{"id":33940,"date":"2017-09-05T10:11:55","date_gmt":"2017-09-05T08:11:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33940"},"modified":"2017-09-04T22:17:33","modified_gmt":"2017-09-04T20:17:33","slug":"genealogia-del-mondo-islamico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33940","title":{"rendered":"Genealogia del mondo islamico"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Daniele Ruffino)<\/strong><\/p>\n<p><em>Il mastodontico mondo islamico (che parte dalla Mauritania e arriva fino al Bangladesh interessando anche l\u2019Indonesia) non \u00e8 un insieme indistinto di etnie e civilt\u00e0 tutte uguali, tutte simili, con una cieca fede verso la dottrina islamica e con tenori di vita di gran lunga al di sotto degli standard occidentali. Bens\u00ec \u00e8 un variegato ed eterogeneo mondo con svariate sfaccettature che interessano sia la sfera politica, che quella sociale fino ad arrivare a quella religiosa. In questo scritto proveremo a chiarificare nella maniera pi\u00f9 coincisa e rapida le sostanziali differenze religiose e politiche che compongono le tessere di questo mosaico.<\/em><\/p>\n<p>Prima ancora della formazione degli stati islamici e dell\u2019arrivo di Maometto il mondo preislamico, il quale partiva dalla Turchia (ai tempi, Cappadocia e Anatolia) fino ad arrivare allo Yemen (ai tempi, il presunto Regno di Saba), gi\u00e0 divideva s\u00e9 stesso in due macro etnie chiamate:<\/p>\n<p>\u2022\u00a0<em>\u02bfAdn\u0101n\u012b<\/em>\u00a0o Ismaeliti (<strong><em>arabi settentrionali<\/em><\/strong>) discendenti da \u2018Adnan, figlio di Nebaioth, nipote di Ismaele.<\/p>\n<p>\u2022 E gli\u00a0<em>al-\u2018Arab al-\u2018Ariba<\/em>\u00a0(<strong><em>arabi meridionali<\/em><\/strong>) discendenti invece da Qahtan (o Yoqtan) secondo figlio di Eber, pronipote di No\u00e8.<\/p>\n<p>I primi si instaurarono\u00a0<strong>inizialmente nelle zone dell\u2019Iraq e della Siria<\/strong>\u00a0fino ad arrivare a met\u00e0 dell\u2019odierna Arabia Saudita mentre i secondi occuparono\u00a0<strong>lo spazio ora compreso tra Yemen, Oman, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti<\/strong>, ai tempi collocabile\u00a0<em>con il Regno di Saba [Sheb\u00e1<\/em>, in arabo]. Tuttavia ci sono diverse eccezioni di arabi meridionali abitanti zone settentrionali, tra questi: i\u00a0<strong>Sabei<\/strong>\u00a0[<em>\u1e62\u0101bi\u02bea<\/em>], risiedenti nella citt\u00e0 turca di Harran nella provincia di \u015eanl\u0131urfa in Mesopotamia meridionale, gli\u00a0<em>al-Ghas\u0101sina<\/em>\u00a0(<strong><em>Ghassanidi<\/em><\/strong>) che furono il principale gruppo di\u00a0<strong>arabi-cristiani monofisiti<\/strong>\u00a0che migrarono dallo Yemen sin nella zona dell\u2019Hawran in Siria meridionale o gli\u00a0<em>al-Lakhmiyy\u016bn<\/em>\u00a0(Lakhmidi o Munadhridi [<em>al-Mun\u0101dhira<\/em>]), anche loro arabi-cristiani, che invece si stanziarono in Iraq meridionale fondando la citt\u00e0 di al-\u1e24\u012bra nell\u2019attuale distretto di Kufa. Gi\u00e0 allora i rapporti tra i due segmenti non erano certo pacifici e per secoli i due opposti si sono fatti guerra per decretare quale dei due ceppi\u00a0<strong>fosse il pi\u00f9 puro<\/strong>\u00a0e il meno corrotto nel sangue (vedasi ad esempio il conflitto tra l\u2019Impero sasanide e il Califfato dei Rashidun [<em>Khil\u0101fat al-R\u0101shid\u016bn<\/em>]), ma a placare queste continue tensioni fu proprio l\u2019ultimo profeta dell\u2019Islam, Maometto, il quale viene fatto\u00a0<strong>discendere da \u02bfAdn\u0101n<\/strong>\u00a0ed \u00e8 quindi un arabo