{"id":33985,"date":"2017-09-06T10:49:25","date_gmt":"2017-09-06T08:49:25","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33985"},"modified":"2017-09-06T22:15:06","modified_gmt":"2017-09-06T20:15:06","slug":"centri-di-irradiazione-vs-legalita-cosituzionale-vanificare-il-suffragio-universale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=33985","title":{"rendered":"&#8220;C\u20acntri di irradiazion\u20ac&#8221; vs legalit\u00e0 costituzionale: vanificare il suffragio universale"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LUCIANO BARRA CARACCIOLO<\/strong><\/p>\n<div>1. L&#8217;intensissima narrazione mediatica della situazione socio-economica italiana sta indirizzando la campagna elettorale verso contenuti i cui esiti risultano altamente prevedibili, se si tengono a mente le esperienze di quella parte della storia che pi\u00f9 da vicino ricalca la fase attuale.<\/div>\n<div>Ci riferiamo, (in senso non frattalico ma fenomenologico), a quella (lunga e ricorrente) fase del &#8216;900 che vedeva\u00a0<b>la coesistenza del suffragio universale e, contemporaneamente, l&#8217;agire<i>connaturato<\/i>\u00a0delle forze del capitale per neutralizzarne l&#8217;effetto destabilizzante sui rapporti di forza strutturali<\/b>, piegando l&#8217;esercizio del voto alla creazione di un sistema di legalit\u00e0 illusorio e sedativo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/02\/non-e-rilevante-gramsci-la-conta-e-il.html?showComment=1487524560544#c8550036637758296278\">2. Questa operazione viene ben descritta, nel 1921, da\u00a0<b>Gramsci<\/b>\u00a0(nelle condizioni estreme di quell&#8217;epoca, l&#8217;operazione nella sua funzione &#8220;standard&#8221;, almeno in Italia, fall\u00ec e, come evidenzi\u00f2 lo stesso Gramsci, si dovette ricorrere al fascismo<\/a>):<\/div>\n<div><i>&#8220;Lo Stato borghese \u00e8 lo Stato liberale per eccellenza. OGNUNO PU\u00d2 IN ESSO ESPRIMERE LIBERAMENTE IL SUO PENSIERO ATTRAVERSO IL VOTO.\u00a0<b>Ecco alla lunga a che si riduce la legalit\u00e0 formale nello Stato borghese: all&#8217;esercizio del voto<\/b>.\u00a0<\/i><\/div>\n<div>\n<p><i>La conquista del suffragio alle masse popolari \u00e8 apparsa agli occhi degl&#8217;ingenui ideologi della democrazia liberale la conquista decisiva per il progresso sociale dell&#8217;umanit\u00e0. Non s&#8217;era mai tenuto conto che la legalit\u00e0 aveva due facce: L&#8217;UNA INTERNA, LA SOSTANZIALE; l&#8217;altra esterna, la formale.<\/i><\/p>\n<p>Scambiando queste due facce, gli ideologi della democrazia liberale hanno ingannato per un certo periodo di anni le grandi masse popolari, FACENDO CREDERE AD ESSE CHE IL SUFFRAGIO LE AVREBBE PORTATE ALLA LIBERAZIONE DA TUTTE LE CATENE CHE LE LEGAVANO. In questa illusione disgraziatamente non sono caduti soltanti i miopi assertori della democrazia liberale. Molta gente che si reputava e si reputa marxista ha creduto che l&#8217;emancipazione della classe proletaria si dovesse compiere attraverso l&#8217;esercizio sovrano della conquista del suffragio.<\/p>\n<p>Qualche imprudente si \u00e8 persino servito del nome di Engels per giustificare questa sua credenza. Ma la realt\u00e0 ha distrutto tutte queste illusioni. La realt\u00e0 ha mostrato nel modo pi\u00f9 evidente che LA LEGALIT\u00c0 \u00c8 UNA SOLA ED ESISTE FIN DOVE ESSA SI CONCILIA CON GL&#8217;INTERESSI DELLA CLASSE DOMINANTE, VALE A DIRE, NELLA SOCIET\u00c0 CAPITALISTICA, CON GL&#8217;INTERESSI DELLA CLASSE PADRONALE&#8230;\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/06\/il-fantasma-di-hayek-riappare-nel.html?showComment=1466951286832#c5853614535377978974\">2.1. Lo stesso Gramsci, nei quaderni dal carcere<\/a>, descrive la situazione standard della legalit\u00e0 formale che mira a ridurre la democrazia all&#8217;esercizio del voto.