{"id":33529,"date":"2017-08-05T09:39:23","date_gmt":"2017-08-05T07:39:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33529"},"modified":"2017-08-04T22:41:45","modified_gmt":"2017-08-04T20:41:45","slug":"renzismo-e-psicoanalisi-a-go-go","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33529","title":{"rendered":"Renzismo e psicoanalisi a go go"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MEGACHIP (Sandro Vero)<\/strong><\/p>\n<p><em>Alcune riflessioni sul dibattito nato dall\u2019intervento di Massimo Recalcati sull\u2019\u00abodio per Renzi\u00bb. su tre piani analitici, \u201ci contenuti\u201d, \u201cla forma\u201d e \u201cil discorso psicoanalitico\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">Il recente dibattito scaturito dall\u2019<b><a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2017\/07\/17\/lodio-per-renzi-e-il-lutto-della-sinistra23.html\">intervento di\u00a0<strong>Massimo Recalcati<\/strong><\/a><\/b>\u00a0sull\u2019\u00abodio per Renzi\u00bbsuggerisce alcune riflessioni che si dispongono su tre piani analitici, sommariamente definibili come \u201ci contenuti\u201d, \u201cla forma\u201d e \u2013 pi\u00f9 generale e in profondit\u00e0 insieme &#8211; \u201cil discorso psicoanalitico\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\"><b><strong><em>I contenuti<\/em><\/strong><\/b><b><strong>.<\/strong><\/b><\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">L\u2019articolo di Recalcati assume un concetto fondamentale come premessa (ovviamente in una forma che potremmo dire \u201cassiomatica\u201d e dunque non dimostrabile proprio in quanto condizione per la dimostrabilit\u00e0 di altro): non \u00e8 possibile che tutto quello che ha fatto Renzi sia sbagliato. Dunque una critica totale alla sua azione politica \u00e8 pensabile solo come sintomatica di un\u00a0<em>atteggiamento\u00a0<\/em>preconcetto nei suoi confronti. Recalcati si spinge oltre questa sottolineatura, ne fa una questione\u00a0<em>clinicamente<\/em>\u00a0rilevante e statuisce che l\u2019atteggiamento preconcetto \u00e8 in realt\u00e0 a sua volta la manifestazione esteriore di uno stato d\u2019animo, di un sentimento perfino: l\u2019odio, nella sua declinazione socialmente significativa, quella in cui la rabbia precipita in un meccanismo gruppale che tende ad espellere l\u2019Altro, l\u2019altro portatore di cambiamento e di trasformazione, il Noi pervicacemente aggrappato ad una identit\u00e0 ferita, dispersa, forse addirittura nomade, quale pu\u00f2 essere per esempio l\u2019identit\u00e0 del popolo della sinistra.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">Recalcati arriva ad invocare la nozione di \u201clutto\u201d, non fatto\/non elaborato, e trasformato in odio per l\u2019oggetto (affettivo). Cos\u00ec spianandosi la strada per la dimostrazione piana, senza intoppi, del carattere \u201cdisvelante\u201d del renzismo: io sono la materializzazione \u2013 politica, culturale, ideologica \u2013 della vostra disfatta, della nostalgia di un mondo perduto, anche solo anacronistico, e lo sono perch\u00e9 trasformo l\u2019assenza (tutto ci\u00f2 che era e che non \u00e8 pi\u00f9) in presenza (la modernit\u00e0, il pragmatismo, la comunicazione e quant\u2019altro).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">Quante cose dette (e non dette) in una sola inesorabile botta!<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che qui l\u2019accento cade ancora sui \u201ccontenuti\u201d. Ovvero sulle cose che Renzi ha fatto. Le quali (questo \u00e8 implicito nel retro-pensiero di Recalcati) sono talmente tante che \u00e8 statisticamente impossibile siano tutte sbagliate.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">E allora fermiamoci, per il momento, a questo: lo\u00a0<em>storytelling<\/em>\u00a0renziano, ruffiano e finanche un poco cafone, ha fatto del\u00a0<em>fare<\/em>\u00a0(provate a pronunciare l\u2019ultima parola con lo stesso accento che usa Crozza nella pantomima del nostro eroe) un suo passaggio nodale: niente chiacchiere, solo azione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">Verrebbe da dire, intanto, che le chiacchiere \u2013 entro una misura accettabile \u2013 sono spesso necessarie per fondare, motivare quello che si fa. Ci\u00f2 a patto che vi sia una corrispondenza, una qualche coerenza fra i due termini, mentre l\u2019evidenza ci consegna un dato incontrovertibile: Renzi ha spesso detto di fare cose che non ha fatto e, viceversa, ha fatto cose che aveva detto non avrebbe mai fatto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">Che il vulnus dei contenuti sia proprio l\u00ec? Noi non crediamo. Il vulnus dei contenuti sta proprio<em>nei<\/em>\u00a0contenuti: nel loro carattere anti-egalitario, nella loro perfetta continuit\u00e0 rispetto all\u2019impianto neo-liberista del governo del PD, nel loro situarsi dentro una chiara strategia di progressivo smantellamento dell\u2019edificio costituzionale, legislativo, giuridico dei diritti del lavoro, faticosamente costruito negli anni dal dopoguerra alla fine della decade\u00a0<em>di piombo<\/em>. Un motivo per odiare Renzi? Per carit\u00e0. Solo per desiderare che tolga il disturbo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\"><b><strong><em>La forma<\/em><\/strong><\/b><b><strong>.