{"id":33594,"date":"2017-08-25T00:25:03","date_gmt":"2017-08-24T22:25:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33594"},"modified":"2017-08-23T23:18:41","modified_gmt":"2017-08-23T21:18:41","slug":"il-rapporto-fra-italia-e-libia-continua-a-essere-privilegiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33594","title":{"rendered":"Italia-Libia, un legame ancora fortissimo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">di GIULIETTA DI MONTEFELTRO<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Sulla Libia il discorso \u00e8 complesso, non va negato, ma [la situazione] non \u00e8 drammaticamente irreversibile n\u00e9 atrocemente irreparabile, come viene presentata agli occhi dei lettori: per ENI stessa, come ammesso anche dai suoi servizi interni che si occupano di security, la Libia NON \u00e8 da considerarsi una zona di crisi. Per chi volesse interessarsi del particolare rapporto privilegiato &#8211; tuttora privilegiato &#8211; tra Italia e Libia, segnalo due libri: <em>Libia. Fine o rinascita di una nazione<\/em>?, a cura di Karim K. Mezran, Arturo Varvelli; <em>Petrolio, cammelli e finanza: cent\u2019anni di storia ed affari tra Italia e Libia<\/em>, a cura di Fabrizio Di Ernesto. Scoprirete da voi stessi come il Cane a Sei Zampe \u00e8 ospite fisso a Tripoli, ma non solo, ed \u00e8 un ospite che nessuno si sognerebbe mai di mandare via.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">In Libia attualmente non ci sono solo Serraj e Haftar, come fanno pensare i media, ma c\u2019 \u00e8 un conglomerato di attori regionali variegati, di cui i media tengono poco conto e di cui in genere sottovalutano l\u2019azione. Uno di questi attori regionali sono le milizie di Zintan, che hanno di recente scarcerato Saif Al Islam Gheddafi, e ovviamente le trib\u00f9 amazigh e tuareg del Fezzan, che si sono divise il Fezzan in due parti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Perch\u00e9 parliamo delle trib\u00f9? Perch\u00e9 Haftar sa benissimo, da libico, che senza l\u2019appoggio dei capi trib\u00f9 nessuno governa, in Libia. Pertanto, al momento la presenza di Saif Gheddafi, riconosciuto dalle trib\u00f9 come erede politico del padre, \u00e8 per Haftar sia importante che fonte di apprensione. Vale la pena ricordare che Al Sisi, patron di Haftar, \u00e8 anche protettore dei Gheddafi &#8211; di Aisha specialmente &#8211; al Cairo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Il Fezzan, per gli stati diversi dall\u2019Italia e per le compagnie energetiche straniere diverse da ENI, \u00e8 sempre stato un luogo ostile e abbandonato da Dio su cui \u00e8 inutile puntare. Non \u00e8 cos\u00ec. Oltre ad essere la casa della mitica Oasi di Zerzura, in cui l\u2019armata del re persiano Cambise III si dice si perse nelle sabbie del deserto, ci sono progetti italiani sul Fezzan legati allo sviluppo dell\u2019agricoltura e basati sullo sfruttamento dell\u2019acqua fossile sotto il deserto, per cui gi\u00e0 Gheddafi aveva costruito, con l\u2019 aiuto italiano, il Grande Fiume Voluto dall\u2019 Uomo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">L\u2019Italia non sostiene solo Serraj, come dicono i media nostrani, ma ha sempre parlato con tutti gli interlocutori libici. La nostra storica posizione che ci viene da lontano, ancora dai tempi dell\u2019Impero Romano nel Mare Nostrum, del resto ci impedisce di non essere aperti a qualunque rapporto diplomatico con i paesi del Mediterraneo e le loro diverse congerie etniche e tribali. A Roma di recente sono stati invitati i capi trib\u00f9 del Fezzan, e subito si sono levati i cori di quanti dicevano che Macron invita gli esponenti \u2018 di peso\u2019, mentre l\u2019 Italia solo i \u2018beduini\u2019. Non \u00e8 possibile continuare a leggere considerazioni mediatiche di cos\u00ec scarsa visione perfino tra gli analisti geopolitici, o presunti tali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Lascerei perdere da subito le sirene alla Luttwak, che tanto male fanno all\u2019Italia: in questi giorni, Luttwak si \u00e8 messo a sbraitare che l\u2019Italia deve occupare la Libia. Non \u00e8 il nostro modo di agire. La Libia, come diceva Paolo Scaroni, \u00e8 come una seconda casa per noi. Certamente a volte ci sono delle tensioni, ma bisogna anche pensare che \u00e8 un po\u2019 il modo di fare invalso in Libia: quando si lamentano con l\u2019 Italia, \u00e8 perch\u00e9 sotto sotto vogliono qualcosa di pi\u00f9, o si aspettano che noi si sia pi\u00f9 attenti a certi aspetti rimasti trascurati. Questo vale anche per Haftar, che da mesi cerca di incontrare i vertici dell\u2019 ENI, proprio perch\u00e9 desidera un riconoscimento ufficiale, e vale anche per Saif e per le trib\u00f9 del Fezzan.