{"id":33469,"date":"2017-08-04T09:00:53","date_gmt":"2017-08-04T07:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33469"},"modified":"2017-08-02T16:44:15","modified_gmt":"2017-08-02T14:44:15","slug":"le-ong-boicottano-il-codice-condotta-voluto-dal-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33469","title":{"rendered":"Le ONG boicottano il codice condotta voluto dal governo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRA IN RETE (Michael Roberts)<\/strong><\/p>\n<p><em>Sono state le politiche della cosiddetta austerit\u00e0 la causa della Grande Recessione?. Se non ci fosse stata nessuna austerit\u00e0 non ne sarebbe conseguita alcuna depressione o stagnazione per quel che riguarda le principali economie capitaliste? Se \u00e8 cos\u00ec, ci\u00f2 significa che le politiche dei governi &#8220;austeri&#8221; sono state solo follia, del tutto basata sull&#8217;ideologia e sul cattive scelte economiche?<\/em><\/p>\n<p>Per i keynesiani, la risposta a tutte queste domande \u00e8 &#8220;s\u00ec&#8221;. E sono i keynesiani quelli che dominano il pensiero della sinistra e del movimento operaio come alternativa alle politiche pro-capitaliste.<\/p>\n<p>Se i keynesiani hanno ragione, allora la Grande Recessione e la conseguente Lunga Depressione avrebbero potuto essere evitate con un sufficiente &#8220;stimolo fiscale&#8221; all&#8217;economia capitalista per mezzo di una maggiore spesa pubblica in direzione di un deficit di bilancio (vale a dire, facendo a meno di equilibrare la spesa governativa e non preoccupandosi della crescita dei livelli del debito).<\/p>\n<p>\u00c8 certamente questa la conclusione di un altro articolo del centro-sinistra britannico, The Guardian. L&#8217;autore, Phil McDuff, sostiene che mantenere bassi i salari e tagliare la spesa pubblica, com&#8217;\u00e8 stato fatto dai governi degli Stati Uniti e del Regno Unito, fra gli altri, \u00e8 stata un&#8217;idea di &#8220;economia zombie&#8221; che \u00e8 stata \u00abcontinuamente screditata ma che continua a farsi strada camminando con andatura ondeggiante e barcollante nel nostro discorso pubblico.\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;austerit\u00e0 \u00e8 stata assurda economicamente e l&#8217;articolo snocciola una lista di importanti keynesiani (Simon Wren-Lewis, Paul Krugman, Joseph Stigltiz, John Quiggin) i quali sostengono che l&#8217;austerit\u00e0 economica era sbagliata (cattiva economia) ed era davvero soltanto ideologia. Al contrario, i keynesiani ritengono che \u00abil governo farebbe un servizio a tutti aumentando il deficit e dando ai risparmiatori frustrati la possibilit\u00e0 di far lavorare il loro denaro&#8230;<\/p>\n<p>Il disavanzo della spesa che espande l&#8217;economia \u00e8, semmai, qualcosa che potrebbe portare al materializzarsi di pi\u00f9 alti investimenti privati\u00bb (Paul Krugman).Ma \u00e8 vero che l&#8217;economia di austerit\u00e0 sia solo assurda e ideologica? Davvero lo stimolo fiscale di tipo keynesiano avrebbe evitato la Lunga Depressione che \u00e8 stata sperimentata dalla maggior parte delle economie capitaliste a partire dal 2009?<\/p>\n<p>Sicuramente, l&#8217;ideologia \u00e8 coinvolta.<\/p>\n<p>La spesa pubblica della maggior parte delle economie capitaliste non viene spesa per andare incontro ai bisogni delle persone attraverso l&#8217;assistenza sanitaria, l&#8217;istruzione e le pensioni. Molto di essa viene dedicata alle esigenze delle grandi imprese: spesa per la difesa e la sicurezza; sovvenzioni e crediti alle imprese; riduzione delle tasse sulle societ\u00e0 (mentre aumentano le tasse dirette sulle famiglie); costruzione di strade ed altri sussidi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec quando &#8220;l&#8217;austerit\u00e0&#8221; diventa necessaria, i tagli nella spesa pubblica sono rivolti ai servizi pubblici (ed ai posti di lavoro), ai benefici sociali ecc. &#8211; per il settore capitalista, tutti questi sono costi &#8220;inutili&#8221;. E di certo, mantenere piccolo il settore statale e ridurre gli interventi governativi al mimino \u00e8 l&#8217;ideologia del capitale. Ma anche tutto ci\u00f2 ha una logica economica.