{"id":34020,"date":"2017-09-08T11:13:24","date_gmt":"2017-09-08T09:13:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34020"},"modified":"2017-09-07T22:17:27","modified_gmt":"2017-09-07T20:17:27","slug":"siriani-e-russi-spezzano-lassedio-a-deir-ezzor-ma-lis-contrattacca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34020","title":{"rendered":"Siriani e russi spezzano l\u2019assedio a Deir Ezzor ma l\u2019IS contrattacca"},"content":{"rendered":"<p><em>del 6 settembre 2017<\/em><\/p>\n<p>di <strong>ANALISI DIFESA<\/strong><\/p>\n<p>Dopo settimane di battaglie l\u2019esercito siriano ha raggiunto Deir Ezzor e infranto l\u2019assedio delle milizie jihadiste dello Stato islamico, in corso da oltre due anni.<\/p>\n<p>Le truppe di Damasco si sono ricongiunte con la guarnigione assediata all\u2019interno della base della 137esima Brigata, nella parte occidentale della citt\u00e0, dove si trovano cinquemila soldati di Bashar Assad.<\/p>\n<p>Si tratta per ora solo di un successo parziale poich\u00e9 i quartieri meridionali della citt\u00e0 e l\u2019aeroporto militare rimangono ancora circondati dalle milizie dell\u2019Isis. Secondo le stime dell\u2019Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus, vicino ai ribelli \u201cmoderati\u201d), all\u2019interno delle zone controllate dal governo vi sono 100mila civili, mentre altri 10mila si trovano in quelle dominate dall\u2019Isis.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-109614 alignleft\" src=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Su-34-Foto-Min-Difesa-Eusso-360x245.jpg\" alt=\"Su-34 Foto Min Difesa Eusso\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Negli ultimi giorni\u00a0<a href=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/2017\/09\/lesercito-siriano-rompe-lassedio-dellisis-e-deir-ezzor\/\">si era assistito a una rapida avanzata delle truppe siriane<\/a>\u00a0e dei loro alleati su Deir Ezzor, tra i quali anche forze speciali e altre unit\u00e0 terrestri russe supportate da un numero elevato di raid aerei afftdato soprattutto ai Sukhoi Su-34 e Su-35 basati a Hmeimin, vicino a Latakya.<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni sarebbero strate circa 1.400 le sortite effettuate dai velivoli russi, quasi tutti nell\u2019arera di Deir Ezzo, dove sono stati uccisi secondo il ministero della Difesa di Mosca 1.200 guerriglieri jihadisti.<\/p>\n<p>Oltre all\u2019intensa campagna condotta nel settore di Deir Ezzor dai cacciabombardieri e dagli elicotteri russi, ieri mattina la fregata\u00a0<em>Ammiraglio Essen<\/em>\u00a0della flotta del Mar Nero ha lanciato dal Mediterraneo missili da crociera Kalibr contro obiettivi dello Stato Islamico nei pressi di Deir Ezzor.<\/p>\n<p>L\u2019attacco \u00e8 stato condotto contro una zona controllata da \u201cforeign fighters\u201d originari principalmente della Russia e da altri paesi dell\u2019ex Urss, ha riferito il ministero della Difesa russo citato dalla Tass.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-109608 alignleft\" src=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/army-Deir-Ezzor-1-360x245.jpg\" alt=\"army-Deir-Ezzor-1\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Le forze di Damasco sono avanzate da due direzioni per rompere l\u2019assedio imposto alla citt\u00e0 nel 2015. Nel dettaglio, l\u2019esercito \u00e8 avanzato dalla zona meridionale, passando per i monti Bishri, e da est partendo dalla citt\u00e0 di al-Sukhnah nella provincia di Homs, dove sono state circondate con una manovra a tenaglia importanti forze dello Stato Islamico.