{"id":33356,"date":"2017-07-30T00:03:28","date_gmt":"2017-07-29T22:03:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33356"},"modified":"2017-07-30T00:02:33","modified_gmt":"2017-07-29T22:02:33","slug":"il-crepuscolo-di-toni-negri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33356","title":{"rendered":"Il crepuscolo di Toni Negri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Il 14 dicembre 2016 Toni Negri ha pubblicato il testo di una precedente conferenza, intitolato \u2018<strong>Pour en finir avec la souverainet\u00e9?<\/strong>\u2019, in italiano \u2018Per finirla con la sovranit\u00e0?\u2019<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Il discorso di Negri, povero di conoscenza storica e di ragione filosofica, si risolve in errori sul passato, illusioni sul presente e rifiuto di ogni pi\u00f9 sacro vincolo dell\u2019umanit\u00e0. La sua lettura attenta pu\u00f2 nondimeno essere utile a mostrare la debolezza di ogni discorso politico che osi considerare lo Stato-nazione un residuo del passato, e pu\u00f2 contribuire a chiarire il concetto di sovranit\u00e0 e la sua stringente attualit\u00e0<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Comincer\u00f2 dalla critica dell\u2019autonomia del politico (nazionale) sotto la cui bandiera si muovono varie posizioni, tutte nostalgiche della sovranit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Parlando di <em>nostalgia<\/em> della sovranit\u00e0, Negri fa un doppio errore: di contenuto, in quanto riduce la sovranit\u00e0 nazionale a un istituto del passato che continua ad esistere solo nei libri di storia, mentre la realt\u00e0 attuale \u00e8 fatta di Stati con i loro territori, le loro leggi, i loro magistrati e i loro eserciti. Parlare di \u2018nostalgia\u2019, non di \u2018esigenza\u2019, di sovranit\u00e0 implica avere generalizzato in una fase di storia universale l\u2019operazione imperialistica della UE, che consiste invece in una cessione di sovranit\u00e0 della sola Europa meridionale in favore di quella settentrionale. \u00c8 un grave errore di valutazione, la cui sorgente \u00e8 l\u2019illusione internazionalista, questa s\u00ec definitivamente passata \u2013 non solo perch\u00e9 non ci sono al momento rivoluzioni internazionaliste n\u00e9 soggetti politici ad averla in programma, ma anche perch\u00e9 tutte le rivoluzioni comuniste hanno mostrato di avere una determinazione<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">essenzialmente <em>nazionale<\/em> (russa, cinese, cubana \u2026), cos\u00ec che l\u2019internazionalismo \u00e8 <em>sempre<\/em> stato nel migliore dei casi una vuota retorica, nel peggiore l\u2019ideologia dell\u2019imperialismo sovietico. L\u2019errore di contenuto va insieme a un errore di forma. Ogni confutazione ha un metodo: deve iniziare dalla verit\u00e0 del concetto da confutare e finire col mostrarne la falsit\u00e0. Invece Negri, dopo aver promesso con il titolo della sua conferenza un\u2019argomentazione che confuti il concetto di sovranit\u00e0, dunque un\u2019argomentazione che termini con l\u2019annullamento del concetto, inizia presupponendolo gi\u00e0 nullo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">\u201cL\u2019autonomia del politico\u201d \u00e8 infatti oggi da molti concepita come una forza di redenzione per la sinistra \u2013 di fatto la ritengo una maledizione dalla quale rifuggire. Uso la frase \u201cautonomia del politico\u201d per designare argomenti che pretendono che il processo decisionale in politica possa e debba essere tenuto al riparo dalle pressioni della vita economica e sociale, dalla realt\u00e0 dei bisogni sociali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">La sovranit\u00e0 non ha nulla a che fare con la pretesa che la politica debba essere tenuta al riparo dalle pressioni della vita economica e sociale, dalla realt\u00e0 dei bisogni sociali: chi mai ha potuto sostenere questa posizione? \u2018Sovranit\u00e0\u2019, dal punto di vista interno allo Stato, significa che la politica sappia regolare il mercato capitalistico in modo da porlo al servizio dei bisogni sociali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Negri distingue tre tipi di \u2018nostalgici\u2019 della sovranit\u00e0. Il primo gruppo<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Alcune delle figure contemporanee pi\u00f9 intelligenti che propongono l\u2019autonomia del politico lo [sic] concepiscono come un mezzo per restaurare il pensiero politico <em>liberal <\/em>(di sinistra) strappandolo al dominio ideologico del neoliberismo, come antidoto non solo e non tanto alle politiche economiche distruttive del neoliberalismo, ivi comprese privatizzazione e <em>deregulation, <\/em>ma piuttosto ai modi nei quali il neoliberalismo trasforma e domina il discorso pubblico e politico: il modo nel quale esso impone una razionalit\u00e0 economica sopra il discorso politico e mina ogni ragionamento politico che non obbedisca alla logica di mercato. [\u2026] Sostenere l\u2019autonomia del politico in questo contesto \u00e8 dunque un modo per rifiutare il dominio della logica di mercato e per restaurare il discorso politico della tradizione <em>liberal<\/em>, dei diritti, della libert\u00e0 e dell\u2019eguaglianza \u2013 dell\u2019<em>\u00e9galibert\u00e9<\/em> , come la chiama Etienne Balibar \u2013 che ha forti risonanze nell\u2019opera di Hannah Arendt\u00a0 e che va indietro almeno fino a John Stuart Mill. Si pu\u00f2 riconoscere che queste critiche liberal del neoliberalismo sono oneste ma si deve aggiungere che sono inadeguate ad un progetto democratico. Da un lato, nozioni politiche di libert\u00e0 ed eguaglianza che non attacchino direttamente le basi economiche e sociali dell\u2019ineguaglianza e della mancanza di libert\u00e0, in particolare le leggi della propriet\u00e0 e del comando sopra la nostra vita produttiva e riproduttiva, fan da sempre prova della loro inadeguatezza. D\u2019altro lato, la potenzialit\u00e0 ovvero l\u2019esistente capacit\u00e0 della gente di governarsi collettivamente, sar\u00e0 in questa luce sempre oscurata e, quindi, quella vera democrazia che \u00e8 costituita da una moltitudine capace di determinare decisioni politiche, apparir\u00e0 sempre e solo una nobile idea per qualche momento di un futuro indefinito. \u201cI teorici liberal che guidano il<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">treno dell\u2019autonomia del politico non arriveranno mai a destinazione\u201d: sottolinea con enfasi un mio amico.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">La prima specie di nostalgia sovranista \u00e8 l\u2019esigenza sentimentale di tenere separato discorso politico e discorso economico per timore che il totalitarismo di mercato elimini il politico. La critica di Negri non tocca per\u00f2 il cuore della questione perch\u00e9, come i nostalgici di prima specie, non riflette su libert\u00e0 e uguaglianza e non ne rileva il contrasto essenziale. \u00c8 evidente che la libert\u00e0, intesa nel senso comune come autonomia <em>individuale<\/em>, produce ineguaglianza e che l\u2019uguaglianza produce limitazione della libert\u00e0 individuale. Come \u00e8 proprio dell\u2019essenza del <em>mercato<\/em> tenere ferma la libert\u00e0 del singolo e produrre ineguaglianza cos\u00ec \u00e8 proprio dell\u2019essenza dello <em>Stato<\/em> tenere ferma l\u2019uguaglianza e limitare l\u2019autonomia del singolo. Non si pu\u00f2 sfuggire a questo dilemma, lo si pu\u00f2 soltanto comporre nell\u2019idea di Stato costituzionale. Cos\u00ec, quando rifiuta con orrore la sovranit\u00e0 dello Stato, senza che se ne accorga, Negri rifiuta l\u2019uguaglianza e si avvicina pericolosamente al liberismo, con il quale condivide l\u2019idea che gli individui siano in grado di organizzare spontaneamente la societ\u00e0 e l\u2019economia. Il fatto che Negri non chiami \u2018mercato\u2019 questa organizzazione spontanea e non ne riconosca il potenziale di ineguaglianza non depone a suo favore: significa soltanto che non disponendo di una intuizione della realt\u00e0 umana, si ferma al sentimento rousseauiano e che non ha la coerenza del liberismo. Egli non pensa la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza, le sogna; quindi crede che possano essere rimosse le basi economiche e sociali dell\u2019ineguaglianza e della mancanza di libert\u00e0. Se