<\/div>\n<div>In questa descrizione possiamo ritrovare tutti i caratteri della situazione attuale, pur in presenza di (sempre pi\u00f9 deboli) segnali di crisi del funzionamento dello schema.<\/div>\n<div>Gramsci replicava alle obiezioni, gi\u00e0 al tempo non nuove, mosse dal fascista Da Silva, al sistema del suffragio universale.\u00a0<b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Obiezioni che sono esattamente le stesse agitate oggi dagli \u20acuropeisti contro la Brexit, i &#8220;populismi&#8221; e l&#8217;esito del referendum sulla riforma costituzionale<\/b>: secondo Mario da Silva il difetto era che &#8220;il numero sia in esso legge suprema&#8221;, cosicch\u00e9 la &#8220;opinione di un qualsiasi imbecille che sappia scrivere (e anche di un analfabeta, in certi paesi) valga, agli effetti di determinare il corso politico dello Stato, esattamente quanto quella di chi allo Stato e alla Nazione dedichi le sue migliori forze&#8221;. Da qui la risposta di Gramsci:<\/div>\n<div><i>&#8220;Non \u00e8 certo vero che il numero sia legge suprema, n\u00e9 che il peso dell&#8217;opinione di ogni elettore sia &#8220;esattamente&#8221; uguale.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>I numeri, anche in questo caso, sono un semplice valore strumentale, che danno una misura e un rapporto e niente di pi\u00f9. E che cosa si misura?\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Si misura proprio l&#8217;efficacia e la capacit\u00e0 di espansione e di persuasione delle opinioni di pochi, delle minoranze attive, delle \u00e9lites, delle avanguardie ecc. ecc., cio\u00e8 la loro razionalit\u00e0 o storicit\u00e0 o funzionalit\u00e0 concreta. Ci\u00f2 vuol dire anche che non \u00e8 vero che il peso delle opinioni dei singoli sia esattamente uguale&#8221;.<\/i><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/05\/il-mito-dei-minijobs-e-della-reflazione.html?showComment=1463776109538#c5371802532317251917\">Ed infatti<\/a><i>:\u00a0<\/i><br \/>\n<i><span id=\"bc_0_17b+seedMXyD\">&#8220;<b>Le idee e le opinioni non &#8220;nascono&#8221; spontaneamente nel cervello di ogni singolo: hanno avuto un centro di irradiazione e di diffusione<\/b>, un gruppo di uomini o un anche un uomo singolo che le ha elaborate e le ha presentate nella forma politica di attualit\u00e0.&#8221;.<\/span><\/i><span id=\"bc_0_17b+seedMXyD\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span id=\"bc_0_17b+seedMXyD\">2.2. Ne discende, con un&#8217;ovviet\u00e0 tanto evidente quanto agevolmente oscurabile da parte di tali &#8220;centri di irradiazione&#8221;, che:<\/span><i><span id=\"bc_0_17b+seedMXyD\"><\/span><\/i><\/div>\n<div><i>&#8220;La numerazione dei &#8220;voti&#8221; \u00e8\u00a0<b>la manifestazione terminale di un lungo processo<\/b>\u00a0in cui l&#8217;influsso massimo appartiene proprio a quelli che &#8220;dedicano allo Stato e alla Nazione le loro migliori forze&#8221; (quando lo sono).