{"id":33546,"date":"2017-08-06T11:25:42","date_gmt":"2017-08-06T09:25:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33546"},"modified":"2017-08-06T11:23:21","modified_gmt":"2017-08-06T09:23:21","slug":"fu-necessaria-la-tragedia-nucleare-di-hiroshima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33546","title":{"rendered":"Fu necessaria la tragedia nucleare di Hiroshima?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MEGACHIP (Mark Weber)<\/strong><\/p>\n<p><em>72 anni fa esplose la prima bomba atomica in guerra. Implicazioni morali a parte, furono necessarie Hiroshima e Nagasaki? Qui un&#8217;analisi storica razionale dar\u00e0 una risposta.<\/em><\/p>\n<dl class=\"article-info muted\">\n<dd class=\"hits\"><\/dd>\n<\/dl>\n<div>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/r2TbdJIEyWg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 6 Agosto del 1945 il mondo entr\u00f2 drammaticamente nell\u2019era atomica: senza [alcun] avvertimento n\u00e9 precedenti, un aereo americano lanci\u00f2 una bomba nucleare sulla citt\u00e0 giapponese di Hiroshima. L\u2019esplosione distrusse completamente pi\u00f9 di sei chilometri quadrati del centro cittadino. Circa 90.000 persone vennero uccise immediatamente; altre 40.000 rimasero ferite, molte delle quali morirono in una prolungata agonia a causa delle radiazioni. Tre giorni pi\u00f9 tardi, una seconda esplosione atomica sulla citt\u00e0 di Nagasaki uccise circa 37.000 persone e ne fer\u00ec altre 43.000. Complessivamente le due bombe uccisero circa 200.000 civili giapponesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra i due bombardamenti, la Russia Sovietica si un\u00ec agli Stati Uniti in guerra contro il Giappone. Sotto le forti pressioni americane, Stalin ruppe il suo trattato del 1941 di non aggressione con Tokyo. Lo stesso giorno che Nagasaki veniva distrutta, le truppe sovietiche iniziarono a riversarsi in Manciuria, travolgendo le forze giapponesi ivi dislocate. Sebbene la partecipazione sovietica influ\u00ec poco o nulla nell\u2019esito finale della guerra [contro il Giappone], Mosca benefici\u00f2 enormemente dall\u2019essersi unita alle ostilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In una trasmissione diramata da Tokyo il giorno successivo, il 10 Agosto, il governo giapponese annunci\u00f2 la propria disponibilit\u00e0 ad accettare la dichiarazione congiunta anglo-americana di Potsdam sulla \u201cresa incondizionata\u201d [dei nemici degli Alleati], \u201ccon l\u2019intesa che la detta dichiarazione non comprometta le prerogative sovrane di Sua Maest\u00e0 [l\u2019Imperatore]\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giorno dopo venne la replica americana, che includeva le parole seguenti: \u201cDal momento della resa l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019Imperatore e del governo giapponese a guidare lo Stato sar\u00e0 soggetta al Comando Supremo dei Poteri Alleati\u201d. Infine, il 14 Agosto, i giapponesi accettarono formalmente le disposizioni della dichiarazione di Potsdam, e venne annunciato un \u201ccessate il fuoco\u201d. Il 2 Settembre, i rappresentanti giapponesi firmarono la resa a bordo della corazzata statunitense Missouri nella baia di Tokyo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una<\/strong>\u00a0<strong>nazione<\/strong>\u00a0<strong>sconfitta<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A parte le implicazioni morali, furono militarmente necessari i bombardamenti atomici? Secondo ogni [possibile] parametro razionale, non lo furono. Il Giappone era gi\u00e0 stato sconfitto militarmente dal Giugno del 1945. Non era rimasto quasi nulla della \u2013 una volta potente \u2013 Marina Imperiale, e l\u2019aviazione giapponese era stata totalmente annientata. E\u2019 solo contro un\u2019opposizione ormai simbolica che gli aerei americani percorsero a piacere il paese, e i bombardieri devastarono le citt\u00e0, riducendole in macerie. Quello che venne lasciato in piedi di fabbriche e officine si dibatteva precariamente per produrre armi e altri beni da materie prime insufficienti (i rifornimenti di petrolio non erano pi\u00f9 disponibili dal mese di Aprile). A Luglio circa un quarto di tutte le abitazioni giapponesi erano state distrutte, e il sistema di trasporti era vicino al tracollo. Il cibo era diventato cos\u00ec raro che la maggior parte dei giapponesi sopravviveva con un\u2019alimentazione da fame.