<\/p>\n<p>Per Damasco rompere l\u2019assedio e riprendere il pieno controllo di Deir Ezzor significa mettere in sicurezza il confine con l\u2019Iraq e rientrare in possesso degli oleodotti e dei pozzi di gas e petrolio che avevano garantito in questi anni al Califfato un\u2019importante finte di denaro.<\/p>\n<p>Dopo la perdita di Mosul e di Tal Afar in Iraq, l\u2019Isis ha sub\u00ecto quindi un nuovo duro colpo in Siria che corona la vittoriosa offensiva delle forze di Assad in corso da mesi.<\/p>\n<p>I jihadisti controllano ancora il 60 per cento del territorio urbano e all\u2019esercito siriano potrebbe essere necessario ancora molto tempo per riprendere il controllo totale della citt\u00e0 dove sono presenti ingenti forze del Califfato.<\/p>\n<p>Nelle prime ore di oggi infatti i jihadisti\u00a0 hanno lanciato un contrattacco teso a isolare nuovamente la base della Brigata 137 e secondo fonti citate dall\u2019Ondus i miliziani hanno impiegato quattro autobomba guidate da kamikaze per aprirsi la strada.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-109609 alignleft\" src=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/army-operations-military-Deir-Ezzor-360x245.jpg\" alt=\"army-operations-military-Deir-Ezzor\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Il comando delle forze armate di Damasco ha definito la rottura dell\u2019assedio di Dei Ezzor \u201cuna svolta strategica nella guerra al terrorismo\u201d, sottolineando che la citt\u00e0 sar\u00e0 usata come \u201cun trampolino di lancio per espandere le operazioni militari nella regione\u201d. Soprattutto per riprendere il controllo di tutto il territorio lungo il confine con l\u2019Iraq.<\/p>\n<p>Il ministero della Difesa russo ha rivelato in una nota che i miliziani dello Stato Islamico hanno quasi completamente distrutto le infrastrutture vitali di Deir Ezzor.<\/p>\n<p>\u201cNei distretti cittadini liberati dalle truppe siriane, le infrastrutture vitali sembrano essere state quasi completamente distrutte dai miliziani: tutte le stazioni elettriche e le stazioni di pompaggio dell\u2019acqua sono state fatte saltare in aria, gli ospedali, le scuole e le strutture sociali sono state distrutte.<\/p>\n<p>Il sistema idrico non funziona, tutte le imprese sono chiuse e prima di rituraersi i miliziani hanno minato abitazioni residenziali, edifici industriali e amministrativi, cos\u00ec come le piazze della citt\u00e0\u201d riporta la Tass.<\/p>\n<p>Una tattca della \u201cterra bruciata\u201d gi\u00e0 adottata dagli uomini del Califfato da Tikrit a Fallujah, da Ramadi a Mosul a Palmyra, ovunque abbiano dovuto cedere centri abitati al nemico.<\/p>\n<p>Forse proprio come conseguenza della rapida avanzata delle truppe lealiste siriane nella regione, la Coalizione anti-Isis a guida statunitense aveva condotto nelle ultime due settimane una serie di missioni lampo in quest\u2019area per recuperare spie e collaboratori infiltrati precedentemente nello Stato islamico.<\/p>\n<p>L\u2019Ondus e fonti locali citate dal quotidiano panarabo al Hayat affermano che, dal 20 agosto, elicotteri della Coalizione hanno calato a terra forze speciali che hanno fatto salire a bordo dei velivoli presunti miliziani jihadisti, molti dei quali di nazionalit\u00e0 europea. Le missioni si sono svolte nei distretti di Tibni, a nord di Dayr, e di Bulayl, a sud della citt\u00e0 sull\u2019Eufrate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-109594 alignleft\" src=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Harry-Boone-Twtter-360x245.jpg\" alt=\"Harry Boone Twtter\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Secondo l\u2019Ondus in un\u2019altra operazione dietro le linee, condotta secondo le fonti il 20 agosto nella zona di Buqrus, a sud di Deir Ezzor, forze speciali della Coalizione hanno invece fatto irruzione in un deposito di armi dell\u2019Isis catturando un esponente dell\u2019organizzazione, di nazionalit\u00e0 europea e noto per essere esperto di armi, assieme ad altri tre membri dell\u2019Isis di nazionalit\u00e0 araba, forse egiziana. Durante l\u2019operazione, c\u2019\u00e8 stato uno scontro a fuoco con miliziani dell\u2019Isis del Kazakhstan che alloggiavano in un\u2019abitazione poco lontano dal deposito di armi.