\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Se questi<b>\u00a0presunti ottimati<\/b>,\u00a0<u><b>nonostante le forze materiali sterminate che possiedono<\/b><\/u>, non hanno il consenso della maggioranze, saranno da giudicare inetti e non rappresentanti gli&#8217;interessi &#8220;nazionali&#8221;, che non possono non essere pravalenti nell&#8217;indurre la volont\u00e0 in un senso piuttosto che nell&#8217;altro. &#8220;Disgraziatamente&#8221; ognuno \u00e8 portato a confondere il proprio particolare con l&#8217;interesse nazionale e quindi a trovare orribile ecc. che sia la &#8220;legge del numero&#8221; a decidere.\u00a0<b>\u00a0<\/b><\/i><\/div>\n<div><i><b>Non si tratta quindi di chi &#8220;ha molto&#8221; che si sente ridotto al livello di uno qualsiasi, ma proprio di chi &#8220;ha molto&#8221; che vuole togliere a ogni qualsiasi anche quella frazione infinitesima di potere che questo possiede di decidere sul corso della vita dello Stato.<\/b>&#8220;<\/i>.<\/div>\n<div>D&#8217;altra parte, la posizione di\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/04\/capitalismo-fascismo-tra-la-marcia-su.html?showComment=1493323472651#c8496710035112559910\"><b>Gramsci sul sistema mediatico<\/b><\/a>\u00a0e sui &#8220;giornali borghesi&#8221; (<span id=\"bc_0_17b+seedS0fD\"><i><b><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/04\/capitalismo-fascismo-tra-la-marcia-su.html?showComment=1493323557423#c8217495273176572739\">Boicottateli, boicottateli, boicottateli!<\/a>)<\/b><\/i><\/span>\u00a0non poteva che essere coerente con questa constatazione dei rapporti di forza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>3. In realt\u00e0, al di l\u00e0 della suggestione degli argomenti (puramente) propagandistici tesi a rendere inviso all&#8217;opinione pubblica il processo elettorale,\u00a0<b>quanto descritto da Gramsci, corrispondeva con esattezza alla stessa &#8220;autodescrizione&#8221; dei principali teorici dell&#8217;assetto politico liberale, cio\u00e8 liberista e marginalista<\/b>.\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/06\/il-fantasma-di-hayek-riappare-nel.html?showComment=1466970245900#c3553200444716193204\">Ce lo sintetizzano bene le fonti, a suo tempo, selezionate da Francesco<\/a>:<\/div>\n<div>\u201c\u2026 In tutte le societ\u00e0 regolarmente costituite, nelle quali vi ha ci\u00f2 che si dice un governo, noi oltre al vedere che l\u2019autorit\u00e0 di questo si esercita in nome dell\u2019universo popolo, oppure di un\u2019aristocrazia dominante, o di un unico sovrano, punto questo che pi\u00f9 tardi esamineremo con miglior cura e del quale valuteremo l\u2019importanza, troviamo costantissimo un altro fatto: CHE I GOVERNANTI, OSSIA QUELLI CHE HANNO NELLE MANI E ESERCITANO I POTERI PUBBLICI SONO SEMPRE UNA MINORANZA, E CHE, AL DI SOTTO DI QUESTI, VI \u00c8 UNA CLASSE NUMEROSA DI PERSONE, LE QUALI NON PARTECIPANDO MAI REALMENTE IN ALCUN MODO AL GOVERNO, NON FANNO CHE SUBIRLO; ESSE SI POSSONO CHIAMARE I GOVERNATI\u2026\u201d [G. SOLA in Introduzione a G. Mosca, Scritti politici. Vol.I, Teorica dei governi e governo parlamentare, Utet, Torino 1982, 203].<br \/>\nGaetano Mosca era un \u201celitista\u201d, un un positivista metodologico (e realista politico), come sostiene G. Sola in Teorica dei governi e governo parlamentare, cit., 13.<\/div>\n<div>Ma sulla stessa scia:\u00a0<b>\u201c\u2026 Lasciando da parte LA FINZIONE DELLA \u00abRAPPRESENTANZA POPOLARE\u00bb<\/b>\u00a0E BADANDO ALLA SOSTANZA, tolte poche eccezioni di breve durata, da per tutto\u00a0<b>si ha una classe governante poco numerosa, che si mantiene al potere, IN PARTE CON LA FORZA, IN PARTE CON IL CONSENSO DELLA CLASSE GOVERNATA<\/b>, MOLTO PI\u00d9 NUMEROSA\u2026\u201d [V.