settentrionale a tutti gli effetti. Spenti i focolari di tensione dovuti al capostipite mitico di uno o dell\u2019altro segmento, la comunit\u00e0 araba (ormai ufficialmente islamica) dovette nuovamente affrontare\u00a0<strong>un\u2019ulteriore spaccatura<\/strong>\u00a0che, al contrario della prima, non verr\u00e0 mai pi\u00f9 risanata,\u00a0<strong>quella tra sunniti e sciiti<\/strong>. Alla morte di Maometto avvenuta nel 632 d.C. i primi credevano che\u00a0<strong>l\u2019erede del profeta dovesse essere scelto tra i suoi discepoli<\/strong>\u00a0secondo un sistemo meritocratico, i secondi invece erano\u00a0<strong>convinti che solo i diretti discendenti di Maometto<\/strong>\u00a0(la sua famiglia vera e propria) potessero venire scelti come guida dell\u2019Umma. I due schieramenti si polarizzarono quindi sulle figure di\u00a0<strong>Ab\u016b Bakr<\/strong>\u00a0(<em>\u02bfAbd All\u0101h ibn Ab\u012b Quh\u0101fa<\/em>), amico del profeta, per i sunniti e di\u00a0<strong>Ali<\/strong>\u00a0(<em>\u02bfAl\u012b ibn Ab\u012b \u1e6c\u0101lib<\/em>), cugino di Maometto, per gli sciiti (il cui nome deriva appunto da:\u00a0<em>sh\u012b\u201bat \u201bAl\u012b<\/em>\u00a0ovvero \u201cpartigiani di Ali\u201d). Ad avere la meglio furono i sunniti (<em>Ahl al-Sunnah<\/em>: \u201cil popolo delle tradizioni) i quali riuscirono a diventare la corrente maggioritaria dell\u2019Islam imponendo come successore\u00a0<strong>Ab\u016b Bakr<\/strong>\u00a0e successivamente altri due califfi sunniti \u2018Omar ibn al-Khatt\u00e0b (634-644) e \u2018Othm\u00e0n ibn \u2018Aff\u00e0n (644-656); Ali riuscir\u00e0 per\u00f2 a essere il quarto califfo (656-661) assurgendo anche al ruolo di\u00a0<strong>Primo Imam<\/strong>\u00a0per tutta la corrente sciita.<\/p>\n<blockquote><p>I nuovi ceppi arabi e le loro divisioni geografiche<\/p><\/blockquote>\n<p>Le conquiste e le guerre dell\u2019Impero ottomano e devi vari califfati orientali permisero alla religione islamica di\u00a0<strong>proliferare in tutto il mondo conosciuto<\/strong>, mutando in alcuni casi significativamente la demografia, gli usi e i costumi di diverse nazioni\u00a0<strong>storicamente non arabe<\/strong>, come ad esempio nel nord Africa (ora notoriamente arabo-islamico) dove per via delle invasioni da est vi fu una<strong>\u00a0lenta sostituzione etnica<\/strong>\u00a0(dovuta anche ai continui contrasti con l\u2019Impero romano con le Guerre puniche) che vide sparire progressivamente\u00a0<strong>i popoli di origine fenicia per lasciar spazio ad etnie berbere e numide<\/strong>\u00a0convertite successivamente all\u2019Islam. A questo punto \u00e8 fondamentale specificare alcune componenti culturali significative che interessano tutt\u2019ora il nord Africa, ovvero la divisione (non del tutto arbitraria e che interessa anche il continente asiatico) tra ovest ed est, o meglio tra\u00a0<em>Maghreb (al-Maghrib)<\/em>\u00a0e<em>\u00a0Mashrek<\/em>\u00a0che propriamente significano: il \u201c<em>luogo del tramonto<\/em>\u201d (<em>Maghreb<\/em>) e il \u201c<em>luogo dell\u2019alba<\/em>\u201d (<em>Mashrek<\/em>). Tutto ci\u00f2 per\u00f2 non \u00e8 da intendersi come una\u00a0<strong>mera divisione geografica<\/strong>\u00a0dettata dai movimenti solari bens\u00ec essi sono due macro ceppi che\u00a0<strong>condividono usi e costumi simili tra loro<\/strong>\u00a0e dissimili (ma non diversi) con i membri dell\u2019\u201daltra parte\u201d, qua, un elenco chiaro e sintetico.<br \/>\n\u2022\u00a0<strong>Maghreb<\/strong>: Marocco, Tunisia ed Algeria (alcune fonti antiche inserivano anche la Penisola iberica prima della\u00a0<em>Reconquista<\/em>).