{"id":33827,"date":"2017-09-04T11:41:46","date_gmt":"2017-09-04T09:41:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33827"},"modified":"2017-09-01T22:50:25","modified_gmt":"2017-09-01T20:50:25","slug":"meno-due-meno-uno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33827","title":{"rendered":"Meno due, meno uno &#8230;&#8230;.."},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario)<\/strong><\/p>\n<p>Con le dimissioni di Sebastian Gorka dallo staff presidenziale americano, la presenza del nucleo originario di sostegno che a portato all\u2019elezione e all\u2019insediamento di Trump si riduce al solo Peter Navarro, rimasto per altro al di fuori del Consiglio Nazionale. Una funzione, praticamente, di mera testimonianza. La lettera ha evidenziato chiaramente i termini del dissenso, in aggiunta e in maniera pi\u00f9 secca rispetto alla lettera di dimissioni di Bannon. La lotta all\u2019islamismo radicale avrebbe dovuto essere la base su cui costruire un accordo di vicinato con l\u2019attuale leadership russa. Una ambizione resa per\u00f2 chimerica dall\u2019inclusione di Hamas, tra le organizzazioni terroristiche, in buona compagnia dei Fratelli Musulmani, sostenuti dalla Turchia; dall\u2019elezione dell\u2019Iran a principale avversario dichiarato nello scacchiere mediorientale. La revisione dell\u2019accordo con l\u2019Iran avrebbe dovuto riguardare soprattutto, nelle intenzioni iniziali, la parte economica, giudicata poco favorevole agli interessi americani; con il passare del tempo, grazie anche alla sommatoria di opzioni scaturite dal conflitto interno alla dirigenza americana, ha assunto sempre pi\u00f9 un peso geopolitico. Una dinamica la cui inerzia sta risucchiando la politica estera americana verso il classico sodalizio israelo-saudita indebolito per\u00f2 dalla crisi della dinastia dei Saud. Una impostazione che sta ricacciando progressivamente gli Stati Uniti dalla posizione di arbitro-giocatore a quella di compartecipe pur essenziale. In questo il pragmatismo dichiarato di Trump e del nuovo staff di cui si \u00e8 circondato, o per meglio dire che lo ha circondato e messo sotto tutela, sembra avere decisamente la meglio con il risultato di riportare in auge, su scala pi\u00f9 ampia e coinvolgendo direttamente gli stati nazionali, l\u2019interventismo \u201ccaotico\u201d privo per\u00f2, almeno al momento, della copertura ideologica dirittoumanitarista. Il coinvolgimento esplicito dell\u2019India, l\u2019inclusione possibile dei Talebani, di parte di essi, nella riorganizzazione dell\u2019Afghanistan successiva al nuovo intervento americano, esplicitato per la prima volta in forma ufficiale, lasciano intravedere nuove articolazioni per altro gi\u00e0 tracciate sul finire della Presidenza di Obama, ma anche nuovi spazi ai disegni geopolitici concorrenti. Non a caso, tra le varie cose, l\u2019attuale Governo Afghano ha offerto proditoriamente ai russi il ruolo di mediatori e di forza di intermediazione. Una impostazione che sta riportando rapidamente la politica americana dall\u2019intenzione di ridimensionare direttamente la Cina attraverso soprattutto l\u2019induzione di una sua crisi finanziaria, come teorizzato dal gruppo ormai sconfitto all\u2019interno della Casa Bianca al classico canovaccio che vede nella Russia l\u2019avversario da battere e la Cina la potenza da contenere e da inglobare in qualche maniera. Con il tramontare, pur anche agli albori, di questa nuova strategia rimane comunque un ruolo pi\u00f9 diretto ma pi\u00f9 circoscritto degli Stati Uniti e della sua stessa diplomazia. Quest\u2019ultima, spesso e volentieri, vedi anche l\u2019Ucraina, rimaneva defilata salvo agire per vie traverse sabotando o reinterpretando accordi sottoscritti da altri. Fallisce, probabilmente, l\u2019obbiettivo prioritario di ridare coesione alla formazione sociale americana attraverso una politica di massiccio reinsediamento industriale e produttivo a scapito dei tanti paesi economicamente emergenti sulla base del deficit commerciale americano da perseguire attraverso un rivoluzionamento del sistema di accordi commerciali e finanziari. Il punto di compromesso tra le forze originarie residue sostenitrici di Trump e la parte del vecchio establishment disponibile, almeno all\u2019apparenza, ad un accordo sar\u00e0 probabilmente un parziale riequilibrio delle compensazioni commerciali che non metta in discussione l\u2019impianto delle relazioni economiche e finanziare e del sistema delle relazioni internazionali. Un compromesso che, probabilmente, risulter\u00e0 