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La notte tra il 9 e il 10 Marzo del 1945, un\u2019ondata di 300 bombardieri americani colp\u00ec Tokyo, uccidendo 100.000 persone. Lanciando circa 1.700 tonnellate di bombe, gli aerei devastarono buona parte della capitale, bruciando completamente oltre 25 chilometri quadrati e distruggendo 250.000 edifici. Un milione di abitanti rimasero senza casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 23 Maggio, undici settimane pi\u00f9 tardi, arriv\u00f2 il pi\u00f9 grande raid aereo della guerra sul Pacifico, con 520 enormi bombardieri B-29 \u201cSuperfortress\u201d che sganciarono 4.500 tonnellate di bombe incendiarie nel cuore della gi\u00e0 malconcia capitale giapponese. Generando potenti spostamenti d\u2019aria, le bombe cancellarono completamente il centro commerciale di Tokyo e gli scali ferroviari, e distrussero il quartiere dei divertimenti di Ginza. Due giorni pi\u00f9 tardi, il 25 Maggio, un secondo assalto di 502 aerei \u201cSuperfortress\u201d piomb\u00f2 su Tokyo, sganciando circa 4.000 tonnellate di bombe. Complessivamente questi due raid di B-29 distrussero oltre 90 chilometri quadrati della capitale giapponese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche prima dell\u2019attacco di Hiroshima, il generale dell\u2019Aviazione americana Curtis LeMay si vant\u00f2 che i bombardieri americani \u201cli avevano riportati [i giapponesi] all\u2019et\u00e0 della pietra.\u201d Henry H. (\u201cHap\u201d) Arnold, generale in capo dell\u2019Aviazione, dichiar\u00f2 nel 1949 nelle sue memorie: \u201cCi \u00e8 sempre stato chiaro, bomba atomica o non bomba atomica, che i giapponesi erano gi\u00e0 sull\u2019orlo del collasso.\u201d Questa valutazione venne confermata dall\u2019ex Primo Ministro giapponese Fuminaro Konoye, che disse: \u201cFondamentalmente, la cosa che ci spinse alla resa fu il bombardamento prolungato dei B-29.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il<\/strong>\u00a0<strong>Giappone<\/strong>\u00a0<strong>cerca<\/strong>\u00a0<strong>la<\/strong>\u00a0<strong>pace<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcuni mesi prima della fine della guerra, i capi giapponesi riconobbero che la sconfitta era inevitabile. Nell\u2019Aprile del 1945 un nuovo governo guidato da Kantaro Suzuki entr\u00f2 in funzione con lo scopo di porre termine alla guerra. Quando la Germania capitol\u00f2 all\u2019inizio di maggio, i giapponesi capirono che gli inglesi e gli americani avrebbero diretto da quel momento tutta la furia della loro imponente forza militare esclusivamente contro di loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli americani sapevano \u2013 avendo decifrato diverso tempo prima i codici militari del Giappone \u2013 dai messaggi intercettati che i capi del paese stavano cercando di porre fine alla guerra nel modo meno sfavorevole possibile. I dettagli di questi sforzi vennero appresi dalle intercettazioni dei messaggi segreti tra il ministro degli esteri giapponese e i rappresentanti diplomatici all\u2019estero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel suo studio del 1965,\u00a0<em>Atomic<\/em>\u00a0<em>Diplomacy<\/em>:\u00a0<em>Hiroshima<\/em>\u00a0<em>and<\/em>\u00a0<em>Potsdam<\/em>\u00a0(pp. 107-108), lo storico Gar Alperovitz scrive:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSebbene fossero stati fatti \u2013 da parte del Giappone \u2013 dei tentativi per la pace gi\u00e0 nel Settembre del 1944 (e Chiang Kai-shek fosse stato avvicinato per un\u2019eventuale resa nel Dicembre del 1944) il vero sforzo per porre fine alla guerra inizi\u00f2 nella primavera del 1945. Questo sforzo metteva in rilievo il ruolo dell\u2019Unione Sovietica\u2026Alla met\u00e0 di Aprile [1945] Il Joint Intelligence Committee [Comitato congiunto dell\u2019Intelligence americano] rifer\u00ec che i capi giapponesi stavano cercando un modo per modificare i termini della resa [che sarebbe stata offerta] alla fine della guerra. Il Dipartimento di Stato si convinse che l\u2019Imperatore stava cercando attivamente un modo di fermare il conflitto.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un<\/strong>\u00a0<strong>memorandum<\/strong>\u00a0<strong>segreto<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fu solo dopo la guerra che l\u2019opinione pubblica americana apprese degli sforzi del Giappone per porre termine al conflitto. Il reporter del\u00a0<em>Chicago<\/em>\u00a0<em>Tribune<\/em>\u00a0Walter Trohan, ad esempio, fu obbligato dalla censura di guerra a nascondere per sette mesi una delle storie pi\u00f9 importanti della guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un articolo apparso finalmente il 19 Agosto del 1945, sulle prime pagine del\u00a0<em>Chicago<\/em>\u00a0<em>Tribune<\/em>\u00a0e del\u00a0<em>Washington<\/em><em>Times<\/em>\u2013<em>Herald<\/em>, Trohan rivel\u00f2 che il 20 Gennaio del 1945, due giorni prima del suo commiato dall\u2019incontro di Yalta con Stalin e Churchill, il Presidente Roosevelt ricevette un memorandum di 40 pagine dal generale Douglas MacArthur che descriveva cinque distinte proposte di resa da parte di funzionari giapponesi di alto rango (il testo completo dell\u2019articolo di Trohan pu\u00f2 essere letto nel numero dell\u2019inverno 1985-86 del\u00a0<em>Journal<\/em>\u00a0<em>of<\/em>\u00a0<em>Historical<\/em>\u00a0<em>Review<\/em>, p. 508-512).