{"id":34027,"date":"2017-09-08T10:05:03","date_gmt":"2017-09-08T08:05:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34027"},"modified":"2017-09-08T10:05:03","modified_gmt":"2017-09-08T08:05:03","slug":"linferno-del-miracolo-tedesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34027","title":{"rendered":"L&#8217;inferno del miracolo tedesco"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (da Le Monde Diplomatique- di Oliver Cyran)<\/strong><\/p>\n<p><em>Su <a href=\"https:\/\/www.monde-diplomatique.fr\/2017\/09\/CYRAN\/57833\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Le Monde Diplomatique<\/a>, una analisi approfondita del modello sociale tedesco fondato sulle riforme Hartz, che hanno segnato il passaggio dal sistema\u00a0di sicurezza sociale a tutela dei lavoratori a un modello di \u201cinclusione\u201d dove i disoccupati sono trasformati in una grande sacca di lavoratori poveri sottoposti a\u00a0un regime di controlli rigidamente coercitivo, fondato sulla stigmatizzazione di chi si trova in difficolt\u00e0. \u00a0Questo \u00e8 il modello che ispira la riforma del mercato del lavoro che il governo\u00a0Macron \u00a0va ad imporre per decreto anche in Francia.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>(Traduzione di Anna Sperati)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Il modello a cui si ispira Emmanuel Macron<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ore otto del mattino: il Jobcenter di Pankow, quartiere di Berlino, \u00e8 appena aperto e gi\u00e0 15 persone attendono davanti allo sportello d\u2019accoglienza, ciascuna chiusa in un silenzio ansioso. \u201c<em>Perch\u00e9 sono qui? Perch\u00e9 se non rispondi alle loro convocazioni, si riprendono ci\u00f2 che hanno ti hanno dato\u201d<\/em>\u00a0 borbotta un signore sulla cinquantina a voce bassa. \u201c<em>Del resto, non hanno nulla da proporre. A parte forse un impiego da venditore di mutande, chiss\u00e0<\/em>.\u201d L\u2019allusione gli strappa un magro sorriso. Da un mese, una donna di 36 anni, madre sola, educatrice e disoccupata, ha ricevuto per posta un invito del Jobcenter di Pankow a fare domanda per una posizione da agente commerciale per un sexy-shop. Pena per la mancata domanda: un\u2019ammenda. \u201c<em>Ne ho viste di tutti i colori con questo Job centre, ma questo \u00e8 troppo<\/em>\u201d, reagisce l\u2019interessata su Internet, prima di annunciare la propria intenzione di sporgere denuncia per abuso di potere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel parcheggio delle case popolari, \u201c<em>la cellula di sostegno mobile<\/em>\u201d del centro dei disoccupati di Berlino \u00e8 gi\u00e0 all\u2019opera. Su una tavola pieghevole, disposta davanti al furgone del gruppo, la signora Nora Freitag, 30 anni, dispone una pila di brochures intitolate \u201c<em>come difendere i miei diritti di fronte al Jobcenter.<\/em>\u201d L\u2019iniziativa \u00e8 stata attivata dalla chiesa protestante nel 2007. Questo mostro burocratico suscita molto sconforto e sentimento di impotenza presso i disoccupati, che lo percepiscono, non senza ragione, come una minaccia. Una signora sulla sessantina si avvicina con passo esitante. Sembra molto imbarazzata di presentarsi a sconosciuti. La sua pensione di 500 euro mensili non \u00e8 sufficiente per vivere, perci\u00f2 riceve un contributo dal Jobcenter. Poich\u00e9 fatica ad arrivare a fine mese, da poco \u00e8 impiegata a tempo parziale (\u201c<em>mini job<\/em>\u201d) come donna delle pulizie per una casa di cura, che le assicura un salario netto mensile di 340 euro. \u201c<em>Rendetevi conto\u201d<\/em>\u00a0, afferma la signora con voce agitata,\u00a0\u201c<em>che la lettera del Jobcenter mi comunica che non ho dichiarato i miei redditi e che devo rimborsare 250 euro. Ma quei soldi non li ho! Inoltre, ho dichiarato tutto dal primo giorno. Ci deve essere un errore\u2026 .