<\/p>\n<p>\u00c8 un&#8217;ideologia che ha senso dal punto di vista del capitale.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi keynesiana nega o ignora la natura di classe dell&#8217;economia capitalista e la legge del valore sotto la quale essa agisce creando profitto dallo sfruttamento del lavoro. Se la spesa pubblica va in trasferimenti sociali e welfare, ci\u00f2 taglier\u00e0 i profitti in quanto si tratta di un costo del settore capitalista e non aggiunge valore all&#8217;economia. Se va in servizi pubblici come istruzione e sanit\u00e0 (capitale umano), pu\u00f2 aiutare a far crescere la produttivit\u00e0 del lavoro nel tempo, ma non aiuta la redditivit\u00e0.<\/p>\n<p>Se va in investimenti pubblici in infrastrutture, questo pu\u00f2 aumentare la redditivit\u00e0 per quei settori capitalisti che ottengono i contratti, ma se vengono pagati per mezzo di tasse pi\u00f9 alte sui profitti, non si d\u00e0 alcun guadagno complessivo. Se vengono finanziati mediante prestiti, la redditivit\u00e0 verr\u00e0 ristretta a causa di un crescente costo del capitale e di un pi\u00f9 alto debito.<\/p>\n<p>\u00c8 stata l&#8217;austerit\u00e0 la causa della Grande Recessione? Ovviamente no. Precedentemente al crack finanziario globale avvenuto nel 2008 ed al successivo crollo economico mondiale, i salari ed il consumo delle famiglie erano in crescita, non in caduta. E in molti paesi la crescita della spesa pubblica era andata accelerando fino al 2007. Come ho mostrato in molte occasioni su questo blog, \u00e8 stato l&#8217;investimento commerciale quello che \u00e8 crollato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33470\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/consumi_investimenti7-300x182.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/consumi_investimenti7-300x182.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/consumi_investimenti7.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Per essere onesti, i keynesiani non hanno mai veramente sostenuto che la Grande Recessione fosse un prodotto delle politiche di austerit\u00e0. Questo perch\u00e9 l&#8217;economia keynesiana non \u00e8 mai venuta fuori con una previsione precedente o con una spiegazione successiva per la la Grande Recessione. Come ha scritto Krugman nel suo libro &#8220;End the Depression Now!&#8221; nel 2012, non c&#8217;era alcun motivo per provare ad analizzare perch\u00e9 era avvenuto il crollo, se non dire che \u00abstiamo soffrendo di una grava mancanza di domanda complessiva\u00bb &#8211; perci\u00f2 il crollo della domanda era a causa del crollo della domanda&#8230;<\/p>\n<p>Per Krugman non c&#8217;era niente di veramente sbagliato nel \u00abmotore economico\u00bb capitalista \u00abche \u00e8 potente come non mai. Invece noi stiamo parlando di quello che \u00e8 fondamentalmente un problema tecnico, un problema di organizzazione e di coordinamento &#8211; un &#8220;casino colossale&#8221; come lo aveva descritto Keynes. Risolvi questo problema tecnico e l&#8217;economia torner\u00e0 viva ed a ruggire\u00bb. Se il problema \u00e8 un &#8220;pensiero incasinato&#8221; e la mancanza di domanda, create pi\u00f9 domanda.<\/p>\n<p>Questo ci porta al punto cruciale delle argomentazioni keynesiane sulla &#8220;austerit\u00e0&#8221;. Se le economie soffrono per una mancanza di domanda, allora tagliare la spesa pubblica ed equilibrare il bilancio del governo quando i capitalisti non stanno investendo e le famiglie non possono spendere \u00e8 follia. Anche se la Grande Recessione non pu\u00f2 essere spiegata dall&#8217;economia keynesiana, questa pu\u00f2 spiegare la Lunga Depressione che ha seguito &#8211; essa \u00e8 stata causata dall&#8217;austerit\u00e0.