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo memorandum mostrava che i giapponesi avevano offerto una proposta di resa praticamente identica a quella infine accettata dagli americani nella cerimonia formale di resa del 2 Settembre: vale a dire, resa incondizionata tranne la persona dell\u2019Imperatore. In particolare, i termini di questa proposta di pace comprendevano:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Resa totale di tutte le forze giapponesi, in patria, nei possedimenti delle isole, e nei paesi occupati.<br \/>\nOccupazione del Giappone e dei suoi possedimenti da parte delle truppe alleate sotto la direzione americana.<br \/>\nIl blocco dell\u2019industria bellica giapponese.<br \/>\nIl rilascio di tutti i prigionieri di guerra e gli internati.<br \/>\nLa consegna dei criminali di guerra [designati dagli Alleati].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 autentico questo memorandum? Venne presuntamente passato a Trohan dall\u2019ammiraglio William D. Leahy, capo di stato maggiore (Vedi M. Rothbard in, Harry Elmer Barnes:\u00a0<em>Learned<\/em>\u00a0<em>Crusader<\/em>\u00a0[Il crociato erudito], 1968). Lo storico Harry Elmer Barnes ha detto in proposito (in\u00a0<em>Hiroshima<\/em>:\u00a0<em>Assault<\/em>\u00a0<em>on<\/em>\u00a0a\u00a0<em>Beaten<\/em>\u00a0<em>Foe<\/em>\u00a0[Hiroshima: assalto contro un nemico battuto], National Review, 10 Maggio 1958):<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cL\u2019autenticit\u00e0 dell\u2019articolo di Trohan non fu mai messa in dubbio dalla Casa Bianca o dal Dipartimento di Stato, e per ragioni assai valide. Dopo che il generale MacArthur ritorn\u00f2 dalla Corea nel 1951, il suo vicino nelle Waldorf Towers, l\u2019ex presidente Herbert Hoover, porse l\u2019articolo di Trohan al generale e quest\u2019ultimo conferm\u00f2 la sua esattezza in ogni dettaglio e senza precisazioni.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Offerte<\/strong>\u00a0<strong>di<\/strong>\u00a0<strong>pace<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019Aprile e nel Maggio del 1945 il Giappone fece tre tentativi, attraverso i paesi neutrali della Svezia e del Portogallo, per porre termine alla guerra in modo pacifico. Il 7 Aprile il Ministro degli Esteri Mamoru Shigemitsu si incontr\u00f2 con l\u2019ambasciatore svedese Widon Bagge a Tokyo, chiedendogli di \u201caccertare quali condizioni di pace gli Stati Uniti e l\u2019Inghilterra avevano in mente.\u201d Ma egli sottoline\u00f2 che la resa incondizionata era inaccettabile e che \u201cl\u2019Imperatore non doveva essere toccato.\u201d Bagge comunic\u00f2 il messaggio agli Stati uniti, ma il Segretario di Stato Stettinius disse all\u2019ambasciatore americano in Svezia di \u201cnon mostrare nessun interesse o di prendere iniziative per dare seguito alla questione.\u201d Segnali di pace analoghi da parte del Giappone attraverso il Portogallo, il 7 Maggio, e di nuovo attraverso la Svezia, il 10, rimasero parimenti infruttuosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalla met\u00e0 di Giugno, sei membri del Supremo Consiglio di Guerra del Giappone avevano segretamente incaricato il Ministro degli Esteri Shigenori Togo di avvicinare i capi della Russia Sovietica \u201ccon l\u2019intenzione di terminare la guerra possibilmente a Settembre\u201d. Il 22 Giugno l\u2019Imperatore convoc\u00f2 una riunione del Supremo Consiglio di Guerra, che comprendeva il Primo Ministro, il Ministro degli Esteri e i principali capi dell\u2019esercito. \u201cAbbiamo ascoltato abbastanza questa vostra determinazione di combattere fino all\u2019ultimo soldato\u201d, disse l\u2019Imperatore. \u201cDesideriamo che voi, guide del Giappone, cerchiate di studiare i modi e i mezzi per concludere la guerra. In tal modo, cercate di non essere vincolati dalle decisioni che avete preso in passato.