{"id":33901,"date":"2017-09-04T10:00:12","date_gmt":"2017-09-04T08:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33901"},"modified":"2017-09-03T17:09:43","modified_gmt":"2017-09-03T15:09:43","slug":"non-ce-emancipazione-senza-populismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33901","title":{"rendered":"Non c&#8217;\u00e8 emancipazione senza populismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE (Nancy Fraser)<\/strong><\/p>\n<p>A seguito delle manifestazioni convocate dal movimento femminista contro l\u2019investitura di Donald Trump, Nancy Fraser, attualmente professoressa di Filosofia e Politica presso la New School for Social Research di New York, firm\u00f2 \u2013 assieme a molte altre, come Angela Davis e Rasmea Odeh \u2013 un appello per un \u201cfemminismo del 99%\u201d, transazionale e anticapitalista. La sua scommessa cerca di costruire un femminismo maggioritario, inclusivo, che rifiuti la cooptazione neoliberale.<\/p>\n<p>Con vari decenni di lavoro accademico alle spalle, durante i quali ha indagato questioni come la giustizia, il capitalismo ed il femminismo, Fraser \u00e8 al giorno d\u2019oggi una delle pi\u00f9 riconosciute intellettuali del pensiero critico. Ferma nella difesa della strategia attuata da Bernie Sanders, critica su Hillary Clinton e in strenua opposizione a Trump, in questa intervista analizza nel dettaglio la situazione politica attuale, posizionandosi a favore di un \u201cpopulismo di sinistra\u201d che si opponga al \u201cneoliberalismo progressista\u201d e al \u201cpopulismo reazionario\u201d.<\/p>\n<p>Intervista di Tatiana Llaguno.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la sua valutazione dei primi cento giorni del mandato del Presidente Trump? Cosa ci raccontano questi mesi sul suo progetto, i suoi limiti e le possibili resistenze?<\/strong><\/p>\n<p>Direi che ci segnalano due aspetti: da un lato, la facilit\u00e0 con la quale le correnti pi\u00f9 convenzionali del Partito Repubblicano siano riuscite a frenarlo e a disarmare la dimensione populista della sua campagna. Fondamentalmente sta facendo marcia indietro su diverse questioni, come il NAFTA (trattato di libero commercio Nord Americano n.d.r.), che ora non pretende pi\u00f9 rescindere, ma rinegoziare.<\/p>\n<p>\u00c8 oramai trascinato da un\u2019agenda fatta di mercato deregolamentato e basso livello di tassazione. Non vi \u00e8 alcun indizio mediamente serio di progetti infrastrutturali, cosa che incluse nella sua campagna come formula per la creazione di posti di lavoro. Si dedica a fare tutti \u00a0quei \u201cgesti\u201d mediatici spaventosi (come il veto ai mussulmani, ecc.), sapendo perfettamente che saranno revocati dal potere giudiziario. Per\u00f2 pare essere la sua forma di alimentare una base che, d\u2019altro canto, sta ingannando con ogni misura economica che prende. A ben vedere, vedremo che sconfisse 17 rivali nelle primarie del Partito Repubblicano con un discorso che faceva appello ai lavoratori. Pu\u00f2 essere che l\u2019inganno non risulti sorprendente, ma lo \u00e8 la rapidit\u00e0 con la quale si sta verificando.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato, c\u2019\u00e8 la questione dell\u2019opposizione, perch\u00e9 quando fai tutti questi gesti dei quali parlavamo, produci molta paura e rabbia allo stesso tempo. Credo che possiamo dire che esiste di fatto un\u2019opposizione mobilitata contro Trump e che il Paese \u00e8 pi\u00f9 politicizzato di quanto non lo sia stato per anni. Tuttavia, \u00e8 un\u2019opposizione incipiente e ambigua. Probabilmente, la parte pi\u00f9 forte e maggioritaria della resistenza a Trump sta cercando di tornare ad Obama o al clintonismo.