per\u00f2 si rimuovesse l\u2019illibert\u00e0 individuale (cio\u00e8 lo Stato) si produrrebbe l\u2019ineguaglianza assoluta e se si rimuovesse l\u2019ineguaglianza (cio\u00e8 il mercato) si produrrebbe l\u2019illibert\u00e0; se si rimuovessero entrambe l\u2019uomo tornerebbe animale, n\u00e9 libero, perch\u00e9 cosa tra le cose, n\u00e9 uguale, perch\u00e9 preda delle differenze naturali. Lo Stato costituzionale sovrano le pone entrambe in quanto garantisce un\u2019uguaglianza <em>qualitativa<\/em> autorizzando l\u2019ineguaglianza <em>quantitativa<\/em>, ossia fissa la misura della libert\u00e0 individuale cos\u00ec da consentire a ciascuno l\u2019uguaglianza essenziale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Un secondo gruppo di argomenti viene da sinistra, da autori egualmente ben intenzionati ma egualmente inefficaci, ed \u00e8 diretto a contrastare la faccia economica del neoliberalismo, i suoi progetti di privatizzazione e di <em>deregulation. <\/em>Per questo gruppo l\u2019autonomia del politico significa, in primo luogo, ritorno a qualche forma di controllo pubblico e statale. In risposta alla globalizzazione neoliberale che ha eroso i poteri della sovranit\u00e0 nazionale, questi autori pensano ad un ritorno ai meccanismi keynesiani e\/o socialisti per riaffermare i poteri dello Stato sull\u2019economia e quindi per contenere i mostruosi poteri della finanza e delle <em>corporations.<\/em> \u2026 Noi guardiamo agli autori di questa versione dell\u2019autonomia del politico come alleati e i loro propositi ci sembrano simpatici ma \u2013 essendo noi, direi per natura, incapaci di esprimere positivamente la desiderabilit\u00e0 dello Stato e dell\u2019autorit\u00e0 pubblica \u2013 troviamo che gli appelli contemporanei a favore di un controllo statale keynesiano o socialista, sebbene presentati in maniera eminentemente pragmatica, siano essenzialmente poco realisti e realizzabili. Non esistono pi\u00f9 le condizioni sociali e politiche sulle quali questi progetti erano basati nel ventesimo secolo. Sotto la regola neoliberale i sindacati tradizionali e le organizzazioni della classe operaia sono stati distrutti, scannati e le associazioni che stanno alla base della cittadinanza politica sono state svuotate al punto da generare nostalgia persino tra le \u00e9lites della destra. \u2026<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Negri confessa il suo approccio sentimentale, immaturo, al concetto di Stato e autorit\u00e0 pubblica: un\u2019intolleranza <em>per natura<\/em>; ma un filosofo non pu\u00f2 rifiutare nulla in base alle sue idiosincrasie, deve criticare e conservare il criticato in una sintesi superiore. La confutazione dei nostalgici economici della sovranit\u00e0 \u00e8 un semplice rigetto senza vera argomentazione, e soffre di una doppia insufficienza. Innanzitutto di teoria economica, quando sopravvaluta il ruolo dei sindacati dimenticando che sono impotenti se esplode la disoccupazione: la forza degli operai e dei loro sindacati \u00e8 la piena occupazione; questa \u00e8 distrutta dalla libera mobilit\u00e0 dei fattori produttivi; quando il capitale \u00e8 lasciato libero di aprire le fabbriche nei luoghi del globo dove pi\u00f9 basso \u00e8 il costo del lavoro, quando esso costringe lo Stato ad abolire i confini per importare manodopera semischiavile, si produce una disoccupazione cos\u00ec alta che i sindacati non possono pi\u00f9 difendere i lavoratori dalla povert\u00e0 e dalla precariet\u00e0. Ma c\u2019\u00e8 una seconda insufficienza. Negri trascura che la vittoria del mercato, cio\u00e8 dell\u2019ineguaglianza, sullo Stato \u00e8 basata su un dato geopolitico, \u00e8 effetto del crollo dell\u2019URSS. \u00c8 quasi ovvio constatare che la scomparsa del nemico esterno indebolisce la sostanzialit\u00e0 dello Stato e il suo potere di uguagliare, e permette alla societ\u00e0 civile di affermare il suo istinto anarchico; nel nostro caso, dal momento in cui gli Stati Uniti non hanno sentito pi\u00f9 la minaccia sovietica, la loro societ\u00e0 e quelle sotto la loro influenza si sono sfaldate in preda ad egoismi ed avidit\u00e0 incontrollati. Al contrario di quanto pensa Negri, entrambi i motivi di sconfitta della classe operaia sono per\u00f2 reversibili: le politiche di deflazione salariale alla<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">lunga non sono sostenibili perch\u00e9 provocano crisi da sovrapproduzione e frenano lo sviluppo della forza produttiva, mentre la fine delle rivalit\u00e0 internazionali nell\u2019impero mondiale \u00e8 un evento eccezionale, in realt\u00e0 gi\u00e0 terminato. Negri deriva queste sue insufficienze dallo spirito del marxismo, che dopo aver esagerato l\u2019asprezza del conflitto di classe come guerra, non ha pi\u00f9 sensibilit\u00e0 per la guerra tra gli Stati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Infine un piccolo gruppo di intellettuali di sinistra si eccita per l\u2019autonomia del politico in forme di avanguardia, spesso presentate come risposta all\u2019incapacit\u00e0 dei movimenti sociali odierni, movimenti orizzontali, a rovesciare le strutture capitaliste esistenti e a porsi il problema di prendere il potere. \u2026 Come ci sembra di aver gi\u00e0 detto, dato l\u2019ampio sviluppo di sistemi immunitari sulla scena dei movimenti, ci sembra impossibile oggi \u2013 sia resa grazia a Dio! \u2013 imporre comitati centrali e leadership tradizionali sopra movimenti sociali dinamici e creativi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">I nostalgici della sovranit\u00e0 di terza specie sognano dei leader che impediscano ai \u2018movimenti\u2019 no-global di rifluire nel nulla. Evidentemente non hanno capito che questi movimenti con i loro bravi <em>black block<\/em> hanno quasi sempre un padrone, cio\u00e8 l\u2019oligarchia atlantica e i suoi servizi segreti che li suscitano, li controllano e li dissolvono. Negri non solo non riconosce che questi movimenti sono masse disorientate manovrate dalle oligarchie, ma coglie l\u2019occasione per farsi illusioni sulla loro dinamicit\u00e0 e creativit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Queste diverse affermazioni dell\u2019autonomia del politico, dai <em>liberal<\/em> fino alla sinistra radicale, non esprimono soltanto il fatto di essere timorose e quasi ipnotizzate dall\u2019autorit\u00e0 del neoliberismo, ma anche una fede nella sovranit\u00e0 come un baluardo per restaurare il potere della sinistra. \u00c8 vero, come d\u2019altra parte ammettono molti di questi autori, che il neoliberismo ha minato i tradizionali poteri politici sovrani. Non bisogna guardare molto lontano per registrare la maniera nella quale in Europa le forze del capitalismo globale hanno amministrato la crisi dal 2008 e la forma, alquanto inelegante, con la<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">quale i leader del capitale finanziario, andando oltre ogni ostacolo, attraverso la pressione dei \u201cmercati\u201d, hanno imposto la loro volont\u00e0 non solo sugli Stati debitori ma su tutti i Paesi europei. Le societ\u00e0 europee sono state letteralmente ricostruite seguendo i criteri gerarchici creati dal potere del denaro. Ne sono venute nuove configurazioni coercitive della divisione del lavoro (precariet\u00e0, disoccupazione di massa ecc \u2026), l\u2019organizzazione aleatoria ma sistematica delle infrastrutture produttive, le scale salariali variabili nel riordino delle norme della riproduzione sociale, e i diversi disegni e le misure alternative rigidamente proposte, nei programmi di <em>exit<\/em> dalla crisi, ma che in realt\u00e0 servivano per approfondire, attraverso la crisi, le divisioni di classe. Il capitale finanziario sotto comando neoliberale si \u00e8 cos\u00ec liberato da ogni bisogno di rispondere alle tradizionali strutture politiche della rappresentanza e del funzionamento dei governi nazionali: meccanismi elettorali, strutture giuridiche fondamentali, e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">\u00c8 vero, dice Negri, che siamo in presenza dello strapotere del mercato capitalistico, ma pensare che lo Stato possa essere restaurato \u00e8 del tutto illusorio: non solo i sindacati, la stessa loro sovranit\u00e0 \u00e8 estinta per sempre. Questa sua valutazione<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">deriva