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio di Luglio gli Stati Uniti avevano intercettato messaggi da Togo all\u2019ambasciatore giapponese a Mosca, Naotake Sato, che mostravano che lo stesso Imperatore aveva preso parte allo sforzo di pace, e aveva ordinato di chiedere all\u2019Unione Sovietica un aiuto per porre termine alla guerra. Gli americani sapevano anche che l\u2019ostacolo principale contro la fine della guerra era l\u2019insistenza americana per una \u201cresa incondizionata\u201d, una richiesta che precludeva ogni negoziato. I giapponesi erano disposti ad accettare quasi tutto, tranne rovesciare il loro Imperatore semi-divino. Erede di una dinastia antica 2.600 anni, Hirohito era considerato dal suo popolo come un \u201cdio vivente\u201d, che personificava la nazione (fino alla trasmissione radio del 15 Agosto del suo annuncio di resa, i giapponesi non avevano mai sentito la sua voce). In particolare i giapponesi temevano che gli americani avrebbero umiliato l\u2019Imperatore, e che lo avrebbero addirittura giustiziato come criminale di guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 12 Luglio Hirohito convoc\u00f2 Fumimaro Konoye, che aveva fatto il Primo Ministro nel 1940-41. Spiegando che \u201csar\u00e0 necessario ultimare la guerra senza ritardo\u201d, l\u2019Imperatore disse che desiderava che Konoye ottenesse la pace con gli americani e gli inglesi per mezzo dei sovietici. Come il principe Konoye ricord\u00f2 in seguito, l\u2019Imperatore lo istru\u00ec a \u201cottenere la pace a qualunque prezzo, nonostante la durezza delle condizioni.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giorno successivo, il 13 Luglio, il Ministro degli Esteri Shigenori Togo telegraf\u00f2 all\u2019ambasciatore Naotake Sato a Mosca: \u201cVedi [il Ministro degli Esteri sovietico] Molotov prima della sua partenza per Potsdam\u2026Comunica il forte desiderio di Sua Maest\u00e0 di ottenere la fine della guerra\u2026Il solo ostacolo alla pace \u00e8 la resa incondizionata\u2026\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 17 Luglio, un altro messaggio giapponese intercettato rivelava che sebbene i capi del Giappone ritenessero che la formula della resa incondizionata implicava un disonore inaccettabile, erano convinti che \u201cla richiesta dei tempi\u201d rendesse la mediazione sovietica assolutamente essenziale. Ulteriori messaggi diplomatici indicavano che la sola condizione richiesta dai giapponesi era il mantenimento della \u201cnostra forma di governo\u201d. Il solo \u201cpunto difficile\u201d, rivelava un messaggio del 25 Luglio, \u201c\u00e8 la formalit\u00e0 della resa incondizionata.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riassumendo i messaggi tra Togo e Sato, l\u2019intelligence della marina statunitense disse che i capi giapponesi, \u201csebbene ancora recalcitranti alla condizione della resa incondizionata\u201d, riconoscevano che la guerra era perduta, ed erano arrivati al punto di non avere obiezioni al ripristino della pace sulla base della carta Atlantica del 1941. Questi messaggi, disse il vice-segretario della marina Lewis Strass, \u201cin realt\u00e0 esigevano soltanto che dovesse essere preservata l\u2019integrit\u00e0 della Famiglia Reale giapponese.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il segretario della marina James Forrestal defin\u00ec i messaggi intercettati come \u201cvera prova del desiderio dei giapponesi di uscire dalla guerra.\u201d Con l\u2019intercettamento di questi messaggi, osserva lo storico Alperovitz (p. 177), \u201cnon ci poteva essere pi\u00f9 alcun vero dubbio sulle intenzioni giapponesi; le manovre erano palesi ed esplicite e, soprattutto, [erano costituite da] atti ufficiali. Koichi Kido, il Guardasigilli del Giappone e stretto consigliere dell\u2019Imperatore, afferm\u00f2 in seguito: \u201cLa nostra decisione di cercare una via d\u2019uscita da questa guerra, venne presa all\u2019inizio di Giugno prima che venissero sganciate le bombe atomiche e che la Russia entrasse in guerra. Era gi\u00e0 la nostra decisione.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A dispetto di ci\u00f2, il 26 Luglio i capi degli Stati Uniti e dell\u2019Inghilterra rilasciarono la dichiarazione di Potsdam, che comprendeva questo sinistro ultimatum: \u201cNoi invitiamo il governo del Giappone a proclamare ora la resa incondizionata di tutte le forze armate giapponesi e di fornire opportuna e adeguata assicurazione di buona fede in tale operato. L\u2019alternativa per il Giappone \u00e8 l\u2019immediata e totale distruzione.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Commentando questo proclama \u2013 draconiano nel suo aut-aut \u2013 lo storico inglese J. F. C. Fuller scrisse: \u201cNon una parola venne detta sull\u2019Imperatore, perch\u00e9 sarebbe stata inaccettabile alle masse americane nutrite di propaganda.\u201d (<em>A<\/em>\u00a0<em>Military<\/em>\u00a0<em>History<\/em>\u00a0<em>of<\/em>\u00a0<em>the<\/em>\u00a0<em>Western<\/em>\u00a0<em>World<\/em>\u00a0[1987], p. 675.