<\/p>\n<p>Ora c&#8217;\u00e8 chiaramente qualcosa nella discussione per cui, quando la produzione capitalista e l&#8217;investimento hanno collassato, aumentando la disoccupazione e riducendo i redditi dei consumatori, allora tagliare la spesa pubblica render\u00e0 le cose peggiori. E c&#8217;\u00e8 un crescente numero di prove empiriche secondo cui le politiche di austerit\u00e0 in varie (ma non in tutte le pi\u00f9 importanti) economie hanno peggiorato le cose. Ad esempio, un giornale mostra che se i paesi che non avessero fatto esperienza dello &#8220;shock dell&#8217;austerit\u00e0&#8221;, la produzione complessiva nell&#8217;EU10 sarebbe stata pi\u00f9 o meno uguale al loro livello pre-crisi, anzich\u00e9 mostrare una perdita del 3%.<\/p>\n<p>Per le economie depresse e pi\u00f9 deboli dell&#8217;eurozona di Irlanda, Grecia, Portogallo, ecc., anzich\u00e9 sperimentare un riduzione della produzione vicina al 18% al di sotto del trend, la perdita di produzione sarebbe stata limitata all&#8217;1%.L&#8217;economista keynesiano inglese Simon Wren-Lewis ha recentemente sostenuto che la Grande Recessione, combinata alle politiche fiscali di austerit\u00e0 negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ha avuto un effetto permanente sulla produzione. \u00abUn lungo periodo di carenza di domanda pu\u00f2 scoraggiare i lavoratori.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 anche trattenere gli investimento: un nuovo progetto pu\u00f2 essere redditizio ma se non c&#8217;\u00e8 domanda non verr\u00e0 finanziato&#8230; L&#8217;idea di base \u00e8 che durante una recessione l&#8217;innovazione \u00e8 meno redditizia, cos\u00ec le imprese innovano meno, cosa che porta ad una minor crescita nella produttivit\u00e0 e quindi della domanda\u00bb. Ci\u00f2 \u00e8 quello che l&#8217;economia ufficiale chiama Isteresi [Nota da Wiki: &#8220;L&#8217;isteresi \u00e8 un fenomeno per cui il valore assunto da una grandezza dipendente da altre \u00e8 determinato, oltre che dai valori istantanei di queste ultime, anche dai valori che avevano assunto in precedenza&#8221;].<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio questa mancanza di domanda che ha influenzato la crescita della produttivit\u00e0 durante la Lunga Depressione in quanto risultato dell&#8217;austerit\u00e0, o si \u00e8 trattato solamente del fallimento del settore capitalista nell&#8217;essere in grado di ripristinare redditivit\u00e0 ed investimento? Il modo consueto per cercare di rispondere alla domanda \u00e8 quello di guardare all&#8217;effetto moltiplicatore in economia; vale a dire la probabile ascesa o la probabile caduta nella crescita economia ottenuta a partire da un&#8217;ascesa o una caduta del fiscal spending? Il problema sta nel fatto che la grandezza di questo moltiplicatore \u00e8 stata largamente contestata.<\/p>\n<p>Ad esempio, la commissione europea ritiene che il moltiplicatore keynesiano nel periodo successivo alla Grande Recessione si trova ben al di sotto di 1. Il costo medio di produzione dovuto ad un aggiustamento fiscale corrispondente all&#8217;1% del PIL corrisponde allo 0,5% del PIL di tutta l&#8217;Europa nel suo complesso, in linea con la dimensione dei moltiplicatori assunti prima della crisi, nonostante il fatto che circa i tre quarti degli episodi di consolidamento si sono verificati dopo il 2009. Perci\u00f2 non sono decisivi per riuscire a spiegare il proseguire della Lunga Depressione dopo il 2009.Cos\u00ec Wren-Lewis ha cercato di allontanarsi dall&#8217;argomento del moltiplicatore.<\/p>\n<p>Wren-Lewis definisce l&#8217;austerit\u00e0 come \u00abtutto l&#8217;insieme dell&#8217;impatto negativo globale sulla produzione che pu\u00f2 avere un consolidamento fiscale. Come risultato, \u00e8 proprio la misura dell&#8217;austerit\u00e0 ad essere la misura di tale impatto. Perci\u00f2 non \u00e8 il livello della spesa pubblica o della tassazione quel che conta, ma come esse cambiano.\u00bb Questa sembra essere una definizione ragionevole ed un metro per giudicare.