<\/p>\n<p>Si tratta un\u2019opposizione che pretende di ristabilire lo <em>statu quo<\/em>. Dal mio punto di vista, questo \u00e8 realmente insufficiente oltre ad essere altamente problematico, giacch\u00e9 lo <em>statu quo <\/em>precedente \u00e8 ci\u00f2 che ha prodotto uno come Trump. Si tratta quindi di un circolo vizioso: se ci ritorniamo, avremo ancora pi\u00f9 Trump e ben peggiori. L\u2019altra possibilit\u00e0 \u00e8 che la resistenza si muova nella direzione di un populismo di sinistra, como quello che Bernie Sanders mise in campo nella sua campagna elettorale. In quel caso, non si tratterebbe di restaurare la normalit\u00e0 precedente a Trump.<\/p>\n<p>Credo che l\u2019opposizione stia bazzicando tra queste due possibilit\u00e0 e che ci sia stata un\u2019apertura sufficientemente grande da far s\u00ec che le voci di un\u2019alternativa di sinistra siano quanto meno ascoltate. Nonostante ci\u00f2, esiste una sorta di inerzia nelle nostre societ\u00e0 che spinge verso ci\u00f2 che io chiamo il \u201cneoliberismo progressista\u201d.<\/p>\n<p><strong>Recentemente lei ha appoggiato la candidatura di Jean-Luc M\u00e9lenchon alle elezioni francesi, anche se alla fine la decisione sia stata tra Le Pen e Macron. Mi piacerebbe collegare il caso francese con quello che argomenta in un libro pubblicato recentemente, dove spiega che il dilemma tra neoliberismo progressista e populismo reazionario pu\u00f2 essere inteso come una \u201cscelta di Hobson\u201d. Potrebbe sviluppare ulteriormente questo punto?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che ci sia un parallelismo sorprendente tra le ultimi elezioni francesi e le presidenziali del 2016 negli Stati Uniti. Qui abbiamo avuto un apparente collasso dei due principali partiti, che si \u00e8 tradotto in una perdita del controllo dei voti della base da parte delle burocrazie degli stessi. A partire da l\u00ec abbiamo avuto la spettacolare vittoria di Trump, che \u00e8 emerso praticamente dal nulla, che mai aveva occupato una carica elettiva, senza esperienza politica previa, ma che alla fine riesce a decimare i candidati scelti dai capi partito, che chiaramente preferivano uno come Rubio.<\/p>\n<p>Trump ci riesce articolando un populismo reazionario, che diviene una combinazione tra il rifiuto di una crescente finanziarizzazione dell\u2019economia, una difesa dell\u2019industria e dei suo lavoratori, e un pi\u00f9 che spiacevole uso della popolazione immigrante, mussulmani, <em>latinos<\/em>, assieme ad una retorica misogina e razzista. Nel frattempo, nel campo democratico, abbiamo Sanders che si scontra con Clinton, la candidata scelta dall\u2019apparato del partito, il quale \u2013 come abbiamo saputo pi\u00f9 avanti \u2013 pur dovendo rimanere neutrale favor\u00ec Clinton a svantaggio di Sanders.<\/p>\n<p>In questo scenario Clinton incarnava il neoliberismo progressista, Trump il populismo reazionario e Sanders quello che io chiamerei populismo progressista o di sinistra. Per Sanders, l\u2019idea era di mettere insieme \u201cuna politica del riconoscimento\u201d antirazzista, antisessista e a favore degli immigrati con una \u201cpolitica redistributiva\u201d anti-Wall Street e a favore della classe lavoratrice.<\/p>\n<p><em>Mutatis mutandis,<\/em> possiamo dire che nel caso francese Le Pen era il nostro Trump, Macron la nostra Clinton, e M\u00e9lenchon il nostro Sanders. In entrambi i casi, quella che \u00e8 stata eliminata \u00e8 l\u2019opzione di sinistra, in parte perch\u00e9 si \u00e8 fatto quadrato intorno al neoliberismo progressista, per paura e per opposizione al populismo di destra. In questo senso, le situazioni in Francia e USA erano abbastanza simili e ho firmato, assieme a molti altri, una lettera intimando gli elettori francesi a evitare lo stesso errore che si era commesso qui. Credo che dobbiamo rompere il circolo.