{"id":33587,"date":"2017-10-12T00:58:32","date_gmt":"2017-10-11T22:58:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33587"},"modified":"2017-10-03T18:55:59","modified_gmt":"2017-10-03T16:55:59","slug":"le-mani-sulla-scuola-1a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33587","title":{"rendered":"Le mani sulla scuola (1a parte)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">di ROBERTO RENZETTI<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">\u201c<em>Le scuole saranno pi\u00f9 efficienti se saranno sottoposte alle leggi del mercato capitalistico e, come tutte le aziende, entreranno in concorrenza le une con le altre per attirare i loro clienti: gli studenti. A questo scopo serve un sistema statale di buoni scuola emessi all\u2019ordine dei genitori di un figlio in et\u00e0 scolare, buoni che potranno essere spesi in una scuola a scelta delle famiglie degli studenti, anche private e\/o confessionali<\/em>\u201d (1955)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"> Milton Friedman\u00a0 (nobel per l&#8217;Economia 1976)<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">L&#8217;efficienza di cui parla Friedman \u00e8 evidentemente legata allo sfruttamento della scuola a fini di mercato. E&#8217; proprio cos\u00ec? E&#8217; possibile pensare una cosa del genere? Se s\u00ec, dove possiamo rintracciarne i sintomi? <\/span><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Per capire di cosa si tratta occorre risalire a conferenze internazionali, ad accordi presi in\u00a0 passato, a tutta una serie di documenti in gran parte sconosciuti ai non addetti ai lavori o che non era utile diffondere&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">E&#8217; utile ricordare che dai primi anni &#8217;90 l&#8217;economia e la finanza hanno aumentato considerevolmente il loro peso nella direzione politica del mondo occidentale. La politica in senso stretto ha sempre meno margini di mediazione. E&#8217; quindi dalle scelte di economisti, imprenditori, finanzieri e manager che occorre partire per capire cosa si progetta per questo secolo. <\/span><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Intanto una indagine OCSE (1998) stima in 2000 miliardi di dollari l\u2019investimento per la scuola nel mondo (per la sanit\u00e0, 3500) ed in 1000 miliardi negli Stati membri (circa: 4 milioni di insegnanti, 80 milioni di studenti, 315 mila istituti e 5 mila universit\u00e0). Un vero gigantesco affare. \u00a0 <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><u>La societ\u00e0 20:80<\/u><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Al Fairmont Hotel di San Francisco, nel settembre 1995, si riunirono 500 persone, l&#8217;\u00e9lite del mondo, il <em>braintrust<\/em> globale (Bush senior, M. Thatcher, G. Schultz, T. Turner, G. Rifkin, D. Packard, J. Gage, Z. Brzezinski, &#8230;), sotto l&#8217;egida della Fondazione Gorbaciov, per &#8220;<em>decidere delle prospettive del mondo nel nuovo millennio che porta ad una nuova civilt\u00e0&#8221;<\/em>. Tutti furono d&#8217;accordo nel prefigurare un modello di societ\u00e0 in cui solo il 20% dei cittadini del mondo sarebbero stati necessari per mandarlo avanti. Il rimanente 80% sarebbe stata da considerarsi <u>massa eccedente<\/u> (sic!). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Si passava quindi dalle pur nere prospettive degli anni Ottanta, la societ\u00e0 in cui 1\/3 dei cittadini del mondo avrebbe avuto accesso al benessere, ad una societ\u00e0 1\/5 con molta <em>massa eccedente<\/em>. Si prospettavano riforme selvagge ben anticipate da John Gage, dirigente di Sun Microsystem, &#8220;<em>assumiamo i nostri operai con il computer, lavorano con il computer e li cacciamo con il computer!