"rendered":"Il diritto di ambire"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE (Michelangelo Di Giacomo)<\/strong><\/p>\n<p>(Riflessioni liberamente ispirate a conversazioni, ahim\u00e9, realmente accadute)<\/p>\n<p>I cattivi esistono ancora. Non lo fanno apposta, forse non sono neanche cos\u00ec cattivi, ma proprio non ci arrivano. I cattivi sono le nostre \u201c\u00e9lite cosmopolite\u201d, quelle che da qualche terrazza arredata con gusto e con vista sul monumento principale di qualsiasi citt\u00e0 del mondo, teorizzano, tra un bicchier di whisky ed un caff\u00e8 (entrambi rigorosamente di filiera corte) sulle sorti del paese.<\/p>\n<p>Una generazione intera di persone tra i 45 e i 55 anni che si conoscono tra loro, che occupano tutti i punti decisionali \u2013 dalle case editrici ai quotidiani ai posti in parlamento ai consigli di amministrazione delle principali aziende. Un mondo trasversale e internazionale in cui \u00e8 pi\u00f9 plausibile andare a fare la spesa per cena a Piccadilly Circus partendoci da Venezia che all\u2019ipermercato di Marghera. Un mondo completamente scollegato dalla realt\u00e0, che, quando non opera con malizia, opera con una disarmante ingenuit\u00e0.<\/p>\n<p>Questi cattivi qui sono quelli che hanno accesso per s\u00e9 e per i propri figli ad una rete di opportunit\u00e0 e informazioni qualificata e privilegiata, che consente loro di muoversi tra Eaton e l\u2019Ivy League e leggere best-seller indiani conosciuti mentre cercavano s\u00e9 stessi tra le cime dell\u2019Himalaya. Sono quelli che operano sulla base di teoremi morali e leggi di comportamento applicabili praticamente solo a loro stessi e che su queste basi decidono il destino di milioni di persone.<\/p>\n<p>Ti parlano di meritocrazia, di ambizione, di intraprendenza. Riescono a sostenere davanti a un aperitivo, con aria candida come se ci credessero davvero, che \u201csolo chi non desidera migliorare la propria posizione sociale finisce per fare lavori sotto-qualificati e sottopagati ed essere infelice tutta la vita\u201d. E dunque che il concetto stesso di pensione sia sbagliato in quanto \u201cun compensativo di una vita di schiavit\u00f9 dato che nessuno pi\u00f9 fa lavori che non gli piacciono e potresti continuare a lavorare per sempre\u201d.<\/p>\n<p>E poi ci siamo noi. Noi, tutti quelli nati senza ricevere in eredit\u00e0 non solo un capitale economico iniziale, ma anche pi\u00f9 semplicemente senza un capitale relazionale di qualit\u00e0. Noi, tutti quelli cui spesso nessuno dice che si pu\u00f2 ambire a qualcosa di pi\u00f9, che gli orizzonti non finiscono sotto il cartello topografico del paese in cui si \u00e8 nati. Noi, tutti quelli che crescono in ambienti in cui la gente fa l\u2019operaio, il cameriere, lo spazzino, la commessa. Noi che da bambini abbiamo genitori che ti dicono che solo studiando come un matto puoi colmare quel capitale sociale che ti manca.<\/p>\n<p>Ma anche tutti quei \u201cnoi\u201d i cui genitori non possono trasmettere questa ambizione di crescita sociale attraverso la scuola, e che non ce l\u2019hanno manco pi\u00f9 una scuola che possa trasmettergliela. Perch\u00e9 quelle stesse \u00e9lite cosmopolite con i figli a Yale hanno pensato che fosse meglio convincere tutti che studiare non servisse a niente. Quando distruggono la scuola pubblica privano tutti quei \u201cnoi\u201d dell\u2019unica opportunit\u00e0 qualificante che avranno nella vita per far s\u00ec che qualcuno dica loro che le opzioni nella vita sono infinite, che si pu\u00f2 fare altro invece di morire nella periferia in cui si nasce.<\/p>\n<p>Con una campagna culturale di vent\u2019anni che ha martellato tutti con \u201ctanto non cambia un cazzo se c\u2019hai una laurea\u201d \u201cvai a fa\u2019 il cameriere guadagni di pi\u00f9\u201d sono riusciti a far s\u00ec che la gente smettesse di crederci, nelle possibilit\u00e0 di un ascensore sociale ascendente, e loro si sono creati una nuova leva di schiavi che non immaginano neanche che possa essere possibile fare qualcosa oltre che le commesse al supermercato sotto casa.<\/p>\n<p>Quella stessa \u00e9lite ti parla di ambizione. E ti dicono che sei un \u201clooser\u201d che non merita la pensione se fai un lavoro che non ti piace, dopo che han fatto di tutto per garantirsi questo esercito di lavoratori da sfruttare per finanziare i loro aperitivi davanti a cui elaborare inique teorie sociologiche.<\/p>\n<p>Ecco. Questo \u00e8 il nemico. Questi che ti tolgono le pensioni e le scuole pubbliche non perch\u00e9 pensano non siano economicamente sostenibili, ma perch\u00e9 sono cos\u00ec autoreferenziali da credere come precetto morale che siano ingiuste come principio e che \u201cse sei ambizioso ce la fai comunque\u201d.<\/p>\n<p>E allora s\u00ec. Noi di Senso Comune siamo ambiziosi. E la nostra ambizione \u00e8 di ridare alle persone normali la possibilit\u00e0, vera, di ambire. Di dare a tutti un\u2019opportunit\u00e0 per saperlo, che la vita non \u00e8 predestinata.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/michelangela-di-giacomo\/il-diritto-di-ambire\/\">http:\/\/www.senso-comune.it\/michelangela-di-giacomo\/il-diritto-di-ambire\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Michelangelo Di Giacomo) (Riflessioni liberamente ispirate a conversazioni, ahim\u00e9, realmente accadute) I cattivi esistono ancora. Non lo fanno apposta, forse non sono neanche cos\u00ec cattivi, ma proprio non ci arrivano. 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