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I capi americani capivano la posizione disperata del Giappone: i giapponesi desideravano porre termine alla guerra a qualunque condizione, purch\u00e9 l\u2019Imperatore non venisse preso di mira. Se il comando americano non avesse insistito sulla resa incondizionata \u2013 vale a dire, se fosse stata messa in chiaro la volont\u00e0 di permettere all\u2019Imperatore di rimanere al potere \u2013 i giapponesi molto probabilmente si sarebbero immediatamente arresi, salvando cos\u00ec molte migliaia di vite.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La triste ironia \u00e8 che, come \u00e8 emerso in realt\u00e0, i capi americani decisero comunque di mantenere l\u2019Imperatore come simbolo di autorit\u00e0 e di continuit\u00e0. Essi capirono, correttamente, che Hirohito era utile come uomo di paglia per la loro stessa autorit\u00e0 d\u2019occupazione nel Giappone del dopoguerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giustificazioni<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Presidente Truman difese tenacemente il suo impiego della bomba atomica, affermando che \u201csalv\u00f2 milioni di vite\u201d portando la guerra a una rapida conclusione. Giustificando la sua decisione, egli arriv\u00f2 a dichiarare: \u201cIl mondo noter\u00e0 che la prima bomba atomica venne lanciata su Hiroshima, una base militare. Fu cos\u00ec perch\u00e9 volevamo evitare in questo primo attacco, per quanto possibile, l\u2019uccisione di civili.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa fu un\u2019affermazione assurda. In realt\u00e0, quasi tutte le vittime erano civili, e lo United States Strategic Bombing Survey [l\u2019Indagine degli Stati Uniti sui bombardamenti strategici], pubblicato nel 1946, afferm\u00f2 nel suo rapporto ufficiale: \u201cHiroshima e Nagasaki vennero scelte come obbiettivi a causa della loro concentrazione di attivit\u00e0 e di popolazione.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se la bomba atomica venne lanciata per impressionare i capi giapponesi con l\u2019enorme potere distruttivo della nuova arma, questo [scopo] avrebbe potuto essere raggiunto impiegandola contro una base militare isolata. Non era necessario distruggere una grande citt\u00e0. E qualunque fosse la giustificazione per l\u2019esplosione di Hiroshima, \u00e8 molto pi\u00f9 difficile difendere il secondo bombardamento di Nagasaki.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, la maggior parte degli americani hanno accettato, e continuano ad accettare, le giustificazioni ufficiali dei bombardamenti. Abituati ai ritratti rozzamente propagandistici dei \u201cgiap\u201d come bestie praticamente subumane, la maggior parte degli americani nel 1945 accoglievano con grande entusiasmo ogni nuova arma che avrebbe annientato il maggior numero possibile dei detestati asiatici, e avrebbe aiutato a vendicare l\u2019attacco giapponese di Pearl Harbor. L\u2019opinione dei giovani americani che stavano combattendo i giapponesi in aspri combattimenti era: \u201cGrazie a Dio per la bomba atomica.\u201d Pressoch\u00e9 all\u2019unanimit\u00e0, erano grati per un\u2019arma il cui impiego sembrava porre fine alla guerra permettendo loro di ritornare a casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo la distruzione di Amburgo con i bombardamenti incendiari, dopo l\u2019olocausto di Dresda della met\u00e0 di Febbraio del 1945, e dopo i bombardamenti incendiari di Tokyo e di altre citt\u00e0 giapponesi, i capi americani \u2013 come il generale Leslie Groves comment\u00f2 in seguito \u2013 \u201cerano generalmente assuefatti allo sterminio dei civili.\u201d Per il Presidente Harry Truman, l\u2019uccisione di decine di migliaia di civili giapponesi semplicemente non era un fattore di giudizio nella sua decisione di utilizzare la bomba atomica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Voci<\/strong>\u00a0<strong>critiche<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In mezzo all\u2019entusiasmo generale, c\u2019era qualcuno che nutriva qualche grave dubbio. \u201cSiamo gli eredi del mantello di Gengis Khan\u201d, scrisse l\u2019editorialista del\u00a0<em>New<\/em>\u00a0<em>York<\/em>\u00a0<em>Times<\/em>\u00a0Hanson Baldwin, \u201ce di tutti coloro che nel corso della storia hanno giustificato l\u2019uso della totale spietatezza in guerra.\u201d Norman Thomas defin\u00ec Nagasaki, \u201cla pi\u00f9 grande singola atrocit\u00e0 di una guerra molto crudele.