{"id":33896,"date":"2017-09-04T08:00:17","date_gmt":"2017-09-04T06:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33896"},"modified":"2017-09-03T16:49:45","modified_gmt":"2017-09-03T14:49:45","slug":"guido-rossi-e-la-lezione-di-keynes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33896","title":{"rendered":"Guido Rossi e la lezione di Keynes"},"content":{"rendered":"<p><strong>di YPERPOLIS<\/strong><\/p>\n<p><em>Il 21 agosto \u00e8 morto a 86 anni <strong>Guido Rossi<\/strong>, una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 rilevanti del panorama giuridico ed economico italiano. Alcuni anni fa Rossi pubblic\u00f2 un saggio a commento di \u201cPossibilit\u00e0 economiche per i nostri nipoti\u201d di John Maynard Keynes (<a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845923746\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Adelphi 2009, pagg. 52, euro 5,50<\/a>) la cui sintesi proponiamo di seguito.<\/em><\/p>\n<p>A Keynes si deve sempre tornare \u2013 se non alle sue profezie, alle sue terapie. In particolare, la crisi dei <em>subprime mortgages<\/em>, che ha dato l\u2019 avvio a un crollo del sistema finanziario di cui \u00e8 oggi impossibile definire le esatte dimensioni, o le probabili ripercussioni, fa tornare d\u2019 attualit\u00e0 una questione molto importante nel pensiero keynesiano, e cio\u00e8 la domanda se sia giusto o legittimo pagare un interesse sul denaro preso a prestito. Gi\u00e0 nelle ultime pagine della <em>Teoria generale<\/em> Keynes aveva previsto la possibilit\u00e0 che il venir meno della scarsit\u00e0 del capitale riducesse i tassi di interesse, provocando \u00abl\u2019 eutanasia del rentier\u00bb.<\/p>\n<p>E\u2019 un dilemma antico (\u2026) e generalmente ignorato, ma che oggi, improvvisamente, appare irrisolto: oggi, improvvisamente, spostare il centro dell\u2019economia dal capitale al lavoro non sembra pi\u00f9 utopico, e nemmeno impossibile. La ricchezza delle nazioni, appare evidente, non si costruisce sul denaro, sugli interessi di mercato o sull\u2019ingegneria azionaria (\u2026): si misura sulla capacit\u00e0 dell\u2019 uomo di apprendere, e di applicare le sue conoscenze ai procedimenti di produzioni e di consumo. Di conseguenza il prodotto del denaro, cio\u00e8 l\u2019 interesse, dovrebbe essere commisurato alla produttivit\u00e0 del lavoro, anzich\u00e9 a un mercato retto dall\u2019azzardo, e dall\u2019azzardo oggi distrutto.<\/p>\n<p>Fino a pochissimo tempo fa, il feticcio della liquidit\u00e0 come unica fonte di ricchezza avrebbe sbarrato la strada a qualsiasi discorso di questo genere, ma oggi si comincia a capire cosa succeder\u00e0 domani, quando qualcuno (o pi\u00f9 di qualcuno) pretender\u00e0 di incassare strumenti finanziari come i <em>credit default swaps<\/em> \u2013 per chi non li conoscesse, si tratta di titoli che costituiscono vere e proprie \u00abscommesse\u00bb senza regole n\u00e9 rete sull\u2019inadempienza di enti pubblici e privati nel rimborso dei propri debiti \u2013 mettendo a rischio un giro di affari virtuale, ma che ammonta a pi\u00f9 di 62 trilioni di dollari (\u2026).<\/p>\n<p>\u00abIl decadente capitalismo internazionale, eppure individualistico, nelle cui mani siamo finiti, non \u00e8 un successo. Non \u00e8 intelligente, non \u00e8 bello, non \u00e8 giusto, non \u00e8 virtuoso \u2013 e non mantiene le promesse*\u00bb. Keynes lo scriveva nel 1933 su <em>The New Statesman and The Nation<\/em> dell\u2019 8-15 luglio. E stavolta aveva ragione. (\u2026) Prima o poi, il fenomeno che ci siamo abituati, in mancanza di meglio, a chiamare globalizzazione, richieder\u00e0 una gestione, un controllo altrettanto globali. (\u2026). Questo postula una sorta di Commonwealth che non sembra alle viste, ma che se venisse istituito in una forma qualsiasi non potrebbe (non potr\u00e0) non affrontare precisamente quei problemi (la disoccupazione, lo squilibrio fra Nord e Sud del mondo, l\u2019 ambiente) che oggi vengono con sconcertante regolarit\u00e0 accantonati in nome di una superiore ragione economica (\u2026).<\/p>\n<p>E un cambiamento di agenda di queste proporzioni porrebbe il problema (che in effetti comincia a porsi) di rivoluzioni solo in apparenza impensabili, a cominciare dall\u2019avvento di una valuta globale. Non sarebbe in fondo nulla di cos\u00ec diverso dai certificati aurei internazionali che Keynes, durante la tempesta degli anni Trenta, proponeva di emettere e distribuire simultaneamente a tutti i Paesi, a condizioni diverse per ciascuno, con lo scopo di rivitalizzare il potere d\u2019 acquisto, consentendo il pagamento dei debiti e la ripresa del commercio internazionale.<\/p>\n<p>Se dovesse realizzarsi, questo fronte comune fra Occidente e Oriente contro diseguaglianze e conflitti creerebbe le condizioni per qualcosa di molto, molto simile alla fine dell\u2019 economia classica (e, oggi possiamo dirlo, anche moderna, e postmoderna) invocata da Keynes. Da dove pu\u00f2 cominciare, una rivoluzione di queste proporzioni? Senza andare troppo lontano, proprio dalle linee d\u2019 intervento proposte da Keynes a Bretton Woods (quella vera, del 1944), che gettavano le basi sia di un nuovo sistema di regolamentazione finanziaria mondiale sia di una politica monetaria internazionale tesa a scongiurare tanto i \u00abcredit booms\u00bb, quanto gli \u00abasset bubbles\u00bb, cio\u00e8 l\u2019 espansione incontrollata del credito, e pi\u00f9 in generale le bolle speculative sui beni, immobiliari, energetici o alimentari che fossero. La fenice dello sviluppo economico contemporaneo sta bruciando su un rogo che si \u00e8 accesa da sola. Ci\u00f2 che nascer\u00e0 dalle sue ceneri dovr\u00e0 essere molto diverso dal capitalismo come lo abbiamo fin qui conosciuto (\u2026).<\/p>\n<p>Che cosa sar\u00e0 non \u00e8 ancora chiaro, ma nel pensarlo possiamo in un certo senso permetterci pi\u00f9 utopia di quanta se ne sia concessa Keynes. Dopotutto il suo mondo era pi\u00f9 piccolo del nostro, e l\u2019unico risultato che i suoi nipoti \u2013 cio\u00e8 noi \u2013 hanno ottenuto \u00e8 di renderlo pi\u00f9 grande e pi\u00f9 instabile. Ma anche meno limitato, pi\u00f9 aperto. Questa apertura sembra oggi l\u2019 unica possibilit\u00e0 economica che i nostri nipoti, essendone capaci, avranno modo di sfruttare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.hyperpolis.it\/online\/guido-rossi-e-la-lezione-di-keynes\/\">http:\/\/www.hyperpolis.it\/online\/guido-rossi-e-la-lezione-di-keynes\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di YPERPOLIS Il 21 agosto \u00e8 morto a 86 anni Guido Rossi, una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 rilevanti del panorama giuridico ed economico italiano. 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