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">L\u2019 ottimo ambasciatore Perrone, che parla fluentemente l\u2019arabo, non a caso ha detto giorni fa che terr\u00e0 presente le istanze di Haftar: \u00e8 da tempo che si parla di riaprire il consolato a Tobruch, oltre all\u2019 ambasciata che gi\u00e0 si ha a Tripoli. La percezione degli italiani tra i libici non \u00e8 affatto negativa, da nessuna parte del paese, e anzi, a tutti i LIVELLI E OVUNQUE (ma proprio a tutti) l\u2019Italia viene vista come il referente praticamente unico su cui si possa ancora contare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">I bombardamenti del 2011 affliggono ancora solo alcune zone periferiche, le grandi citt\u00e0 sono per\u00f2 come Damasco oggi: si vive, si lavora, i bimbi vanno a scuola, e nelle parole dei libici quello che d\u00e0 maggiormente fastidio non \u00e8 certo l\u2019Italia ma le faide tribali oltre che i jihadisti. Come dice Antonio De Martini, la Libia si \u00e8 \u2018riunificata\u2019 a modo suo sulle questioni essenziali, come l\u2019energia, la scuola, la sanit\u00e0. L\u2019 energia poi la forniamo a tutta la Libia proprio noi italiani tramite l\u2019hub di Mellita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">La Libia manca di un capo unico, ma non di un assetto statale. Anzi, l\u2019assetto statale va avanti anche senza capi. Venendo invece a fatti geopolitici riguardanti l\u2019energia il paper pi\u00f9 onesto trovato da tenere presente, datato ai primi di luglio, \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/il-grande-gioco-libico\/\">questo<\/a> a firma di Leonardo Palma. In particolare, cito la parte finale che riguarda l\u2019Italia: \u201c<\/span><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">L\u2019Italia in questo grande gioco mediterraneo \u00e8 sembrata per molto tempo un vaso di coccio tra vasi di ferro, soggetta alla gravit\u00e0 politica altrui. A ben guardare, Roma invece ha saputo muoversi con il giusto protagonismo nella sua ex colonia, sigillando i propri interessi energetici in Tripolitania e sforzandosi di sterilizzare il conflitto all\u2019interno delle tre regioni tramite accordi segreti mediati dai servizi, patti tra trib\u00f9 e con i vicini algerini e tunisini.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">L\u2019ambasciata italiana \u00e8 l\u2019unica attualmente in funzione e alla guida della missione \u00e8 giunto un diplomatico arabofono di lungo corso come Giuseppe Perrone; lo stesso generale Haftar sa perfettamente di avere bisogno dell\u2019Italia \u2013 e dell\u2019ENI \u2013 per un eventuale futuro ruolo politico e i russi non fanno mistero di sentirsi a proprio agio a lavorare con gli italiani. Inoltre, nonostante la crisi nei rapporti con l\u2019Egitto, Roma ha a disposizione la carta degli Emirati Arabi Uniti con i quali intrattiene cordiali relazioni e solidi interessi commerciali e finanziari che le permettono, pur se a distanza, di mantenere capacit\u00e0 di manovra e influenza anche nell\u2019area di gioco della Cirenaica. Un grande gioco di ombre nel Grande Medio Oriente.\u201d<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33616\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/libia-khalifa-haftar-orig_main-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/libia-khalifa-haftar-orig_main-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/libia-khalifa-haftar-orig_main.jpg 674w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Stranamente, il &#8220;Corriere della Sera&#8221;, i cui toni sono sempre sorprendentemente, teatralmente drammatici quando si tratta di passare alle lagnanze in politica estera, qualche giorno fa ha finalmente, timidamente, accennato ad un barlume di verit\u00e0: \u201c \u00c8 importante la Libia? Ovvio. Non solo geopoliticamente ma anche economicamente. Possiede le maggiori riserve di petrolio e gas d\u2019Africa, e l\u2019Europa avr\u00e0 sempre maggior bisogno di energia e di gas. Nello \u00abscatolone di sabbia\u00bb di salveminiana memoria, per\u00f2, l\u2019italiana Eni si trova storicamente in posizione preminente. Da l\u00ec ricava oggi circa 350 mila barili di petrolio e gas, primo gruppo internazionale. Di pi\u00f9: il Cane a sei zampe negli anni dal 2011 in poi \u00e8 paradossalmente stato una delle sole \u00abistituzioni\u00bb del Paese con la Noc, la compagnia petrolifera che vende il petrolio, e la Banca centrale, che fa arrivare i proventi alle amministrazioni locali e alle milizie che \u00abcustodiscono\u00bb le infrastrutture. Il gas dell\u2019Eni ha permesso alle centrali della Libia di fornire l\u2019elettricit\u00e0 al Paese, cosa che garantisce ancora al gruppo italiano la sua posizione \u00abspeciale\u00bb.