{"id":33716,"date":"2017-09-01T09:30:39","date_gmt":"2017-09-01T07:30:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33716"},"modified":"2017-08-31T17:04:20","modified_gmt":"2017-08-31T15:04:20","slug":"meglio-un-immunologo-emiliano-o-un-emiliano-immunologo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33716","title":{"rendered":"Meglio un immunologo emiliano o un Emiliano immunologo?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ANDREA COSSARIZZA*<\/strong><\/p>\n<p>Il Presidente di una meravigliosa regione del sud Italia si \u00e8 recentemente esibito in una disquisizione immunologica che avrebbe potuto, e dovuto, evitare. Non discuter\u00f2 quanto detto a proposito della obbligatoriet\u00e0 delle vaccinazioni o delle eventuali sanzioni, argomento che \u00e8 di natura politica, e appartiene a una sfera del tutto diversa da quella della Sanit\u00e0 pubblica o del dibattito tra persone competenti nel settore. Il problema che \u00e8 stato sollevato qualche giorno fa \u00e8 quello del numero di vaccinazioni: 10 vaccinazioni insieme sono troppe, bisogna farne di meno. La natura della problematica in cui si \u00e8 avventurato il nostro neo-non collega \u00e8 per\u00f2 squisitamente immunologica, quindi, con rispetto parlando, di competenza mia e di ricercatori come me. Non certamente di persone anche molto gradite ai cittadini e votate, ma con conoscenze immunologiche non molto approfondite. Cerchiamo di capire per quale motivo quanto \u00e8 stato sostenuto \u00e8 proprio sbagliato, e provocherebbe inevitabilmente la bocciatura all\u2019esame di Immunologia.<\/p>\n<p>In primo luogo, facciamo una iper-semplificazione di cui mi scuso subito con gli esperti del settore. Se ci occupiamo di vaccinazioni, dobbiamo fare in modo che il sistema immunitario produca anticorpi (chiamati anche immunoglobuline), cosa che fanno i linfociti B quando sono diventati plasmacellule. Devono per\u00f2 entrare in ballo e funzionare bene anche delle altre cellule, chiamate linfociti T, che producono molecole solubili (citochine) e aiutano i linfociti B a maturare e a produrre anticorpi. Ovviamente, pi\u00f9 anticorpi sono prodotti contro un determinato antigene (la molecola che induce la produzione di anticorpi, ad esempio: un vaccino), meglio \u00e8. Da notare che ogni antigene pu\u00f2 contenere diversi epitopi, cio\u00e8 diversi punti in cui possono legarsi anticorpi.<\/p>\n<p>Parlo arabo? Un pochino\u2026. Allora provate a chiudere il pugno della mano sinistra, e immaginate che sia una molecola. Ci sono molte parti della mano\/molecola esposte all\u2019esterno (che il sistema immunitario riconosce) e molte all\u2019interno (che non sono riconoscibili perch\u00e9 nascoste). Adesso con la destra fate il segno della vittoria usando l\u2019indice e il medio, e immaginate che sia un anticorpo. Provate ora a infilare il pugno dentro alla \u201cV\u201d. Ci saranno posizioni delle due mani in cui riuscite ad avere una forte complementariet\u00e0 (cio\u00e8 riuscite a far toccare al pugno chiuso la base della V della mano destra, e la parte interna della V \u00e8 a stretto contatto con il pugno), altre posizioni in cui non ci si riesce. Quelle dove c\u2019\u00e8 il maggiore contatto tra il pugno e la V sono le regioni in cui avviene una buona reazione antigene-anticorpo. Il principio \u00e8 quello \u201cchiave-serratura\u201d. Come avrete certamente capito, il pugno (molecola) ha diversi punti ottimali (siti antigenici) in cui si pu\u00f2 legare bene la V (l\u2019anticorpo). Ogni molecola quindi pu\u00f2 avere pi\u00f9 di epitopo, ovvero pi\u00f9 di un punto dove, in modo complementare e assolutamente specifico, pu\u00f2 legarsi un anticorpo. Allora, se iniettiamo una proteina (ad esempio, un vaccino), questa possiede pi\u00f9 di un sito antigenico, e pu\u00f2 mettere in moto la produzione di pi\u00f9 di un anticorpo. Il vantaggio di questa strategia \u00e8 piuttosto ovvio: il sistema immunitario pu\u00f2 fare anticorpi diversi contro la stessa molecola, e inattivarla molto pi\u00f9 facilmente. Ma per semplicit\u00e0, da adesso in poi consideriamo solo il concetto di antigene.