{"id":34002,"date":"2017-09-07T10:15:32","date_gmt":"2017-09-07T08:15:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34002"},"modified":"2017-09-06T22:27:38","modified_gmt":"2017-09-06T20:27:38","slug":"la-crisi-economica-non-ci-ha-salvato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34002","title":{"rendered":"La crisi economica non ci ha salvato"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Nicolas Fabiano)<\/strong><\/p>\n<p><em>Come nel mito, Atlante \u00e8 costretto a sostenere sulle proprie spalle l\u2019intera volta celeste, cos\u00ec le maggiori banche centrali, a dieci anni dalla crisi dei subprime, continuano a prendere tempo e a dare fiato alle rispettive economie sorreggendo i mercati finanziari e fornendo liquidit\u00e0, a loro discrezione, ai debiti sovrani.<\/em><\/p>\n<p>Le ricorrenze, quando evocano la parola\u00a0<strong><em>crisi\u00a0<\/em><\/strong><em><strong>economica<\/strong><\/em>, non sono mai percepite come un fatto positivo. Di conseguenza si fa molta fatica a ricordarle. Ma esattamente dieci anni fa, tra l\u2019agosto e il settembre 2007, iniziava\u00a0<strong>la grande crisi finanziaria<\/strong>\u00a0che non \u00e8 stata ancora smaltita, dall\u2019Italia\u00a0<em>in primis<\/em>, nonostante gli ultimi dati sulla salute dell\u2019economia nostrana, in particolare quelli riguardanti la produzione industriale, siano quanto meno incoraggianti. Sulla crisi finanziaria molto si \u00e8 detto e il pi\u00f9 \u00e8 gi\u00e0 stato scritto. Sulle cause, legate prevalentemente all\u2019accumulo di debito privato e alla facilit\u00e0 di accesso\u00a0ai mutui, non occorre ritornare. Piuttosto, bisognerebbe interrogarsi sul futuro affinch\u00e9 i nodi che sono venuti al pettine non abbiano a ripetersi. Difatti,<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/genesi-e-vita-del-finanzcapitalismo\/\">\u00a0<strong>l\u2019esistenziale problema finanziario rimane insoluto<\/strong><\/a>. Se in questi anni l\u2019unica risposta \u2013 congiunturale negli Stati Uniti, a scoppio ritardato nell\u2019eurozona \u2013 \u00e8 stata fornita dal\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/denaro-a-pioggia\/\"><strong>potere monetario<\/strong><\/a>, non si pu\u00f2 certo affermare di essere sulla strada giusta. La verit\u00e0 \u00e8 che la crisi non ci ha affatto salvato, l\u2019abbiamo semmai prolungata somministrando al paziente dosi di morfina sempre pi\u00f9 potenti. Anche perch\u00e9, nel frattempo, da parte di chi se ne dovrebbe realmente occupare (il G-20) \u00e8 giunta una sola misura di carattere strutturale, ovvero \u201c<strong>Basilea III\u201d<\/strong>, finalizzata a migliorare la normativa bancaria. Basilea III, che entrer\u00e0 in vigore soltanto quest\u2019anno nonostante fosse stata prontamente approvata dai governi europei gi\u00e0 nel 2010, prevede requisiti di capitalizzazione e di solidit\u00e0 delle banche superiori a quanto non lo fossero con Basilea I &amp; II (con cui le banche hanno affrontato i momenti pi\u00f9 acuti della recessione).<\/p>\n<div id=\"attachment_89602\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-89602\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/LehmanBros.jpg\" alt=\"Lasciarne fallirne una per salvarne cento. Questa fu la strategia del governo statunitense, che scelse di lasciare la Lehman al suo destino, di fronte alla crisi dei mutui subprime. \" width=\"1280\" height=\"853\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Lasciarne fallire una per salvarne cento. Questa la strategia del governo statunitense, che scelse di abbandonare la Lehman al suo destino, salvando tutte le altre.<\/p>\n<\/div>\n<p>Per parafrasare\u00a0<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/17_agosto_14\/tremonti-dieci-anni-crisi-cause-problemi-sono-ancora-li\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">un\u2019intervista<\/a>\u00a0rilasciata di recente dall\u2019ex Ministro dell\u2019Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, la situazione attuale presenta diverse\u00a0similitudini con la grande depressione degli anni \u201930, un periodo durante il quale, per dirla alla Churchill, \u00e8 scoppiata una sola guerra mondiale con in mezzo un lungo armistizio. Ma se le cause sono state accennate e un ripensamento della globalizzazione dei mercati \u00e8 ancora una carta coperta tra le mani del mazziere, occorrerebbe invece riflettere sul come si possano limitare i rischi di una leva finanziaria enormemente ampliatasi negli ultimi trent\u2019anni. Anche se non viene esplicitato, i timori di Tremonti sugli eccessi del\u00a0<em>leasing<\/em>\u00a0bancario combaciano con quello che anni fa l\u2019ex presidente della Federal Reserve americana,\u00a0<strong>Alan Greenspan,<\/strong>\u00a0aveva chiamato \u201cil credito al consumo come surrogato del deficit di spesa\u201d. Per ovviare a questo insidioso processo che intendeva garantire una certa coesione sociale, lo stesso Greenspan proponeva di ancorare nuovamente il potere della moneta ad un bene stabile, finito, reale, come l\u2019oro.