{"id":33673,"date":"2017-12-16T00:57:55","date_gmt":"2017-12-15T23:57:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33673"},"modified":"2018-05-07T22:24:17","modified_gmt":"2018-05-07T20:24:17","slug":"linconscio-politico-di-star-wars","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33673","title":{"rendered":"L&#8217;inconscio politico di Star Wars"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><strong>di JACOPO D&#8217;ALESSIO &#8211; FSI Siena<\/strong><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tale teoria potrebbe essere sostenuta prendendo a modello un rovesciamento del grande detto di Walter Benjamin, il quale afferma che \u2018non c\u2019\u00e8 mai stato un documento di cultura che non fosse stato anche, simultaneamente, un documento di barbarie\u2019. \u00a0Cos\u00ec che, allo stesso modo, ci\u00f2 che \u00e8 effettivamente ideologico diventa anche necessariamente utopistico<\/em>\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Frederic Jameson<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Fin dal suo esordio\u00a0<em>Guerre stellari<\/em> \u00e8 riuscito ad ottenere un successo clamoroso. E per<\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0la critica che indaga la fruizione dell&#8217;opera d&#8217;arte nell&#8217;ambito dell&#8217;industria culturale, cos\u00ec come per un produttore cinematografico, che deve indovinare ogni volta le tendenze del mercato, \u00e8 interessante chiedersi il motivo per cui si \u00e8 creato un fenomeno popolare di tale portata. Pertanto, si cercher\u00e0 di circoscrivere l&#8217;oggetto dell&#8217;analisi all&#8217;estetica suggestiva dell&#8217;Impero.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>1. Nostalgia del padre<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Difatti, non si pu\u00f2 nascondere che la ragione autentica che spinge milioni di persone ad acquistare il biglietto del cinema per assistere ad un nuovo episodio di una delle saghe pi\u00f9 seguite di tutti i tempi<em>\u00a0<\/em>consista nel riesumare ogni volta il personaggio di Darth Veder. Quest&#8217;ultimo ritorna, sia pure come fantasma, in<em>\u00a0The force awaken<\/em> (<em>Il risveglio della forza\u00a0<\/em>&#8211; 2015), e anche nel recentissimo <em>Rougue One<\/em>\u00a0(2016), dove ricopre un ruolo marginale in un paio di frammenti della durata di pochi minuti ciascuno. <\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Trascorsa l&#8217;infanzia, nessuno della vecchia guardia si \u00e8 mai pi\u00f9 preoccupato della sorte toccata alla Resistenza e i registi l&#8217;hanno capito talmente bene che i capitoli successivi, usciti nell&#8217;arco di un ventennio, sono stati concepiti tutti sulla base del cavaliere nero.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">In breve, l&#8217;impianto narrativo sul quale viene costruito questo moderno romanzo familiare scaturisce da un desiderio irrisolto, da parte dei suoi uditori, di resuscitare la figura paterna di cui viene rimpianta la scomparsa. Si tratta di un bisogno legato all&#8217;attualissimo tema proposto da Massimo Recalcati, il quale osserva come\u00a0<strong>l&#8217;evaporazione\u00a0del Padre\u00a0<\/strong>corrisponda al tramonto delle grandi ideologie novecentesche, sostituite tuttavia da un relativismo assoluto ancora pi\u00f9 oppressivo delle forme autoritarie precedenti\u00a0<strong>(1)<\/strong>. Veder si presenta perci\u00f2 come il vero e indiscusso protagonista, oltre a costituire, da un punto di vista formale, l&#8217;unit\u00e0 del racconto in quanto, nello stesso tempo, narratore cui sono legati i destini degli altri personaggi.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>\u00a02.\u00a0Desiderio e consumo<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Dunque, dicevamo, verso la fine degli anni &#8217;90 il punto di vista si inverte: l&#8217;Alleanza serve ai registi di <em>Star Wars <\/em>come pretesto per esibire l&#8217;Impero e non viceversa, passaggio che sta a significare la mancata identificazione dello spettatore con il ribelle, <em>topos<\/em> comune del racconto d&#8217;avventura.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Chi \u00e8 diventato il regista di un&#8217;opera colossale, ed \u00e8 chiamato a sbancare ogni tre 3-4 anni al botteghino, si \u00e8 dovuto fare contemporaneamnete psicologo delle masse, quelle stesse che, essendo state escluse dai diritti del lavoro e dalle tutele sociali pi\u00f9 basilari, sono ormai inorridite di fronte al caos<\/span><\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">. Per fare un esempio recente, la figura di Donald Trump rappresenta perfettamente una figura guida che testimonia la mancanza di una politica determinata a risolvere problemi di ambito popolare, in grado quindi di incarnare l&#8217;immaginario frustrato dei ceti meno abbienti\u00a0americani <strong>(2)<\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Non ci importa sapere se George Lucas conosca la geneaologia storico-filosofica del &#8216;900. Mentre \u00e8<\/span><\/span><span style=\"font-size: large;\">\u00a0importante\u00a0<\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">notare che gli autori del film siano stati in grado di intuire come il gusto abbia spostato il suo interesse, da una rivolta compulsiva contro la Legge, alla richiesta simmetrica e opposta che pretende di riaffermare\u00a0un<strong> principio di realt\u00e0<\/strong>.