{"id":33437,"date":"2017-08-02T09:00:41","date_gmt":"2017-08-02T07:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33437"},"modified":"2017-08-01T16:40:38","modified_gmt":"2017-08-01T14:40:38","slug":"diseguaglianza-e-perdita-di-tutele-a-livelli-impensabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33437","title":{"rendered":"Diseguaglianza e perdita di tutele a livelli impensabili"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SERGIO CESARATTO<\/strong><\/p>\n<p>Viviamo dal principio degli anni \u201980 dello scorso secolo un periodo di sconfitta storica del lavoro, dopo decenni di lotte e avanzamenti culminati nei \u201ctrent\u2019anni gloriosi\u201d del dopoguerra, caratterizzati dal pieno impiego e da elevati salari diretti e indiretti (via stato sociale). La diseguaglianza e la perdita di tutele ha raggiunto ora livelli impensabili solo pochi anni fa. Questo trend fa apparire i decenni gloriosi un incidente storico, dovuto a contingenze che hanno <em>temporaneamente<\/em> spostato i rapporti di forza a favore delle lotte del lavoro, piuttosto che una smentita delle cupe previsioni di Marx circa la capacit\u00e0 del libero mercato di apportare <em>permanentemente<\/em> benessere diffuso e crescente. Quelle contingenze hanno certamente avuto a che fare con la sfida del socialismo reale nel proporre un\u2019alternativa al capitalismo reduce dalla grande crisi degli anni trenta, dalle dittature fasciste (sconfitte per l\u2019apporto determinante dell\u2019URSS), dai conflitti mondiali. La piena occupazione arrec\u00f2 tuttavia, a fine anni \u201960, grande indisciplina sociale. Successivamente, inoltre, la sfida socialista cominci\u00f2 a declinare nell\u2019immaginario delle classi lavoratrici occidentali, sia per le sue evidenti difficolt\u00e0 culminate poi in una crisi mortale, che per l\u2019assuefazione a cospicui consumi opulenti. Il capitalismo ne approfitt\u00f2 per ritirare progressivamente quanto aveva concesso nei decenni precedenti. Gli strumenti della reazione, volti a minare ogni capacit\u00e0 di risposta delle classi lavoratrici, sono stati svariati: elevati tassi di disoccupazione dagli anni \u201980, trasferimento di intere branche produttive nei paesi in via di sviluppo, flussi migratori.<\/p>\n<p>Questi processi si sono presentati nel nostro paese in forma pi\u00f9 drammatica. Paese storicamente ultimo fra i paesi avanzati, ha visto anni di conflitto violento fra una borghesia incapace di un compromesso socialdemocratico e le classi lavoratrici. L\u2019adesione alla moneta unica \u00e8 stata, da ultimo, lo strumento attraverso cui, nelle parole di uno dei padri dell\u2019euro e ministro ulivista, gli italiani dovevano riapprendere la \u201cdurezza del vivere\u201d (Tommaso Padoa Schioppa, <em>Corriere della sera<\/em>, 2003). Il prezzo pagato dal paese con l\u2019adesione al sistema monetario europeo prima, e all\u2019euro poi, sono stati disastrosi. Non si \u00e8 lontani dal vero se si afferma che l\u2019ampia di dimensione del debito pubblico e la perdita di interi settori industriali siano il frutto della scelta di autoimporsi la \u201cdisciplina europea\u201d ispirata dagli Andreatta, Ciampi e Padoa Shioppa. La scomparsa delle grandi concentrazioni operaie, la diffusa frammentazione e precariet\u00e0 del lavoro, l\u2019elevata disoccupazione e la concorrenza coi lavoratori immigrati rende oggi molto difficile una reazione delle classi lavoratrici. La gabbia europea e la vocazione mercantilista tedesca vincolano l\u2019azione di qualunque governo progressista mortificando le scelte dell\u2019elettorato, come in Grecia. La politica, a destra e a sinistra, si risolve cos\u00ec un chiacchiericcio incapace di proporre soluzioni concrete alimentando cos\u00ec l\u2019anti-politica. Il famoso antropologo Karl Polany sosteneva che le societ\u00e0 vessate dal liberismo scatenato possono reagire a difesa della possibilit\u00e0 stessa di relazioni umane. La nostra speranza \u00e8 affidata alla comparsa di un \u201cPolany moment\u201d.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.it\/2017\/08\/una-sconfitta-storica-aspettando-il.html?spref=fb&amp;m=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>http:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.it\/2017\/08\/una-sconfitta-storica-aspettando-il.html?spref=fb&amp;m=1<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SERGIO CESARATTO Viviamo dal principio degli anni \u201980 dello scorso secolo un periodo di sconfitta storica del lavoro, dopo decenni di lotte e avanzamenti culminati nei \u201ctrent\u2019anni gloriosi\u201d del dopoguerra, caratterizzati dal pieno impiego e da elevati salari diretti e indiretti (via stato sociale). La diseguaglianza e la perdita di tutele ha raggiunto ora livelli impensabili solo pochi anni fa. 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