per\u00f2 dalla propaganda delle oligarchie finanziarie ed \u00e8 fattualmente erronea: soltanto in Europa <em>meridionale<\/em> il potere finanziario si \u00e8 presentato in forma \u2018alquanto inelegante\u2019 con la lettera di Trichet e Draghi al governo italiano oppure con i ricatti della BCE contro il governo greco; altrove i governi hanno attuato misure non solo attente all\u2019interesse nazionale ma con corollari decisamente imperialistici. In altri termini, i capitalismi anglosassoni e nord-europei hanno conservato un carattere nazionale: da una parte i loro governi controllano le istituzioni sovranazionali, come l\u2019FMI o la Commissione europea, in modo da condizionarle a proprio vantaggio, dall\u2019altra corrono in aiuto dei loro capitalismo salvandone le banche con denaro pubblico, impedendo la mobilit\u00e0 dei capitali e delle persone in nome dell\u2019interesse nazionale, conducendo guerre economiche contro i capitalismi meridionali per distruggerne la concorrenza. Gli Stati settentrionali prendono ordini dal mercato solo finch\u00e9 questo funziona regolarmente; quando la sequenza dei suoi fallimenti rischia di travolgere l\u2019economia, essi intervengono nell\u2019economia a immediato vantaggio delle oligarchie, certo, ma violando l\u2019ortodossia liberale, intervengono cio\u00e8 come Stati, e questo prova<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">che essi non sono affatto estinti. Che gli Stati meridionali abbiano obbedito all\u2019ideologia liberale, abbiano liberalizzato e privatizzato lasciando\u00a0 fagocitare e distruggere la loro base produttiva a vantaggio degli Stati del nord, che invece sono stati attentissimi a difendere il carattere nazionale del loro capitalismo, va dunque spiegato non con categorie economiche o di filosofia della storia, ma con la loro debolezza politica. Credere come fa Negri che la debolezza politica di questi Stati sia l\u2019estinzione dello Stato in generale, significa aver perso la bussola.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Quei richiami alla sovranit\u00e0 sono dunque attualmente ineffettuali. Ma anche pericolosi. Pericolosi perch\u00e9 perdono di vista che cosa \u00e8 stata la sovranit\u00e0 nella sua storia e ci\u00f2 che ancora vuole essere. Essa ha voluto sempre e solo staccare il potere dai soggetti, centralizzare il potere di decisione contro i soggetti, imporre il dominio sulle loro vite, mandarli a morire in guerra. Il problema che abbiamo, \u00e8 quello di difenderci dalla sovranit\u00e0. Abbiamo cercato di farlo, nei secoli<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">della modernit\u00e0, limitandola, togliendole almeno parte del carattere \u201cassolutista\u201d, ancor peggio, \u201ccoloniale\u201d che essa aveva man mano assunto. Ma quei modi di controllarla si sono consumati. Non vorrei qui fare il prof. di storia del pensiero politico e ancora una volta mostrare come due idee regolative del mondo borghese per organizzare (e cio\u00e8 eventualmente per limitare) la sovranit\u00e0 \u2013 quelle legate alla propriet\u00e0 ed alla libert\u00e0 e quelle legate alla rappresentanza \u2013 si siano trasformate da illusorie forme di controllo del sovrano in figure del suo dominio. Della prima dannata conversione, quella della propriet\u00e0 e della libert\u00e0 borghese nella struttura del comando capitalista attraverso il mercato, abbiamo gi\u00e0 cominciato a dire. Ma della seconda, quella della rappresentanza che costituisce la sovranit\u00e0, c\u2019\u00e8 qualcosa da aggiungere.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">\u00c8 subito evidente l\u2019insufficienza di questo argomentare: il potere della soggettivit\u00e0 di cui parla Negri non \u00e8 pre-statale, ma \u00e8 costituito insieme allo Stato. I soggetti nella loro singolarit\u00e0 hanno infatti soltano il desiderio del potere; solo uniti lo acquisiscono, cio\u00e8 arrivano a quella autosufficienza di cui parla Aristotele: solo staccando da s\u00e9 il loro desiderio impotente di potere essi acquisiscono potere. Il potere sovrano dello Stato sui soggetti si chiama dunque <em>consenso<\/em>, \u00e8 cio\u00e8 generato da una volont\u00e0 di obbedienza come mezzo per raggiungere effettivo potere. Solo con una mediazione, solo sottomettendosi alle leggi e alle istituzioni che le fanno valere, il soggetto<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">ha potere; il potere immediato del soggetto \u00e8 invece, come ben sa Negri, violenza sterile, che giustamente suscita la violenza dei poteri dello Stato, cio\u00e8 la pena. La centralizzazione del potere di decisione nello Stato \u00e8 dunque la costruzione del suo consenso e non pu\u00f2 essere svolto per definizione contro i soggetti. La regressione dalla sovranit\u00e0, il ritorno del potere ai soggetti, \u00e8 invece la riproposizione della miseria dello stato di natura hobbesiano, a tal punto abominevole che perfino una sovranit\u00e0 dello Stato che fosse in larga misura arbitraria gli sarebbe comunque preferibile. \u2013 La grave incomprensione dell\u2019essenza dello Stato spinge Negri ad avvolgersi subito dopo in una doppia contraddizione. All\u2019inizio dell\u2019articolo aveva sostenuto (erroneamente dal nostro punto di vista) che il capitale finanziario esercita un controllo cos\u00ec assoluto sullo Stato, che parlare di \u2018autonomia del politico\u2019 \u00e8 velleitario; ora scrive invece che dalla sovranit\u00e0 dello Stato dobbiamo difenderci e non abbiamo i mezzi per farlo. La prima contraddizione \u00e8 dunque che lo Stato da una parte \u00e8 dato come sopraffatto dal mercato, dall\u2019altra come onnipotente. La seconda contraddizione \u00e8 che la propriet\u00e0 privata appare da un lato come <em>strumento di limitazione<\/em> del potere dello Stato, dall\u2019altra come <em>strumento del potere<\/em> dello Stato. Tutta questa confusione perch\u00e9, dopo aver sostenuto che la sovranit\u00e0 dello Stato \u00e9 oppressione, Negri fa sbadatamente valere il reciproco, che ogni oppressione, anche quella economica, \u00e8 sovranit\u00e0 dello Stato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Vale la pena qui di ricordare l\u2019imbroglio montato da Rousseau. Che, da un lato, fa partecipare gli individui alla fondazione del <em>pubblico<\/em> sovrano, che cos\u00ec definisce: \u201ccome la natura concede a ciascun uomo un potere assoluto sulle sue membra, il patto sociale d\u00e0 al corpo politico un potere assoluto su tutte le sue; ed \u00e8 questo medesimo potere che, diretto dalla volont\u00e0 generale, porta il nome di sovranit\u00e0\u201d \u2013 dall\u2019altro maledice la propriet\u00e0 privata \u2013 \u201cil primo uomo che disse questo \u00e8 mio\u201d(;) ma il buon Rousseau, che \u00e8 stato cos\u00ec lucido e severo quando identifica la propriet\u00e0 privata come sorgente di ogni corruzione e causa dell\u2019umana sofferenza(,) inciampa subito \u2013 quando confronta la propriet\u00e0 e quella volont\u00e0 generale che gli aveva risolto il problema della sovranit\u00e0. Dato che la propriet\u00e0 privata genera diseguaglianza, come si pu\u00f2 creare (inventare) un sistema politico nel quale ogni cosa <em>appartenga insieme<\/em> <\/span><em><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">a ciascuno e<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">a nessuno<\/span><\/em><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"> (come avveniva, meglio, come avrebbe dovuto avvenire, in quella volont\u00e0 generale che attribuiva a ciascuno e a nessuno la sovranit\u00e0)? Qui la trappola si chiude sul buon Jean Jacques. Se il concetto di <em>pubblico<\/em> \u00e8 posto infatti per rispondere alla domanda: che cosa appartiene a ciascuno e a nessuno? \u2013 e la risposta di Rousseau: \u00e8 quanto appartiene allo Stato, in questo caso Rousseau ha inventato solo qualcosa che adorna, imbellisce, mistifica la continuit\u00e0 della presa di possesso del comune da parte di individui proprietari. E cerca di convincerci che essa ci includa. \u00c8 legittimo che il pubblico assuma i nostri diritti e prenda decisioni riguardo a quello che produciamo \u2013 cos\u00ec avanza il ragionamento \u2013 quando il \u201cnoi\u201d sia di nuovo sospinto (malgrado la volont\u00e0 generale) verso una base individuale, verso la propriet\u00e0 privata \u2013 quella stessa base dalla quale eravamo trionfalmente usciti in nome della volont\u00e0 generale. Ecco l\u2019implacabile logica del pubblico pragmatismo.