<\/p>\n<p>Con la scelta di Hobson \u2013 che \u00e8 un\u2019espressione idiomatica dell\u2019inglese \u2013 vorrei dire che tanto il neoliberismo progressista come il populismo reazionario sono opzioni terribili, le quali si rinforzano mutuamente in maniera simbiotica. Se da un lato sono opzioni differenti e opposte, dall\u2019altro, ognuna crea le condizioni affinch\u00e9 l\u2019altra si faccia pi\u00f9 forte. Perci\u00f2, \u00e8 necessaria una terza opzione che rompa lo schema. Credo che almeno negli Stati Uniti non tutto sia perduto, Sanders continua ad essere uno dei politici pi\u00f9 popolari e stimati, non sembra voglia uscire di scena e spero che anche le forze che ha saputo mobilitare non spariscano.<\/p>\n<p><strong>In un articolo pubblicato all\u2019inizio dell\u2019anno nella rivista <em>Dissent<\/em>, ha sostenuto, come sta facendo qui, che quello di cui abbiamo bisogno \u00e8 un populismo progressista. Perch\u00e9 crede che il populismo sia la risposta e quali sono per lei i benefici e le limitazione del populismo come logica politica?<\/strong><\/p>\n<p>Per me, \u2018populismo\u2019 non \u00e8 una parola negativa. Jan-Werner M\u00fcller ha pubblicato l\u2019anno scorso un libro dicendo che il populismo \u00e8 inerentemente antidemocratico, escludente, persecutorio, ecc. Io non sono d\u2019accordo con ci\u00f2 e credo che si tratti di una pessima definizione del termine. Mi sento molto pi\u00f9 vicina ad uno come Ernesto Laclau che vedeva il populismo come una logica politica che pu\u00f2 essere articolata in forme differenti.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0vero che esistono populismo reazionari, per\u00f2 non vi \u00e8 motivo che sia sempre cos\u00ec. Dall\u2019altro lato, per me, il populismo non ha l\u2019ultima parola, non \u00e8 una sorta di ideale al quale giungere, ma una fase politica di transizione, quasi come quello che i trotskisti chiamavano \u201cprogramma di transizione\u201d. Quello che voglio in ultima istanza \u00e8 l\u2019emergere di un socialismo democratico.<\/p>\n<p>Detto questo, il linguaggio sorto con il movimento Occupy, e che ora provo ad adattare al femminismo, \u00e8 quello del 99% contro l\u20191%. Si tratta chiaramente di una retorica populista, \u00e8 un linguaggio diverso da quello che utilizziamo quando parliamo del capitalismo globale, della classe lavoratrice, anche se questi termini sono forse pi\u00f9 precisi per descrivere il funzionamento della nostra societ\u00e0. Credo che ora ci sia una possibilit\u00e0 di vincere e di convincere pi\u00f9 persone utilizzando una retorica populista, ma chiaramente dev\u2019essere un populismo di sinistra.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato un momento di sovrapposizione tra Sanders e Trump nella discussione su quella che Sanders ha chiamato \u201ceconomia distorta o truccata\u201d [\u201crigged economy\u201d], un significato del quale Trump si \u00e8 poi appropriato, perch\u00e9 evidentemente \u00e8 un\u2019espressione che si capisce in maniera immediata. Se si comincia a parlare delle dinamiche di sfruttamento e di espropriazione del capitale, la questione si complica eccessivamente.<\/p>\n<p>Quindi per me \u00e8 un buon inizio per cambiare la cultura politica, per far pensare alle persone in una forma pi\u00f9 strutturale di ci\u00f2 che non funziona nella nostra societ\u00e0. Il 99% \u00e8 evocativo e la sua funzione principale \u00e8 suggerire che i lavoratori bianchi vittime della deindustrializzazione e gli afroamericani incarcerati ed espropriati sono parte, potenzialmente, della stessa alleanza. E che c\u2019\u00e8 un gruppo oligarchico, chiamiamolo capitale globale finanziario o quello che \u00e8, che \u00e8 il nemico comune. Questa \u00e8 una riorganizzazione dell\u2019universo politico immensa ed \u00e8 un\u2019altra forma di articolare un \u201cnoi\u201d contro un \u201cloro\u201d.