{"id":33415,"date":"2017-08-13T00:32:14","date_gmt":"2017-08-12T22:32:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33415"},"modified":"2017-08-05T19:02:40","modified_gmt":"2017-08-05T17:02:40","slug":"ernesto-de-martino-e-la-frontiera-meridionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33415","title":{"rendered":"Ernesto de Martino e la frontiera meridionale"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">di ALESSANDRO LEOGRANDE (scrittore)<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Negli anni Cinquanta de Martino dedica gran parte delle sue attivit\u00e0 alle ricerche etnologiche nel Mezzogiorno d\u2019Italia, occupandosi inizialmente della Lucania e poi della <i>terra del rimorso<\/i>, il Salento. Il ricco materiale frutto di quelle ricerche confluisce in due importanti libri della produzione demartiniana, <i>Sud e Magia<\/i> e <i>La terra del rimorso<\/i>. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Sono gli anni in cui escono i libri di Danilo Dolci e di Tommaso Fiore, <i>Baroni e Contadini<\/i> di Giovanni Russo, le poesie e il romanzo incompiuto di Rocco Scotellaro. Sono tutti libri che escono nella seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta, esattamente negli stessi anni delle spedizioni demartiniane in Lucania e in Salento, e dieci anni dopo la pubblicazione del <i>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli<\/i> di Carlo Levi e di <i>Fontamara<\/i> di Ignazio Silone, elaborati entrambi a partire da esperienze precedenti ma usciti in Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale (<i>Fontamara<\/i>, peraltro, era stato pubblicato fuori dall\u2019Italia gi\u00e0 negli anni Trenta).<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Credo che de Martino fosse consapevole che il proprio lavoro, al di l\u00e0 della specifica ricerca etnografica, avesse a che fare con la questione meridionale e che, come scrive sia nella prefazione alla <i>Terra del rimorso<\/i> sia in vari luoghi di <i>Sud e magia<\/i>, il tema non potesse ridursi unicamente all\u2019aspetto socioeconomico. Andavano indagati anche l\u2019elemento storicoculturale, che affondava le proprie radici nei secoli passati, e soprattutto i confini \u2013 incerti, frastagliati \u2013 tra magia, razionalit\u00e0, religione ufficiale, ufficiosa e semiufficiale.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Gli studi di de Martino, quindi, non mostrano solo un Sud apparentemente \u00abestremo\u00bb, attraverso il concreto lavoro di \u00e9quipe, ma riconducono quei fatti specifici indagati, come il tema della fascinazione in Lucania o quello del tarantismo nell\u2019estremo lembo del Salento, a un discorso pi\u00f9 generale che non ha che fare unicamente con l\u2019analisi economica e sociale della questione meridionale.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Nei libri di de Martino emerge chiaramente non solo l\u2019indagine etnoantropologica ma anche una lunga serie di riferimenti, simbolici e culturali, alla storia del Mezzogiorno. Mi ha stupito, ad esempio, nell\u2019introduzione alla <i>Terra del rimorso<\/i>, il riferimento a quei gesuiti che nella seconda met\u00e0 del Cinquecento definivano il Mezzogiorno \u00abl\u2019India italiana\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">All\u2019interno del processo controriformistico vi era sicuramente il tentativo di recuperare le forme di religiosit\u00e0 pagana e di istituire un nuovo ordine culturale. Il lavoro dei gesuiti fu indirizzato soprattutto a questo fine. Ma non solo a questo, potremmo aggiungere, perch\u00e9 in quell\u2019espressione (\u00abl\u2019India italiana\u00bb), oltre alla consapevolezza di avere a che fare una terra di missione, da conoscere e in qualche modo integrare, vi \u00e8 anche la doppia valenza dell\u2019India come frontiera, scoperta, nuovo mondo\u2026<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Questa ambivalenza \u2013 la missione e la frontiera \u2013 che appartiene gi\u00e0 al meridionalismo classico lungo la cui scia sia Rossi-Doria sia de Martino si collocano, emerge qui con tutta la sua forza. Inoltre, nei libri di de Martino ricorre spesso un medesimo procedimento letterario: mentre analizza il dato concreto, poniamo, della maga di Viggiano o della tarantata di Galatina, subito dopo poche righe, cambia completamente scenario e offre al lettore un\u2019immersione nella societ\u00e0 meridionale di tre, quattro, cinque, sei secoli addietro. Il ricondurre l\u2019analisi del presente non solo<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">all\u2019elemento simbolico-culturale, ma anche a quegli elementi storici \u00abdi lunga durata\u00bb, costituisce uno degli aspetti pi\u00f9 spiazzanti dei suoi lavori.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33481\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/tarantismo-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/tarantismo-300x225.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/tarantismo.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Non va dimenticato che de Martino era stato segretario della Federazione socialista in Puglia e che, in lui, l\u2019apporto intellettuale si mescola costantemente con la riflessione politica, nel senso pi\u00f9 alto del termine. Questo \u00e8 un dato saliente del suo rapporto con il Sud.