<\/em>&#8221; e, naturalmente, progettando una societ\u00e0 senza classe media, ci si poneva il problema di come farla accettare alla<em> massa eccedente<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Fu <\/span><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Zbigniew Brzezinski<\/span><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"> che forn\u00ec una prima soluzione: <em>tittytainment<\/em>, una parola coniata a proposito che sta per <em>tits<\/em> = <em>tetta<\/em> (nel senso di dispensatrice di latte) e <em>entertainment<\/em> = <em>gioco<\/em>, il <em>panem et circenses <\/em>della Roma imperiale. Ed a quelli che obiettavano che il circo sarebbe stato insufficiente per chi chiedeva autostima, il moderatore, R. Roy, rispondeva che volontariato, associazioni sportive, &#8230; &#8220;<em>potrebbero essere valorizzate con una modesta retribuzione per promuovere l&#8217;autostima di milioni di cittadini<\/em>&#8220;. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">I numeri della<em> massa eccedente<\/em>, continuava Roy, non dovrebbero preoccupare perch\u00e9, a breve, vi sar\u00e0 nei Paesi Occidentali, una nuova richiesta di lavori precedentemente rifiutati: pulizia strade, collaborazioni domestiche&#8230; Intanto occorre iniziare a colpevolizzare questa massa: non si lavora abbastanza, si guadagna troppo, la produttivit\u00e0 \u00e8 bassa, le pensioni vengono erogate troppo presto, sono troppo elevate, si \u00e8 malati per troppo tempo, troppo assenteismo, la maternit\u00e0, viviamo al di sopra delle nostre possibilit\u00e0, servono sacrifici, troppe vacanze, le societ\u00e0 asiatiche della rinuncia devono essere prese ad esempio&#8230;<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Naturalmente in questo scenario la scuola diventa funzionale a quanto si va delineando. La scuola cos\u00ec come \u00e8, tutti concordano, costa troppo ed \u00e8 una spesa superflua per i fini che si vogliono conseguire. Occorre pensare una scuola che costi molto meno e che prepari dei cittadini a livello di buoni consumatori in questa societ\u00e0 tecnologica. Occorre che i cittadini conoscano, ad esempio: digitale, DVD, Laser, Hi Tech, PC, Internet, Provider, CD, masterizzatore&#8230; non \u00e8 invece in alcun modo necessario che conoscano i meccanismi scientifico tecnologici che sono dietro questi nomi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Per intenderci: occorre che i cittadini abbiano la preparazione tecnologica sufficiente per essere consumatori ma non tale da essere creatori di scienza e tecnologia. Questo almeno a livello di impegno di scuola pubblica, di quella che \u00e8 pagata dalla fiscalit\u00e0 generale. Vi \u00e8 naturalmente necessit\u00e0 di cittadini preparati a livelli superiori, ma \u00e8 del tutto inutile e soprattutto \u00e8 un vero spreco di risorse pensare di formare tutti in modo che possano pensare all\u2019accesso a queste superiori specializzazioni. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Chi <em>serve<\/em> per tali fini verr\u00e0 preparato in scuole speciali. La selezione per accedere a queste scuole la faranno le stesse scuole private e le imprese. Non ha senso continuare a dissipare denaro nell&#8217;istruzione pubblica. Il mercato \u00e8 buono e gli interventi dello Stato sono cattivi: <em>derergulation<\/em> anzich\u00e9 controllo statale, liberalizzazione di commercio e capitali, privatizzazione di ogni cosa abbia il sapore del pubblico (Friedman). Questo \u00e8 il sunto della parte che adombra la scuola nella tre giorni di stringenti dibattiti della Fondazione Gorbaciov. Si invoca in ogni settore, ed anche per la scuola, il modello americano. