{"id":33976,"date":"2017-10-29T00:34:46","date_gmt":"2017-10-28T22:34:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33976"},"modified":"2017-10-29T21:54:12","modified_gmt":"2017-10-29T20:54:12","slug":"scuole-superiori-quadriennali-la-truffa-della-sperimentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33976","title":{"rendered":"Scuole superiori quadriennali: la truffa della sperimentazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">di CARMELO LUCCHESI<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Il ferragosto \u00e8 stato segnato da un\u2019intensa disputa sul Decreto Ministeriale emanato dal MIUR sull\u2019avvio di una sperimentazione che istituisce licei e tecnici della durata di 4 anni, invece dei 5 anni canonici.<\/span> <span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Proposte di riduzione di un anno per le scuole superiori \u2013 che non hanno avuto esito \u2013 ne sono apparse negli anni scorsi. Sul finire degli anni \u201990, ad esempio, fu l\u2019allora ministro Berlinguer che voleva unificare in un ciclo settennale, scuola elementare e media. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Ben conosciamo la fine miseranda che il ministro fece nel 2000 a seguito delle straordinarie mobilitazioni di massa dei lavoratori della scuola. Fu subito dopo la ministra Moratti (2001-2006) a riprovarci. Il progetto prevedeva percorsi di studio per le superiori di 4 anni, pi\u00f9 un quinto anno opzionale raccordato con l&#8217;universit\u00e0 e finalizzato ad agevolarne l&#8217;accesso. Alla fine, anche in ragioni di contrasti sull\u2019argomento all\u2019interno della coalizione di centro-destra, la L. 53\/2003 fu licenziata senza questo ulteriore obbrobrio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Infine, nel 2012, il ministro Profumo riprese il tormentone, costituendo una commissione per vagliare le varie ipotesi per conseguire la maturit\u00e0 a 18 anni. La commissione al termine dei suoi lavori consegn\u00f2 un corposo documento in cui senza tentennamenti si sostenevano i numerosi vantaggi realizzati togliendo un anno di lezioni agli alunni. La proposta non ebbe conseguenze per la caducit\u00e0 del governo Monti, ma fu ripresa nel 2016 dalla ministra Giannini che non ha fatto in tempo a vararlo a seguito delle dimissioni del governo Renzi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">La nostra sommaria ricognizione ci suggerisce una preziosa indicazione: governi di centro, di centro-sinistra e di centro-destra vogliono o hanno provato a scorciare di un anno il percorso scolastico. Ci\u00f2 conferma la nostra convinzione che \u00e8 molto arduo trovare differenze tra governi e schieramenti di censtro-destra e centrosinistra sia nelle politiche scolastiche che in quelle sociali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Il MIUR promuove un piano nazionale per \u201cverificare la fattibilit\u00e0 della riduzione di un anno dei percorsi\u201d dei licei e degli istituti tecnici, escludendo dalla sperimentazione gli istituti professionali. Il piano \u00e8 destinato ad una sola classe prima di cento licei e istituti tecnici \u2013 statali e privati paritari \u2013 previa selezione pubblica sulla base di \u201cprogetti di innovazione metodologico-didattica\u201d, secondo un bando nazionale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">La sperimentazione si far\u00e0 a partire dall\u2019a. s. 2018\/19, e coinvolger\u00e0 una classe prima per scuola partecipante per ogni anno scolastico seguente, avr\u00e0 durata quadriennale e si potr\u00e0 rinnovare al termine dei quattro anni, previa valutazione positiva. Se la valutazione sar\u00e0 negativa, la scuola non potr\u00e0 attivare nuove classi prime su percorsi di 4 anni ma <\/span><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">potr\u00e0 solo terminare quelli gi\u00e0 avviati. I progetti presentati dalle scuole dovranno essere in linea con gli orientamenti del PTOF e deliberati dagli organi collegiali competenti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Le classi sperimentali potranno essere articolate diversamente dal gruppo classe fruendo di didattica laboratoriale e, negli ultimi due anni di corso, dovranno attivare l\u2019insegnamento di almeno una disciplina non linguistica con metodologia CLIL (lo studio di una disciplina in una lingua straniera). Inoltre il curricolo potr\u00e0 essere articolato anche con insegnamenti opzionali. L\u2019orario di lezioni