<\/p>\n<p>Il neoliberismo progressista articola superficialmente gli immigrati, persone di colore, mussulmani, LGTBIQ come un \u201cnoi\u201d e trasforma l\u2019uomo bianco in un \u201cloro\u201d. Questa \u00e8 una forma orribile di dividerci, una forma che beneficia solo il capitale. Per me il populismo \u00e8 un modo di cambiare il gioco. Quello che lo rende progressista \u00e8 che sia inclusivo, il 99% \u00e8 un numero molto inclusivo. Per il momento \u00e8 un discorso stupendo per mobilitare ed organizzare.<\/p>\n<p><strong>Nella costruzione di forze populiste e progressiste contro-egemoniche, sembra esserci una tensione tra la scala nazionale e quella transazionale. Normalmente, il neoliberismo progressista si vende come aperto alla diversit\u00e0, cosmopolita, in opposizione ai valori difesi da un populismo di tipo reazionario. Come dovrebbe situarsi un populismo di sinistra in questo dibattito? Come dovrebbe abitare la tensione tra il carattere nazional-popolare e la scala transazionale?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che questa sia una domanda molto complessa e non sono sicura di avere una risposta compiutamente ragionata, per\u00f2 \u00e8 una delle questioni pi\u00f9 importanti da trattare. Credo che alla fine quello di cui ci sia bisogno \u00e8 di un maggiore internazionalismo della sinistra, dobbiamo tornare alla vecchia idea di un internazionalismo operaio per conseguire standard di protezione del lavoro e dell\u2019ambiente che siano\u00a0transazionali. Non sarebbe possibile risolvere questi problemi in nessun\u2019altra forma. Direi che qualunque forma di populismo progressista deve essere internazionalista e lavorare, in questo senso, per la costruzione di coalizioni e forze transazionali, oltre a lavorare per la protezione dei diritti dei territori cos\u00ec come esistono attualmente.<\/p>\n<p><strong>Ha anche detto che crede che viviamo in un interregno, una situazione politica instabile ma aperta al cambiamento. Partendo dalle dichiarazioni di Jean-Claude Juncker quando afferm\u00f2 che \u201csappiamo ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 da fare, per\u00f2 non sappiamo come essere rieletti dopo averlo fatto\u201d, direbbe che esiste tra le \u00e9lites una carenza di una narrativa solida e che questo in qualche modo li posizioni pi\u00f9 sulla difensiva che all\u2019offensiva?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, sono d\u2019accordo con questa diagnosi. Non solo \u00e8 sparita la narrativa di Reagan e Thatcher, ma anche la sua continuazione, quella di Blair e Clinton. C\u2019\u00e8 stato un per un momento un tentativo di \u201cnuovo laborismo\u201d, di una terza via, del quale Obama ha fatto parte. Qui, Bill Clinton fu il principale fondatore e architetto del \u201cDemocratic Leadership Council\u201d, che si incaric\u00f2 di traghettare il Partito Democratico in una direzione diversa da quella tradizionale, vincolata al New Deal. Avevano una narrativa e, soprattutto, una strategia: dicevano che la demografia del Paese era cambiata fino al punto che non era pi\u00f9 necessaria la classe lavoratrice, che si potevano vincere le elezione facendo leva sulle classi alte, le classi medie suburbane, i settori tecnologici e dell\u2019intrattenimento, le minoranze e le donne. La loro narrativa era il neoliberismo progressista.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 successo nel 2016 \u00e8 che quella narrativa si \u00e8 lacerata, cosicch\u00e9 ora non hanno n\u00e9 il blocco Reagan-Thatcher n\u00e9 il blocco Clinton-Obama. Cos\u2019\u00e8 che hanno? Bene, non direi che non sono capaci di proporre nulla di nuovo, \u00e8 gente molto creativa, e sono sicura che nei loro <em>think tanks <\/em>stanno cercando di prevedere il prossimo movimento, per\u00f2 per ora non \u00e8 del tutto chiaro.