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Negri ripropone in modo alquanto confuso la vecchia critica contro lo Stato esposta nella <em>Questione ebraica<\/em> di Marx: l\u2019uguaglianza dei diritti e delle leggi dello Stato sorge su una base di ineguaglianza economica e la conferma; quell\u2019uguaglianza \u00e8 dunque ingannevole come la fede nell\u2019uguaglianza in Paradiso dei cristiani che consacra la loro disuguaglianza in questa valle di lacrime. Questa critica non ha <em>nessun<\/em> valore, perch\u00e9 ignora che l\u2019uguaglianza ha senso soltanto come relazione tra disuguali e che viceversa i disuguali sono tali solo sulla base di un\u2019uguaglianza, che insomma uguaglianza e disuguaglianza non sono determinazioni indipendenti, ma relazioni all\u2019altro che pur escludono. Marx, e con lui Negri che <em>sembrerebbe<\/em> seguirlo, imputano dunque come difetto allo Stato e alla religione la dialettica immanente <em>nel concetto stesso<\/em> di uguaglianza. Ma Negri aggiunge di suo la sua solita confusione. Innanzitutto l\u2019accusa di imbroglio al buon Jean Jacques non sta in piedi. Per Rousseau, con il contratto sociale gli individui tramite l\u2019alienazione completa di se stessi costituiscono un individuo comune, lo Stato sovrano, da cui fanno rifluire a ciascuno la cittadinanza e i suoi diritti: la sovranit\u00e0 dello Stato \u00e8 la rinuncia degli individui particolari alla propria sovranit\u00e0; con questa rinuncia, in quanto essa \u00e8 totale e riguarda <em>ogni<\/em> individuo, essi non costituiscono per\u00f2 un individuo particolare a cui sono asserviti, ma un individuo universale di cui ognuno \u00e8 membro come legislatore, la <em>volont\u00e0 generale<\/em>, che esprime il lato universale della libert\u00e0 di ciascuno e d\u00e0 a ciascuno il riconoscimento senza il quale essa<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">resterebbe un puro desiderio. Ne segue che la propriet\u00e0 privata non \u00e8 un\u2019appropriazione naturale e conservata con le unghie e i denti fino a quando se ne ha la forza, ma una libert\u00e0 generata e protetta dall\u2019assemblea sovrana, dunque ad essa sottoposta: non naturale e assoluta e in contrasto con il politico, ma mediata e condizionata dalla volont\u00e0 generale \u2013. Tutto questo \u00e8 vero e coerente, e infatti Rousseau, con la sua idea che libert\u00e0 e diritti siano non naturali, ma effetto di un\u2019alienazione di libert\u00e0 e diritti naturali (ossia dell\u2019arbitrio), non \u00e8 annoverato tra gli autori graditi al liberalismo. Un\u2019ulteriore confusione \u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 di capire se Negri stia ancora parlando con ingiusto disprezzo di Rousseau, oppure se stia proiettando verso una soluzione collettivista quella che egli ritiene la contraddizione di Rousseau.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Gli intellettuali conservatori hanno da molto tempo smascherato le pretese democratiche della rappresentanza politica ed il Rousseauismo romantico e sebbene i loro argomenti siano stati spesso rivolti contro la stessa<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">democrazia, essi contengono un nodo di verit\u00e0. \u2026 si comprende quanto sostanzialmente falsa sia la richiesta di una democratica rappresentanza politica.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Negri sembra ignorare che Rousseau nega che il popolo possa delegare la sua sovranit\u00e0 a rappresentanti; la sua polemica su questo punto rischia di essere un semplice fraintendimento. \u2013 Se la sovranit\u00e0 fosse oppressione, certo, non solo la rappresentanza democratica, ma nessun mezzo sarebbe idoneo a recuperare la libert\u00e0. Ma cos\u00ec non \u00e8: lo Stato presuppone l\u2019alienazione dell\u2019arbitrio particolare e la sua trasformazione in volont\u00e0 generale legiferante secondo l\u2019interesse <em>comune<\/em>. La prima garanzia della libert\u00e0 individuale \u00e8 dunque che i poteri pubblici siano esercitati secondo leggi universali. La democrazia rappresentativa, poi, non \u00e8 affatto un modo impotente per allentare l\u2019oppressione, ma un metodo per assicurare alle leggi effettiva universalit\u00e0, ossia l\u2019espressivit\u00e0 del bene comune. Che essa non sia pura apparenza lo dimostra l\u2019enorme sforzo oligarchico di dirigere le elezioni con il controllo dei mezzi di comunicazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Ci\u00f2 detto, permettetemi di ritornare su un punto sul quale altre volte ho cercato di porre un\u2019alternativa al potere sovrano: di tornare cio\u00e8 al concetto di potere costituente. \u00c8 un atto rivoluzionario, un evento concepito come un\u2019eccezione giuridica che esprime <em>ex nihilo<\/em> un nuovo ordine politico: questa la sua definizione consueta. La rivoluzione americana o quella francese o quella russa ne costituiscono l\u2019esempio pi\u00f9 citato. L\u2019atto di \u201cprendere il potere\u201d \u00e8 qui definito dall\u2019unit\u00e0 spaziale e temporale dell\u2019evento rivoluzionario vittorioso. La sovranit\u00e0 del potere costituente deriva dunque, in termini giuridici, precisamente dal suo carattere di eccezionalit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33363\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/1200px-Eug\u00e8ne_Delacroix_-_La_libert\u00e9_guidant_le_peuple-300x238.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/1200px-Eug\u00e8ne_Delacroix_-_La_libert\u00e9_guidant_le_peuple-300x238.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/1200px-Eug\u00e8ne_Delacroix_-_La_libert\u00e9_guidant_le_peuple-768x608.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/1200px-Eug\u00e8ne_Delacroix_-_La_libert\u00e9_guidant_le_peuple-1024x811.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/1200px-Eug\u00e8ne_Delacroix_-_La_libert\u00e9_guidant_le_peuple.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Il potere sovrano persegue l\u2019interesse comune, la conservazione del bene universale, il potere costituente \u00e8 violenza. Nessuno pu\u00f2 negare che quando l\u2019ordine civile sia sentito dai cittadini come scandalo e disordine, cio\u00e8 come violenza, la violenza rivoluzionaria abbia la sua necessit\u00e0; ma \u00e8 altrettanto vero che, come sarebbe preferibile che non ci sia castigo perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 stato<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">delitto, cos\u00ec \u00e8 preferibile che non ci sia rivoluzione perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 stato scandalo e disordine. L\u2019opposizione tra potere sovrano e potere costituente \u00e8 quella tra pace e guerra civile: il rigetto istintivo della pace civile e la simpatia per la guerra civile \u00e8 l\u2019istinto satanico, l\u2019atteggiamento accusatorio che diffama l\u2019ordine in quanto tale come sommo disordine, che abbandona l\u2019essere della legalit\u00e0 per gettarsi nella casualit\u00e0 cieca dell\u2019evento. Questa celebrazione dell\u2019illegalit\u00e0 \u00e8 l\u2019ideologia del fascismo intransigente della prima ora, Farinacci pi\u00f9 che Marx. Essa scandalizza per la visione edulcorata che offre della guerra civile, non l\u2019orgia di assassini, di stupri, sevizie, saccheggi e distruzioni quale essa \u00e8, ma un\u2019innocua ebbrezza carnevalesca, una goliardata, con cui si infrangono schemi di cui ci si \u00e8 annoiati. Il meno che si possa dire \u00e8 che a Negri manca la fantasia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Ora, quella mia assunzione \u00e8 stata criticata negli ultimi decenni, per esempio da Giorgio Agamben e da Jacques Derrida. Per l\u2019uno e per l\u2019altro si poteva criticare in maniera convincente la nozione giuridica di potere costituente nella sua pretesa di separarsi dal potere costituito (per dirlo con Derrida: \u201cla violenza della fondazione della legge conserva<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">la violenza della conservazione della legge e non pu\u00f2 rompere con essa\u201d).