<\/p>\n<p>Guardando all&#8217;economia statunitense, Wren-Lewis si basa sul &#8220;Hutchins Center Fiscal Impact Model&#8221;, il quale pretende di mostrare l&#8217;impatto della politica fiscale del governo sulla crescita reale del PIL. Wren-Lewis ammette che una tale misurazione \u00e8 difficile, ma perlomeno il modello confronta le variazioni della crescita al netto della spesa pubblica.<\/p>\n<p>Esso mostra rispetto a questo, dal 2011 al 2015, che c&#8217;\u00e8 stato un passaggio all&#8217;austerit\u00e0, e si deduce che ci\u00f2 spiega perch\u00e9 l&#8217;economia statunitense abbia avuto una simile crescita lenta, ed abbia &#8220;recuperato&#8221; dopo la fine della Grande Recessione. Se non fosse stata rispettata l&#8217;austerit\u00e0, l&#8217;economia degli Stati Uniti avrebbe avuto un pieno recupero a partire dal 2013.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33471\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/hutchins-model7rid-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/hutchins-model7rid-300x197.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/hutchins-model7rid.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Beh, la prima cosa che mi colpisce in questo grafico \u00e8 che, secondo l&#8217;Hutchins Center, l&#8217;austerit\u00e0 fiscale negli Stati Uniti \u00e8 finita nel 2015. Ma nella crescita reale del PIl, a partire da allora, non c&#8217;\u00e8 stata nessuna ripresa. In effetti, la crescita reale del PIL nel 2016, all&#8217;1,6%, \u00e8 stata quella con il tasso annuo pi\u00f9 basso dalla fine della Grande Recessione.<\/p>\n<p>Ma forse, Wren-Lewis sta sostenendo che \u00e8 l&#8217;Isteresi quella che ora sta operando per mantenere costantemente bassi la produttivit\u00e0 e la crescita della produzione. Ma anche se fosse cos\u00ec, lo stimolo fiscale probabilmente ha poco effetto nel far girare le economie capitaliste a partire da questo.<\/p>\n<p>Inoltre, ci sono un bel po&#8217; di prove del fatto che lo stimolo fiscale avr\u00e0 scarso effetto sulla fine della depressione. Come Wren-Lewis, anch&#8217;io ho confrontato le variazioni nel rapporto fra la spesa pubblica ed il PIL contro il tasso medio della crescita reale del PIL per i paesi dell&#8217;OCSE a partire dal 2009. Ho trovato che c&#8217;era una correlazione positiva assai debole, e nessuna correlazione se veniva rimosso il problema Grecia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33472\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/growth-and-austerity5-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/growth-and-austerity5-300x197.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/growth-and-austerity5.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Un altro caso che viene studiato \u00e8 quello del Giappone a partire dal 1998. Ho confrontato il disavanzo medio di bilancio con il PIL per il Giappone, per gli Stati Uniti e per l&#8217;area Euro rispetto alla crescita del PIL reale a partire dal 1998. Il 1998 \u00e8 l&#8217;anno in cui la maggior parte degli economisti sostengono che quello era il momento in cui le autorit\u00e0 giapponesi hanno rotto con le politiche keynesiane di spesa pubblica al fine di ristabilire la crescita economica. La cosa ha funzionato?<\/p>\n<p>Fra il 1998 ed il 2007, il disavanzo medio del bilancio del Giappone era del 6,1% del PIL, mentre la crescita reale del PIL era appena l&#8217;1%. Nello stesso periodo, il disavanzo medio degli Stati Uniti era solo del 2% del PIL, meno che un terzo di quello del Giappone, ma la crescita reale del PIL era del 3% l&#8217;anno, ovvero tre volte pi\u00f9 veloce di quella del Giappone. Nell&#8217;area Euro, il disavanzo di bilancio era ancora pi\u00f9 basso, all&#8217;1% del PIL, ma la crescita reale del PIL continuava ad essere al 2,3% l&#8217;anno, vale a dire pi\u00f9 di due volte quella del Giappone.<\/p>\n<p>Quindi il moltiplicatore keynesiano non sembrava fare il suo lavoro in Giappone per un periodo di tempo lungo dieci anni. Inoltre, nel periodo del boom del credito, del 2002-2007, la crescita media del PIL reale giapponese \u00e8 stata la pi\u00f9 bassa anche se il suo deficit di bilancio era molto pi\u00f9 alto di quello degli Stati Uniti o dell&#8217;Eurozona.