<\/p>\n<div class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-89603\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/greenspan-fed-2.jpg\" alt=\"Alan Greenspan, al centro della foto, quando ancora guidava la Federal Reserve. \" width=\"1200\" height=\"900\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Alan Greenspan, al centro della foto, quando era ancora a capo della Federal Reserve.<\/p>\n<\/div>\n<p>Eppure, il ritorno al sistema aureo invocato da Greenspan \u2013 di cui una variante si sta sperimentando in Europa attraverso l\u2019euro \u2013 deve fare i conti con l\u2019altro insormontabile problema macroeconomico sul versante dell\u2019economia reale, ovvero\u00a0<strong>la crisi della domanda interna<\/strong>. A questo proposito, alcuni rinomati\u00a0economisti americani come l\u2019ex Segretario al Tesoro\u00a0<strong>Larry Summers<\/strong>\u00a0e il premio Nobel per l\u2019Economia\u00a0<strong>Paul Krugman<\/strong>\u00a0non hanno esitato ad avanzare\u00a0l\u2019ipotesi di una\u00a0<strong>stagnazione secolare,\u00a0<\/strong>ovvero l\u2019ombra permanente sull\u2019attivit\u00e0 economica di sviluppi ciclici negativi e sempre pi\u00f9 ampi, una crescita bassa rispetto al livello potenziale, la difficolt\u00e0 per gran parte dei paesi sviluppati di raggiungere la piena occupazione e un crescente ristagno salariale. Una minaccia quest\u2019ultima particolarmente sentita in Europa, dove a questi fattori si aggiungono tutte le contraddizioni portate con s\u00e9 dall\u2019euro, a partire dal fatto, inequivocabile, che la moneta europea, all\u2019inizio progettata per togliere agli stati sovrani il potere di battere moneta, alla prova dei fatti \u00e8 stata smentita sotto la presidenza di\u00a0<strong>Mario Draghi<\/strong>\u00a0e dal lancio del\u00a0<em>quantitative easing<\/em>\u00a0che\u00a0<strong>indirettamente finanzia il debito<\/strong>\u00a0<strong>dei governi sul mercato secondario<\/strong>, dove i titoli contratti sono gi\u00e0 in essere. Proprio da questi recenti tentativi di inflazionare l\u2019economia europea scaturisce l\u2019inevitabile discordia con la controparte germanica. Non \u00e8 un caso se la Corte Costituzionale tedesca, da portatrice dell\u2019ortodossia finanziaria continua a mettere in discussione le regole che sottendono al\u00a0<em>quantitative easing<\/em>\u00a0e alla politica monetaria espansiva della Banca Centrale Europea.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wTP2RUD_cL0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Money for nothing, denaro a costo zero, \u00e8 stato lo slogan delle maggiori banche centrali nell\u2019ultimo decennio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ai pi\u00f9 non sono ancora chiare le ragioni del suddetto ristagno secolare, ma le terapie adottate per risvegliare la crescita, l\u2019occupazione e la stabilit\u00e0 finanziaria\u00a0<strong>non bastano<\/strong>. Se si eccettua la flebile risposta insita nelle nuove regole bancarie, poco o nulla \u00e8 stato fatto e pensato a livello internazionale in tema di regole sulla finanza. E se \u00e8 pur vero che l\u2019affidamento ai mercati ha permesso agli stati di fondare la loro \u201cnuova\u201d esistenza sul debito, \u00e8 necessario che il mondo occidentale si attrezzi prima che ci pensino i cinesi o le altre economie asiatiche in rapida ascesa. Le banche centrali come nel mito di Atlante possono reggere il cielo e tutti gli eccessi dei quali molti stati, in particolare quelli europei, tra cui l\u2019Italia, non vogliono privarsi. Ma questa favola potrebbe molto presto interrompersi se, come sembra, dovesse esserci una divergenza tra la BCE, che vuole proseguire con la politica dei tassi bassi, e le manovre della Federal Reserve che con la nuova amministrazione targata Trump \u00e8 pronta a \u201craffreddare\u201d l\u2019economia americana e ad aumentare i tassi di interesse. Quando ci\u00f2 accadr\u00e0 le\u00a0<strong>illusioni<\/strong>\u00a0generate dalla finanza e dalla continua liquidit\u00e0 verranno meno.\u00a0<strong>Tutto ha un termine<\/strong>, e le scadenze in un capitalismo finanziario (non riformato) si chiamano rimborsi, dove a dettare legge \u00e8 la controparte pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/la-crisi-economica-non-ci-ha-salvato\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/la-crisi-economica-non-ci-ha-salvato\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Nicolas Fabiano) Come nel mito, Atlante \u00e8 costretto a sostenere sulle proprie spalle l\u2019intera volta celeste, cos\u00ec le maggiori banche centrali, a dieci anni dalla crisi dei subprime, continuano a prendere tempo e a dare fiato alle rispettive economie sorreggendo i mercati finanziari e fornendo liquidit\u00e0, a loro discrezione, ai debiti sovrani. 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