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Il rifiuto del diritto come opposto alla giustizia \u00e8 contenuto in una pagina di Benjamin \u2013 certo non delle migliori. Nella pace civile la violenza della conservazione della legge \u00e8 la pena che colpisce l\u2019autore del delitto, \u00e8 dunque un avvenimento <em>eccezionale<\/em> per definizione; se non lo fosse, non ci sarebbe pace civile, ma guerra civile. La legge si conserva non con la violenza, ma in quanto gode di consenso e gode di consenso in quanto i cittadini vi vedono soddisfatte le loro aspettative essenziali. Ma c\u2019\u00e8 un secondo errore nella disgraziata proposizione di Derrida: credere che la violenza fondi la legge; cos\u00ec non \u00e8: la violenza fonda la vendetta, la legge \u00e8 fondata dall\u2019accordo. Negri non scorge l\u2019idiozia della battuta di Derrida perch\u00e9 la condivide; anche per lui lo <em>jus<\/em> non \u00e8 <em>iniuria<\/em> solo quando \u00e8 <em>summum<\/em>, ma in ogni caso; la giustizia \u00e8 solo nell\u2019evento rivoluzionario. Infatti accetta la critica di Agamben e Derrida:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">E tuttavia, una volta accettata questa critica, resta valida la concezione del potere costituente che noi avevamo proposto, perch\u00e9 impiantata non sulla sua figura giuridica ma sulla materialit\u00e0 del processo rivoluzionario.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Per paura dello <em>ius<\/em>, cio\u00e8 del diritto, il potere costituente di Negri diventa processo rivoluzionario materiale, cio\u00e8 non costituente, dunque violenza fine a se stessa. Negri vive in un mondo rovesciato in cui la pace civile \u00e8 il contrario di s\u00e9, cio\u00e8 \u2018vera\u2019 violenza, la guerra civile non \u00e8 guerra ma la \u2018vera\u2019 pace; per evitare che la guerra civile, cio\u00e8 la \u2018vera\u2019 pace, cessi e dia luogo all\u2019ordine, che per Negri \u00e8 la \u2018vera\u2019 violenza, occorre che la guerra civile non costituisca nulla, non vada oltre se stessa. Si tratta, come si vede, di una concezione carnevalesca della rivoluzione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Noi possiamo cos\u00ec passare dal potere costituente all\u2019azione costituente, dal potere costituente come concetto giuridico al potere costituente come dispositivo politico. Questo passaggio ci offre una base sovversiva che svuota ogni legame alla nozione di un evento unificato e propone il processo rivoluzionario come una macchina aperta e plurale che produce progressivamente le sue norme. Al fine di riconquistare utilit\u00e0 al concetto di potere costituente, oltre le sue configurazioni nel pensiero giuridico e politico, \u00e8 necessario sempre differenziare, riconoscere la sua eterogeneit\u00e0 sociale e la sua durata temporale, configurarlo cio\u00e8 come una potenza continua che si replica ed istituisce sempre nuove figure.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Dalla realt\u00e0, intesa come accadere regolato da leggi, Negri regredisce all\u2019ebbrezza del caos e lo chiama \u2018dispositivo politico\u2019, dimenticando che \u2018politico\u2019 \u00e8 derivato da \u2018polis\u2019, cio\u00e8 Stato. Il potere costituente \u00e8 privo di unit\u00e0, aperto, plurale; le sue norme, anzich\u00e9 le regole del suo divenire, sono prodotte progressivamente dal processo, sono cio\u00e8 non-norme. Il processo rivoluzionario di Negri non \u00e8 suscitato dal degenerare dell\u2019ordine sociale nel caos, <em>\u00e8<\/em> esso stesso il caos contro l\u2019ordine sociale, non il castigo che annulla il delitto, \u00e8 il delitto che accusa il diritto e lo annulla. \u2013Certo, produce una certa impressione che un professore di un\u2019universit\u00e0 statale, regolarmente stipendiato e poi pensionato con il denaro dei contribuenti, che \u00e8 stato parlamentare e non si \u00e8 fatto scrupolo di accettare il vitalizio, che si fa pagare i libri che scrive e le conferenze che tiene, possa ridurre la teoria politica alla cieca violenza di un\u2019azione sovversiva senza unit\u00e0 e senza norme, che pu\u00f2 avere come unico risultato quello di destabilizzare lo Stato in favore di potenze straniere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Insistiamo qui su alcuni concetti-chiave, meglio, su alcune nuove condizioni politiche, per ridefinire il potere<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">costituente oltre il suo modello moderno. In primo luogo, si deve considerare la radicale differenza di come gli apparati giuridici ed amministrativi sono posizionati rispetto a \u2013 e successivamente assorbiti da \u2013 le strutture economiche della societ\u00e0 dominata dal capitale globale. La societ\u00e0 come un tutto \u00e8 progressivamente sussunta nei circuiti dell\u2019organizzazione economica e del comando capitalista, innanzitutto attraverso l\u2019azione del capitale finanziario che riorganizza la divisione del lavoro a livello globale, si appropria profitto dalle forme materiali e immateriali del lavoro sociale ed estrae rendita dalla produzione e riproduzione della vita e dalla comunicazione\/circolazione del valore. Il denaro \u00e8 il veicolo primario attraverso il quale la finanza comanda il \u201ccomune produttivo\u201d (<em>productive commons<\/em>), appropria il valore che esso produce e lo rende funzionale allo sfruttamento ed alla gerarchia dell\u2019organizzazione sociale.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Il capitale globalizzato sussume innanzitutto la societ\u00e0. Giusto. Ma Negri non dice come, perch\u00e9<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">questo gli toglierebbe ogni illusione sulla sua immagine di potere costituente. Lo diciamo noi: con la libert\u00e0 di movimento dei capitali e delle persone, che intensificano la concorrenza tra i lavoratori, spezzando ogni forma di opposizione sindacale e politica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">In secondo luogo, la costruzione del mercato globale indebolisce i poteri degli Stati-nazione e diminuisce la loro autonomia costituzionale. Gli Stati-nazione mantengono importanti poteri giuridici, economici ed amministrativi, evidentemente, ma essi sono progressivamente situati dentro, o anche subordinati a strutture e istituzioni del governo globale, oltre che alle domande del mercato capitalistico globale. Il denaro e la <em>governance<\/em> globale sono incluse una nell\u2019altra e supportano le strutture giuridiche della societ\u00e0 capitalistica globale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Per comprendere il fenomeno dell\u2019asservimento del politico Negri avrebbe dovuto parlare non di denaro, che <em>non<\/em> \u00e8 un mezzo specifico dell\u2019economia capitalistica, ma di <em>controllo degli istituti che creano denaro<\/em>, cio\u00e8 delle banche centrali; con il controllo delle banche centrali, altrimenti detto \u2018indipendenza della banca centrale dal governo\u2019, le oligarchie finanziarie tentano di controllare<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">le economie e per loro tramite le societ\u00e0. D\u2019altra parte parlare di indebolimento del potere degli Stati-nazione \u00e8 improprio: <em>certi<\/em> Stati-nazione si indeboliscono, in particolare quelli dell\u2019Europa meridionale, che sono avviati a un destino coloniale, e quelli del Medio Oriente, che hanno subito una catastrofica destabilizzazione da parte del fondamentalismo islamico su mandato dell\u2019imperialismo anglosassone e dei suoi alleati. Proprio il mito<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">dell\u2019indebolimento definitivo di <em>tutti<\/em> gli Stati nazionali, che fa da supporto anche alla costruzione dell\u2019Unione Europea (di cui non a caso Negri ha sostenuto la costituzione poi bocciata dai francesi) \u00e8 strumento eccellente per abbandonare l\u2019Europa meridionale al suo destino coloniale. In questo indebolimento non c\u2019\u00e8 invece nessuna novit\u00e0 essenziale. Gli Stati Uniti d\u2019America dopo il crollo dell\u2019URSS hanno creato un impero mondiale. La mancanza di nemici esterni all\u2019impero, com\u2019\u00e8 normale, ha allentato la sua unit\u00e0 statale e ha permesso alle oligarchie private una pi\u00f9 forte indipendenza; di qui l\u2019affermarsi del diritto privato a scapito del diritto pubblico; ma poich\u00e9 l\u2019impero si era esteso all\u2019intero globo il