<\/p>\n<p>Operazioni di \u201crecupero personale\u201d per certi versi ambigue perch\u00e8 potrebbero indicare il salvataggio di infiltrati e spie al servizio degli Stati Uniti oppure dimostrare che l\u2019IS, nemico degli USA in Iraq, non lo \u00e8 poi cos\u00ec tanto in Siria dove combatte il regime di Assad oltre a russi e iraniani che lo affiancano, invisi a Washington e ai suoi alleati arabi ed europei che hanno sempre puntato sulla caduta di Bashar Assad.<\/p>\n<p>La freddezza delle cancellerie occidentali e il silenzio di molti media sembra del resto confermare che la vittoria russo-siriana-iraniana a Deir Ezzor non viene considerata una buona notizia dalla Coalizione che da ieri ha un nuovo comandante, il tenente generale Paul Funk, che ha assunto il comando della Combined Joint Task Force \u2013 Operation Inherent Resolve (CJTF-OIR) avvicendando il generale Stephen J. Townsend.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-109584 alignleft\" src=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/0-360x245.jpg\" alt=\"0\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Il presidente siriano Bashar Assad, in una conversazione telefonica con i comandanti di difesa di Deir ez-Zor, si \u00e8 congratulato con i difensori della citt\u00e0 per la soppressione di un assedio di tre anni organizzato dall\u2019Isis. Lo ha reso noto il servizio di stampa presidenziale siriano. \u201cSara\u2019 registrato nella storia come voi, nonostante il piccolo numero, abbiate dato il sacrificio pi\u00f9 prezioso per il bene dei civili \u2026 Oggi voi e i vostri camerati avete combattuto spalla a spalla per togliere l\u2019assedio della citt\u00e0&#8217;\u201d ha dichiarato Assad.<\/p>\n<p>Anche l\u2019Iran si congratula con le forze del leader siriano Bashar al-Assad. L\u2019agenzia di stampa ufficiale iraniana IRNA d\u00e0 notizia di un messaggio del segretario del Consiglio supremo della Sicurezza nazionale, Ali Shamkhani, all\u2019omologo siriano Ali Mamlouk, a capo dell\u2019Ufficio per la sicurezza nazionale di Damasco. Teheran offre anche aiuto per la ricostruzione delle zone riconquistate.\u00a0 \u201cLa liberazione di Aleppo, Deir Ezzor, Mosul e Tal Afar porr\u00e0 fine all\u2019Is\u201d, afferma Shamkhani nel messaggio in cui fa riferimento anche alle sconfitte subite dai jihadisti in Iraq.<\/p>\n<p>Il presidente russo Vladimir Putin si \u00e8 congratulato con i militari russi e siriani per la \u201cvittoria\u201d a Deir Ezzor e ha inviato un messaggio al leader siriano Bashar al-Assad dopo che le forze siriane hanno annunciato di aver rotto l\u2019assedio alla citt\u00e0 accerchiata dall\u2019IS da quasi tre anni. Putin, ha reso noto il portavoce Dmitry Peskov, \u201csi \u00e8 congratulato con il comando delle unit\u00e0 militari russe e con il comando dell\u2019esercito siriano per questa importante vittoria strategica sui terroristi\u201d dell\u2019IS.