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><u>ERT: Tavola Rotonda Europea degli industriali<\/u><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">L\u2019Europa delle imprese, dovendo recuperare molto rispetto agli USA, era da tempo in fibrillazione. Gi\u00e0 nel 1989 l\u2019European Round Table of Industrialist, l&#8217;ERT, potente lobby di industriali europei, che ha grande influenza ed entratura presso la UE, aveva pubblicato un rapporto dal titolo <em>Istruzione e competenza in Europa <\/em>in cui si sosteneva che &#8220;<em>l&#8217;istruzione e la formazione (&#8230;) sono (&#8230;) investimenti strategici vitali per la competitivit\u00e0 europea e per\u00a0 il futuro successo dell&#8217;impresa<\/em>&#8221; e che &#8220;<em>l&#8217;insegnamento e la formazione <\/em>[sono purtroppo]<em> sempre considerati dai governi e dagli organi decisionali come un affare interno (&#8230;). L&#8217;industria ha soltanto una modestissima influenza sui programmi didattici che devono essere rinnovati insieme ai sistemi d\u2019insegnamento<\/em>&#8220;. Si aggiungeva poi che gli insegnanti &#8220;<em>hanno una comprensione insufficiente dell&#8217;ambiente economico, degli affari, della nozione di profitto&#8230; e non capiscono i bisogni dell&#8217;industria<\/em>&#8220;. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">E nel 1992 la UE, con il trattato di Maastricht, inizia ad avere competenze in materia d&#8217;Istruzione. Nel 1993 il Libro Bianco della UE apre all&#8217;industria (&#8220;<em>apertura dell&#8217;educazione al mondo del lavoro<\/em>&#8220;) proponendo incentivi fiscali e legali al fine di far investire la stessa nell&#8217;Istruzione. La supposta sfida viene raccolta, in un gioco delle parti, dall&#8217;ERT che nel 1995 spinge gli industriali a &#8220;<em>moltiplicare i partenariati tra scuole ed imprese<\/em>&#8221; e sollecita il mondo politico in tal senso. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">L&#8217;ERT insiste nel denunciare che &#8220;<em>nella gran parte d&#8217;Europa le scuole <\/em>[sono]<em> integrate in sistemi pubblici centralizzati, gestiti da una burocrazia che rallenta la loro evoluzione o le rende impermeabili alle domande di cambiamento provenienti dall&#8217;esterno<\/em>&#8220;. E passa ad avanzare i suoi intendimenti: <em>\u201cla responsabilit\u00e0 della formazione deve, in definitiva, essere assunta dall\u2019industria. Sembra che nel mondo della scuola non si percepisca chiaramente quale sia il profilo dei collaboratori di cui l\u2019industria ha bisogno. L\u2019istruzione deve essere considerata come un servizio reso al mondo economico. \u00a0 I governi nazionali dovrebbero vedere l\u2019istruzione\u00a0 come un processo esteso dalla culla fino alla tomba. Istruzione significa apprendere, non ricevere un insegnamento <\/em>[ERT, 1995]<em>&#8220;. &#8220;Non abbiamo tempo da perdere. (&#8230;) Ci appelliamo ai governi perch\u00e9 diano all\u2019educazione un\u2019alta priorit\u00e0, perch\u00e9 invitino l\u2019industria al tavolo di discussione sulle materie educative, e perch\u00e9 rivoluzionino i metodi d\u2019insegnamento con la tecnologia <\/em>[ERT, 1997]<em>\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">La cosa viene immediatamente ripresa, dal Libro Bianco della UE 1995 in cui si fa esplicito riferimento all&#8217;ERT: &#8220;<em>Il rapporto della Tavola Rotonda Europea degli industriali ha insistito sulla necessit\u00e0 di una formazione continua polivalente (&#8230;) incitando ad imparare ad imparare nel corso di tutta la vita <\/em>[long life learning]<em> &#8230;<\/em>[e quindi] <em>una iniziazione generalizzata alle tecnologie dell&#8217;informazione \u00e8 diventata una necessit\u00e0<\/em>&#8220;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Ad evitare facili illusioni era l&#8217;OCSE che, nel 1996, facendo riferimento ad una tavola rotonda svoltasi negli USA (Filadelfia) nel febbraio dello stesso anno,\u00a0 spiegava che &#8220;<em>l&#8217;apprendimento a vita non pu\u00f2 fondarsi sulla presenza permanente di insegnanti ma deve essere assicurato da &#8216;prestatori di servizi educativi&#8217; (&#8230;). La tecnologia crea un mercato mondiale nel settore della formazione<\/em>&#8221; e, mediante TV ed Internet, si possono produrre programmi da una parte e proporli in tutto il mondo (educazione a distanza o <em>e-learning<\/em>: si sente qui la presenza nell\u2019ERT di vari colossi informatici europei, Philips, Siemens, Ericsson, Bertelsmann&#8230;). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Ad evitare possibili obiezioni su programmi didattici che travalichino le frontiere interferendo sui sistemi scolastici nazionali , la Commissione UE si preoccupa di affermare che l&#8217;insegnamento privato a distanza costituisce un servizio e come tale rientra nell&#8217;articolo 59 del Trattato CEE; sar\u00e0 la UE a rilasciare una <em>Tessera personale delle competenze <\/em>[il portfolio, ndr] per scavalcare i <em>titoli di studio<\/em> dei singoli Paesi. In ogni caso la stessa OCSE avvertiva che era necessario &#8220;<em>un maggiore impegno da parte\u00a0 degli studenti nel finanziamento di gran parte dei costi della propria istruzione<\/em>&#8220;. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Gli <u>insegnanti residuali<\/u> (sic!), che occorrer\u00e0 portarsi dietro fino alla loro estinzione, si occuperanno della <u>popolazione non redditizia<\/u>. Ed ecco che si pu\u00f2 intravedere la stessa conclusione alla quale erano arrivati a San Francisco: anche qui si scoprono <em>masse eccedenti<\/em>. Ed un plauso a questo Libro Bianco viene dagli USA. M. Murphy, della Northern Illinois University, osserva che &#8220;<em>la decisione politica di incoraggiare l&#8217;apprendistato a vita \u00e8 destinata a fornire alle grandi imprese europee l&#8217;infrastruttura educativa essenziale al mantenimento dei loro tassi di profitto<\/em>&#8220;. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Viene infatti a realizzarsi uno degli scenari che la stessa Commissione Europea aveva delineato tra il 1990 ed il 1991: un grande mercato degli strumenti didattici offerti sul mercato dell&#8217;insegnamento permanente secondo le ordinarie leggi della domanda e dell&#8217;offerta. In tale mercato i corsi sono i <em>prodotti<\/em> e gli studenti sono i <em>clienti<\/em>. &#8220;<em>Un&#8217;universit\u00e0 aperta<\/em>, si dice<em>, \u00e8 un&#8217;impresa industriale e l&#8217;insegnamento superiore a distanza \u00e8 una nuova industria. Quest&#8217;impresa deve vendere i suoi prodotti sul mercato dell&#8217;insegnamento permanente<\/em>&#8220;.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33989\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ert_logo_-_types_of_documents_-_final.jpg-300x300.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ert_logo_-_types_of_documents_-_final.jpg-300x300.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ert_logo_-_types_of_documents_-_final.jpg-150x150.png 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ert_logo_-_types_of_documents_-_final.jpg-160x160.png 160w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ert_logo_-_types_of_documents_-_final.jpg-320x320.png 320w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ert_logo_-_types_of_documents_-_final.jpg.png 375w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Rapporto UNESCO 1996 (Commissione J. Delors) e Libro Bianco UE 1996 (E. Cresson)<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">In tempi rapidissimi i desiderata del mondo dell&#8217;impresa e della finanza trovano accoglienza in un lavoro dell&#8217;UNESCO del 1996. Una Commissione presieduta da Jacques Delors, che ha appena lasciato la Presidenza della UE, stila un rapporto che getta le basi per la scuola europea del futuro immediato (ricordo che le prime intenzioni puntavano ad una scuola nuova per il nuovo millennio). Anche la UE, crea una Commissione, presieduta da Edith Cresson, nientemeno che un ex Primo Ministro francese, che lavora nel senso delle richieste avanzate dall&#8217;ERT.