diritto privato sembra essere diventato diritto internazionale. In altri termini, la prospettiva di un impero mondiale e di una pace perpetua (appena disturbata da operazioni interne \u2018di polizia globale\u2019) ha indebolito l\u2019importanza dello Stato rispetto alla societ\u00e0 civile e questo indebolimento si \u00e8 esteso negli altri Stati. Estendendosi ha assunto per\u00f2 un significato affatto diverso: non pi\u00f9 un indebolimento del politico in favore dell\u2019economico, ma un indebolimento della politica e dell\u2019economia degli Stati vassalli<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">avviati in un percorso di declino coloniale. Questa prospettiva ha infine resuscitato lo Stato-nazione e ha suscitato un\u2019alleanza contro l\u2019impero anglosassone, e la situazione attuale \u00e8 quella della rivalit\u00e0 tra Stati-nazione. Il declino temporaneo dello Stato-nazione non ha dunque nulla a che fare con la filosofia della storia, non pu\u00f2 essere irrigidito come nuova fase di sviluppo del capitalismo o come trasformazione biopolitica della societ\u00e0, \u00e8 avvenire <em>storico<\/em>, un oscillare verso l\u2019autonomia della persona privata che \u00e8 gi\u00e0 declinato e ha suscitato l\u2019oscillazione in direzione opposta, il ritorno alle sovranit\u00e0 nazionali: la Cina, la Russia, l\u2019India, l\u2019Iran si sono infatti emancipate dall\u2019impero e tengono ferma la loro sovranit\u00e0; un processo analogo si mostra in Europa con la Brexit e negli Stati Uniti con l\u2019elezione di Trump.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">In terzo luogo, nel processo di questa trasformazione biopolitica della societ\u00e0, le figure della forza lavoro e della cittadinanza si sovrappongono con una tale intensit\u00e0 che i conflitti sociali, economici e politici risuonano attraverso le strutture del potere ed amplificano l\u2019un l\u2019altro. L\u2019immersione del lavoro vivo nella costituzione della soggettivit\u00e0 politica crea una serie proliferante di antagonismi che scorrono attraverso ogni realt\u00e0 istituzionale. In questa situazione il concetto di potere costituente espresso nella tradizione giuridica moderna, come un potere originario incondizionato, comincia a perdere il suo significato. Si potrebbe concludere a questo punto che forse varrebbe la pena di abbandonare il concetto e smettere di parlarne. Pensiamo tuttavia che far questo sarebbe privarsi di un importante strumento di comprensione dell\u2019espressione delle forze antagoniste e del loro potenziale per la trasformazione sociale. \u00c8 quindi meglio ridefinire il potere costituente alla luce delle condizioni attuali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Negri tenta una traduzione del potere costituente, che, come abbiamo visto, consiste in una sospensione carnevalesca dell\u2019ordine costituito, nei termini dei movimenti apolitici attuali. Il tentativo ha il vento in poppa e sfonda una porta aperta: poich\u00e9 non ha nessuna effettiva consistenza politica, ma consiste nella pura violenza eversiva, il potere costituente \u00e8 non solo traducibile nell\u2019inconsistenza del movimenti no-global, ma \u00e8 immediatamente identico alle bravate dei <em>black block<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Vediamo cosa succede nelle lotte. Strappare il potere costituente all\u2019autonomia del politico al fine di congiungere insieme la critica del politico, dell\u2019economico e del sociale pu\u00f2 essere riconosciuto chiaramente nei pi\u00f9 forti movimenti che agiscono contro l\u2019ineguaglianza, le privatizzazioni e il potere della finanza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">L\u2019espressione \u00e8 molto vaga; forse significa che la lotta dei <em>movimenti<\/em>, pi\u00f9 che un carattere politico, anzich\u00e9 mirare alla presa del potere statale, ha un significato innanzitutto economico e sociale, prende di mira il potere economico dell\u2019oligarchia liberale. Si tratta per\u00f2 di affermazione che spacciano per progresso un arretramento; infatti un movimento politico \u00e8 anche sociale ed economico, per il semplice motivo che il politico \u00e8 comprensivo delle altre determinazioni dell\u2019umano; non vale il contrario: esistono lotte economiche, quelle sindacali, che si tengono volontariamente lontane dal politico, dunque non hanno nessuna portata rivoluzionaria. Le lotte dei movimenti non hanno avuto un carattere sindacale; ma questo non implica che abbiano avuto una portata politica: c\u2019\u00e8 la terza possibilit\u00e0 del non essere n\u00e9 sindacali n\u00e9 politiche, di essere innocue come un concerto di musica leggera.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">C\u2019\u00e8 stato del magico nell\u2019aria quando i militanti hanno costruito accampamenti urbani a Il Cairo o a Istanbul, a Madrid, a New York, a Oakland o a Rio de Janeiro \u2013 hanno creato spazi urbani comuni, non pi\u00f9 privati n\u00e9 pubblici ma caratterizzati da accesso libero e da sperimentali meccanismi di un\u2019amministrazione democratica. Creare spazi urbani comuni \u00e8 stato sperimentato come antidoto ai veleni della privatizzazione neoliberale \u2013 e queste esperienze sono sintomatiche di una lotta sempre pi\u00f9 larga che pone il comune contro l\u2019egemonia della propriet\u00e0 privata e della finanza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Poteva aggiungere piazza Maidan. Si \u00e8 visto poi che il magico dei movimenti era il loro essere infiltrati dai servizi segreti atlantici che li hanno usati o per concentrare in un\u2019azione politicamente innocua lo scontento sociale e neutralizzarlo o addirittura per buttare gi\u00f9 governi troppo indipendenti dall\u2019impero e promuovere la destabilizzazione degli Stati. Peraltro, non sono affatto stati <em>creati<\/em> spazi urbani comuni, si \u00e8 semplicemente fatto uso degli spazi pubblici, fino a sgombero da parte della polizia: nessuna oligarchia liberale \u00e8 stata messa in pericolo da queste carnevalate.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Attaccare la propriet\u00e0 privata ed insistere sulla cooperazione sociale ed il comune come motore di nuovi processi costituenti, non significa abbandonare attualmente il desiderio di avere accesso ai beni sociali e di consolidare la sicurezza della vita. Al contrario, portare la lotta dall\u2019appropriazione al politico. Al contrario, con ci\u00f2 si riconosce che la propriet\u00e0 privata \u00e8 l\u2019ostacolo fondamentale alla sicurezza e un blocco all\u2019accesso alle necessit\u00e0 della vita per una larga maggioranza<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">I movimenti avrebbero dovuto attaccare la <em>propriet\u00e0 privata dei mezzi di produzione<\/em>, in particolare la natura privata delle banche centrali. Attaccare la propriet\u00e0 privata in generale non ha senso. Non si capisce infatti come si possano tenere insieme questo attacco e il desiderio di accesso ai beni sociali e alla sicurezza della vita: <em>accesso ai beni sociali<\/em> significa infatti loro trasformazione in propriet\u00e0 privata, sicurezza della vita significa sicurezza della propriet\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Inoltre, oggi, data la progressiva figura sociale cooperativa della produzione, il diritto di propriet\u00e0 non pu\u00f2 pi\u00f9 essere diritto a monopolizzare dei beni e a permettere poteri individuali di decisione, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere il diritto di un lupo che difende gelosamente il suo bottino da altri lupi, ma deve esser trasformato nel diritto al comune, in un <em>exit<\/em> dalla solitudine attraverso la produzione, verso la cooperazione ed un\u2019esistenza sociale nell\u2019eguaglianza e nella solidariet\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Nel capitalismo domina la concorrenza tra lavoratori, tanto pi\u00f9 spietata quanto pi\u00f9 le politiche economiche sono dirette a ingigantire l\u2019esercito industriale di riserva. Occorre chiedere dunque politiche di piena occupazione anzich\u00e9 perdersi nel pio desiderio di sostituire la concorrenza con la cooperazione e di trasformare la propriet\u00e0 in diritto al comune.