<br \/>\n\u2022 Grande Maghreb: Mauritania, Marocco, Tunisia, Algeria e Libia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-89539 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/syria-greater.jpg\" alt=\"mondo islamico\" width=\"1440\" height=\"1080\" \/><\/p>\n<p>\u2022\u00a0<strong>Mashrek<\/strong>: Libano, Siria, Iraq, Kuwait, le provincie turche di Hatay e Kilis e parte delle\u00a0<strong>provincie<\/strong>\u00a0di Gaziantep e \u015eanl\u0131urfa, i governatorati di Ajlun, al-Zarqa, Balqa, Irb\u012bd, Jerash, Madaba, Mafraq e parte dei\u00a0<strong>governatorati<\/strong>\u00a0di al-Karak e Amman in Giordania e infine le province di al-Jawf e al-\u1e24ud\u016bd al-Sham\u0101liyya in Arabia Saudita.<br \/>\n\u2022\u00a0<strong>Grande Mashrek<\/strong>\u00a0(non-Maghreb): Libano, Siria, Iraq, Kuwait, Turchia (<strong>solo le provincie<\/strong>\u00a0di Hatay e Kilis e\u00a0<strong>parte delle provincie<\/strong>\u00a0di Gaziantep e \u015eanl\u0131urfa), Giordania, Arabia Saudita, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Oman, Yemen, Egitto e Sudan (gli unici due stati africani a non far parte del Maghreb).<br \/>\n\u2022<strong>\u00a0La Grande Siria<\/strong>\u00a0(<em>Bil\u0101d al-Sh\u0101m<\/em>):\u00a0<strong>regione storica<\/strong>\u00a0(ora non pi\u00f9 esistente a livello politico) confinante con il mar Mediterraneo a ovest, con il deserto siriano (o arabico) a est, con l\u2019Egitto a sud e con l\u2019Anatolia a nord.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 il progetto pan-arabo\/siriano<\/strong>\u00a0<strong>pi\u00f9 audace<\/strong>\u00a0che i movimenti nazionalisti abbiano mai proposto, esso si rif\u00e0 principalmente all\u2019estensione dei domini dell\u2019Impero neo-assiro. Vi sono state per\u00f2 versioni aggiornate dei confini come quella del libanese An\u1e6d\u016bn Sa\u02bf\u0101da, fondatore del\u00a0<em>Partito Nazionalista Sociale Siriano<\/em>\u00a0che aggiungeva all\u2019espansione della\u00a0<em>Grande Siria<\/em>\u00a0anche Iraq e Cipro ampliando i confini fino al deserto del Sinai ad ovest e al Kuwait ad est. Le differenze sostanziali tra\u00a0<em>Maghreb<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Mashrek<\/em>\u00a0non sono solo storiche (il\u00a0<em>Maghreb<\/em>\u00a0\u00e8 stato \u201ccreato\u201d successivamente dalla comparsa del popolo arabo e infatti sia Ismaele che Qahtan non proliferarono in Africa, bens\u00ec in Arabia)\u00a0<strong>ma anche linguistiche<\/strong>\u00a0poich\u00e9 i popoli nord africani (chiamati successivamente arabi malikiti) altro non sono che\u00a0<strong>l\u2019unione dei popoli berberi<\/strong>\u00a0(beduini non arabi del Sahara) con\u00a0<strong>le popolazioni arrivanti dall\u2019Anatolia e dall\u2019Arabia<\/strong>. I berberi infatti non parlano arabo ma un dialetto proprio con caratteri completamente diversi dai nostri alfabeti, inoltre sono nomadi e politeisti quindi completamente diversi dall\u2019arabo tipico (settentrionale o meridionale che sia); anche per questo l\u2019arabo corrente parlato nel\u00a0<em>Maghreb<\/em>\u00a0<strong>\u00e8 diverso<\/strong>\u00a0da quello parlato nel\u00a0<em>Mashrek<\/em>\u00a0e nel Golfo persico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-89534 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/berbero.png\" alt=\"Mondo arabo\" width=\"573\" height=\"327\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Facile constatare quanto arabo e berbero siano lontani anni luce sia linguisticamente e foneticamente.