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Le analisi di Delors partivano dal cambiamento di un mondo, di un modo di essere, dal passaggio dall&#8217;ingombrante cartaceo ai computer, con le illusioni tipiche create nei neofiti e le certezze di chi fa affari. Si ripeteva quanto accaduto all&#8217;inizio del Novecento, il passaggio dall&#8217;operaio con\u00a0 mestiere complessivo allo specializzato ad una dimensione del fordismo. Ora la catena di montaggio, le grandi concentrazioni operaie, il modo di produzione che abbiamo conosciuto cede il passo ad altro che non conosciamo. Delors prende atto di un mondo non\u00a0 pi\u00f9 descrivibile in termini di sviluppo lineare e di continua accumulazione; in cui la rottura dei rapporti tra mondo produttivo ed ambiente e l&#8217;enorme conflittualit\u00e0 tra mercati, che si \u00e8 creata con l&#8217;esclusione di gran parte dell\u2019umanit\u00e0, ha visto un continuo crescere di tensioni e di guerre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Le risposte a queste problematiche sono molto articolate ma si possono riassumere in quattro grandi finalit\u00e0 per la scuola: <em>imparare a conoscere, imparare a vivere insieme, imparare ad essere, imparare a fare.<\/em> Sulle prime due c&#8217;\u00e8 poco da dire, ma sulle altre \u00e8 necessaria una qualche specificazione. L&#8217;<em>imparare ad essere <\/em>punta verso il riconoscere che l&#8217;essere umano \u00e8 fatto oltre che di corpo, anche di spirito. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Scrive Delors: &#8220;<em>Il mondo, spesso senza accorgersene, ha un desiderio ardente, spesso inespresso, di un\u00a0 ideale e di valori che noi chiameremo &#8216;morali&#8217;. E&#8217; quindi nobile compito dell&#8217;educazione incoraggiare tutti e ciascuno, agendo in armonia con le loro tradizioni e convinzioni e mostrando pieno rispetto per il pluralismo, innalzare le menti e gli spiriti fino al piano dell&#8217;universale e, in certa misura, al superamento di se stessi. Non \u00e8 esagerato, da parte della Commissione, affermare che da questo dipende la sopravvivenza dell&#8217;umanit\u00e0<\/em>&#8220;. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Per quel che riguarda invece l&#8217;<em>imparare a fare<\/em> si ritorna con i piedi sulla Terra e si dice: &#8220;<em>nell&#8217;industria, specialmente per gli\u00a0 operatori di macchine e per tecnici, la supremazia dell&#8217;elemento cognitivo e di quello informativo, come fattori nei sistemi di produzione, sta rendendo superata l&#8217;idea di abilit\u00e0 professionale e mettendo in primo piano quella di competenza personale<\/em> [qui si adombrano i &#8216;percorsi individuali&#8217; e le abilit\u00e0 del telelavoro, ndr]&#8230; Tale competenza &#8220;<em>\u00e8 un misto, specifico per ciascun individuo, di abilit\u00e0 nel senso stretto del termine, acquisita attraverso la formazione tecnica e professionale, di comportamento sociale, di un&#8217;attitudine al lavoro di gruppo e d&#8217;iniziativa e disponibilit\u00e0 ad affrontare rischi<\/em> [la &#8216;mobilit\u00e0&#8217;, della quale Delors si era occupato in un Libro Bianco della UE del 1993, ndr]&#8221;. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">E, nonostante tante buone intenzioni, la parte essenziale \u00e8 quella che conclude il Rapporto medesimo: Il sistema scolastico deve possedere &#8220;<em>maggiore diversit\u00e0 curricolare e costruire passaggi tra i vari sistemi di istruzione, o tra la vita lavorativa ed ulteriori corsi di formazione. Una tale flessibilit\u00e0 contribuirebbe anche a ridurre il fenomeno della mortalit\u00e0 scolastica ed il terribile spreco di potenziale umano che ne risulta<\/em>&#8220;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Su linee pi\u00f9 decisamente imprenditoriali si muove il Libro Bianco della UE (Cresson) del 1996. Partendo dal riconoscimento di una societ\u00e0 in rapido cambiamento (mondializzazione, informazione, scienza e tecnica, impresa&#8230;) si afferma che la scuola si deve adeguare. In particolare la crescita dell&#8217;informazione a livello mondiale potrebbe essere di aiuto al sistema formativo. Ma per far questo l&#8217;Europa deve avere come priorit\u00e0 l&#8217;investire in software multimediale, data la frammentazione del mercato multimediale europeo, al fine di sfruttare tutte le potenzialit\u00e0 dell&#8217;educazione permanente attraverso la TV e, quando si saranno diffusi i computer, attraverso internet. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Ma una &#8216;scuola&#8217; di questo tipo non pu\u00f2 pi\u00f9 certificare le conoscenze attraverso un diploma che \u00e8 sempre pi\u00f9 obsoleto. E&#8217; quindi auspicabile quella &#8220;Tessera personale delle competenze&#8221; di cui prima, da spendere nella UE. Gli obiettivi principali che il sistema educativo deve conseguire sono: 1) l&#8217;avvicinamento della scuola all&#8217;impresa con l&#8217;educazione alla flessibilit\u00e0 ed alla mobilit\u00e0; 2) il trattare allo stesso modo gli investimenti in affari e quelli in formazione; 3) la lotta all&#8217;emarginazione ed all&#8217;abbandono scolastico, che possono avere successo con l&#8217;introduzione di ogni tecnica multimediale e con i suggerimenti della Commissione: &#8220;<em>sviluppare la concertazione ed il partenariato con il settore economico; si pu\u00f2 ad esempio immaginare che ogni impresa sponsorizzi una scuola &#8230; Le famiglie sarebbero anch&#8217;esse coinvolte direttamente &#8230;<\/em>&#8220;; 4) la conoscenza di tre lingue comunitarie; 5) l&#8217;auspicio che i Paesi della UE adottino &#8220;<em>disposizioni a favore delle imprese che attribuiscono particolare attenzione alla formazione<\/em>&#8220;. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">A questo occorre aggiungere quanto sostenuto dal Memorandum della UE del maggio\u00a0 2002. Esistono tre tipi di educazione: \u201c<em>quella formale che fornisce diplomi alla fine di un ciclo di studi; quella non formale fuori dagli istituti d\u2019istruzione che non porta a diplomi; quella informale che \u00e8 un corollario della vita quotidiana<\/em>\u201d. Questa disquisizione \u00e8 fatta per sostenere che occorre puntare sull\u2019educazione informale, riserva considerevole di sapere e possibile sorgente d\u2019innovazione per metodi e contenuti. Ma dove si pu\u00f2 educare informalmente? Lo dice la stessa UE: &#8220;<em>Per avvicinare l&#8217;offerta di formazione al livello locale bisogner\u00e0 anche riorganizzare e ridistribuire le risorse esistenti al fine di creare dei centri appropriati di acquisizione delle conoscenze nei luoghi della vita quotidiana in cui si riuniscono i cittadini, non solo gli istituti scolastici, ma anche i centri municipali, i centri commerciali, le biblioteche i musei, i luoghi di culto, i parchi e le piazze pubbliche, le stazioni ferroviarie e autostradali, i centri medici e i luoghi di svago, le mense dei luoghi di lavoro<\/em>&#8220;. Chiss\u00e0 cosa avranno in mente ! <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Sembrerebbero cose stravaganti. Evidentemente non lo sono se nel documento Bertagna, che \u00e8 la premessa alla Riforma Moratti, si legge: &#8220;<em>In genere, si distingue tra sistema educativo informale, non formale e formale. Il primo \u00e8 rappresentato dalla vita sociale ordinaria che non esprime programmatiche potenzialit\u00e0 formative, pur determinandole di fatto, funzionalmente, in maniera anche irreversibile. Il secondo riguarda quell&#8217;insieme di istituzioni che, pur non essendo strutturate in maniera esplicita per promuovere, con gradualit\u00e0 e sistematicit\u00e0, processi educativi di istruzione e formazione, tuttavia esprime intenzionalit\u00e0 in questa direzione in un territorio e lungo l&#8217;intero arco della vita dei soggetti. L&#8217;ultimo si riferisce specificatamente al sistema educativo di istruzione e di formazione istituito e strutturato dalla Repubblica (Stato, regioni, Enti Locali) per i minori e per le giovani generazioni. L&#8217;ipotesi di riforma che si presenta vuole essere attenta