\u201d Joseph P. Kennedy, padre del Presidente, rimase altrettanto inorridito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una voce preminente del protestantesimo americano, il\u00a0<em>Christian<\/em>\u00a0<em>Century<\/em>, condann\u00f2 fortemente i bombardamenti. Un editoriale intitolato \u201cL\u2019atrocit\u00e0 atomica americana\u201d, nel numero del 29 Agosto 1945, disse ai lettori:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLa bomba atomica \u00e8 stata utilizzata in un momento in cui la marina giapponese era colata a picco, la sua aviazione praticamente distrutta, il suo territorio circondato, i suoi rifornimenti tagliati, e le nostre forze pronte per l\u2019attacco finale\u2026I nostri capi sembrano non aver soppesato le considerazioni morali inerenti. Non appena la bomba fu pronta venne inviata d\u2019urgenza al fronte e lanciata su due citt\u00e0 inermi\u2026 Si pu\u00f2 dire onestamente che la bomba atomica ha colpito la stessa cristianit\u00e0. Le chiese d\u2019America \u2013 e con esse la loro fede \u2013 si devono dissociare da questo atto sconsiderato e inumano del governo americano.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una voce preminente del cattolicesimo americano, il\u00a0<em>Commonweal<\/em>, espresse un\u2019opinione simile. Hiroshima e Nagasaki, venne scritto nell\u2019editoriale della rivista, \u201crappresentano la colpa e la vergogna dell\u2019America\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Papa Pio XII condann\u00f2 parimenti i bombardamenti, esprimendo un parere conforme alla posizione tradizionale cattolica romana, secondo cui \u201cogni atto di guerra diretto alla distruzione indiscriminata di intere citt\u00e0 o di vaste aree con i loro abitanti \u00e8 un crimine contro Dio e l\u2019umanit\u00e0\u201d. Il giornale del Vaticano,\u00a0<em>l\u2019Osservatore<\/em>\u00a0<em>Romano<\/em>, cos\u00ec si espresse nel suo numero del 7 Agosto 1945: \u201cQuesta guerra riserva una conclusione catastrofica. Incredibilmente quest\u2019arma distruttiva rimane come una tentazione per la posterit\u00e0 che, lo sappiamo per amara esperienza, impara cos\u00ec poco dalla storia.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Voci<\/strong>\u00a0<strong>autorevoli<\/strong>\u00a0<strong>di<\/strong>\u00a0<strong>dissenso<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I capi americani che si trovavano in una posizione adatta per conoscere i fatti, non credevano \u2013 sia all\u2019epoca che in seguito \u2013 che i bombardamenti atomici fossero necessari per porre termine alla guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando il generale Dwight Eisenhower venne informato, alla met\u00e0 di Luglio del 1945 dal Segretario della Guerra Henry L. Stimson, della decisione di utilizzare la bomba atomica, rimase profondamente turbato. Egli espresse le proprie forti riserve sull\u2019utilizzo della nuova arma nelle sue memorie del 1963,\u00a0<em>The<\/em>\u00a0<em>White<\/em>\u00a0<em>House<\/em>\u00a0<em>Years<\/em>:\u00a0<em>Mandate<\/em><em>for<\/em>\u00a0<em>Change<\/em>\u00a0[Gli anni della Casa Bianca: mandato per il cambiamento], 1953-1956, (pp. 312-313):<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cDurante il suo racconto [di Stimson] dei fatti rilevanti, mi era venuto un senso di depressione e cos\u00ec gli espressi i miei gravi dubbi, primo sulla base della mia convinzione che il Giappone era gi\u00e0 sconfitto e che sganciare la bomba non era assolutamente necessario, e secondo perch\u00e9 pensavo che il nostro paese dovesse evitare di scioccare l\u2019opinione pubblica mondiale con l\u2019utilizzo di un\u2019arma il cui impiego, pensavo, non era pi\u00f9 indispensabile per salvare vite americane. Era mia convinzione che il Giappone stava, proprio in quel momento, cercando qualche scappatoia per arrendersi con una perdita minima della propria \u201cfaccia\u201d.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cI giapponesi erano pronti ad arrendersi e non era necessario colpirli con questa cosa orribile\u2026Odiavo vedere il nostro paese utilizzare per primo tale arma\u201d, disse Eisenhower nel 1963.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poco dopo il \u201cV-J Day\u201d, la fine della guerra nel Pacifico, il generale Bonnie Fellers riassunse [la questione] in un memorandum per il generale MacArthur: \u201cN\u00e9 la bomba atomica n\u00e9 l\u2019entrata in guerra dell\u2019Unione Sovietica provoc\u00f2 la resa incondizionata del Giappone. Esso era gi\u00e0 sconfitto prima che questi avvenimenti ebbero luogo.