<\/p>\n<p>Ora, soprattutto per quanto riguarda questo post, ho confrontato la crescita della spesa pubblica (cos\u00ec come viene definita da Wren-Lewis, intesa come consumi dello Stato pi\u00f9 investimenti, escluse le cessioni) con la crescita reale del PIL nelle maggiori economie. Dal 2010 al 2016, la crescita media del PIL reale in Germania, Regno Unito e negli Stati Uniti era virtualmente lo stesso, a circa il 2% l&#8217;anno, ma la crescita della spesa pubblica variava in maniera considerevole, dal 3,4% l&#8217;anno nella (&#8220;non-austera&#8221;) Germania fino all&#8217;1,4% l&#8217;anno negli austeri Stati Uniti. Il Regno Unito applicava altrettanto austerit\u00e0 della Francia, ma cresceva pi\u00f9 velocemente.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 vero che sia l&#8217;Italia che la Spagna tagliavano la spesa pubblica in quel periodo e che soffrivano anche di una crescita inesistente, ma azzarderei sostenere che questo \u00e8 dovuto pi\u00f9 al fallimento dell&#8217;integrazione fiscale dell&#8217;Eurozona. I principali paesi dell&#8217;Eurozona si erano rifiutati di aiutare le &#8220;regioni&#8221; capitaliste pi\u00f9 deboli dell&#8217;area Euro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33473\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/spend-and-gdp6-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/spend-and-gdp6-300x197.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/spend-and-gdp6.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 convincente \u00e8 il lavoro svolto da Jose Tapia nel confrontare la spesa pubblica del governo degli Stati Uniti a partire dal 1929 con gli investimenti delle imprese e la crescita dei profitti.<\/p>\n<p>La sua sofisticata analisi della regressione non ha rilevato alcuna connessione causale o correlazione fra la spesa pubblica e l&#8217;investimento privato ed i profitti. Infatti, Tapia ha trovato che \u00abla prospettiva keynesiana secondo la quale la spesa pubblica possa pompare l&#8217;economia stimolando investimenti \u00e8 inconsistente anche a partire dalla constatazione che l&#8217;effetto del ritardo della spesa pubblica sugli investimenti privati \u00e8 indubbiamente nullo o addirittura negativo in maniera significativa per quanto riguarda gli ultimi decenni.\u00bb<\/p>\n<p>Quindi, nel migliore dei casi, non \u00e8 ancora chiaro se lo stimolo di tipo keynesiano avrebbe portato le economie capitaliste fuori da questa depressione. Nel peggiore dei casi, potrebbe ritardare il recupero di un&#8217;economia capitalista.<\/p>\n<p>In un&#8217;economia dominata dal capitalismo \u00e8 molto pi\u00f9 convincente un conducente che pilota investimenti e crescita, vale a dire la redditivit\u00e0 del capitale, qualcosa che viene del tutto ignorata dalla teoria keynesiana. In passato, ho mostrato che la crescita del PIL reale \u00e8 fortemente correlata ai cambiamenti nella redditivit\u00e0 del capitale (il moltiplicatore marxista, se vogliamo). In trent&#8217;anni su cinquanta, ed in particolare nell&#8217;attuale periodo successivo alla Grande Depressione, il moltiplicatore marxista \u00e8 stato considerevolmente maggiore del moltiplicatore keynesiano della spesa pubblica.<\/p>\n<p>E negli altri vent&#8217;anni, il moltiplicatore keynesiano \u00e8 stato solo leggermente pi\u00f9 elevato e non \u00e8 mai riuscito ad andare oltre &#8220;1&#8221;. Ci sono perci\u00f2 state pi\u00f9 dimostrazioni del fatto che il moltiplicatore marxista \u00e8 pi\u00f9 rilevante, ai fini della ripresa economica sotto il capitalismo, di quanto lo sia il moltiplicatore keynesiano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33474\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/multiplier-effect5rid-300x163.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"163\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/multiplier-effect5rid-300x163.