<\/p>\n<\/div>\n<blockquote>\n<ul>\n<li>Le varie tipologie di Islam<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Continuando in questo percorso storico e culturale \u00e8 necessario far presente come col passare dei secoli le divisioni non furono solo pi\u00f9 causa di differenze culturali e geografiche\u00a0<strong>ma anche religiose e dottrinali<\/strong>; oltre alle due macro correnti sunnita e sciita, l\u2019Islam si \u00e8 frantumato ulteriormente in altre sottocategorie (che ovviamente variano da regione a regione) chiamate\u00a0<strong>madhhab<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>Scuole sunnite<\/p><\/blockquote>\n<p>1.\u00a0<strong>Hanafita<\/strong>: la pi\u00f9 liberale tra le scuole ortodosse dell\u2019Islam, si basa sugli insegnamenti di Ab\u016b \u1e24an\u012bfa (767 d.C.) ed \u00e8 stata imposta nel 1800 come legge di tutti i tribunali ottomani. Attualmente tale corrente \u00e8 riconosciuta in Siria, Iraq, Palestina, Afghanistan e Balcani.<br \/>\n2.\u00a0<strong>Malikita<\/strong>: scuola che da\u00a0<strong>forte preponderanza all\u2019uso giuridico del Corano<\/strong>\u00a0ed \u00e8 considerata la depositaria originale degli insegnamenti del profeta. Essa si basa sugli insegnamenti di M\u0101lik ibn Anas (795 d.C.) ed \u00e8 diffusa nell\u2019\u201doccidente arabo\u201d come Africa settentrionale, Sudan e nord-ovest dell\u2019Eritrea. E\u2019 la scuola principale di tutti i popoli del\u00a0<em>Maghreb<\/em>.<br \/>\n3.\u00a0<strong>Shafiita<\/strong>: fondata dal giurista Muhammad ash-Shafi\u0314i (820 d.C.), essa\u00a0<strong>miglior\u00f2 il sistema deduttivo delle norme giuridiche del Corano<\/strong>\u00a0estromettendo ogni componente soggettivo ed arbitrario cercando di trovare sempre una giustificazione che si attenesse ai precetti coranici e della Sunna. Questa scuola \u00e8 presente in forma massiccia in Indonesia, Somalia, Etiopia, Yemen, il 50% circa degli egiziani e il 70% circa dei palestinesi.<br \/>\n4.\u00a0<strong>Hanbalita<\/strong>\u00a0(derivante dalla corrente wahhabita): questa madhhab, trovabile in Arabia Saudita, Siria, Egitto e in gran parte dei paesi wahhabiti,\u00a0<strong>\u00e8 contraria a ogni tipo di ragionamento filosofico circa l\u2019interpretazione dei dogmi islamici<\/strong>\u00a0\u00e8 professa un ritorno alla purit\u00e0 antica del popolo arabo. I propri seguaci si rifanno al pensiero di Ahmad ibn Hanbal (855 d.C.).<\/p>\n<blockquote><p>Scuole sciite<\/p><\/blockquote>\n<p>1.\u00a0<strong>Imamita<\/strong>\u00a0(<strong>Duodecimani<\/strong>): corrente maggioritaria dello sciismo, essa riconosce\u00a0<strong>la successione dei 12 Imam<\/strong>\u00a0come guide del popolo sciita. Attualmente il loro numero si aggira intorno ai 17 milioni ed essi sono stazionati in Persia, Afgh\u0101nist\u0101n, India, Medina, Siria e Mesopotamia.<br \/>\n2.\u00a0<strong>Ismailita<\/strong>\u00a0(<strong>Settimani<\/strong>): seconda corrente maggioritaria, essi, al contrario degli imamiti, riconoscono\u00a0<strong>la successione di solo 7 imam<\/strong>\u00a0dei quali l\u2019ultimo (Ism\u0101\u201b\u012bl, figlio di Gia\u201bfar a\u1e63-\u1e62\u0101diq), attualmente\u00a0<strong>nascosto<\/strong>, torner\u00e0 un giorno per riportare la giusta fede, principio messianico presente anche nell\u2019ebraismo. Questa corrente conta quasi 15 milioni di fedeli e col tempo ha dato vita ad altre sotto sette come quella dei\u00a0<strong>Drusi<\/strong>(stazionati in Libano e Siria) e degli\u00a0<strong>Ismailiti naziriti<\/strong>\u00a0(fondati da \u1e24asan-i \u1e62abb\u0101\u1e25) in India.<br \/>\n3.