<\/p>\n<p>Come siano fatti, prodotti e funzionino gli anticorpi non \u00e8 proprio semplice, ed \u00e8 stato svelato dal lavoro di moltissimi ricercatori, tra cui i premi Nobel Edelman e Porter (che hanno chiarito la struttura degli anticorpi) e Tonegawa (che ha identificato i meccanismi della generazione della diversit\u00e0 anticorpale). Questi scienziati hanno capito che durante l\u2019Evoluzione (in qualche milione di anni) \u00e8 nato il meccanismo del riarrangiamento dei geni delle immunoglobuline, cio\u00e8 un complesso lavoro di taglia e cuci del DNA. La generazione e produzione degli anticorpi avviene in un primo momento a caso, poi \u00e8 guidata dall\u2019antigene. Grazie a questo meccanismo, utilizzando poche centinaia di geni diversi possiamo produrre molecole (gli anticorpi) che riescono a riconoscere fino a centomila miliardi (10 elevato alla 14, ovvero 100.000.000.000.000) di molecole diverse. Detto in altre parole, se uno di noi campa 100 anni il suo repertorio anticorpale gli permette il teorico riconoscimento di oltre 30,000 molecole al secondo. Anche se il 99% delle molecole contro le quali reagiscono gli anticorpi fossero self (e ben sappiamo che i linfociti non producono anticorpi contro il self), potremmo sempre riconoscere 300 molecole estranee e diverse ogni secondo, per cent\u2019anni. Direi che non c\u2019\u00e8 male.<\/p>\n<p>Non \u00e8 finita qui: come dicevo, per produrre anticorpi i linfociti B devono maturare e diventare plasmacellule, ricevendo aiuto da parte dei linfociti T helper, che, semplificando molto, sono diretti contro lo stesso antigene. Quindi per essere riconosciuta come estranea una molecola deve essere vista da pi\u00f9 tipi di cellule. Questo permette al sistema immunitario di controllare bene possibili fenomeni autoreattivi, proprio poich\u00e9 un antigene deve essere legato da un anticorpo presente sulla superficie di un linfocita B, quindi essere presentato a un linfocita T specifico per lo stesso antigene. Se ci\u00f2 non avviene, non sono prodotti anticorpi (ci sono delle eccezioni, ma non \u00e8 il caso di complicarci ancora la vita).<\/p>\n<p>Ma come e soprattutto dove avviene la maturazione dei linfociti B, e poi la produzione di anticorpi? Come spiegato prima, i linfociti B possiedono sulla loro superficie gli anticorpi di membrana che devono legare gli antigeni (in questo caso, molecole solubili che circolano nell\u2019organismo oppure che sono state iniettate, come un vaccino) e portarle al loro interno. Questi antigeni sono quindi degradati e fatti vedere a una cellula molto specializzata, il linfocita T Helper. Il linfocita T Helper riconosce quello che gli viene presentato e produce le citochine che servono al linfocita B a maturare, diventare plasmacellula, e produrre anticorpi. Sono quindi prodotti gli stessi anticorpi che inizialmente si trovavano sulla membrana e avevano legato l\u2019antigene (in realt\u00e0 durante questo processo gli anticorpi migliorano moltissimo, e alla fine hanno una maggiore affinit\u00e0, ovvero una maggiore capacit\u00e0 di legare l\u2019antigene). Tutto questo fenomeno avviene negli organi linfoidi secondari, come i linfonodi, in uno spazio molto limitato, dove linfociti B e T sono in stretto contatto.