\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">L\u2019Eni aveva annunciato l\u2019 accordo con la Gazprom, in base al quale dava ai russi accesso ai campi di gas naturale in Africa del Nord, specie Elefant, in cambio di un aumento dell\u2019accesso dell\u2019Eni ai giacimenti di gas siberiano. Va da s\u00e9 che l\u2019 intervento di Obama in Libia al fianco di Sarkozy nel 2011 dipendeva anche da questo accordo. Attualmente, il giacimento Elefant, il pi\u00f9 grande di Libia assieme proprio a Bar Es-Salam, \u00e8 ancora in compropriet\u00e0 con Gazprom, ma viene lavorato saltuariamente proprio per via dei combattimenti: non sfugge quindi a nessuno che lo Zar voglia al pi\u00f9 presto rientrare in Elefant, da cui la sua generosa proposta, alcuni giorni fa, apparsa sui media arabi ma ignorata totalmente dalla stampa occidentale di aiutare l\u2019 Italia nella questione migranti e di favorire una mediazione- stavolta vera- tra tutte le varie fazioni libiche in gioco.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Lo sfruttamento in Tripolitania dei campi di Bar Es-Salam, e conseguenti sviluppi sul gas, non escluderanno Haftar, sebbene siano incentrati nella zona offshore a mare, dove ENI e NOC [National Oil Corporation: la compagnia petrolifera nazionale libica, <em>ndr<\/em>]<em>:<\/em> gi\u00e0 il 4 gennaio di quest\u2019anno comunicavano che le esplorazioni erano andate bene. Il tubo Greenstream controllato da ENI al 75% e da NOC al 25%, sorvegliato anche dai nostri militari, arriva a Gela e da l\u00ec in poi Snam riceve il gas che viene smistato in Italia e anche Europa, perch\u00e9 Snam possiede anche una rete di distribuzione in Belgio e UK. Da qui potete capire cosa intende il Corriere quando scrive che ENI ha una posizione di privilegio in Libia: non solo per la rete di distribuzione energetica su tutto il territorio libico, vitale a mantenere in funzione la nazione nelle sue diverse parti, ma anche per l\u2019approvvigionamento energetico europeo, dove l\u2019 Italia \u00e8 hub.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Il petrolio invece viene imbarcato sulle petroliere e raggiunge l\u2019 Italia. Va notato che mesi fa, proprio dalla Cirenaica e da Ras Lanuf, importante snodo di partenza assieme a Es Sider, una petroliera partiva, nella notte, verso l\u2019Italia, con un carico di ben 720.000 barili. Era la prima volta dal 2014 che il petrolio tornava ad uscire dalla Libia, e proprio dalle zone controllate da Haftar. All\u2019Italia \u00e8 destinato il carico maggiore, il 30% di tutto il petrolio libico. Questa posizione viene amplificata anche da Zohr in Egitto, dove proprio alcuni giorni fa ENI ha incontrato i vertici vicini al Al Sisi per gli investimenti che garantiranno al generale egiziano l\u2019 indipendenza energetica. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">E\u2019 anche interesse di Al Sisi una Libia stabile perch\u00e9 non vi siano problemi alle porte dell\u2019Egitto, data anche la strategicit\u00e0 di Suez per la Via della Seta cinese e per la partecipazione russa in Zohr. Macron pu\u00f2 offrire di meglio, dal momento che in Libia non sta contribuendo affatto alla ricostruzione del Paese n\u00e9, pare, abbia intenzione di stendere alcun contratto concreto che porti un poco di benessere ai libici? Non pensiamo proprio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><em>fonte: ilvelodimaya.org<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIULIETTA DI MONTEFELTRO Sulla Libia il discorso \u00e8 complesso, non va negato, ma [la situazione] non \u00e8 drammaticamente irreversibile n\u00e9 atrocemente irreparabile, come viene presentata agli occhi dei lettori: per ENI stessa, come ammesso anche dai suoi servizi interni che si occupano di security, la Libia NON \u00e8 da considerarsi una zona di crisi. 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