{"id":33345,"date":"2017-07-30T09:00:42","date_gmt":"2017-07-30T07:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33345"},"modified":"2017-07-29T19:06:11","modified_gmt":"2017-07-29T17:06:11","slug":"i-cialtroni-delle-classifiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33345","title":{"rendered":"I cialtroni delle classifiche"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p>Strappano periodicamente titoloni sui media, sollecitano l\u2019istinto italico masochistico e autodenigratorio e ci fanno sensibili danni non solo economici. Stiamo parlando delle classifiche che gli enti e le societ\u00e0 pi\u00f9 disparate diffondono su argomenti come la facilit\u00e0 di fare affari nei vari paesi, la corruzione, la libert\u00e0 di stampa e via dicendo. L\u2019Italia \u00e8 invariabilmente ultima pi\u00f9 o meno in tutto tra i pesi europei, e in molti casi \u00e8 superata in graduatoria anche da paesi lontani anni luce dal nostro livello di sviluppo.<\/p>\n<p>Di norma i nostri media accolgono queste classifiche come se fossero oro colato, e le varie parti politiche le usano semmai per strumentalizzarle per i fini della loro propaganda. Non risulta che qualcuno ci abbia mai \u201cguardato dentro\u201d, chiedendo conto della metodologia usata e controllando se i dati sono stati raccolti correttamente.<\/p>\n<p>Adesso finalmente qualcuno lo ha fatto, e ha trovato cose che voi umani non potete neanche immaginare. Sensazioni di campioni ristretti e non rappresentativi spacciate per dati, errori grossolani di raccolta di questi ultimi che falsano clamorosamente i risultati, scelte arbitrarie guidate da impostazioni ideologiche, insomma una montagna di errori che farebbero bocciare senza appello qualsiasi studente al primo esame di metodologia. Dobbiamo a The European House &#8211; Ambrosetti e ai dirigenti (italiani, ma con esperienze in vari paesi) di tre multinazionali \u2013 Angelo Trocchia, presidente e amministratore delegato di Unilever Italia; Leonardo Salcerini, managing director di Toyota Material Handling Italia; Matteo Marini e Mario Corsi, presidente e amministratore delegato di Abb Italia \u2013 se si pu\u00f2 ora attribuire il giusto valore a queste classifiche: un valore prossimo allo zero.<\/p>\n<p>E s\u00ec che tra i promotori di queste iniziative ci sono istituzioni teoricamente autorevolissime. La World Bank, per esempio, il cui annuale Ease of Doing Business \u00e8 tra i pi\u00f9 seguiti dalla comunit\u00e0 internazionale degli affari. O lo svizzero World Economic Forum, il noto istituto francese Insead, la Deloitte, uno dei giganti della revisione. Persino l\u2019Ocse non si salva, con un incredibile errore sulla nostra spesa sanitaria. E se questa \u00e8 la qualit\u00e0 di cui sono capaci i pi\u00f9 noti, figuriamoci gli altri: ormai a metter fuori queste classifiche c\u2019\u00e8 la gara, i nostri di Ambrosetti &amp; c. ne hanno esaminate ben 80.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019attendibilit\u00e0 al di sotto di ogni sospetto, per\u00f2, queste classifiche sono prese in considerazione dal mondo degli affari e ne influenzano le scelte. Soprattutto, per quanto ci riguarda, contribuiscono a diffondere un\u2019immagine dell\u2019Italia che va dallo scarso al pessimo, il che danneggia sia la nostra economia che il nostro ruolo nella politica internazionale.<\/p>\n<p>Ambrosetti e i suoi partner non si sono per\u00f2 limitati ad analizzare le varie classifiche. Ne hanno elaborata una di maggior rigore metodologico, il Global Attractiveness Index, che prende in considerazione 144 paesi. Il gruppo di lavoro, coordinato da Lorenzo Tavazzi, \u00e8 stato coadiuvato da due advisor di prestigio, Enrico Giovannini (gi\u00e0 alla guida delle statistiche Ocse, presidente dell\u2019Istat, ministro) e l\u2019ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli.<\/p>\n<p>In questa graduatoria l\u2019Italia risulta al 14\u00b0 posto, contro, per esempio, il 45\u00b0 di quella della World Bank, il 43\u00b0 che ci assegna il World Economic Forum, il 28\u00b0 della Deloitte sulla competitivit\u00e0 dell\u2019industria manifatturiera. Troppo buoni loro o troppo cattivi gli altri? Beh, vediamolo alla luce di alcuni dati oggettivi, anch\u2019essi ricordati nello studio: l\u2019Italia \u00e8 all\u20198\u00b0 posto nel mondo per valore del Pil, al 4\u00b0 per valore aggiunto dell\u2019industria manifatturiera, al 9\u00b0 per l\u2019export (ma 7\u00b0 per l\u2019export manifatturiero), al 13\u00b0 per stock di investimenti fissi lordi, al 3\u00b0 per numero di pubblicazioni scientifiche nell\u2019ultimo decennio (normalizzato sul numero di ricercatori per milione di abitanti), al 4\u00b0 in Europa per valore della produzione in settori ad alta tecnologia. Questi sono dati, non impressioni tratte da interviste. Quale posizionamento \u00e8 pi\u00f9 credibile?