all&#8217;integrazione tra questi diversi sistemi<\/em> (&#8230;). <em>L&#8217;attenzione si sposta, dunque, dai luoghi di istruzione (scuola) e della formazione (centri, agenzie, servizi, imprese) alla certificazione delle competenze finali che si possono e si debbono maturare in un ambiente piuttosto che in un altro (&#8230;) certificazione delle competenze che proprio per la sua natura rifugge da ogni esclusivit\u00e0 di percorso e, pi\u00f9 che consentire, favorisce i passaggi tra un indirizzo e l&#8217;altro del sistema educativo di istruzione e formazione (&#8230;) Le tradizionali alternative tra scuola (statale) e centri della formazione professionale (regionali o non statali), tra scuola e impresa, tra scuola ed extra scuola perdono, perci\u00f2, la loro drammaticit\u00e0 (&#8230;) Si aprono, al contrario, le prospettive di una solidariet\u00e0 cooperativa tra tutte le esperienze e i luoghi formativi nei quali si possono raggiungere livelli di maturazione educativa, culturale e professionale, (&#8230;) indipendentemente dal fatto che siano statali, regionali o di enti e privati (accreditati<\/em><em>)<\/em>&#8220;.\u00a0 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">E cose analoghe erano anche nella Riforma Berlinguer, non a caso i due pedagoghi di punta lavorano oggi insieme nel progetto \u201cBuonsenso per la scuola\u201d in cui si riaffermano tutti i desiderata dell\u2019impresa: <em>\u201cDi fronte all\u2019irrompere del computer e di internet sulla scena dei processi di apprendimento qualcuno\u00a0 prevede un futuro in cui la scuola sar\u00e0 interamente soppiantata dalle nuove modalit\u00e0 di auto-apprendimento in rete, un apprendimento non pi\u00f9 insegnato ma semmai tutorato e prevalentemente on line (&#8230;). In una logica di \u00abintegrazione\u00bb l\u2019intreccio e l\u2019alternanza di esperienze di aula, di laboratorio e di vera e propria attivit\u00e0 lavorativa condotta in situazione di apprendistato o di tirocinio diventano requisiti fondamentali del curricolo scolastico, come lo diventa lo sforzo di non fermarsi alle conoscenze (&#8230;) Le scuole non statali devono essere considerate come una risorsa per la riqualificazione e il rilancio dell\u2019intero sistema formativo pubblico (&#8230;) L\u2019abolizione del valore legale del titolo di studio (&#8230;) un sistema di valutazione reale dei processi e dei prodotti\u201d.\u00a0\u00a0<\/em> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><em>[continua]<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ROBERTO RENZETTI \u201cLe scuole saranno pi\u00f9 efficienti se saranno sottoposte alle leggi del mercato capitalistico e, come tutte le aziende, entreranno in concorrenza le une con le altre per attirare i loro clienti: gli studenti. A questo scopo serve un sistema statale di buoni scuola emessi all\u2019ordine dei genitori di un figlio in et\u00e0 scolare, buoni che potranno essere spesi in una scuola a scelta delle famiglie degli studenti, anche private e\/o confessionali\u201d (1955)&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":33988,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,85],"tags":[2710,5747,5868,5867,4711,1687,5869,4914],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/article-2254299-16AD1670000005DC-225_634x553.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8JJ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33587"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33587"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33587\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35003,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33587\/revisions\/35003"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33988"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33587"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33587"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33587"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}