{"id":33948,"date":"2017-09-05T11:27:43","date_gmt":"2017-09-05T09:27:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33948"},"modified":"2017-09-04T22:28:59","modified_gmt":"2017-09-04T20:28:59","slug":"il-capolavoro-di-minniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33948","title":{"rendered":"Il capolavoro di Minniti"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALESSANDRO GILIOLI<\/strong><\/p>\n<p>In fondo ha ragione Minniti, il vero presidente del consiglio nonch\u00e9 ministro degli interni e degli esteri di questo governo: in Italia era &#8220;a rischio la tenuta sociale e democratica&#8221;.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 \u00e8 da un po&#8217; di tempo che era a rischio. Forse dal 2008, quando \u00e8 iniziata la crisi che ha gradualmente eroso e incupito gli ex ceti medi; forse dal 2011, quando la speculazione internazionale ci ha legato le mani alle politiche di austerit\u00e0 che danno a pochi e tolgono ai molti; forse dal 2013, quando una confusa ma decisa protesta antisistema \u00e8 diventata il primo partito tra gli elettori che abitano in Italia; forse dalla primavera del 2016, quando la protesta \u00e8 arrivata a prendersi &#8211; in forme diverse &#8211; tre delle quattro maggiori metropoli italiane; forse dalla fine dello stesso anno, quando \u00e8 scoppiata come una bolla l&#8217;epocale promessa di innovazione coraggiosa e di radioso futuro incarnata in quel giovane e ambizioso premier su cui avevano puntato &#8211; come terza carta dopo Monti e Letta &#8211; le classi dirigenti preoccupate per la suddetta tenuta sociale.<\/p>\n<p>Tutti o quasi sintomi, quelli di cui sopra, s&#8217;intende.<\/p>\n<p>Le cause profonde sono prevalentemente altre, alcune internazionali e altre nostrane: l&#8217;atomizzazione della societ\u00e0, l&#8217;individualismo ipercompetitivo eretto a unico valore, lo sfilacciamento graduale ma inesorabile del welfare, l&#8217;esaurirsi delle riserve familiari che avevano tenuto a galla il tutto a mo&#8217; di come supplenza, il furto di speranza e di prospettive per un&#8217;intera generazione, insomma la sensazione sempre pi\u00f9 diffusa di non essere &#8211; appunto &#8211;\u00a0<em>una societ\u00e0<\/em>, ma un crogiolo di rivalit\u00e0 tra persone e categorie, la maggior parte delle quali sempre pi\u00f9 povere, precarie, sole.<\/p>\n<p>Qualcuno per questo se l&#8217;\u00e8 presa con il Web. Che ha tante responsabilit\u00e0 socioeconomiche &#8211; come ogni cambiamento strutturale &#8211; ma forse esprime l&#8217;odio pi\u00f9 di quanto non lo crei. Ieri al bar di via Carlo Felice i miei vicini di bancone addentando il cornetto alla crema dicevano che nel palazzo di piazza Indipendenza non si doveva entrare con gli idranti, ma con i lanciafiamme. Non eravamo sul web, eravamo in un bar di Roma, primo municipio, sabato mattina.<\/p>\n<p>A proposito: eccola qua, la &#8220;tenuta sociale&#8221; ritrovata.<\/p>\n<p>Da due o tre mesi in Italia non si parla che di migranti.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessun&#8217;altra questione: precariato, povert\u00e0, licenziamenti, la gente che non sa dove sbattere il cranio per arrivare alla fine del mese, l&#8217;et\u00e0 pensionabile che va verso il record mondiale di vecchiezza, i conti dell&#8217;Inps che garantiscono agli under 35 una terza et\u00e0 da poveri in un monolocale di borgata, la fuga disperata dei ragazzi all&#8217;estero, gli otto mesi per avere una colonscopia in una struttura pubblica che diventano otto ore se estrai la Visa &#8211; e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Niente, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nient&#8217;altro, da nessuna parte, solo migranti migranti migranti. Migranti in tiv\u00f9, sulle radio, sui giornali, nei social, nelle conversazioni al bar. Un pensiero invasivo. Totalmente sproporzionato alla sua portata reale, ma gigantescamente invasivo.<\/p>\n<p>\u00c8 stato un capolavoro, quello di Minniti. Alla Goebbels, direi: e non per una &#8220;reductio ad Hitlerum&#8221; &#8211; non fraintendete &#8211; ma come effetti di potenza persuasiva.<\/p>\n<p>E cos\u00ec abbiamo scampato il rischio della &#8220;mancata tenuta sociale&#8221; del Paese. Siamo di nuovo una societ\u00e0 unita, wow.<\/p>\n<p>Per\u00f2 basata sull&#8217;odio, sul pregiudizio, sul razzismo, su una narrazione intimidatoria e &#8211; fra l&#8217;altro &#8211; sulla morte nel deserto di migliaia di esseri umani.<\/p>\n<p>Per\u00f2 unita, caspita, anche politicamente: dall&#8217;estrema destra al Pd passando per il Movimento 5 Stelle, dagli editorialisti pi\u00f9 compassati d&#8217;establishment a quelli che si vantavano ogni giorno di essere contrari a tutto e fuori dal coro.<\/p>\n<p>Abbiamo nascosto i problemi sociali sotto la coltre dell'&#8221;emergenza migranti&#8221;, come quei generali sudamericani che quando temevano una rivoluzione chiamavano all&#8217;orgoglio patrio e dichiaravano guerra uno stato vicino.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it\/2017\/09\/03\/il-capolavoro-di-minniti\/\">http:\/\/gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it\/2017\/09\/03\/il-capolavoro-di-minniti\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALESSANDRO GILIOLI In fondo ha ragione Minniti, il vero presidente del consiglio nonch\u00e9 ministro degli interni e degli esteri di questo governo: in Italia era &#8220;a rischio la tenuta sociale e democratica&#8221;. 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