<\/em>\u201d Un membro del gruppo la prende da parte per darle i suoi consigli: a chi rivolgersi per un ricorso, o per sporgere denuncia, etc. Talvolta il furgone serve come rifugio per discutere dei problemi lontano da sguardi indiscreti. \u201c<em>\u00c8 uno degli effetti di Hartz IV\u201d<\/em>, osserva la signora Freitag. \u201c<em>La stigmatizzazione dei disoccupati \u00e8 cos\u00ec forte che molti provano vergogna a parlare della propria situazione davanti ad altre persone.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Uno dei regimi pi\u00f9 coercitivi d\u2019Europa<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Hartz IV: questa marcatura sociale deriva dal processo di deregolamentazione del mercato del lavoro, detto Agenda 2010, realizzato tra il 2003 e il 2005 dalla coalizione tra il Partito Social Democratico (SPD) e i Verdi del cancelliere Gerhard Schr\u00f6der. Chiamato con il nome del suo ideatore, Peter Hartz, precedente direttore del personale di Volkswagen, il quarto pacchetto di riforme unisce gli aiuti sociali e le indennit\u00e0 per i disoccupati di lunga durata (senza lavoro da pi\u00f9 di un anno) in una allocazione forfettaria unica, versata dal Jobcenter. L\u2019ammontare, piuttosto ridotto, di 409 euro al mese nel 2017 per una persona sola, dovrebbe motivare il ricevente (ribattezzato \u201ccliente\u201d) a trovare un impiego il pi\u00f9 velocemente possibile. Sia questo mal remunerato o poco conforme alle competenze. La sua attribuzione \u00e8 condizionata da un regime controllato tra i pi\u00f9 cogenti d\u2019Europa. Alla fine del 2016, la rete Hartz IV inglobava quasi 6 milioni di persone, di cui 2,6 milioni di disoccupati ufficiali, 1,7 milioni non ufficiali usciti dalle statistiche grazie alla trappola dei \u201c<em>dispositivi di attivazione<\/em>\u201d (formazioni, \u201ccoaching\u201d, impieghi a 1 euro, mini jobs, ecc.) e 1,6 milioni di bambini associati a famiglie riceventi il contributo forfettario dei Jobcenter. In una societ\u00e0 fondata sul culto del lavoro, queste persone sono spesso descritte come un gruppo di oziosi e anche\u00a0peggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2005, in una brochure del ministro dell\u2019economia Wolfgang Clement (SPD) intitolata \u201c<em>Priorit\u00e0 per le persone oneste. Contro gli abusi, le frodi e i self-service nello Stato sociale<\/em>\u201d, si leggeva: <em>\u201cI biologi sono d\u2019accordo ad utilizzare il termine parassiti per designare gli organismi che provvedono ai loro bisogni alimentari a spese di altri esseri viventi. Ovviamente, sarebbe totalmente fuori luogo estendere delle nozioni provenienti dal mondo animale agli esseri umani.<\/em>\u201d Ma l\u2019espressione \u201c<em>parassiti Hartz IV<\/em>\u201d fu abbondantemente ripresa dalla stampa, <em>Bild<\/em> in testa. La vita di coloro che percepiscono i sussidi \u00e8 difficile. Se il montante minimo percepito non permette loro di pagare l\u2019affitto, il Jobcenter se ne fa carico, a condizione che non superi il massimale fissato dall\u2019amministrazione secondo le zone geografiche. <em>\u201cUn terzo delle persone che si rivolgono a noi, lo fanno per problemi legati agli alloggi\u201d<\/em>, dichiara la signora Freitag.