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/multiplier-effect5rid.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Infatti, \u00e8 la bassa crescita della produttivit\u00e0 in questa Lunga Depressione ad essere causata da una permanente mancanza di domanda, o Isteresi, o ad abbassare la redditivit\u00e0?<\/p>\n<p>Il recente rapporto annuale della &#8220;Bank for International Settlements&#8221; (agenzia di ricerca per le banche centrali globali) ha rilevato che la crescita della produttivit\u00e0 \u00e8 crollata a causa di \u00abuna persistente erronea allocazione di capitale e lavoro, come rispecchiato dalla crescente quota di imprese non redditizie. Infatti, la quota delle imprese zombie &#8211; i cui interessi passivi eccedono i guadagni al lordo delle imposte e degli oneri finanziari &#8211; si \u00e8 incrementata in maniera significativa nonostante gli insolitamente bassi tassi di interesse\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33475\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/bis6rid-300x182.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/bis6rid-300x182.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/bis6rid.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli economisti della BIS (&#8220;Bank for International Settlements&#8221;) provengono dalla scuola australiana che d\u00e0 la colpa della crisi del credito al \u00abcredito eccessivo\u00bb e alla \u00ablibera politica monetaria delle banche centrali&#8221;\u00bb. Ma riconoscono, dal punto di vista del capitale, che la redditivit\u00e0 \u00e8 un fattore che sta dietro investimenti, innovazioni e crescita, pi\u00f9 di quanto non stia la &#8220;mancanza di domanda&#8221;.<\/p>\n<p>Le politiche di austerit\u00e0 hanno una motivazione ideologica: indebolire lo Stato e ridurre la sua &#8220;interferenza&#8221; con il capitale. Ma la base economica dell&#8217;austerit\u00e0 non \u00e8 la folle o la cattiva economia, dal punto di vista del capitale. Essa mira a ridurre i costi dei servizi pubblici, i tassi di interesse e le imposte sulle imprese, al fine di aumentare la redditivit\u00e0. La prospettiva keynesiana ignora il movimento della redditivit\u00e0 in quanto causa delle crisi.<\/p>\n<p>E dal momento che si basano sulla &#8220;domanda&#8221; in quanto misura della salute di un&#8217;economia capitalista, le politiche di stimolo fiscale non riescono a risolvere il &#8220;problema tecnico&#8221; di far s\u00ec che l&#8217;economia &#8220;torni viva e a ruggire&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/crisi-mondiale\/10301-michael-roberts-sara-invertendo-l-austerita-che-si-mettera-fine-alla-depressione.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/crisi-mondiale\/10301-michael-roberts-sara-invertendo-l-austerita-che-si-mettera-fine-alla-depressione.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Michael Roberts) Sono state le politiche della cosiddetta austerit\u00e0 la causa della Grande Recessione?. Se non ci fosse stata nessuna austerit\u00e0 non ne sarebbe conseguita alcuna depressione o stagnazione per quel che riguarda le principali economie capitaliste? Se \u00e8 cos\u00ec, ci\u00f2 significa che le politiche dei governi &#8220;austeri&#8221; sono state solo follia, del tutto basata sull&#8217;ideologia e sul cattive scelte economiche? Per i keynesiani, la risposta a tutte queste domande \u00e8&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":17828,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/sinistra-in-rete-e1474130037723.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8HP","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33469"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33469"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33469\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33476,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33469\/revisions\/33476"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17828"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}