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-109610 alignleft\" src=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Deir-Ezzor-Kabajib-137-Regiment-army-operations-military-5-1050x525-360x245.jpg\" alt=\"Deir-Ezzor-Kabajib-137-Regiment-army-operations-military-5-1050x525\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Intanto il Califfato, sta incrementando la presenza delle donne in battaglia, anche per far fronte alle ingenti perdite subite dal gruppo a Raqqa in Siria e a Mosul, in Iraq. E\u2019 quanto si legge in un rapporto dell\u2019istituto di ricerca britannico IHS Markit, che parla di appello senza precedenti alla partecipazione di donne combattenti tra le fila dell\u2019IS. Il primo coinvolgimento diretto di donne in prima linea \u00e8 stato fatto dai leader jihadisti al termine dell\u2019offensiva per Mosul, nel nord dell\u2019Iraq. Si ritiene che negli ultimi giorni dell\u2019operazione oltre 40 donne abbiano sferrato attacchi kamikaze contro l\u2019esercito nella Cittadella di Mosul, alcune delle quali si sarebbero fatte saltare in aria insieme ai loro bambini.<\/p>\n<p>\u201dNonostante lo Stato Islamico sostenga il contrario, chiedere alle donne di avere un ruolo attivo in combattimento \u00e8 un tentativo di minimizzare l\u2019impatto della grave riduzione di manodopera causata dalla decimazione di miliziani uomini e dalla una crisi nei reclutamenti\u201d ha spiegato Ludovico Carlino, analista di IHS Markit.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-109586 alignleft\" src=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/DI4873fXYAAwo2--360x245.jpg\" alt=\"DI4873fXYAAwo2-\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>\u201dNon \u00e8 ancora chiaro se il picco degli attentati suicidi compiuti dalle donne sia semplicemente lo specchio delle ultime sacche di resistenza dell\u2019IS o se le donne siano state costrette dal gruppo a condurre questi attacchi, o ancora se rappresenti l\u2019inizio di una nuova tendenza pi\u00f9 ampia di donne combattenti nelle battaglie del gruppo\u201d, ha aggiunto. Nell\u2019ultima edizione di Rumiyah, la rivista online dell\u2019IS, \u00e8 tuttavia apparso un nuovo messaggio circa il ruolo delle donne nel Califfato.<\/p>\n<p>In un articolo intitolato \u201cIl nostro viaggio verso Allah\u201d l\u2019autore sottolinea che il ruolo delle donne sta avendo sempre pi\u00f9 importante in quanto \u201dci aspettano momenti di intense battaglie e difficolt\u00e0 estreme\u201d. Secondo Carlino, \u201dquesta retorica dimostra un contrasto netto con la precedente propaganda che sottolineava il ruolo primario delle donne come madri e mogli dei mujahideen\u201d.<\/p>\n<p>Funzionari europei hanno ultimamente ammesso di aver sottostimato la minaccia delle militanti in Europa e il ruolo che le donne intendono svolgere una volta rientrate nei Paesi d\u2019origine dalle zone di conflitto. Il ministero degli Interni di Parigi ha riferito che il 40 per cento dei francesi che ha aderito all\u2019IS \u00e8 composto da donne.<\/p>\n<p>(con fonti Adnkronos, Ansa, AFP, AGV e Askanews)<\/p>\n<p>Foto: AFP, Harry Boone\/Twitter e SANA<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/2017\/09\/siriani-e-russi-spezzano-lassedio-di-deir-ezzor\/\">http:\/\/www.analisidifesa.it\/2017\/09\/siriani-e-russi-spezzano-lassedio-di-deir-ezzor\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>del 6 settembre 2017 di ANALISI DIFESA Dopo settimane di battaglie l\u2019esercito siriano ha raggiunto Deir Ezzor e infranto l\u2019assedio delle milizie jihadiste dello Stato islamico, in corso da oltre due anni. Le truppe di Damasco si sono ricongiunte con la guarnigione assediata all\u2019interno della base della 137esima Brigata, nella parte occidentale della citt\u00e0, dove si trovano cinquemila soldati di Bashar Assad. 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