<\/p>\n<p>La mia intuizione \u00e8 che provano a resuscitare il neoliberismo progressista attraverso nuove figure, pi\u00f9 appetibili. Hillary Clinton non ha funzionato in questo senso, sicch\u00e9 proveranno a trovare qualcuno che possa svolgere quel compito. E come ho detto precedentemente, l\u2019opposizione a Trump \u00e8 ambigua e probabilmente una parte della stessa potrebbe essere convinta di nuovo, se una narrativa di sinistra, convincente ed amplia non si concretizza.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0un momento di apertura, per i Le Pen e per i Trump, ma anche per i Sanders ed i M\u00e9lenchon. Il secondo elemento che fa di questo tempo un interregno \u00e8 vedere che uno come Trump \u00e8 stato incapace di stabilizzarsi come alternativa. Nel caso di Trump, il quale non vuole o non pu\u00f2 offrire alla classe lavoratrice ci\u00f2 che le aveva promesso, la domanda \u00e8 per quanto tempo questa potr\u00e0 venire soddisfatta con i suoi gesti mediatici. Probabilmente non staranno l\u00ec ad aspettare per sempre, cercheranno qualcos\u2019altro e quel qualcosa non sar\u00e0 di certo un\u2019altra forma di neoliberismo progressista.<\/p>\n<p><strong>Assumendo che il populismo \u00e8 una logica politica che pu\u00f2 condurci in una direzione emancipatrice, sarebbe opportuno stabilire un dialogo teorico e politico con il femminismo? Come dovrebbero partecipare i movimenti femministi nella costruzione di questa logica populista? La sua scommessa per il \u201cfemminismo del 99%\u201d sta andando in questa direzione?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 proprio questa l\u2019idea. Credo che oggi tutto il movimento di emancipazione, non solo il femminismo, debba acquisire una dimensione populista. La maggioranza dei movimenti sociali sono stati cooptanti dal neoliberismo. Il femminismo dominante negli USA e in molti altri posti \u00e8 stato quello del \u201crompere il tetto di cristallo\u201d, conosciuto come \u201clean in feminism\u201d [in relazione al best-seller pubblicato nel 2013 dalla Direttrice delle Operazioni di Facebook, Sheryl Sandberg, chiamato <em>Lean In: Women, Work, and the Will to Lead<\/em>] che, di fatto, \u00e8 il femminismo dell\u20191%.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come Sanders parla alle vittime dell\u2019<em>economia truffa<\/em>, e cos\u00ec come Occupy parlava nel nome del 99%, il femminismo ed il resto dei movimenti sociali oggi hanno l\u2019opportunit\u00e0 di dire: \u201crompiamo con l\u20191%, non vogliamo quel femminismo, vogliamo un femminismo per le donne migranti, per le lavoratrici domestiche, per tutte quelle che si incaricano del lavoro di cura sui posti di lavoro e nelle proprie case, per le donne con lavori precari, per tutte quelle che cercano di occuparsi dei propri figli, della propria famiglia e delle proprie comunit\u00e0 mentre si vedono forzate a lavorare sempre di pi\u00f9 e per un salario sempre pi\u00f9 basso\u201d.<\/p>\n<p>Vedo la lotta per una sanit\u00e0 pubblica universale, che garantisca con certezza il permesso di maternit\u00e0 e di aborto libero, come parte del femminismo del 99%. Vedo il \u201cfemminismo del 99%\u201d come un femminismo che si allontana dal neoliberismo e come parte di un movimento pi\u00f9 ampio populista di sinistra. E credo che tutto il movimento sociale, dal movimento LGTBIQ ed ecologista, deve ri-pensare nei termini del 99% e abbandonare le versioni cooptate, come il \u201ccapitalismo verde\u201d o la difesa del matrimonio omosessuale poco o nulla interessata ai diritti sociali.