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">In altre parole, l&#8217;inconscio politico del film ci sta avvisando che il popolo, la cui qualit\u00e0 di vita \u00e8 stata deteriorata e stravolta, sembra aver perso progressivamente l&#8217;entusiasmo per un tipo di societ\u00e0 atea per mettersi in cerca invece di un&#8217;ideologia\u00a0da contrapporre, tanto alla schizofrenia liberista, quanto al maoismo della rivoluzione permanente. D&#8217;altronde, la classe dirigente degli ultimi trent&#8217;anni ha risposto a tali timori con un ampio spettro di feticci vuoti, ma apparentemente pi\u00f9 sicuri, quali ad esempio quello della &#8216;governabilit\u00e0&#8217;\u00a0<strong>(3)<\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>3. Perch\u00e9 ci piace l&#8217;Impero<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Sembra che sull&#8217;Impero si proiettino, quindi, almeno due istanze contrapposte e coesistenti: una immediatamente visibile, che \u00e8 quella\u00a0fuori tempo massimo della deriva autoritaria. Quest&#8217;ultima \u00e8 ancora apprezzabile nel 1977, data pi\u00f9 vicina alla conclusione del secondo conflitto mondiale, quando il primo episodio, <em>The new hope<\/em> (<em>La nuova speranza<\/em>), ricicla in un pasticcio post-moderno l&#8217;epopea bretone di <em>King Arthur<\/em> insieme all&#8217;immagine decodificata degli anni &#8217;30 di uno Stato fortemente militarizzato con la sua peculiare simbologia nazi-fascista. Il film riscosse subito un grande consenso del pubblico nel quale era ancora vivissimo il trauma del totalitarismo.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Eppure, anche la ribellione aveva gi\u00e0 preso a far parte in quell&#8217;epoca di un&#8217;innocua operazione estetica, che per\u00f2 divenne utile alla produzione cinematografica nella misura in cui tale immagine mitica riusciva ancora ad essere consumata dai suoi <em>fans <\/em>nonostante i problemi profilatesi in quegli anni apparivano ormai di tutt&#8217;altra natura.\u00a0Alla fine dei &#8217;70 si colloca infatti il capolinea di un ciclo di lotte sindacali dopo il quale il modello conflittuale tra capitale e lavoro, svoltosi finora nell&#8217;ambito delle normative nazionali, comincia ad essere esautorato da particolari soggetti economici apolidi, cui viene concesso di interferire in assenza dei normali vincoli istituzionali propri della social-democrazia.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>4. Il ritorno del rimosso<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Nel pieno sviluppo di questo processo l&#8217;Impero cambia verso, e viene offerto ora in pasto al suo pubblico come un organismo stabile, nemico del relativismo. S<\/span><\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">ubentra dunque l&#8217;<strong>invocazione della Legge <\/strong>innanzi alla quale folle scalpitanti compiono periodicamente un rito catartico quando si danno appuntamento al cinema col fine di placare il proprio stato d&#8217;angoscia. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Tuttavia, siamo di fronte a una censura. La figura di Darth Vader infatti suscita attrazione non soltanto a causa di una tipica esibizione fallica che lo pone al di sopra di una massa mediocre. Quanto piuttosto perch\u00e9, essendo il fautore di una grande narrazione, promette di recuperare <strong>l&#8217;ideologia<\/strong>\u00a0in un mondo che ne \u00e8 privo.\u00a0<\/span><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Di\u00a0conseguenza, potremmo fare nostra l&#8217;analisi di Walter Benjamin sull&#8217;opera d&#8217;arte come testimonianza simultanea di barbarie e civilt\u00e0, per cui l&#8217;istanza conservatrice dell&#8217;Impero si rovescia anche nell&#8217;unica direzione utopica sostenibile nel presente: <em>la prospettiva\u00a0di organizzare una societ\u00e0 capace di imbrigliare nelle sue regole il punto di vista del mercato insieme alla sua violenza\u00a0<\/em><strong>(4)<\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>5. L&#8217;estetica dell&#8217;anti-fascismo<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f; font-size: large;\">Il fatto \u00e8 che, nello stesso mondo in cui avviene nel film, anche nel mondo reale l&#8217;utopia si presenta alla coscienza in modo perverso, ad esempio attraverso l&#8217;idolo del &#8216;maggioritario&#8217;, che \u00a0sembra sollevare gli ostacoli che impediscono alla politica di governare. Mentre, come sappiamo, contrariamente al &#8216;proporzionale&#8217;, si pone agli antipodi rispetto ad una democrazia realmente rappresentativa; oppure ritorna in una fantasia reazionaria, celata appunto da un fascismo anti-storico, necessario a preservare il tab\u00f9 su un&#8217;auspicabile\u00a0<\/span><span style=\"color: #16191f; font-size: large;\">regolamentazione del capitale.