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In modo simile, l\u2019ammiraglio Leahy, capo di stato maggiore dei presidenti Roosevelt e Truman, comment\u00f2 in seguito:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLa mia opinione \u00e8 che l\u2019utilizzo dell\u2019arma barbara a Hiroshima e Nagasaki non fu di aiuto materiale nella nostra guerra contro il Giappone\u2026I giapponesi erano gi\u00e0 sconfitti e pronti ad arrendersi a causa dell\u2019efficace blocco navale e dei riusciti bombardamenti con armi convenzionali\u2026La mia impressione era che nell\u2019utilizzarla per primi, avevamo adottato il criterio etico proprio dei barbari delle Et\u00e0 Oscure. Non mi era stato insegnato a fare la guerra in quel modo, e le guerre non possono essere vinte distruggendo donne e bambini.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se gli Stati Uniti avessero aspettato, disse l\u2019ammiraglio Ernest King, Capo delle Operazioni Navali degli Stati Uniti, \u201cl\u2019efficace blocco navale avrebbe, nel corso del tempo, affamato i giapponesi fino a provocarne la resa per mezzo della mancanza di petrolio, riso, medicinali, e altri beni essenziali.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Leo Szilard, uno scienziato di nascita ungherese che ebbe un ruolo determinante nello sviluppo della bomba atomica, argoment\u00f2 contro il suo utilizzo. \u201cIl Giappone era essenzialmente sconfitto\u201d, disse, e \u201csarebbe stato sbagliato attaccare le sue citt\u00e0 con bombe atomiche come se le bombe atomiche fossero state semplicemente una delle armi a disposizione.\u201d In un articolo del 1960 Szilard scrisse: \u201cSe i tedeschi avessero lanciato bombe atomiche su delle citt\u00e0 al posto nostro, noi lo avremmo definito un crimine di guerra, e avremmo sentenziato a Norimberga che i tedeschi erano meritevoli di morte per questo crimine, e li avremmo impiccati.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il<\/strong>\u00a0<strong>verdetto<\/strong>\u00a0<strong>dell\u2019Indagine<\/strong>\u00a0<strong>sul<\/strong>\u00a0<strong>bombardamento<\/strong>\u00a0<strong>strategico<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo aver studiato l\u2019argomento in grande dettaglio, l\u2019Indagine sul Bombardamento Strategico degli Stati Uniti rigett\u00f2 la nozione che il Giappone si arrese a causa dei bombardamenti atomici. Nel suo autorevole rapporto del 1946, l\u2019Indagine concludeva:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLe bombe di Hiroshima e Nagasaki non sconfissero il Giappone, n\u00e9 esse \u2013 secondo la testimonianza dei capi nemici che posero termine alla guerra \u2013 convinsero il Giappone ad accettare la resa incondizionata. L\u2019Imperatore, il Guardasigilli, il Primo Ministro, il Ministro degli Esteri e il Ministro della Marina, avevano deciso gi\u00e0 nel Maggio del 1945 che la guerra dovesse essere terminata anche se ci\u00f2 significava l\u2019accettazione della sconfitta alle condizioni degli Alleati\u2026La missione del governo Suzuki, nominato il 7 Aprile del 1945, era di concludere la pace. Un apparenza di negoziato per condizioni meno onerose della resa incondizionata venne mantenuta per contenere [la reazione degli] elementi dell\u2019esercito e della burocrazia ancora determinati ad una difesa finale in stile Bushido, e forse \u2013 aspetto ancora pi\u00f9 importante \u2013 per ottenere la libert\u00e0 di costruire una pace con un minimo di pericolo personale e di opposizione interna. Sembra chiaro, tuttavia, che da ultimo i negoziatori volevano la pace, e la pace a qualunque condizione. Questa era la sostanza del consiglio dato a Hirohito dal Jushin a Febbraio, la conclusione dichiarata di Kido in Aprile, la ragione sottostante alla caduta di Koiso in Aprile, la specifica ingiunzione dell\u2019Imperatore a Suzuki all\u2019atto di diventare premier, ingiunzione conosciuta da tutti i membri del suo gabinetto\u2026Negoziati per convincere la Russia a fungere da intermediaria iniziarono nella prima met\u00e0 di Maggio del 1945. Konoye, l\u2019emissario designato per trattare con i sovietici, dichiar\u00f2 a quest\u2019Indagine di aver ricevuto istruzioni dirette e segrete dall\u2019Imperatore di assicurare la pace a qualunque prezzo, nonostante la sua durezza\u2026Sembra chiaro che la supremazia dell\u2019aria e il suo sfruttamento successivo fu il fattore principale che determin\u00f2 la scelta della resa da parte del Giappone e che evit\u00f2 la necessit\u00e0 di invadere il paese. Basata su un\u2019indagine dettagliata di tutti i fatti e sostenuta dalla testimonianza dei capi giapponesi coinvolti sopravvissuti, \u00e8 opinione dell\u2019Indagine che certamente prima del 31 Dicembre del 1945 e con tutta probabilit\u00e0 prima del 1 Novembre del 1945 [la data della progettata invasione americana], il Giappone si sarebbe arreso anche se le bombe atomiche non fossero state lanciate, anche se la Russia non fosse entrata in guerra, e anche se nessuna invasione fosse stata prevista o progettata.