<\/p>\n<p>Tutto il movimento \u00e8 potenzialmente alleato nella costruzione di un blocco contro-egemonico, ma solo se si abbandona la retorica neoliberista e si muove in una nuova direzione. Naturalmente, i movimenti per i diritti dei lavoratori devono partecipare, i sindacati non sono molto forti negli Stati Uniti, per\u00f2 ci sono altre lotte come la <em>Fight for 15<\/em> che s\u00ec lo sono.<\/p>\n<p><strong>L\u2019anno scorso ha pubblicato nella <em>New Left Review<\/em> un articolo intitolato <em>Le contraddizione del capitale ed il lavoro di cura<\/em> dove sostiene che stavamo passando per un nuova mutazione della societ\u00e0 capitalista e che c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di reinventare la divisione riproduttiva-produttiva ed il modello di \u201cfamiglia con due lavoratori\u201d. Potrebbe fare qualche congettura su quali dovrebbero essere le domande concrete del movimento femminista in relazione alla questione della cura e della riproduzione sociale?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, credo che questo sia uno dei principali compiti del femminismo del 99%. Sono convinta che un femminismo che concentri tutta la sua attenzione sulla produzione, sull\u2019ottenere che pi\u00f9 donne entrino nel mercato del lavoro e che non si curi di ci\u00f2 che accade nell\u2019ambito della riproduzione, sia sulla cattiva strada. Le due sfere sono separate e tuttavia sono anche intrecciate, il che \u00e8 parte della difficolt\u00e0. Abbiamo bisogno di una nuova forma di pensare la loro relazione.<\/p>\n<p>Un buon punto di inizio sarebbe non porle in assoluta contraddizione, qualcosa che succede ora con fenomeni come la congelazione di ovuli o le pompe meccaniche di alta tecnologia per estrarre latte materno. Si pongono le donne in situazioni dove gli \u00e8 impossibile avere una carriera e allo stesso tempo di avere figli prima dei 45.<\/p>\n<p>Implicherebbe anche misure come la riduzione dell\u2019orario di lavoro, salari degni e sufficienti per non dover cercare pi\u00f9 di un lavoro, che permettano di sostenere una famiglia e non solo una persona, visto che non tutte le famiglie hanno o vogliono avere pi\u00f9 di un lavoratore. L\u2019idea sarebbe formulare politiche di impiego e benessere subordinate al presupposto\u00a0 che siamo tutti soggetti di sostegno e di cura. Se facciamo di questo l\u2019ideale della cittadinanza, allora avremo un congiunto di politiche completamente diverse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/nancy-fraser\/non-ce-emancipazione-senza-populismo\/\">http:\/\/www.senso-comune.it\/nancy-fraser\/non-ce-emancipazione-senza-populismo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Nancy Fraser) A seguito delle manifestazioni convocate dal movimento femminista contro l\u2019investitura di Donald Trump, Nancy Fraser, attualmente professoressa di Filosofia e Politica presso la New School for Social Research di New York, firm\u00f2 \u2013 assieme a molte altre, come Angela Davis e Rasmea Odeh \u2013 un appello per un \u201cfemminismo del 99%\u201d, transazionale e anticapitalista. La sua scommessa cerca di costruire un femminismo maggioritario, inclusivo, che rifiuti la cooptazione neoliberale. Con&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":33207,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Senso-Comune.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8ON","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33901"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33901"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33901\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33902,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33901\/revisions\/33902"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}