<\/p>\n<p>Vediamo poi due indici \u201cqualitativi\u201d, anch\u2019essi molto seguiti dai media, quello sulla \u201ccorruzione percepita\u201d e quello sulla libert\u00e0 di stampa. Prendiamo dal rapporto un estratto delle rispettive graduatorie con i commenti (in tono fin troppo diplomatico) del gruppo di lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33346\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Ambr-corruz-stampaP-300x145.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"145\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33347\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Ambr-corruz-commP-300x93.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"93\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33348\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Ambr-press-commP-300x115.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"115\" \/><\/p>\n<p>Ma ce n\u2019\u00e8 anche per i due indici forse pi\u00f9 seguiti, Doing Business e Global Competitiveness Report. Il primo \u00e8 costruito attraverso la somministrazione di questionari, e gi\u00e0 sul numero delle risposte c\u2019\u00e8 qualcosa da dire: per esempio sono praticamente uguali (139 contro 130) per la Cina e per la Grecia. Per l\u2019Italia hanno risposto pi\u00f9 persone, 187: ma gli imprenditori sono solo il 5% di questo campione, che pesca invece per l\u201983% da Studi legali e uffici di consulenza. Evidentemente la World Bank ritiene che gli affari si facciano essenzialmente fra i tribunali e gli uffici del fisco. Del secondo, elaborato dal World Economic Forum, ci eravamo gi\u00e0 occupati in passato, come pure della pi\u00f9 folcloristica (per usare un eufemismo) di queste classifiche, quella sulla libert\u00e0 economica della Heritage Foundation (che fu il serbatoio di \u201ccervelli\u201d dell\u2019amministrazione Reagan).<\/p>\n<p>Persino l\u2019Ocse, come si diceva, fa uno svarione colossale. Occupandosi della nostra spesa sanitaria per la prevenzione considera solo le spese a livello nazionale, mentre \u00e8 noto che la maggior parte avviene al livello regionale. Cos\u00ec risultiamo ultimi in Europa \u2013 con distacco \u2013 mentre in realt\u00e0 siamo al secondo posto dietro la Finlandia.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che un certo grado di discrezionalit\u00e0 \u00e8 comunque inevitabile, lo studio di Ambrosetti, grazie anche alla consulenza di un tecnico preparato come Giovannini, evita certamente i veri e propri orrori (pi\u00f9 che errori) delle altre classifiche. Ecco dunque l\u2019elenco delle prime venti posizioni, che non sembra dare al nostro paese pi\u00f9 di quanto gli spetti di diritto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33349\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Ambr-classifica-300x209.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" \/><\/p>\n<p>Il rapporto fornisce anche suggerimenti che il governo \u2013 qualsiasi governo \u2013 farebbe bene a mettere in pratica, come fanno da anni tanti altri paesi. Cosa fanno? Ecco alcuni esempi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33350\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Ambr-org-x-rank-300x208.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"208\" \/><\/p>\n<p>Ed ecco i suggerimenti del rapporto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33351\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Ambr-5-raccomand-300x208.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"208\" \/><\/p>\n<p>Ci sembra opportuno aggiungerne un altro. La stessa strategia dovrebbe essere messa in atto nei confronti delle agenzie di rating, che classificano il debito dell\u2019Italia al limite dell\u2019investment grade, ossia a un passo dai titoli-spazzatura. Gli eventi degli ultimi anni hanno ampiamente dimostrato che spazzatura sono piuttosto questi giudizi, ma anche in questo caso ci\u00f2 che conta \u00e8 che la comunit\u00e0 degli investitori li prenda sul serio e che persino le istituzioni, compresa la Bce, continuino a utilizzarli. Convincerli a cambiare idea sarebbe anche pi\u00f9 importante che guadagnare posizioni nelle classifiche sulla competitivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2017\/07\/28\/i-cialtroni-delle-classifiche\/\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2017\/07\/28\/i-cialtroni-delle-classifiche\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Strappano periodicamente titoloni sui media, sollecitano l\u2019istinto italico masochistico e autodenigratorio e ci fanno sensibili danni non solo economici. 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