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Infine, la trasformazione del potere costituente in un processo continuo, \u00e8 stato approfondito [sic] attraverso la sua immersione nel tessuto della biopolitica: il contenuto del potere costituzionale tende ad essere la vita stessa. Gli attivisti e i militanti non domandano solo un aumento del loro reddito o il sostegno ai servizi di <em>welfare <\/em>ma cercano di illuminare il fatto che tutta la vita \u2013 tutti i lavori di produzione e di riproduzione \u2013 sono soggetti a sfruttamento e ad estrazione di plusvalore.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Un fatica inutile, dal momento che le oligarchie ci ripetono continuamente che la ragione di ogni impresa \u00e8 il profitto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Nella continuit\u00e0 di queste lotte risiede un\u2019espansione di bisogni, desideri e domande sociali. Il potere costituente pu\u00f2 divenire una composizione di diverse singolarit\u00e0 costituenti \u2013 e cos\u00ec, concepire il potere costituente come un pluralismo moltitudinario significa rompere con ogni feticistica concezione dell\u2019unit\u00e0 politica e finirla quindi con i concetti di popolo e di nazione posti tradizionalmente come unit\u00e0. A questo punto, alla luce delle lotte che hanno ridefinito il potere costituente come un processo continuo, radicalmente plurale e biopolitico, siamo in una posizione<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">migliore per riconoscere la distanza e l\u2019incompatibilit\u00e0 del potere costituente con la rappresentanza e la sovranit\u00e0. Sempre di pi\u00f9 le pretese democratiche di una rappresentanza politica vengono ampiamente riconosciute come vuota turpitudine e, non a caso, parlare in nome degli altri \u00e8 stato proscritto nei movimenti sociali. In luogo della rappresentanza, cooperazione e aggregazione sorgono come meccanismi attraverso i quali una pluralit\u00e0 di forze politiche differenti agisce in comune.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Qui \u00e8 perduto ogni contatto con la realt\u00e0: le lotte dei movimenti non hanno avuto alcuna continuit\u00e0; anzi i <em>no-global<\/em>, pesantemente infiltrati dai servizi segreti, sono infine passati al diretto servizio del loro nemico trasformandosi in <em>no-border<\/em>. Se avessero avuto la continuit\u00e0 che Negri sogna forse poteva valere il pluralismo moltitudinario del potere costituente senza popolo e nazione. Ma vale il contrario: le lotte moltitudinarie si sono risolte in alcune fiammate subito strumentalizzate dalle oligarchie liberali; ne segue la necessit\u00e0 dell\u2019organizzazione politica e dei concetti di popolo e di nazione per la lotta contro il liberalismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">L\u2019andarsene dalla rappresentanza appare in modo corrispondente in campo economico. Quando l\u2019attivit\u00e0 economica consiste in larghi network di cooperazione sociale che producono e riproducono la vita \u2013 soggettivando la societ\u00e0 \u2013 allora il mandato rappresentativo non ha pi\u00f9 senso. In questo contesto ogni ricorso alle nozioni di<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">volont\u00e0 generale sembra completamente fuori posto ed illegittimo. La volont\u00e0 di tutti \u00e8 gi\u00e0 organizzata nella cooperazione.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Negri finge che le masse, anzich\u00e9 in dura concorrenza per posti di lavoro sempre pi\u00f9 scarsi, malpagati e precari, spinte dalle ultime evoluzioni produttive, producano e riproducano la vita cooperando in larghi network, superino perci\u00f2 il loro atomismo e si politicizzino nel senso del potere costituente. Gli sembra cio\u00e8 che il capitalismo sia diventato all\u2019improvviso cos\u00ec stupido da introdurre le innovazioni tecnologiche non pi\u00f9 per aumentare l\u2019esercito industriale di riserva e l\u2019asimmetria in suo favore nel mercato del lavoro, ma per aumentare la cooperazione sociale e la soggettivizzazione, in modo da favorire la propria eversione da parte dello spontaneismo dei<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">movimenti di massa. Il risultato di questa assurda fiducia nell\u2019evoluzione tecnologica che non porta con s\u00e9 una rinnovata esasperazione della concorrenza tra i lavoratori ma la loro cooperazione spontanea nella lotta contro il liberismo \u00e8 che nella mente di Negri potere costituente e liberismo si confondono. Non \u00e8 un caso, dunque, che gli fosse piaciuta la costituzione europea che i francesi bocciarono nel 2005.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">L\u2019esclusione della sovranit\u00e0 dal potere costituente diviene ancor pi\u00f9 chiara. \u00c8 impossibile oggi definire una forma di potere costituente concepita in termini di trascendenza o \u201ceccezione\u201d. Il sovrano richiede unit\u00e0 \u2013 un\u2019unit\u00e0 che \u00e8 irrimediabilmente rotta dal pluralismo radicale del concetto contemporaneo di potere costituente. Laddove le decisioni sovrane sono sempre vuote poich\u00e9 il sovrano \u00e8 separato, sopra la societ\u00e0 ed agisce nell\u2019eccezione, il potere costituente oggi \u00e8 sempre pieno di contenuti sociali al punto di essere eccedente. Per ridefinire il potere costituente, l\u2019eccezione del potere sovrano deve essere rimpiazzata dall\u2019eccesso, cio\u00e8 dalla natura eccedente della produzione e della cooperazione sociale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Il sovrano non \u00e8 separato: egli \u00e8 tale in forza del consenso, dell\u2019obbedienza spontanea e agisce sempre, nell\u2019ordinario e nell\u2019eccezione. Infatti in politica l\u2019ordinario \u00e8 sempre anche eccezione; poich\u00e9 lo Stato \u00e8 uno Stato sovrano tra Stati sovrani che si rapportano tra loro senza nessun altro criterio che non sia il loro interesse, il rapporto tra Stati \u00e8 lo stato di natura, quindi una situazione di perenne eccezione. Poich\u00e9 il sovrano non \u00e8 separato le sue decisioni non sono mai vuote; al contrario, poich\u00e9 non costituisce proprio nulla, il potere costituente non prende nessuna decisione, ma si lascia andare al proprio insulso fluire.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Per concludere, che cosa significa, allora per la moltitudine <em>prendere il potere<\/em>? Prendere il potere rimane per noi un obiettivo centrale e, come abbiamo cercato di spiegare, non pu\u00f2 semplicemente significare il rovesciamento della relazione di dominio e in ultima istanza, mantenere la macchina del potere sovrano semplicemente cambiando colui che siede alla guida. Per una moltitudine prendere il potere \u00e8 in primo luogo un compito: inventare nuove <em>istituzioni non-sovrane<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Per Negri la moltitudine, politicizzata forse dai network produttivi, ha un obiettivo centrale, prendere il potere; ma \u00e8 una presa del potere molto particolare, una presa del potere che abolisce la sovranit\u00e0 del potere, cio\u00e8 che abolisce il potere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Attenzione tuttavia. Quando i nostri occhi si fissano sul politico istituzionale e assumono che il popolo (l\u2019elettorato ecc \u2026) abbia le capacit\u00e0 necessarie per organizzare e sostenere programmi a lungo termine o per amministrare collettivamente le istituzioni \u2013 insomma, che il popolo sia capace di democrazia \u2013 ci\u00f2 spesso si mostra come un\u2019illusione. \u2026 Il solo reale ed effettivo modo per rispondere a queste domande, oggi, \u00e8 invece quello di spostare la nostra prospettiva dal terreno politico a quello sociale ovvero, per meglio dirlo, di combinare i due. \u00c8 quanto i movimenti ci indicano. Soltanto allora saremo capaci di riconoscere e di promuovere, attraverso gli estesi circuiti e le capacit\u00e0 di cooperazione e di organizzazione della moltitudine, nuovi processi politici democratici: comprendendo che i talenti della cooperazione sociale sono una solida base dell\u2019organizzazione democratica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Con uno sprazzo di realismo Negri riconosce che il popolo \u00e8 incapace di una democrazia cos\u00ec sublime; ma non c\u2019\u00e8 da disperare: per somma fortuna dei movimenti democratici il capitalismo ha evoluto la tecnologia in modo da sviluppare la