\u00a0<b>PARETO<\/b>, Fatti e teorie, Vallecchi, Firenze, 1920, 444]. Anche Pareto, teorico marginalista, era guarda caso un \u201celitista\u201d.<br \/>\nOrbene, da Mosca (ma anche da Pareto)\u00a0<b>Einaudi<\/b>\u00a0apprende due principi:<\/div>\n<div>\u201c\u2026 Primo:\u00a0<b>il governo del paese non \u00e8 e non pu\u00f2 mai essere retto dalla maggioranza del popolo<\/b>\u00a0e neppure da una genuina rappresentanza della maggior parte dei cittadini.<\/div>\n<div>QUESTA \u00c8 UNA UTOPIA PERICOLOSA E DISTRUGGITRICE DELLA CONVIVENZA SOCIALE.<\/div>\n<div>IL GOVERNO POLITICO DEVE ESSERE IN MANO DI UNA MINORANZA ORGANIZZATA\u2026Dalla buona scelta della classe politica dipende la fortuna di un paese. [\u2026]<\/div>\n<div>Secondo:\u00a0<b>IL PREDOMINIO<\/b>, necessario e utile, della classe politica,\u00a0<b>HA BISOGNO,<\/b>\u00a0per conservarsi,\u00a0<b>DI UNA IDEOLOGIA<\/b>, a cui il Mosca d\u00e0 il nome di \u2018formula politica\u2019: E QUESTA PU\u00d2 ESSERE LA FORZA, LA EREDIT\u00c0, IL DIRITTO DIVINO, LA SOVRANIT\u00c0 POPOLARE.<\/div>\n<div>PRESSO A POCO, TUTTE QUESTE FORMULE SI EQUIVALGONO, essendo esse<b>puramente la manifestazione esteriore verbale delle vere ragioni<\/b>\u00a0per le quali la classe politica afferma la sua capacit\u00e0 a governare le moltitudini\u201d [L. EINAUDI, Parlamenti e classe politica, Corriere della Sera, 2 giugno 1923, ora in Cronache economiche e politiche di un trentennio, vol. VII, 264-265).<\/div>\n<div>E ci\u00f2 perch\u00e9, per Einaudi, \u201c<b>Lo stato rappresentativo \u00e8\u2026fondato sull\u2019esistenza di forze indipendenti e distinte dallo stato medesimo<\/b>: RESTI DI ARISTOCRAZIA TERRIERA, CLASSI MEDIE CHE TRAGGONO LA LORO PROPRIA VITA DALL\u2019ESERCIZIO DI INDUSTRIE, DI COMMERCI E DI PROFESSIONI LIBERALI, RAPPRESENTANTI DI OPERAI ORGANIZZATI DI INDUSTRIE NON VIVENTI DI MENDICIT\u00c0 STATALE. Se queste condizioni sono soddisfatte, noi abbiamo un governo veramente libero; in cui i funzionari non sono l\u2019unica classe politica esistente, ma una delle tante forze, dal cui contrasto e dalla cui cooperazione sorge la possibilit\u00e0 di un\u2019azione veramente utile al tutto\u201d (Parlamenti cit.).<br \/>\nBene, questo \u00e8 il manifesto della classica democrazia liberal-\u20acurista e mondialista che non tollera obiezione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>4.\u00a0<b>Questo meccanismo &#8220;standard&#8221;<\/b>\u00a0&#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/04\/destra-economica-autoritarismo-dei.html\">il cui default conduce alle varie forme di autoritarismo (dei &#8220;mercati&#8221;) espresso invariabilmente dalla &#8220;destra economica&#8221;\u00a0<\/a>&#8211;\u00a0<b>\u00e8 quello che la nostra Costituzione, almeno nelle intenzioni espresse dai Costituenti, intendeva neutralizzare<\/b>.<\/div>\n<div>Se infatti si disattiva il meccanismo sedativo della &#8220;democrazia liberale&#8221; &#8211; in cui i &#8220;centri di irradiazione&#8221; controllano abbastanza agevolmente l&#8217;esito del suffragio universale,\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/02\/la-condizionalita-2-da-chang-rodrik.html\">come evidenzia, d&#8217;altra parte\u00a0<b>Rodrik,<\/b>\u00a0(presumibilmente senza aver letto Gramsci)\u00a0<\/a>-, si previene anche, e specialmente, il suo sistema autoritario di &#8220;default&#8221;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>4.1. Questo disegno di\u00a0<b>riequilibrio definitivo del senso stesso del voto, in quanto armonizzato &#8220;istituzionalmente&#8221; nella democrazia\u00a0<i>sostanziale<\/i><\/b>, \u00e8 descritto da Basso proprio in un rammaricato consuntivo dei lavori dell&#8217;Assemblea Costituente.