<\/p>\n<p>\u201c<em>Molto spesso perch\u00e9 il rialzo del prezzo degli affitti nelle grandi citt\u00e0 come Berlino, le ha spinte al di l\u00e0 dei limiti del Jobcenter. Gli assistiti devono traslocare senza sapere dove, poich\u00e9 il mercato degli affitti \u00e8 saturo, oppure, se il costo dell\u2019appartamento supera l\u2019ammontare concesso dal Jobcenter, pagare la differenza di tasca propria erodendo il budget per il cibo.<\/em>\u201d Dei 500.000 Hartz IV che vivono a Berlino, il 40% paga un affitto che supera il limite imposto. Il Jobcenter ha inoltre la facolt\u00e0 di sbloccare dei pagamenti d\u2019urgenza, ci\u00f2 conferisce un diritto che equivale quasi alla curatela. Conto in banca, acquisti, spostamenti, vita familiare o anche sentimentale: nessun aspetto della vita privata degli assistiti sembra sfuggire all\u2019umiliante radar dei controllori.<\/p>\n<p>Le 408 agenzie del paese dispongono di un\u2019iniziativa che talvolta supera l\u2019immaginazione. Alla fine del 2016, per esempio, il Jobcenter di Stade, nella Bassa Sassonia, ha inviato un questionario ad una disoccupata nubile e in attesa di un figlio, chiedendo di divulgare l\u2019identit\u00e0 e la data di nascita dei suoi partner sessuali. Questo regime inquisitivo trovava gi\u00e0 i suoi germi nel manifesto firmato nel 1999 da Schr\u00f6der e il suo omologo britannico Tony Blair. I profeti della \u201c<em>social-democrazia moderna<\/em>\u201d vi proclamarono la necessit\u00e0 di \u201c<em>trasformare la rete di sicurezza sociale in un trampolino verso la responsabilit\u00e0 individuale<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Questo testo, intitolato \u201c<em>Europa: la terza via, il nuovo centro<\/em>\u201d, precisava: \u201c<em>un lavoro a tempo parziale o un impiego scarsamente remunerato \u00e8 meglio di non avere un lavoro per niente. Perch\u00e9 facilita la transizione dalla disoccupazione verso l\u2019occupazione.\u201d<\/em> Un povero che fatica \u00e8 meglio di un povero inattivo: questa verit\u00e0 \u00e8 servita come matrice ideologica alla \u201c<em>cesura pi\u00f9 importante nella storia dello Stato sociale tedesco da Bismark<\/em>\u201d, secondo la formula di Christoph Butterwegge, ricercatore in scienze sociali all\u2019Universit\u00e0 di Colonia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"ezAdsense adsense adsense-midtext\">\u00a0In Francia, le riforme Hartz costituiscono da dodici anni una fonte inestinguibile di ammirazione all\u2019interno dei circoli imprenditoriali, mediatici e politici. L\u2019ode rituale al \u201c<em>modello tedesco<\/em>\u201d si \u00e8 rafforzata dall\u2019arrivo all\u2019Eliseo di Emmanuel Macron, per il quale \u201c<em>la Germania si \u00e8 riformata con successo<\/em>\u201d. Un punto di vista, questo, raramente contestato dagli editorialisti. \u201c<em>Il cancelliere tedesco Gerhard Schr\u00f6der ha imposto le riforme che fanno la prosperit\u00e0 del suo paese<\/em>\u201d, ha ricordato il direttore di Le Monde all\u2019indomani dell\u2019elezione del candidato della \u201c<em>start-up nation<\/em>\u201d, per esortarlo ad esercitare il pugno di ferro sulle sue stesse riforme.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"ezAdsense adsense adsense-midtext\">L\u2019economista Pierre Cahuc, ispiratore con Marc Ferracci e Philippe Aghion della riforma del mercato del lavoro immaginata da Macron, elogia \u201c<em>l\u2019eccezionale riuscita dell\u2019economia tedesca<\/em>\u201d e stima che Hartz IV non solo sia meglio per il lavoro, ma sia\u00a0preferibile per diffondere gioia e buon umore, perch\u00e9: \u201c<em>i tedeschi si dichiarano sempre pi\u00f9 soddisfatti della loro situazione, soprattutto i pi\u00f9 umili, mentre la soddisfazione dei francesi ristagna.