{"id":33839,"date":"2017-09-03T08:00:04","date_gmt":"2017-09-03T06:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33839"},"modified":"2017-09-02T01:43:31","modified_gmt":"2017-09-01T23:43:31","slug":"merito-del-jobs-act","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33839","title":{"rendered":"Merito del Jobs Act?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p>Interessante la tesi di Matteo Renzi e di tutto il governo.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2017\/08\/31\/news\/istat_disoccupazione_luglio-174273774\/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sarebbe merito del Jobs Act<\/a> il fatto che il numero di occupati abbia raggiunto i 23 milioni per la prima volta dal 2008. Ora, a parte che siamo ancora al di sotto del massimo di allora, sorge spontanea una domanda: ma come diamine ci si era riusciti, visto che nel 2008 il Jobs Act non c\u2019era? Non solo: c\u2019era anche il famigerato art. 18, ancora nemmeno indebolito dalla prima modifica del governo Monti.<\/p>\n<p>La propaganda renziana ignora \u2013 o finge di ignorare \u2013 che nessuna legge crea posti di lavoro. Se l\u2019occupazione aumenta ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla crescita dell\u2019economia, che sar\u00e0 pure deboluccia, ma va pur sempre meglio di quando i dati sulla variazione del Pil erano negativi o poco sopra lo zero. Le leggi servono per influenzare le condizioni del lavoro, e sarebbe ardito affermare che oggi siano migliori che nel 2008.<\/p>\n<p>La rilevazione Istat, infatti, ci dice anche che \u2013 rispetto a un anno prima \u2013 i dipendenti con contratto a tempo indeterminato sono aumentati appena dello 0,6%, mentre i contratti a tempo determinato segnano un + 11,7%, proseguendo in un trend che le ultime leggi sul lavoro hanno accentuato. Questo senza dimenticare che per chi \u00e8 stato assunto dopo il Jobs Act \u201ctempo indeterminato\u201d vuol dire semplicemente che non si sa quanto durer\u00e0 il contratto, visto che licenziare \u00e8 diventato facile e poco costoso.<\/p>\n<p>Anche il presidente francese Macron ha appena varato una legge sul lavoro il cui punto principale \u00e8 di portare la contrattazione al livello aziendale, lasciando a quella nazionale un ruolo men che residuale. La logica \u00e8 di frammentarla il pi\u00f9 possibile, in modo da stroncare il peso politico dei sindacati. E questo, se vogliamo fare una previsione, sar\u00e0 il prossimo obiettivo anche in Italia.<\/p>\n<p>Ma allora, fanno tutti cos\u00ec perch\u00e9 \u201cce lo chiede l\u2019Europa\u201d?<\/p>\n<p>In realt\u00e0 ce lo chiede una classe politica e tecnocratica trans-nazionale che, indipendentemente dalla casacca di partito che indossa, per convinzione o per interesse (non importa) fa di tutto per ridurre quel po\u2019 di potere che i lavoratori si sono conquistati nel secolo scorso, in base alla teoria che cos\u00ec l\u2019economia andr\u00e0 meglio. Il che \u00e8 pi\u00f9 che dubbio, mentre \u00e8 certo che vanno meglio i profitti di chi le aziende le possiede. Finch\u00e9 i cittadini continueranno a votare per questi politici, le cose andranno cos\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Interessante la tesi di Matteo Renzi e di tutto il governo.\u00a0Sarebbe merito del Jobs Act il fatto che il numero di occupati abbia raggiunto i 23 milioni per la prima volta dal 2008. Ora, a parte che siamo ancora al di sotto del massimo di allora, sorge spontanea una domanda: ma come diamine ci si era riusciti, visto che nel 2008 il Jobs Act non c\u2019era? 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