<\/div>\n<div>Un consuntivo intriso, appunto, di rammarico perch\u00e9\u00a0<b>il &#8220;riequilibrio&#8221; non riusc\u00ec pienamente<\/b>e, questo fatto (realmente epocale), lungi dal costituire il marginale ostacolo ad una concezione utopistica, spiega direttamente\u00a0<b>come e perch\u00e9 oggi ci ri-troviamo in questa situazione, allontanati dalla\u00a0<i>democrazia necessitata<\/i><\/b>: cio\u00e8 perch\u00e9 ci ritroviamo in una democrazia che semplicemente\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2014\/03\/lattacco-finale-del-liberismo-alle.html\"><i>non \u00e8<\/i>, perch\u00e9 deprivata della sua &#8220;forma necessaria&#8221; e del suo &#8220;contenuto coessenziale&#8221;, come dice\u00a0<b>Mortati<\/b>\u00a0a pag.143, vol I, delle sue istituzioni di diritto pubblico<\/a>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>4.2. Vi riporto\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/06\/il-fantasma-di-hayek-riappare-nel.html?showComment=1466978522654#c2477614253043518113\">il discorso di Basso<\/a>\u00a0proprio perch\u00e9 oggi mi pare riattualizzato in ogni suo passaggio (e mantenendo l&#8217;impegno a dedicare un post a tale discorso, preso oltre un anno fa):<\/div>\n<div>\u00abTrent\u2019anni fa, in un cielo ancora carico di nubi, spuntava l\u2019alba della repubblica.<\/div>\n<div>A quell\u2019evento io avevo contribuito, essendo stato il primo dirigente della sinistra ad essermi battuto per la tesi del referendum istituzionale, perch\u00e9 nella prudenza dei compagni, socialisti e comunisti, che volevano affidare la scelta alla assemblea costituente, scorgevo il pericolo di una defatigante trattativa di vertici che si sarebbe magari conclusa con un cattivo compromesso fra il ricatto clericale da una parte e, dall\u2019altra, la volont\u00e0 di non rompere l\u2019unit\u00e0 antifascista.<br \/>\nAffidata direttamente al popolo, quella decisione di trent\u2019anni fa acquistava una maggior forza dirompente e avrebbe forse potuto, se fosse stata guidata con maggior decisione, disperdere anche le nubi che si addensavano sull\u2019orizzonte.<\/div>\n<div>Affidata direttamente al popolo che \u00e8, qualunque cosa ne possano pensare i giuristi, l\u2019autentico depositario della sovranit\u00e0, quella decisione assumeva un preciso significato di rottura col passato e sanzionava, anche sul piano formale, la volont\u00e0 popolare di rottura espressa con le armi durante la Resistenza.<br \/>\nPurtroppo le cose andarono diversamente e\u00a0<b>la costituzione<\/b>\u00a0che, dopo la resistenza e il referendum repubblicano, avrebbe dovuto completare il trittico che esprimesse il volto di un\u2019Italia interamente rinnovata,\u00a0<b>fu invece segnata dal compromesso grazie alla resistenza delle forze conservatrici che avevano avuto tutto l\u2019agio di riprendersi e riorganizzarsi,<\/b>principalmente al riparo dello scudo crociato.<\/div>\n<div>Un po\u2019 semplicisticamente si pu\u00f2 dire che il compromesso signific\u00f2 una costituzione molto coraggiosa nelle promesse (i principi fondamentali) e prudente nelle realizzazioni (l\u2019organizzazione dello Stato)&#8230;<\/div>\n<div>I miei ricordi si riferiscono soprattutto al lavoro della prima Sottocommissione (della Commissione dei 75), incaricata di redigere appunto la parte relativa ai principi generali e ai diritti di libert\u00e0 civile e politica.