\u00a0<strong>Zaydita<\/strong>: fondati da Zayd ibn \u02bfAl\u012b ibn al-\u1e24usayn nel 740 d.C. essi sono principalmente presenti solo in Yemen (e in esigua parte pure in Arabia Saudita) e\u00a0<strong>derivano dai popoli insorti<\/strong>\u00a0contro il potere omayyade. Per anni hanno avuto caratteri militanti e paramilitari per poi stabilirsi definitivamente nel sud della Penisola araba.<br \/>\n4.\u00a0<strong>Alauita<\/strong>\u00a0(<strong>Nusayri<\/strong>): derivanti dalla setta dei Nusayri che si\u00a0<strong>distacc\u00f2 dalla corrente duodecimana<\/strong>\u00a0nel 868 d.C., gli Alauiti si reputano eredi dell\u2019undicesimo imam al-\u1e24asan al-\u02bfAskar\u012b (873 d.C.) e per secoli sono stati\u00a0<strong>perseguitati dalle altre etnie arabe<\/strong>\u00a0(Ismailiti, Curdi, Impero ottomano e regno mamelucco) e a loro volta hanno cercato di staccarsi, anche con violenza, pure dalla corrente dei settimani alleandosi coi Crociati e con i francesi durante il loro mandato in Siria e Libano. Dal 1925 al 1937 ebbero pure un loro stato riconosciuto chiamato Latakia. Personaggi celebri di questa setta sono la\u00a0<strong>famiglia Assad<\/strong>\u00a0che governa da diversi decenni la Siria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/nB_8Zl8eMeQ?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Il Direttore de L\u2019Intellettuale Dissidente illustra il questo video Qom, Vaticano dell\u2019Islam Sciita<\/span><\/p>\n<h2><\/h2>\n<blockquote><p>Gli alauiti, gli Assad e il Partito Ba\u2019th<\/p><\/blockquote>\n<p>\u1e24\u0101fi\u1e93 al-Asad prese il potere della Siria nel 1971 e vi rimase fino alla sua morte negli anni 2000; egli proveniva dalla\u00a0<strong>ristretta cerchia degli Alauiti<\/strong>\u00a0e frequent\u00f2 l\u2019Accademia Militare Siriana poich\u00e9 la sua famiglia non gli poteva permettere di frequentare l\u2019universit\u00e0. Egli per\u00f2 riusc\u00ec velocemente a scalare i ranghi militari divenendo addirittura\u00a0<strong>Generale della divisione aeronautica<\/strong>\u00a0e collaborando (quando era ufficiale) con i\u00a0<strong>sovietici<\/strong>\u00a0per l\u2019addestramento delle truppe siriane. Al-Asad a livello politico faceva parte della corrente<strong>nazionalista e pan-araba<\/strong>\u00a0caratterizzata da un forte senso patriottico (<strong>non<\/strong>\u00a0nazionalista) e dalla presa coscienza dell\u2019enorme potenziale e variegata storia del mondo arabo, essa puntava a un\u2019autosufficienza non pi\u00f9\u00a0<strong>soggetta ai popoli occidentali<\/strong>\u00a0che per secoli avevano solo sfruttato e diviso il popolo arabo prima ancora che islamico (vedasi i mandati francesi e inglesi). Per questo motivo nel 1946 all\u2019et\u00e0 di 16 anni si iscrisse\u00a0<em>all\u2019\u1e24izb al-Ba\u02bfth<\/em>\u00a0<em>al-\u02bfArab\u012b al-Ishtir\u0101k\u012b<\/em>\u00a0(Partito socialista della rinascita araba) ed ebbe un importante ruolo all\u2019interno della dirigenza del movimento. Il\u00a0<em>Partito Ba\u2019th<\/em>\u00a0venne fondato nel 1943 ad opera del cristiano ortodosso Michel \u02bfAflaq e del musulmano \u1e62al\u0101\u1e25 al-D\u012bn al-B\u012b\u1e6d\u0101r, esso rappresentava il\u00a0<strong>compromesso tra nazionalismo e socialismo arabo<\/strong>\u00a0che auspicava all\u2019<strong><em>uruba<\/em><\/strong>\u00a0ovvero al pan-arabismo (il termine\u00a0<em>Ba\u2019th<\/em>\u00a0nel Corano significa appunto \u201cresurrezione\u201d) di un\u2019unica grande nazione ispirata ai dettami coranici (<em>la Grande Siria<\/em>). Il progetto pi\u00f9 ambizioso del Partito fu