cooperazione sociale e da fare loro il favore di educare le moltitudini all\u2019organizzazione democratica. Come diceva Mao, grande \u00e8 la confusione sotto il cielo; la situazione \u00e8 eccellente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Accadde alla societ\u00e0 sovietica, nei primi anni \u201920 \u2013 parzialmente, brevemente \u2013 di connettere l\u2019attivit\u00e0 costituente radicalmente democratica dei soviet ai processi istituzionali di trasformazione economica e sociale. Per un periodo, la rivoluzione divenne una vera e propria macchina istituente, ovvero, piuttosto, un complesso di istituzioni costituenti. La formula proclamata da Lenin nel 1920: \u201ccomunismo = soviet + elettrificazione\u201d combina una forma di organizzazione politica con un programma di sviluppo economico. Il progetto sovietico di sviluppo industriale incontr\u00f2 in fretta ostacoli insormontabili, dovuti in parte al basso livello di industrializzazione russo e alle insufficienti basi industriali in termini di risorse sociali e culturali della popolazione \u2013 per non ricordare l\u2019isolamento internazionale e l\u2019accerchiamento da parte dei Paesi capitalisti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">\u00c8 stupefacente l\u2019approssimazione storiografica di Negri. Dal 1918 al 1920 la Russia \u00e8 nel gorgo della guerra civile: i soviet perdono <em>definitivamente<\/em> ogni potere a vantaggio del partito bolscevico, che certo non \u00e8 una istituzione non sovrana. D\u2019altra parte i soviet non erano affatto movimenti ispirati dal mistico potere costituente, come crede Negri; essi erano consigli <em>rappresentativi<\/em> degli operai e dei soldati, insomma si fondavano proprio su quella rappresentanza che Negri ha condannato poco sopra. Infine lo sviluppo industriale incontr\u00f2 ostacoli insormontabili, non per i motivi male abborracciati da Negri, ma perch\u00e9 i bolscevichi, avendo vinto la guerra civile con l\u2019alleanza dei contadini, non potevano spremerne le risorse per mettere insieme i capitali con cui avviarlo. Negri non pu\u00f2 trovare esempi storici per illustrare le sue idee; lo rende impossibile la loro inconsistenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">Ci\u00f2 nonostante possiamo imparare dalla formula di Lenin la necessit\u00e0 di stringere la coppia \u201corganizzazione politica rivoluzionaria e progetto sociale di trasformazione\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">C\u2019\u00e8 per\u00f2 una notevole differenza tra i bolscevichi post-rivoluzionari e i movimenti: quelli avevano preso il potere politico e il progetto sociale di trasformazione era uno strumento per rafforzarlo; Negri vorrebbe spacciare per potere costituente il progetto sociale di trasformazione imposto dalle oligarchie liberali proprio mentre il potere politico ed economico \u00e8 saldamente nelle loro mani. Di nuovo potere costituente e liberismo si confondono nella sua mente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">\u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">L\u2019impegno di oggi prende chiaramente forma quando sia situato nel quadro dello sviluppo capitalistico. Tra XVIII e XIX secolo \u2013 insegna Marx \u2013 il centro di gravit\u00e0 e il modo dominante di produzione capitalista \u00e8 passato dalla <em>manifattura <\/em>(che fonda essenzialmente sulla divisione di lavoro gli aumenti di produttivit\u00e0) all\u2019<em>industria<\/em> <em>su larga scala<\/em> (che aumenta la produttivit\u00e0 introducendo macchinari complessi e nuovi schemi di cooperazione). Estendendo la periodizzazione di Marx al XXI secolo, ecco il centro di gravit\u00e0 del capitale spostarsi dall\u2019<em>industria<\/em> <em>su larga scala<\/em> alla fase del <em>general intellect<\/em> \u2013 che \u00e8 produzione basata su circuiti sempre pi\u00f9 intensi e larghi di cooperazione sociale, predisposti da algoritmi macchinici come base per estrarre valore dalla produzione e riproduzione della vita sociale. In questa fase la distinzione tra economico e sociale viene progressivamente saturata. Questa d\u00e9marche \u00e8 strettamente connessa all\u2019analisi delle trasformazioni del modo di produzione capitalista dalla manifattura (con la sussunzione<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">formale della societ\u00e0 e l\u2019estrazione di plusvalore assoluto) alla fase dell\u2019industria su larga scala (con la sussunzione reale della societ\u00e0 e l\u2019estrazione di plusvalore relativo) e infine alla fase dell\u2019organizzazione produttiva del general intellect\u00a0 (con la sussunzione \u201ccognitiva\u201d della societ\u00e0 attraverso un\u2019incrementale cooperazione e uno sfruttamento finanziario estrattivo). <em>La produzione e la riproduzione socializzate sono attivit\u00e0 biopolitica<\/em><em>.<\/em> <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: georgia,palatino,serif;\">\u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Negri si avventura di nuovo nel campo della realt\u00e0, che gli \u00e8 radicalmente estraneo. Cos\u00ec mostra di ignorare che la manifattura <em>non<\/em> \u00e8 una forma di produzione capitalistica perch\u00e9 si effettua senza separare il lavoratore dal mezzo di produzione: gli operai delle manifatture lavorano con strumenti, non alle macchine; sono artigiani altamente specializzati, non operai che vendono forza<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">lavoro semplice. Ancora pi\u00f9 vacua \u00e8 la storia del <em>general intellect<\/em>. Il termine \u00e8 una tautologia: l\u2019intelletto, come unit\u00e0 del pensiero, \u00e8 per sua natura generale; la sua spiegazione non arriva a nessuna determinazione, ma si tiene all\u2019insipido quantitativo del \u2018pi\u00f9\u2019 intenso e largo. A Negri sfugge ci\u00f2 che \u00e8 accaduto: non la fine della grande industria, come egli crede, ma la sua delocalizzazione nelle aree dove pi\u00f9 basso \u00e8 il costo del lavoro e la conservazione in Occidente solo della fase progettuale. Il capitale ha varcato le frontiere per mettere in concorrenza i lavoratori occidentali con i lavoratori orientali e meridionali, e con l\u2019arma della disoccupazione di massa ha distrutto le loro conquiste dei decenni precedenti. Nessuna nuova fase, solo una sconfitta dei lavoratori occidentali e uno squilibrio economico che ha infilato l\u2019economia mondiale in una delle crisi pi\u00f9 gravi della sua storia. Una sconfitta che solo il sovranismo pu\u00f2 tentare di rovesciare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Disponibile al seguente indirizzo: <strong><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/teoria\/8714-toni-negri-pour-en-finir-avec-la-souverainete.html#comment-1053\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/teoria\/8714-toni-negri-pour-en-finir-avec-la-souverainete.html#comment-1053<\/a> .<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Il testo di Negri \u00e8 riportato con caratteri di dimensioni pi\u00f9 piccole.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) Il 14 dicembre 2016 Toni Negri ha pubblicato il testo di una precedente conferenza, intitolato \u2018Pour en finir avec la souverainet\u00e9?\u2019, in italiano \u2018Per finirla con la sovranit\u00e0?\u2019[1]. Il discorso di Negri, povero di conoscenza storica e di ragione filosofica, si risolve in errori sul passato, illusioni sul presente e rifiuto di ogni pi\u00f9 sacro vincolo dell\u2019umanit\u00e0. La sua lettura attenta pu\u00f2 nondimeno essere utile a mostrare la debolezza&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":65,"featured_media":33362,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[190,6],"tags":[5267,285,2966],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/sovranit\u00e04.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8G0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33356"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/65"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33356"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33356\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33364,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33356\/revisions\/33364"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33362"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}