<\/div>\n<div>Personalmente fui relatore, e quindi coautore, con La Pira sui diritti di libert\u00e0 civile ma partecipai attivamente a tutto il lavoro della Sottocommissione e, oltre agli articoli di mia particolare spettanza, ne proposi anche altri in sede di rapporti politici.<\/div>\n<div>Di quel periodo conservo alcuni ricordi particolarmente vivi.<\/div>\n<div>In primo luogo\u00a0<b>l\u2019atmosfera in cui si lavorava<\/b>, che fu, press\u2019a poco fino alla fine dei lavori della Sottocommissione, un\u2019atmosfera\u00a0<b>di leale collaborazione fra i principali gruppi politici: gli ultimi echi di quella ch\u2019era stata l\u2019atmosfera della Resistenza e che doveva spegnersi di l\u00ec a poco, grazie soprattutto alle iniziative di Saragat e di De Gasperi e alle sollecitazioni di Washington<\/b>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ma vorrei qui anche ricordare<b>\u00a0i due articoli, proposti esclusivamente da me<\/b>\u00a0senza la collaborazione di La Pira, che mi riusc\u00ec di far passare nella Costituzione, che son\u00f2 gli attuali<b>articoli 3 capoverso e 49<\/b>. Sono articoli che hanno fatto consumare in questi trent\u2019anni molto inchiostro ai giuristi, anche perch\u00e9 entrambi si collocano in una visuale assai diversa, per non dire contraria, da quella in cui si colloca il profilo generale della nostra costituzione.<br \/>\nL\u2019art. 49 \u00e8 quello che ha riconosciuto il ruolo costituzionale dei partiti, fin allora considerati semplici associazioni private, costituzionalmente non rilevanti. Era, credo, la prima menzione dei partiti in una costituzione occidentale, e fu poi seguito dall\u2019art. 21 della Legge fondamentale germanica.<\/div>\n<div>Ma\u00a0<b>maggiormente innovativo fu il capoverso dell\u2019art. 3<\/b>, considerato da molti giuristi come la norma fondamentale (\u201cGrundnorm\u201d) della costituzione e da altri come una semplice affermazione senza valore.<\/div>\n<div>Ricordo, per i lettori non giuristi, che\u00a0<b>il primo comma di quello stesso articolo ripete una norma standard di tutte le costituzioni sull\u2019eguaglianza dei cittadini<\/b>:<\/div>\n<div>\u201c<i>Tutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali<\/i>\u201d.<\/div>\n<div>Siamo qui, \u00e8 chiaro, in presenza di una eguaglianza puramente formale: la legge rimane eguale per tutti, ma la sua applicazione \u00e8 diversa, perch\u00e9 la societ\u00e0 \u00e8 composta di persone disuguali.<b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>C\u2019\u00e8 forse la stessa libert\u00e0 di stampa per il multimiliardario che pu\u00f2 fare il \u201csuo\u201d giornale e la comune dei mortali?<\/b>\u00a0L\u2019esperienza ci mostra che anche in carcere c\u2019\u00e8 una profonda differenza di trattamento fra l\u2019imputato comune, ancor oggi soggetto a maltrattamenti, e il generale che va diretto in infermeria e viene rapidamente scarcerato. Nonostante la conclamata uguaglianza di diritto, i cittadini sono ben lungi dal fruire di diritti uguali.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Ed ecco allora il senso del secondo comma dello stesso art. 3 da me introdotto<\/b>:<\/div>\n<blockquote class=\"tr_bq\">\n<div><i>\u201c\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del paese<\/i>\u201d.