<\/em>\u201d<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se \u201c<em>i pi\u00f9 umili<\/em>\u201d nascondono la loro gioia nelle lunghe attese dei Jobcenter, \u00e8 chiaro che i progetti di Macron si ispirano direttamente al \u201c<em>modello tedesco<\/em>\u201d. Specialmente, l\u2019indebolimento del codice dei lavoratori e il rafforzamento dei controlli sui disoccupati che saranno sanzionati in caso di rifiuto di due offerte di lavoro consecutive. Nulla ha meglio riassunto lo spirito di Hartz IV del presidente francese, che il 3 luglio ha dichiarato davanti al Parlamento riunito a Versailles: \u201c<em>proteggere i pi\u00f9 deboli non significa trasformarli in assistiti permanenti dello Stato<\/em>\u201d, ma donare loro dei mezzi ed eventualmente obbligarli ad \u201c<em>esercitare un impatto sul loro destino<\/em>\u201d. Con un\u2019acrobazia verbale simile a quella utilizzata dai promotori di Hartz IV, aggiungeva: \u201c<em>Dobbiamo sostituire all\u2019idea di sostegno sociale (\u2026) una vera politica di inclusione di tutti.<\/em>\u201d Per Schr\u00f6der, la parola d\u2019ordine contro i poveri era pi\u00f9 lapidaria: \u201c<em>Incoraggiare ed esigere<\/em>\u201d (\u201c<em>f\u00f6rdern und fordern<\/em>\u201d).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Del resto Hartz non si \u00e8 sbagliato. In Francia continua a godere di una buona reputazione. La Germania, per\u00f2, non ha dimenticato la sua condanna a due anni di prigione nel 2007 e 500.000 euro di multa per aver comprato la pace sociale di <em>Volkswagen<\/em> corrompendo i membri del consiglio di amministrazione con tangenti, viaggi verso destinazioni esotiche e prostitute. Nessuno vuole pi\u00f9 sentir parlare di lui, tanto che il direttore delle risorse umane si \u00e8 rifugiato a Parigi per trovare un pubblico disposto ad applaudirlo. Il movimento delle imprese francesi (Medef) lo invita regolarmente, Fran\u00e7ois Hollande, che lo ha ricevuto quando era presidente, avrebbe pensato di includerlo tra i suoi consiglieri.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 ormai a Macron che riserva i suoi oracoli. Tuttavia Hartz ha giocato un ruolo di secondo piano durante l\u2019avvento delle riforme Schr\u00f6der, ha certamente presieduto la commissione dei lavori, ma \u00e8 soprattutto la Fondazione <em>Bertlesmann<\/em> che ha orchestrato le operazioni principali. L\u2019opera \u201cfilantropica\u201d di uno dei gruppi pi\u00f9 influenti della Germania, \u00e8 stato il fulcro dell\u2019elaborazione dell\u2019Agenda 2010, finanziando conferenze e dibattiti con la partecipazione dei giornalisti. \u201c<em>Senza le opere di preparazione e accompagnamento effettuate a tutti i livelli dalla Fondazione Bertlesmann, le proposte della commissione Hartz e la loro traduzione in legge non avrebbero mai visto la luce<\/em>\u201d, osserva Helga Spindler, professoressa di diritto pubblico all\u2019Universit\u00e0 di Duisburg. La fondazione si spinger\u00e0 fino al punto di mandare i 15 membri della commissione in soggiorno studio presso quei paesi considerati all\u2019avanguardia in materia di valorizzazione dello stock dei disoccupati: Danimarca, Svizzera, Paesi Bassi, Austria e Regno Unito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Posizioni regolari trasformate in posti di lavoro precari<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 16 Agosto 2002 Hartz rimette le proprie visioni conclusive a Schr\u00f6der sotto la cupola della cattedrale francese a Berlino. Oggi \u00e8 un \u201c<em>grande giorno per i disoccupati<\/em>\u201d, esulta il cancelliere, che promette di immettere due milioni di posti di lavoro nel sistema entro i due anni successivi. Composto di 