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Le indagini e le riflessioni di de Martino non partono mai da un freddo e distaccato approccio antropologico. Non si limita mai a contemplare il mondo che descrive: quella che spesso viene indicata come \u00abgiusta distanza\u00bb \u2013 un concetto sovente del tutto arbitrario, e forse anche privo di fondamento \u2013 in de Martino non c\u2019\u00e8. Non sta insomma osservando un mondo che si agita in un acquario o al di l\u00e0 di un ampio fossato, ma un universo umano con il quale crede di essere profondamente interrelato e dal quale si sente profondamente chiamato in causa.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Difatti, le parti conclusive di <i>Sud e magia<\/i> e della <i>Terra del rimorso<\/i> sono dedicate ad appendici e postfazioni in cui si riflette sui possibili modi dell\u2019intervento. In entrambi i casi, lungo tutto l\u2019arco del lavoro, l\u2019inchiesta e l\u2019indagine si uniscono costantemente alla riflessione politica e morale, alle considerazioni sul proprio sguardo (su come esercitarlo, su come scriverne) e sul proprio incontro con quel mondo.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">In aggiunta, per\u00f2, tutti e due i libri si concludono con una parte pi\u00f9 esplicitamente politica, che ruota intorno alla medesima domanda: come intervenire su quelle condizioni che sembrano essere prodotte dal ritardo del Mezzogiorno? Forse <i>ritardo<\/i> \u00e8 una parola che semplifica troppo, mentre de Martino tende costantemente a complicare il piano delle analisi, a vedere elementi di simultaneit\u00e0 tra vecchio e nuovo, arcaico e moderno. In questo senso rinviene degli elementi di contraddizione non solo socioeconomica, ma anche culturale, a volte psichica (psichica nel senso individuale, e psichica nel senso della psicologia collettiva), che vanno superati o sciolti.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">In queste parti delle indagini demartiniane c\u2019\u00e8 forse un\u2019eccessiva fiducia sul ruolo della \u00abcivilt\u00e0\u00bb. De<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Martino, in quegli anni, appare convinto che la modernit\u00e0, che non \u00e8 mai \u2013 beninteso \u2013 il frutto di un processo deterministico, bens\u00ec va creata con il concorso di precise scelte e di precise azioni, avrebbe eliminato in un lasso di tempo relativamente breve le forme pi\u00f9 appariscenti e primitive emerse dalle sue indagini, come i maghi che cercano di fermare i temporali o le tarantate di Galatina o le manifestazioni pi\u00f9 estreme della fascinazione e del malocchio\u2026 C\u2019era insomma l\u2019idea che integrando il Sud in un processo di partecipazione democratica e di sviluppo economico non indotto dall\u2019alto questi elementi sarebbero stati superati.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Oggi guardando il Sud possiamo dire che non sempre \u00e8 andata cos\u00ec. Molti degli elementi<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">considerati arretrati permangono anche nell\u2019epoca della postmodernit\u00e0. Basti osservare le processioni della Settimana santa. De Martino era pienamente consapevole della persistenza di elementi rituali pagani precristiani, confluiti nel cattolicesimo popolare. Sapeva benissimo che, anche in virt\u00f9 dell\u2019azione controriformistica di assorbimento dell\u2019elemento misterico precristiano, tali elementi, nel loro nucleo primitivo, erano rimasti tali. Analizzando le processioni dell\u2019Addolorata scrive che le donne vestite di nero che il gioved\u00ec e il venerd\u00ec santo attraversano le strade del Sud Italia, in cerca del Cristo incarcerato che da l\u00ec a poco verr\u00e0 giustiziato, incorporano l\u2019elemento del pianto rituale.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Oggi possiamo dire che queste processioni non sono affatto scomparse, ma che anzi, disseminate nelle grandi citt\u00e0 come nei piccoli centri del Sud Italia, vengono addirittura trasmesse in diretta dalle tv locali o in streaming sul web. Sono visibili in tutto il mondo, sono percepite<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">simultaneamente anche dalla diaspora degli emigrati. Probabilmente c\u2019\u00e8 stata una compenetrazione fra elementi premoderni e postmoderni molto pi\u00f9 complessa di quella individuata da de Martino alla fine degli anni Cinquanta.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Non so se questo significhi che la modernit\u00e0 non \u00e8 ancora arrivata, e che siamo ancora invischiati nelle pieghe del mondo da lui descritto, in attesa dell\u2019avvento messianico della vera modernit\u00e0\u2026 Forse le cose stanno in un altro modo. In una societ\u00e0 complessa continuano a convivere elementi vecchi ed elementi nuovi, tratti di modernit\u00e0 e tratti arcaicit\u00e0, segmenti precristiani e segmenti postcristiani, o del tutto scristianizzati. Mi sembra che il Sud di questi anni, proprio alla luce di un\u2019analisi di stampo demartiniano, restituisca appieno il sovrapporsi dei vari strati.<\/span><\/p>\n<div class=\"ssba ssba-wrap\">\n<div><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><em>fonte: lostraniero.net<\/em><\/span><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALESSANDRO LEOGRANDE (scrittore) Negli anni Cinquanta de Martino dedica gran parte delle sue attivit\u00e0 alle ricerche etnologiche nel Mezzogiorno d\u2019Italia, occupandosi inizialmente della Lucania e poi della terra del rimorso, il Salento. Il ricco materiale frutto di quelle ricerche confluisce in due importanti libri della produzione demartiniana, Sud e Magia e La terra del rimorso. 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