annuali e settimanali in queste classi dovr\u00e0 essere rimodulato, al fine anche di \u201ccompensare, almeno in parte, la riduzione di una annualit\u00e0 del percorso scolastico per conseguire gli obiettivi specifici di apprendimento previsti per ciascun indirizzo di studi, e per realizzare progetti di ASL\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Stesse regole per la Maturit\u00e0 sia per i chi fa i 4 anni sia per chi ne fa 5. Il Miur istituir\u00e0 il Comitato scientifico nazionale scegliendone i membri tra esperti dei diversi percorsi di istruzione secondaria e verificher\u00e0 l\u2019andamento della sperimentazione attraverso le relazioni annuali ricevute dai Comitati scientifici regionali che dovranno valutare annualmente i risultati delle sperimentazioni delle singole scuole.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Complessivamente l\u2019accorciamento di un anno di scuola non ha ricevuto accoglienze calorose. Scontati gli entusiasmi di Confindustria e del succitato Luigi Berlinguer in cerca della rivincita che lo trasformerebbe da esponente dei potentati politico-economici a precursore incompreso di cotanta innovazione. Le censure e i rifiuti del progetto riduzionista sono arrivate da svariate parte e possiamo sintetizzare i punti critici nel modo seguente. \u00c8 solo una manovra economica: le stime dicono di 1 \u2013 1,5 miliardi di euro di spesa in meno nel bilancio istruzione perch\u00e9 occorreranno un quinto in meno di docenti e ATA. <\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-34108\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"239\" height=\"211\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Non si capisce come in quattro anni si possano raggiungere realmente i medesi<\/span><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">mi obiettivi formativi di un percorso quinquennale, anche prevedendo un allungamento del tempo scuola dei quattro anni che non potr\u00e0 eguagliare quello dei 5 anni. Comporta un allungamento dell\u2019orario giornaliero con minor tempo per lo studio casalingo, l\u2019anticipo di materie come la filosofia per i licei al secondo anno con alunni non sempre pronti, la richiesta di maggiore velocit\u00e0 di esecuzione per gli studenti, il che \u00e8 in netto contrasto con l\u2019esigenza pedagogica di tempi pi\u00f9 distesi per un\u2019effettiva ricostruzione personale del sapere. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">\u00c8 farsesco il presunto ingresso anticipato nel mondo del lavoro sostenuto dal MIUR, alla luce dei dati sull\u2019occupazione giovanile e sulle caratteristiche delle professionalit\u00e0 ricercate dal mercato. Non si capisce quale nesso ci sia tra la presunta esigenza di introdurre innovazioni e il taglio di un anno di lezioni. Perch\u00e9 non si applicano le innovazioni metodologiche e didattiche direttamente agli attuali licei quinquennali? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">La riorganizzazione oraria e didattica creer\u00e0 curricoli differenziati per ogni scuola pregiudicando l\u2019unitariet\u00e0 del sistema scolastico nazionale. L\u2019analoga esperienza della laurea breve (il famigerato 3 + 2) ha dato esiti totalmente opposti a quanto annunciato dai suoi sostenitori (ma perfettamente in linea con quelli sottaciuti: rendere selettiva l\u2019Universit\u00e0, sfornare manodopera dequalificata e sempre pi\u00f9 docile): sono aumentati i tassi di abbandono, sono diminuiti la preparazione dei laureati, gli iscritti all\u2019Universit\u00e0 e le percentuali dei neo-laureati che trovano lavoro. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Mancano i presupposti teorico-scientifici alla sperimentazione dato che si lascia alle singole scuole la possibilit\u00e0 di aderire con uno specifico progetto, falsando fin dall\u2019inizio i risultati. Si coinvolge in una presunta sperimentazione un\u2019\u00e9lite di duemila alunni non rappresentativi dell\u2019universo studentesco italiano che dar\u00e0 esiti sicuramente eccellenti ma senza alcun valore statistico. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Come tutti gli interventi fatti sulla scuola negli ultimi decenni, si tratta di una disposizione apicale che non ha coinvolto i docenti. Non \u00e8 vero quanto sostenuto dal MIUR che le superiori a 4 anni rispondono all\u2019esigenza di un adeguamento delle superiori italiane al resto degli Stati europei. I sistemi di istruzioni nei Paesi UE sono molto variegati e, in sintesi, si distinguono in quelli che terminano il percorso scolastico a 18 anni (13 paesi, tra cui Spagna e Francia ) e quelli che lo terminano a 19 anni (15 paesi tra cui Italia, Germania, Danimarca). E poi, scrive Pierluigi Battista, \u201csiamo certi che le scuole europee dovrebbero essere oggetto privilegiato di imitazione proprio sul numero degli anni di studio e non, per dire, sulla seriet\u00e0 degli studi, sulla solidit\u00e0 degli edifici scolastici, sulla preparazione degli insegnanti e anche sulle loro retribuzioni?\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">In aggiunta, sono necessarie ulteriori notazioni. Le classi coinvolte nella sperimentazione non saranno 1 per ognuna delle 100 scuole scelte, ma 4, perch\u00e9 diventeranno 2 nel 2019\/20, 3 nel 2010\/21 e 4 nel 2021\/22. Normalmente una sperimentazione finisce, ha una durata certa: in questo caso non \u00e8 previsto un termine temporale e non si capisce quando cesser\u00e0 e si valuter\u00e0. Precedenti esperienze di sperimentazioni nella scuola ci indicano che il loro significato \u00e8 solo d\u2019immagine. Cos\u00ec \u00e8 accaduto, ad esempio, con il Progetto Cl@ssi 2.0, promosso dal MIUR in associazione con la Fondazione Giovanni Agnelli e la Fondazione per la scuola della Compagnia San Paolo (che ne hanno sostenuto le spese). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Il progetto, svoltosi dal 2009 al 2011, era rivolto alle classi della scuola media, col fine di \u201cregistrare\u201d il cambiamento \u201cambientale\u201d prodotto dall\u2019introduzione delle nuove tecnologie nelle aule. hanno partecipato al progetto 156 classi di 155 scuole; ogni classe ha preso un finanziamento di 30 mila euro vincolati al progetto, per un totale, dunque, di 4 milioni e 680 mila euro. Intanto il progetto \u00e8 partito in ritardo e, soprattutto, ogni scuola si \u00e8 mossa per conto proprio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">\u201cIl ministero non \u00e8 stato in grado di esercitare alcun controllo sulla sperimentazione. I ricercatori che hanno steso il rapporto [finale] parlano spesso di \u00abinquinamento\u00bb e di \u00abcontaminazione\u00bb della scena sperimentale. Nessuna distinzione \u00e8 stata garantita tra classi sperimentali e classici confronto. (\u2026) Non tutte le scuole hanno, poi, lavorato alla stessa maniera. C\u2019era chi, il computer, se lo portava a casa, e chi, invece, poteva lavorare solo per la met\u00e0 del tempo. I presidi hanno selezionato le classi sperimentali scegliendo spesso quelle con gli studenti migliori e rendendo cos\u00ec inattendibili i risultati. Di pi\u00f9 lungo corso, dunque, pi\u00f9 stabili e di maggiore esperienza didattica, erano pure gli insegnanti coinvolti direttamente nel progetto. (&#8230;) Alla fine la situazione \u00e8 risultata talmente compromessa che uno dei ricercatori scrive: \u00abNelle condizioni descritte fin qui \u00e8 risultato difficile ricostruire un quadro completo di cosa sia effettivamente accaduto nelle classi coinvolte nel progetto\u00bb. (\u2026) Con invidiabile aplomb gli estensori del rapporto scrivono che \u00abda questo punto di vista la rilevazione degli effetti della sperimentazione \u00e8 difficilmente misurabile con indicatori oggettivi, e non pu\u00f2 basarsi sulla percezione del corpo docente\u00bb&#8221; (Adolfo Scotto di Luzio, <em>Senza educazione<\/em>, il Mulino 2016). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Riteniamo che anche la sperimentazione della ministra Fedeli far\u00e0 un percorso simile: nessun risultato scientificamente valido (dati le premesse: campione non rappresentativo, presupposti teorici inesistenti, durata imprecisata ecc.) ma il MIUR potr\u00e0 dire tra un paio d\u2019anni: \u201cSulla base della sperimentazione fatta, possiamo estendere le superiori a 4 anni a tutte e scuole\u201d. Tanto chi controlla gli esiti?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><em>[&#8220;Cobas&#8221;, 2\/2017]<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARMELO LUCCHESI Il ferragosto \u00e8 stato segnato da un\u2019intensa disputa sul Decreto Ministeriale emanato dal MIUR sull\u2019avvio di una sperimentazione che istituisce licei e tecnici della durata di 4 anni, invece dei 5 anni canonici. Proposte di riduzione di un anno per le scuole superiori \u2013 che non hanno avuto esito \u2013 ne sono apparse negli anni scorsi. 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