<\/div>\n<\/blockquote>\n<div>Messo immediatamente di seguito al primo, questo comma ha un netto significato polemico:<b>\u00a0la Costituzione stessa riconosce che un principio fondamentale, come quello dell\u2019eguaglianza, non \u00e8 e non sar\u00e0 rispettato in Italia finch\u00e9 non muteranno radicalmente le condizioni economiche e sociali.<\/b><\/div>\n<div>Ma la stessa polemica si rivolge, pu\u00f2 dirsi, contro tutta la Costituzione:\u00a0<b>nessuna libert\u00e0 \u00e8 effettiva finch\u00e9 sussistono le attuali condizioni; il voto dei cittadini non \u00e8 uguale finch\u00e9 perdurano ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini; la stessa sovranit\u00e0 popolare, base della democrazia, \u00e8 un\u2019illusione se non tutti i lavoratori possono partecipare effettivamente all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese.<\/b><br \/>\nDa ci\u00f2 discende un\u2019altra conseguenza importante.<\/div>\n<div><b>L\u2019ordine giuridico \u00e8 stato sempre edificato a difesa dell\u2019ordine sociale<\/b>, per impedire o punire i tentativi di modificarlo; ora, per la prima volta, abbiamo nell\u2019ordinamento giuridico una norma che condanna l\u2019ordine sociale esistente e impone allo Stato di correggerlo.<\/div>\n<div>In altre parole se nella concezione tradizionale la pretesa di modificare l\u2019ordine sociale costituiva un\u2019offesa all\u2019ordinamento giuridico, oggi \u00e8 vero il contrario:<b>\u00a0\u00e8 la volont\u00e0 di conservazione dell\u2019ordine sociale che costituisce un\u2019offesa allo stesso ordinamento giuridico<\/b>. Non dir\u00f2 naturalmente, che la prassi di questi trent\u2019anni si sia conformata a quest\u2019ordine costituzionale. Ma l\u2019affermazione rimane e sta a noi esigerne l\u2019applicazione, anche con il voto del 20 giugno. La Costituzione &#8211; diceva Lassalle agli operai tedeschi &#8211; siete anche voi perch\u00e9 siete una forza e la Costituzione \u00e8, in ultima istanza, un rapporto di forze.\u00bb<\/div>\n<div><\/div>\n<div>5. I pi\u00f9 attenti lettori potrebbero chiedersi come mai mi soffermi a richiamare, ancora una volta, concetti e analisi che sono alla base della &#8220;legalit\u00e0 costituzionale&#8221; italiana. Alcuni potrebbero persino chiedersi quanto questi concetti e queste analisi siano collegabili alle prospettive elettorali attuali.<\/div>\n<div>Ma occorre considerare che il &#8220;grado di separazione&#8221; dell&#8217;elettorato da questa legalit\u00e0 costituzionale (superiore ed intangibile da ogni altra), per un evidente fattore mediatico-culturale, non \u00e8 mai stato cos\u00ec ampio: lo stesso continuo agitare il concetto di &#8220;legalit\u00e0&#8221;, oggi tanto in voga, risulta un espediente per la restaurazione acritica della ben diversa &#8220;legalit\u00e0&#8221; dello Stato liberale criticata da Gramsci e Basso. Parrebbe un controsenso, ma \u00e8 facile constatarlo.<\/div>\n<div>Molti, ancora, si chiederanno come il discorso ora svolto si possa collegare alla questione dell&#8217;euro e de L\u20acuropa. Ebbene,\u00a0<b>se se lo chiedono, non \u00e8 stato allora inutile richiamare queste analisi e questi concetti<\/b>.<\/div>\n<div>Ci servir\u00e0 comunque come un indispensabile presupposto per capire\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2014\/04\/euro-exit-concordata-o-disordinata-da.html\">il tracciato obbligato, nel senso di razionalmente inevitabile, che si troveranno a percorrere le forze politiche che, ove mai, volessero mantenere una coerenza nella rivendicazione della sovranit\u00e0 monetaria e fiscale<\/a>.