insufficiente a ricomporre le divisioni e la disgregazione che sta colpendo quel paese, al pari di tanti altri soprattutto del blocco occidentale. Da qui la considerazione che la battaglia politica non sia affatto conclusa nei termini cos\u00ec aspri e cruenti manifestatisi ultimamente. Il rientro di Gorka a Breibart e il programma di rifondazione del sito sono l\u00ec a testimoniare la determinazione. Resta da vedere quanta parte delle \u00e9lites dissidenti sono disposte a seguirli. Da l\u00ec si vedr\u00e0 se lo scontro assumer\u00e0 le forme di una riproposizione o assumer\u00e0 tutt\u2019altre conformazioni e chiamer\u00e0 nuovi leader alla ribalta. Giuseppe Germinario<\/p>\n<p>Sebastian Gorka \u2022 Trump Comrade<br \/>\nSebastian Gorka \u2022 Trump Comrade<br \/>\nLe intenzioni e le dichiarazioni di Bannon e Gorka sono tutte l\u00ec a testimoniare, pur nel residuo ossequio formale al Presidente, come pure per\u00f2 le grandi contraddizioni irrisolte di quel movimento che meriteranno una riflessione a parte, soprattutto alla luce delle possibilit\u00e0 di azione politica nel nostro paese che si potranno creare.<\/p>\n<p>Qui il link con il testo integrale delle dimissioni di Sebastian Gorka<\/p>\n<p>http:\/\/www.breitbart.com\/big-government\/2017\/08\/28\/in-full-dr-sebastian-gorkas-explosive-white-house-resignation-letter\/<\/p>\n<p>tf78gy9uhoijpQui sotto la traduzione (utilizzando un traduttore)<\/p>\n<p>Il dottor Sebastian Gorka, che da gennaio ha servito come vice assistente del presidente Donald Trump, si \u00e8 dimesso dall\u2019amministrazione della Casa Bianca venerd\u00ec sera, dicendo: \u201c\u00e8 chiaro a me che le forze che non sostengono la promessa di MAGA (Make America Great Again)sono \u2013 per ora \u2013 ascendenti all\u2019interno della Casa Bianca. \u201c<\/p>\n<p>Breitbart News ha ora ottenuto una copia completa della sua lettera di dimissioni:<\/p>\n<p>Caro Signor Presidente,<\/p>\n<p>\u00c8 stato un mio grande onore servire nella Casa Bianca come uno dei tuoi Vice Assistenti e Strategisti.<\/p>\n<p>Negli ultimi trent\u2019anni la nostra grande nazione, e soprattutto le nostre \u00e9lite politiche, mediatiche ed educative, si sono allontanate cos\u00ec lontano dai principi della Fondazione della nostra Repubblica, che abbiamo affrontato un futuro triste e ingiusto.<\/p>\n<p>La tua vittoria dello scorso novembre era veramente un \u201cpassaggio di Ave Maria\u201d sulla via per ristabilire l\u2019America sui valori eterni sanciti dalla nostra Costituzione e dalla Dichiarazione di Indipendenza.<\/p>\n<p>Per me \u00e8 dunque pi\u00f9 difficile sostenere le mie dimissioni con questa lettera.<\/p>\n<p>La tua presidenza si dimostrer\u00e0 uno degli eventi pi\u00f9 significativi della politica moderna americana. L\u20198 novembre \u00e8 il risultato di decenni durante i quali le \u00e9lite politiche e mediatiche hanno ritenuto di sapere meglio di quelle che li hanno eletti in carica. Non lo fanno, e la piattaforma MAGA ha permesso di ascoltare finalmente le loro voci.<\/p>\n<p>Purtroppo, al di fuori di te, gli individui che hanno pi\u00f9 incarnato e rappresentato le politiche che \u201cfaranno di nuovo grande l\u2019America\u201d sono state contrastate internamente, rimosse sistematicamente o minacciate negli ultimi mesi. Questo \u00e8 stato fatto chiaramente ovviamente mentre leggevo il testo del tuo discorso su Afghanistan questa settimana.<\/p>\n<p>Il fatto che chi ha formulato e approvato il discorso abbia rimosso qualsiasi menzione di \u201cislam radicale\u201d o \u201cterrorismo islamico radicale\u201d dimostra che un elemento cruciale della vostra campagna presidenziale \u00e8 stato perso.<\/p>\n<p>Semplicemente preoccupante, quando discuteva le nostre azioni future nella regione, il discorso ha elencato gli obiettivi operativi senza definire mai le condizioni di vittoria strategiche per le quali stiamo lottando. Questa omissione dovrebbe disturbare seriamente ogni professionista della sicurezza nazionale e qualsiasi americano insoddisfatto degli ultimi 16 anni di decisioni politiche disastrose che hanno portato a migliaia di americani uccisi e trilioni di dollari dei contribuenti spesi in modi che non hanno portato sicurezza o vittoria.<\/p>\n<p>L\u2019America \u00e8 una nazione incredibilmente resiliente, la pi\u00f9 grande sulla Terra di Dio. Se non fosse cos\u00ec, non avremmo potuto sopravvivere attraverso gli anni incredibilmente divisivi dell\u2019amministrazione Obama, n\u00e9 assistere al tuo messaggio per sconfiggere in modo sconfitto un candidato che ti ha spedito in modo significativo con il suo complesso industriale di Fakenews \u00e8 al 100%.