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il punto cruciale, e perch\u00e9 ho fatto questa lunga e complessa disquisizione su come sono prodotti gli anticorpi e su chi interviene in questo processo?<\/p>\n<p>Semplice. Se in un linfonodo arrivano pi\u00f9 antigeni (esempio: se si fanno 6 vaccini insieme, possono arrivare al linfonodo circa 25 antigeni diversi), in uno spazio microscopico ci saranno pi\u00f9 linfociti B attivati, pi\u00f9 linfociti T attivati, e molte citochine utilizzabili da tutte queste cellule. Quindi, abbiamo alcuni aspetti importanti, che chi conosce l\u2019immunologia sa bene:<br \/>\n1. se dovesse mancare il linfocita T che aiuta il linfocita B a produrre anticorpi contro la molecola X, allora l\u2019aiuto potrebbe arrivare da un diverso linfocita T che sta aiutando un diverso linfocita B a produrre anticorpi contro la molecola Y. Tutto questo perch\u00e9 le citochine prodotte dai linfociti T possono essere utilizzate da tutte le cellule B attivate presenti nel microambiente. Il fenomeno \u00e8 quindi descrivibile come un potenziamento della risposta immunitaria che avviene quando ci sono pi\u00f9 antigeni e cellule specifiche in uno spazio molto limitato;<br \/>\n2. un fenomeno analogo di potenziamento pu\u00f2 avvenire non solo grazie alla secrezione di citochine, ma anche per un contatto cellula-cellula, che avviene sempre nello stesso spazio ristretto;<br \/>\n3. gli effetti delle citochine sono spesso moltiplicativi pi\u00f9 che additivi. Piccoli aumenti della concentrazione di una certa molecola nel microambiente possono avere effetti non lineari, potenziati dalla presenza di altre molecole solubili. In altre parole, in questo caso 4+4 non fa 8, ma 16;<br \/>\n4. ogni risposta immunitaria inizia con un processo infiammatorio. Concentrare pi\u00f9 vaccini ha come effetto non solo quello di far soffrire di meno il bambino riducendo il numero di punture, ma anche quello di provocare questo effetto pro-infiammatorio il minor numero di volte possibile.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 quindi un immunologo emiliano (di adozione, e geneticamente furlan) boccia un Emiliano immunologo? Semplicemente perch\u00e9 dire che 10 vaccinazioni contemporanee potrebbero essere pericolose non ha alcuna base razionale, non ha alcuna evidenza sperimentale, non tiene conto dell\u2019effetto moltiplicativo dell\u2019aiuto tra cellule descritto sopra, e in ultima analisi dimostra una conoscenza pressoch\u00e9 nulla della logica con cui funziona la risposta immunitaria. Vaccinare con un po\u2019 di antigeni simultaneamente (che comunque sono mille volte meno di quanto si usava anni fa) facilita la risposta immunitaria contro tutti i vaccini che sono stati iniettati, e sopperisce eventuali mancanze delle cellule che devono aiutare a produrre anticorpi.<\/p>\n<p>Presidente Emiliano, prego, torni al prossimo appello.<\/p>\n<p><strong>* <\/strong><span class=\"st\">MD PhD, Full Professor of Pathology, Immunology and Clinical Immunology at the University of Modena and Reggio Emilia, Italy.<br \/>\nCV (<a href=\"http:\/\/personale.unimore.it\/rubrica\/curriculum\/cossariz\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/personale.unimore.it\/rubrica\/curriculum\/cossariz<\/a>)<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/guidosilvestriMD\/posts\/1845355842442762\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>https:\/\/www.facebook.com\/guidosilvestriMD\/posts\/1845355842442762<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANDREA COSSARIZZA* Il Presidente di una meravigliosa regione del sud Italia si \u00e8 recentemente esibito in una disquisizione immunologica che avrebbe potuto, e dovuto, evitare. 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