<\/div>\n<div>Anche se\u00a0<i>ancora\u00a0<\/i>non ne prendono atto.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>5.1. Ma presto, probabilmente proprio a seguito delle prossime elezioni, saranno indotti a farlo. O a ritirarsi dalle proprie posizioni attuali.<\/div>\n<div>Gli sviluppo storico-politici non necessariamente rispondono ad una piena consapevolezza, da parte dei suoi principali protagonisti, delle &#8220;necessit\u00e0&#8221; che impongono certi obiettivi politico-economici.\u00a0<b><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/06\/astensionismo-figlio-e-padre-dello.html\">Lo scenario, infatti, \u00e8 inevitabilmente offuscato, nei suoi stessi contorni<\/a>,\u00a0<\/b>&#8211; cio\u00e8 nell&#8217;individuazione degli<b>\u00a0interessi materiali cui si vorrebbe dare rappresentanza- dai &#8220;centri di irradiazione&#8221;<\/b>\u00a0di cui abbiamo visto il ruolo all&#8217;inizio.<\/div>\n<div>La sovranit\u00e0, cio\u00e8 il benessere e la giustizia sociale riguardanti il popolo italiano nel suo insieme, non sono perseguibili senza tenere conto degli inesorabili rapporti di forza contrappositivi che ripropone\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/12\/la-strategia-del-mito-della-purezza-la.html\">l&#8217;assetto dei trattati; quindi\u00a0<b>se, e solo se, tale assetto sia realmente compreso come restaurazione dell&#8217;ordine liberale dei mercati<\/b>, assurto alla sua &#8220;naturale&#8221; dimensione internazionalizzata,\u00a0<b>per definizione volto a neutralizzare il suffragio universale<\/b><\/a>. Ieri come oggi.<\/div>\n<div>Appunto perci\u00f2 ci torneremo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/09\/cntri-di-irradiazion-vs-legalita.html?spref=fb\">http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/09\/cntri-di-irradiazion-vs-legalita.html?spref=fb<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO BARRA CARACCIOLO 1. L&#8217;intensissima narrazione mediatica della situazione socio-economica italiana sta indirizzando la campagna elettorale verso contenuti i cui esiti risultano altamente prevedibili, se si tengono a mente le esperienze di quella parte della storia che pi\u00f9 da vicino ricalca la fase attuale. Ci riferiamo, (in senso non frattalico ma fenomenologico), a quella (lunga e ricorrente) fase del &#8216;900 che vedeva\u00a0la coesistenza del suffragio universale e, contemporaneamente, l&#8217;agireconnaturato\u00a0delle forze del capitale per neutralizzarne&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17245,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20140630125224viareggio1.flv.flv1_.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8Q9","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33985"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33985"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33985\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34001,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33985\/revisions\/34001"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17245"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33985"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33985"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33985"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}