<\/p>\n<p>Tuttavia, dato gli avvenimenti recenti, \u00e8 chiaro a me che le forze che non sostengono la promessa MAGA sono \u2013 per ora \u2013 ascendenti all\u2019interno della Casa Bianca.<\/p>\n<p>Di conseguenza, il modo migliore e pi\u00f9 efficace per poterti sostenere, signor Presidente, \u00e8 al di fuori della Casa del Popolo.<\/p>\n<p>Milioni di americani credono nella visione di rendere l\u2019America ancora grande. Essi contribuiranno a riequilibrare questa sfortunata realt\u00e0 temporanea.<\/p>\n<p>Nonostante il trattamento storicamente senza precedenti e scandaloso che hai ricevuto da parte di coloro che sono all\u2019interno dell\u2019istituzione e dei principali media che vedono perenne l\u2019America come il problema e che vogliono re-ingegnerizzare la nostra nazione nella loro stessa immagine ideologica, so che tu resterai sicuramente per il bene di tutti i cittadini americani.<\/p>\n<p>Quando ci siamo incontrati per la prima volta nei tuoi uffici a New York, nell\u2019estate del 2015, \u00e8 stato immediatamente chiaro che amate la Repubblica e a questo non dovrai mai rinunciare una volta che ti sei impegnato nella vittoria.<\/p>\n<p>Quando si tratta dei nostri interessi vitali della sicurezza nazionale, la tua leadership garantisce che il terrorismo islamico radicale sar\u00e0 eliminato, che la minaccia di un Iran nucleare sar\u00e0 neutralizzata e che le ambizioni egemoniche della Cina comunista saranno contrastate in modo robusto.<\/p>\n<p>I compatrioti ei stessi lavoreranno all\u2019esterno per sostenere te e il tuo team ufficiale quando torniamo l\u2019America al suo luogo giusto e glorioso come la splendida \u201ccitt\u00e0 su una collina\u201d.<\/p>\n<p>Dio benedica l\u2019America.<\/p>\n<p>In gratitudine,<\/p>\n<p>Sebastian Gorka<\/p>\n<p>Qui sotto l\u2019estratto di un interessante documento sulla possibile evoluzione del conflitto politico-sociale negli Stati Uniti (dovete per\u00f2 tradurvelo):<\/p>\n<p>Extracts from Defense &amp; Foreign Affairs Special Analysis 1 August 18, 2017 GIS Confidential \u00a9 2017 Global Information System, ISSA<\/p>\n<p>Founded in 1972. Formerly Defense &amp; Foreign Affairs Daily Volume XXXV, No. 42 Friday, August 18, 2017 \u00a9 2017 Global Information System\/ISSA.<br \/>\nEarly Warning The Impulse in the US Toward Civil War Analysis. By Gregory R. Copley, Editor, GIS\/Defense &amp; Foreign Affairs. Yes, there is a civil war looming in the United States. But it will look little like the orderly pattern of descent which spiraled into the conflict of 1861-65. It will appear more like the Yugoslavia break-up, or the Russian and Chinese civil wars of the 20th Century. It will appear as an evolving chaos. And the next US civil war, though it yet may be arrested to a degree by the formal hand of centralized government, will destabilize many other nation-states, including the People\u2019s Republic of China (PRC). It may, in other words, be short-lived simply because the uprising will probably not be based upon the decisions of constituent states (which, in the US Civil War, created a break-away confederacy), acting within their own perception of a legal process. It is more probable that the 21st Century event would contage as a gradual breakdown of law and order. The outcome, to a degree dependent on how rapidly order is restored, would likely be the end, or constraint, of the present view of democracy in the US. It would see a massive dislocation of the economy and currency. It would, then, become a global-level issue. Humans mock what they see as an impulse toward species suicide among the beautiful lemming clan of Lemmus lemmus.1 In fact, these tiny creatures have a societal survival pattern which seems more consistent than that of their human detractors. The pattern of human history shows that civilizations usually end through internal illness rather than at the hand of external powers. It is significant that the gathering crisis in the United States was not precipitated by the November 7, 2016, election of Pres. Donald Trump, and neither was the growing polarization of the United Kingdom\u2019s society caused by the Brexit vote of 2016. In both instances, the election of Mr Trump and the decision by UK voters for Britain to exit the European Union were late reactions \u2014 perhaps too late \u2014 by the regional populations of both countries to what they perceived as the destruction of their nationstates by \u201curban super-oligarchies\u201d.