la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/storia\/sei-giorni-medio-oriente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Repubblica Araba Unita<\/em><\/strong>\u00a0(RAU)<\/a>\u00a0<strong>formata tra Siria ed Egitto<\/strong>, con a capo il presidente egiziano Gam\u0101l \u02bfAbd al-N\u0101\u1e63ir \u1e24usayn, meglio conosciuto come\u00a0<strong>Nasser<\/strong>, la quale per\u00f2\u00a0<strong>venne sciolta formalmente nel 1971<\/strong>. Quando \u1e24\u0101fi\u1e93 sal\u00ec al potere della Siria, per ragioni di\u00a0<em>realpolitik<\/em>, dovette\u00a0<strong>ridimensionare le ambizioni politiche<\/strong>\u00a0del partito trovandosi anche in forte contrasto con un altro importante membro del\u00a0<em>Ba\u2019th<\/em>, Saddam Hussein (<em>\u1e62add\u0101m \u1e24usayn \u02bfAbd al-Maj\u012bd al-Tikr\u012bt\u012b<\/em>) che ai tempi governava l\u2019Iraq e che aspirava anche lui ad un\u2019autonomia maggiore. E\u2019 curioso notare come tutti i politici arabi che aspiravano a un pan-arabismo (o pan-africanismo nel caso di Gheddafi e Nasser)\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/la-guerra-sporca-di-tony-blair-in-iraq\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>venissero additati dalla comunit\u00e0 internazionale<\/strong><\/a>\u00a0(con a capo americani e inglesi) come dittatori o usurpatori (vedasi: Assad figlio, Saddam, Gheddafi e il caso recente di Kemi Seba) e fatti fuori dopo poco con banali scuse delle quali ormai\u00a0<strong>abbiamo le tasche piene<\/strong>. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che la Comunit\u00e0 internazionale (della quale fanno parte anche i \u201ccivilissimi\u201d paesi del Golfo persico) non hanno interesse nel far emergere una\u00a0<strong>coscienza collettiva<\/strong>\u00a0per quanto riguarda i popoli africani e arabi onde evitare di intaccare gli interessi economici occidentali capitanati dall\u2019aquila americana. Le uniche eccezioni concesse sono il Regno dell\u2019Arabia Saudita e i vari emirati che ruotano attorno alla corte di Riyad\u00a0<strong>poich\u00e9 partners commerciali delle abnormi multinazionali<\/strong>\u00a0petrolifere di Europa e USA.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/genealogia-del-mondo-islamico-corano\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/genealogia-del-mondo-islamico-corano\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Daniele Ruffino) Il mastodontico mondo islamico (che parte dalla Mauritania e arriva fino al Bangladesh interessando anche l\u2019Indonesia) non \u00e8 un insieme indistinto di etnie e civilt\u00e0 tutte uguali, tutte simili, con una cieca fede verso la dottrina islamica e con tenori di vita di gran lunga al di sotto degli standard occidentali. Bens\u00ec \u00e8 un variegato ed eterogeneo mondo con svariate sfaccettature che interessano sia la sfera politica, che quella sociale&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/intellettuale-dissidente-e1474974730908.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8Pq","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33940"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33940"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33940\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33944,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33940\/revisions\/33944"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33940"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33940"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33940"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}