<\/strong><\/b><\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">Qui la faccenda comincia a farsi incandescente. Lo\u00a0<em>storytelling<\/em>\u00a0renziano &#8211; tutto autocentrato sul carisma del leader e sul suo valore precipuo, la sapienza comunicativa &#8211; ha svelato presto la sua diabolica continuit\u00e0 con quello berlusconiano, che sin dall\u2019inizio ha previsto, come il suo emulo, uno snodo narrativo fondamentale nell\u2019impossibilit\u00e0 (logica?) di portare attacchi all\u2019immagine del Signore che non siano mossi da acredine personale nei suoi riguardi (con Berlusconi perch\u00e9 ricco e di successo, con Renzi?).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">Che la forma oggi prevalga sui contenuti, in politica come nell\u2019arte, non \u00e8 soltanto uno degli esiti lunghi della malattia nota come\u00a0<em>post-moderno<\/em>: tutto in Renzi \u00e8\u00a0<em>oltre<\/em>, in un oltre in cui ci \u00e8 richiesto di lasciar perdere le cose e di interessarci al modo in cui le cose sono dette, annunciate, declamate. Insomma: la politica come marketing, allestimento di vetrine (coi magazzini vuoti), ballo in maschera.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">Su questo (ed altro) Recalcati non fa parola, impegnandosi invece a costruire il suo atto accusatorio sull\u2019elemento chiave del lutto\u00a0<em>decentrato<\/em>, sulla perdita delle certezze novecentesche non pensata, non verbalizzata e quindi trasformata sintomaticamente in odio per chi quella perdita la pensa, la verbalizza e la trasforma nel suo contrario (ma la rabbia che origina da un lutto non elaborato non era, clinicamente parlando, per l\u2019oggetto perduto?\u00a0 Ovvero \u2013 per parlare col mangiare in bocca \u2013 per il defunto? Recalcati sembra dire invece che \u00e8 per il parente figo che ci sbatte in faccia, con arroganza, che il morto \u00e8 proprio morto!).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">Insomma, l\u2019odio per Renzi \u00e8 un\u2019esclusiva della gente di sinistra, questa umanit\u00e0 reietta, ondivaga, orfana, che ha perso la bussola e naufraga e spara contro chi accorre a salvarla! (Bene ha fatto Franco Bifo Berardi, dalle pagine di AlfaBeta 2, a dire che non sa bene se \u00e8 o meno \u201cdi sinistra\u201d, quanto meno di questa fantomatica sinistra tanto utile a Recalcati\u2026).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\"><b><strong><em>Il discorso psicoanalitico<\/em><\/strong><\/b><b><strong>.<\/strong><\/b><\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">\u00c8 un vecchio vezzo di molti psicoanalisti parlare di tutto. Pi\u00f9 esattamente, \u00e8 sempre stato un loro vezzo\u00a0<em>far parlare<\/em>\u00a0la psicoanalisi all\u2019interno di tutto, con esiti che in taluni casi hanno sfiorato il ridicolo. Un simpatico corollario di questa incessante pratica del discorso senza confini \u00e8 la disposizione a porsi in posizione\u00a0<em>up<\/em>\u00a0nel confronto con un interlocutore, specie se questi esprime un punto di vista avverso alla prospettiva analitica: si tratta del gustoso trucchetto di\u00a0<em>spiegare<\/em>\u00a0la tesi dell\u2019interlocutore esattamente nei termini esplicativi previsti dal linguaggio psicoanalitico. Operazione che \u2013 lo capirebbe anche un idiota \u2013 non serve a spiegare alcunch\u00e9 ma solo a\u00a0<em>ridurre<\/em>, abbassare di rango, svalutare. Una sorta di meta-comunicazione epistemica in cui la psicoanalisi avrebbe sempre, comunque, l\u2019ultima parola. Popper avr\u00e0 pure avuto le sue fisime, ma quando aveva in mente il suo concetto di \u201cfalsificazione\u201d, unico criterio di scientificit\u00e0, cosa avrebbe potuto pensare di un simile atteggiamento intellettuale?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">\u00c8 probabile che il compito di Recalcati \u2013 e dei suoi colleghi \u2013 non sia pi\u00f9 quello di sganciarsi dal tallonamento teorico di gente come Deleuze o Foucault, che nei decenni caldi pensarono e dissero (giustamente) cose poco entusiasmanti della psicoanalisi e della sua strutturale inclinazione ad esercitare una parte consistente del controllo che il potere le demanda. Altri tempi, qualcuno dir\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 300\">Ma un piccolo sforzo, una maggiore accortezza nel mantenimento di un limite, quello non guasta di certo.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/cervelli-in-fuga\/articolo\/2009889\/renzismo-e-psicoanalisi-a-go-go.html\">http:\/\/megachip.globalist.it\/cervelli-in-fuga\/articolo\/2009889\/renzismo-e-psicoanalisi-a-go-go.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MEGACHIP (Sandro Vero) Alcune riflessioni sul dibattito nato dall\u2019intervento di Massimo Recalcati sull\u2019\u00abodio per Renzi\u00bb. su tre piani analitici, \u201ci contenuti\u201d, \u201cla forma\u201d e \u201cil discorso psicoanalitico\u201d.\u00a0 Il recente dibattito scaturito dall\u2019intervento di\u00a0Massimo Recalcati\u00a0sull\u2019\u00abodio per Renzi\u00bbsuggerisce alcune riflessioni che si dispongono su tre piani analitici, sommariamente definibili come \u201ci contenuti\u201d, \u201cla forma\u201d e \u2013 pi\u00f9 generale e in profondit\u00e0 insieme &#8211; \u201cil discorso psicoanalitico\u201d. &nbsp; I contenuti. 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