<br \/>\nExtracts from Defense &amp; Foreign Affairs Special Analysis 2 August 18, 2017 GIS Confidential \u00a9 2017 Global Information System, ISSA<\/p>\n<p>The last-ditch reactions by those who voted in the US for Donald Trump and those who voted in the UK for Brexit were against an urban-based globalism which has been building for some seven decades, with the deliberate or accidental intent of destroying nations and nationalism. It is now crystallizing into this: urban globalism sees nations and nationalism as the enemy, and vice-versa. The battle lines have been drawn. The urban globalists \u2014 the conscious and unconscious \u2014 have thrown their resources behind efforts to avert a return to nationalism, particularly in the US and UK, but also in Europe, Canada, Australia, and the like. Urban globalists control most of the means of communications [is this new \u201cmeans of production\u201d; the 21st Century marxian dialectic?] and therefore control \u201cinformation\u201d and the perception of events. \u201cNationalists\u201d, then, are operating instinctively, and in darkness. There is little doubt that the US, despite the evidence that economic recovery is at hand, could spiral into a self-destructive descent of dysfunction, dystopia, and anomie. The path toward a \u201csecond civil war\u201d has significant parallels with the causes of the first US Civil War (1861-65). Both events \u2014 the 19th Century event and a possible 21st Century one \u2014 saw the polarization of a fundamentally urban, abstract society against a fundamentally regional, traditional society. In some respects, it is a conflict between people with long memories (even if those memories are flawed and selective) and people to whom memories and history are irrelevant. Equally, it is a conflict between identity and materialism, with the abstract social groups (the urban populations) the most preoccupied with short-term material gain. I have covered the US for 50 years, and my earliest view of it was, a half century ago, that its populations would inevitably polarize into protective islands of self-interest, surrounded by seas of unthinking locusts. What is ironic is that the present islands of wealth and power \u2014 the cities \u2014 have come to represent short-term materialism, as cities have throughout history. But what is interesting is that, despite the global attention on the political\/geographic polarizations occurring in the US and other parts of the Western world, there has been a reversion in other parts of the world to a sense of Westphalian or pre-Westphalian nationalism. The fact that \u201cthe West\u201d may have ring-fenced Iran, Russia, and so on, with sanctions and other forms of isolation may well be what ensures their enduring status. They have avoided the contagion of globalism. Russia, indeed, recovered from the Soviet form of globalism in 1991. An urban globalist \u201cvictory\u201d over Trump and Brexit would trigger that meltdown toward a form of civil societal collapse \u2014 civil war in some form or other \u2014 as the regions disavow the diktats of the cities. That would, in turn, bring about the global economic uncertainty which could impact the PRC and then the entire world.<br \/>\nExtracts from Defense &amp; Foreign Affairs Special Analysis 3 August 18, 2017 GIS Confidential \u00a9 2017 Global Information System, ISSA<\/p>\n<p>But such a conflict \u2014 physical or political \u2014 could, equally, lead to a victory for nationalism over globalism, and to the protection of currencies and values. We have seen this cycle repeated for millennia. It is the eternal battle. Footnotes: 1. See, Copley, Gregory R.: \u201cThe Lemming Syndrome and Modern Human Society\u201d, in UnCivilization: Urban Geopolitics in a Time of Chaos. Alexandria, Virginia, USA, 2012: the International Strategic Studies Association.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/08\/29\/meno-due-meno-uno-a-cura-di-giuseppe-germinario\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/08\/29\/meno-due-meno-uno-a-cura-di-giuseppe-germinario\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario) Con le dimissioni di Sebastian Gorka dallo staff presidenziale americano, la presenza del nucleo originario di sostegno che a portato all\u2019elezione e all\u2019insediamento di Trump si riduce al solo Peter Navarro, rimasto per altro al di fuori del Consiglio Nazionale. Una funzione, praticamente, di mera testimonianza. 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