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Opinioni<\/strong>\u00a0<strong>degli<\/strong>\u00a0<strong>storici<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In uno studio del 1986, lo storico e giornalista Edwin P. Hoynt smascher\u00f2 il \u201cgrande mito, perpetuato per il mondo da persone benintenzionate\u201d che \u201cla bomba atomica provoc\u00f2 la resa del Giappone\u201d. Nel libro\u00a0<em>Japan\u2019s<\/em>\u00a0<em>War<\/em>:\u00a0<em>The<\/em><em>Great<\/em>\u00a0<em>Pacific<\/em>\u00a0<em>Conflit<\/em>\u00a0(p. 420), egli spieg\u00f2:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIl fatto \u00e8 che per quanto riguardava i militaristi giapponesi, la bomba atomica era solo un\u2019altra arma. Le due bombe su Hiroshima e Nagasaki furono la ciliegina sulla torta, e non fecero tanto danno quanto i bombardamenti incendiari sulle citt\u00e0 giapponesi. La campagna di bombardamenti dei B-29 aveva provocato la distruzione di 3.100.000 abitazioni, lasciando 15 milioni di persone senza casa, e uccidendone un milione. Furono i bombardamenti spietati, e l\u2019intuizione di Hirohito che, se fosse stato necessario al raggiungimento della resa incondizionata, gli Alleati avrebbero distrutto il Giappone completamente \u2013 e ucciso ogni giapponese \u2013 a persuaderlo di porre termine alla guerra. La bomba atomica \u00e8 davvero un\u2019arma spaventosa, ma non fu la causa della resa, anche se il mito persiste ancora oggi.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un nuovo libro incisivo,\u00a0<em>The<\/em>\u00a0<em>Decision<\/em>\u00a0<em>to<\/em>\u00a0<em>Drop<\/em>\u00a0<em>the<\/em>\u00a0<em>Atomic<\/em>\u00a0<em>Bomb<\/em>\u00a0[La decisione di lanciare la bomba atomica], Praeger, 1996, lo storico D. Wainstock conclude che i bombardamenti non furono solo inutili, ma furono basati su una politica vendicativa che danneggi\u00f2 in realt\u00e0 gli interessi americani. Egli scrive (p. 124, p. 132):<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c\u2026Dall\u2019Aprile del 1945, i capi del Giappone capirono che la guerra era perduta. Il loro principale impedimento alla resa era l\u2019insistenza degli Stati Uniti sulla resa incondizionata. Essi in particolare avevano bisogno di sapere se gli Stati Uniti avrebbero permesso a Hirohito di rimanere sul trono. Essi temevano che gli Stati Uniti lo avrebbero deposto, processandolo come criminale di guerra, o addirittura giustiziandolo\u2026La resa incondizionata fu una politica di vendetta, e danneggi\u00f2 l\u2019interesse nazionale americano. Prolung\u00f2 la guerra sia in Europa che nell\u2019Asia orientale, e aiut\u00f2 a espandere il potere sovietico in queste aree.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il generale Douglas MacArthur, comandante dell\u2019esercito americano nel Pacifico, dichiar\u00f2 in numerose occasioni prima della sua morte che la bomba atomica fu completamente inutile da un punto di vista militare: \u201cIl mio staff riteneva all\u2019unanimit\u00e0 che il Giappone stava sul punto di crollare e di arrendersi.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il generale Curtis LeMay, che aveva iniziato i bombardamenti di precisione della Germania e del Giappone (e che pi\u00f9 tardi guid\u00f2 il Comando Strategico dell\u2019Aria e fu capo di stato maggiore dell\u2019aviazione), lo disse nel modo pi\u00f9 conciso: \u201cLa bomba atomica non aveva niente a che fare con la fine della guerra.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Traduzione di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.andreacarancini.it\/2008\/02\/fu-necessaria-hiroshima\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Andrea Carancini<\/a>.<\/p>\n<p>Il testo originale pu\u00f2 essere consultato\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ihr.org\/jhr\/v16\/v16n3p-4_Weber.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui.<\/a><\/p>\n<p>Riproposto da:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.luogocomune.net\/LC\/index.php\/22-storia-e-cultura\/4730-fu-necessaria-hiroshima\">https:\/\/www.luogocomune.net\/LC\/index.php\/22-storia-e-cultura\/4730-fu-necessaria-hiroshima<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/guerra-e-verita\/articolo\/2009962\/fu-necessaria-la-tragedia-nucleare-di-hiroshima.html\">http:\/\/megachip.globalist.it\/guerra-e-verita\/articolo\/2009962\/fu-necessaria-la-tragedia-nucleare-di-hiroshima.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MEGACHIP (Mark Weber) 72 anni fa esplose la prima bomba atomica in guerra. 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