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">In fin dei conti, Il film mette in scena quella stessa pantomima con la quale molti falsi progressisti contemporanei accusano la questione nazionale di rappresentare un passo indietro rispetto alla rivendicazione dei diritti sociali che vengono rimossi attraverso <strong>l&#8217;estetica dell&#8217;anti-fascismo<\/strong>. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #16191f;\"><span style=\"font-size: large;\">Nell&#8217;attuale propaganda la nostalgia\u00a0per\u00a0un orizzonte di senso perduto, come ad esempio quello socialista, viene oggi semplicemente liquidata per mezzo dell&#8217;espressione denigratoria di<strong>\u00a0populismo<\/strong>, che serve a sabotare il discorso critico privandolo di un qualsiasi contenuto realistico. Cos\u00ec che, nella stessa maniera dei sogni, una narrazione autentica, che cerca di sfuggire l&#8217;onta dei suoi aggressori, riesce a tornare di nuovo all&#8217;attenzione vigile e razionale soltanto in maniera censurata, sotto mentite spoglie <strong>(5)<\/strong>.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>(1)<\/strong>\u00a0<strong>Massimo Recalcati<\/strong>, <em>Cosa resta del padre. La paternit\u00e0 nell&#8217;epoca ipermoderna<\/em>, Cortina Raffaelo, Milano, 2011.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>(2) <\/strong>La <em>science fiction<\/em> \u00e8, pi\u00f9 di molti altri, un genere che si sposa con il mercato nella misura in cui soddisfa la pulsione edonistica per l&#8217;evasione. Ma rimane pur sempre anche allegorico, in quanto, l&#8217;immaginario della favola \u00e8 depositario di atteggiamenti propri dei ceti medi e popolari con i loro sogni e il loro disincanto, in <strong>Frederic Jameson<\/strong>, <em>The Desire Called Utopia and Other Science Fictions, <\/em>Verso Books, New York City, 2005.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>(3)<\/strong>\u00a0<strong>Olimpia Malatesta<\/strong>,\u00a0<em>L&#8217;ideologia della governance<\/em>,\u00a0Universit\u00e0 di Bologna, in\u00a0<em>Appello al Popolo,<\/em> <a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33592\">http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33592<\/a>\u00a0, 22.08.2017.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>(4)<\/strong>\u00a0La trama di\u00a0<em>The clones war<\/em> (<em>La guerra dei Cloni\u00a0<\/em>&#8211; 2002) racconta di una crociata dell&#8217;Impero contro il mercantilismo. Ed \u00e8 esemplare l&#8217;immagine dell&#8217;arena dove, alla stregua del tipico rodeo, Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) si mette a cavalcare un mostro esattamente nella stessa maniera in cui lo farebbe un <em>cow boy<\/em>\u00a0in sella al suo bestiame. Questa scena, come diverse altre, tradisce l&#8217;origine di George Lucas, il quale, allo stesso modo dei suoi protagonisti, cresce in un <em>ranch<\/em> nella citt\u00e0 di Modesto (California), figlio di contadini produttori di noci. Nella provincia meridionale americana \u00e8 diffusa infatti una forte ideologia mormona conservatrice, che si auspica da sempre il ritorno degli USA a curare le questioni nazionali piuttosto che immischiarsi nelle vicende d&#8217;oltre oceano come invece accadde a partire dal primo conflitto mondiale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>(5)<\/strong>\u00a0Ho assunto come punto di riferimento generale\u00a0<strong>Frederic Jameson<\/strong>, <em>L&#8217;inconscio politico. Il testo narrativo come atto socialmente simbolico<\/em>, Garzanti Libri, Milano, 1990.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di JACOPO D&#8217;ALESSIO &#8211; FSI Siena Tale teoria potrebbe essere sostenuta prendendo a modello un rovesciamento del grande detto di Walter Benjamin, il quale afferma che \u2018non c\u2019\u00e8 mai stato un documento di cultura che non fosse stato anche, simultaneamente, un documento di barbarie\u2019. \u00a0Cos\u00ec che, allo stesso modo, ci\u00f2 che \u00e8 effettivamente ideologico diventa anche necessariamente utopistico\u201d. Frederic Jameson Fin dal suo esordio\u00a0Guerre stellari \u00e8 riuscito ad ottenere un successo clamoroso. 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