344 pagine, il rapporto della commissione comprende tredici \u201c<em>moduli d\u2019innovazione<\/em>\u201d scritti in un gergo manageriale misto tra tedesco e inglese. Il Job center \u00e8 definito come un \u201c<em>servizio migliorato per i clienti<\/em>\u201d. Entrato in vigore il primo gennaio 2005, il regime studiato va di pari passo con l\u2019altro pacchetto dell\u2019Agenda 2010, che definisce la deregolamentazione del mercato del lavoro. Questa \u00e8 definita dalla defiscalizzazione delle basi salariali, il lancio dei mini jobs a 400 euro, poi 450 euro al mese, soppressione dei limiti di ricorso al lavoro temporaneo, sovvenzioni alle agenzie di lavoro interinale che richiamano disoccupati di lunga durata ecc.<\/p>\n<p>La febbre dell\u2019oro si impossessa degli imprenditori, soprattutto nel settore dei servizi. Riforniti di nuova manodopera proveniente dai Jobcenter, gli imprenditori approfittano dell\u2019opportunit\u00e0 per trasformare dei posti di lavoro regolari in posizioni precarie, liberi, coloro che li occupano, di fare la coda al Jobcenter per integrare la loro paga ridotta. Il lavoro ad interim aumenta, passando da 300.000 assunti nel 2000 a quasi un milione nel 2016. Nello stesso tempo, la proporzione di lavoratori poveri \u2013 remunerati al di sotto di 979 euro al mese \u2013 passa dal 18% al 22%. La creazione nel 2015 del salario minimo, a 8,84 euro all\u2019ora, non ha invertito la tendenza: 4,7 milioni di lavoratori attivi sopravvivono con un salario bloccato a 450 euro al mese. La Germania ha convertito i suoi disoccupati in bisognosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I bambini convocati al Jobcenter<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Hartz IV funziona come un servizio di impiego precario obbligatorio. Le minacce delle sanzioni che pesano sui \u201c<em>clienti<\/em>\u201d, li tengono i trappola costantemente. Il signor J\u00fcrgen K\u00f6hler, un abitante di Berlino di 63 anni, esercita in modo autonomo\u00a0la professione di grafico. Spiazzato dalla concorrenza delle grosse compagnie, che abbassano i prezzi, non ha abbastanza progetti perci\u00f2 si \u00e8 iscritto al Jobcenter. \u201c<em>Un giorno<\/em>, racconta, <em>ho ricevuto per posta una notifica che annunciava che mi sarei dovuto presentare il luned\u00ec e marted\u00ec successivi alle 4 del mattino presso un agenzia di lavoro interinale, per essere assegnato ad un cantiere ed essere pagato la sera stessa. <\/em><\/p>\n<p><em>Inoltre sono stato invitato a procurarmi delle scarpe di sicurezza. Evidentemente non possedevo l\u2019equipaggiamento richiesto e non avevo mai lavorato in un cantiere di costruzioni. Cominciare alla mia et\u00e0 non mi pareva una buona idea<\/em>.\u201d Poich\u00e9 era troppo tardi\u00a0per tentare un ricorso, al signor K\u00f6hler non \u00e8 rimasto\u00a0che contestare la misura in tribunale, sperando che il giudizio arrivasse prima delle sanzioni, che possono decurtare il sussidio del 10%, 30% o anche del 100%. Nulla \u00e8 esente dall\u2019accetta delle sanzioni, nemmeno i figli dei riceventi i sussidi in et\u00e0 compresa tra i 15 e i 18 anni. In cambio dei 311 euro mensili versati nel budget della famiglia, anche se frequentano ancora la scuola il Jobcenter li pu\u00f2 convocare in ogni momento e consigliare loro di orientarsi verso specifici settori, minacciandoli di tagliare i fondi se non si presentano all\u2019appuntamento. Effetto pedagogico garantito sull\u2019adolescente, che porta gi\u00e0 Hartz IV tatuato sulla fronte.<\/p>\n<p>Membro del gruppo di disoccupati <em>Ver.di<\/em>, il sindacato unificato dei servizi, il signor K\u00f6hler, ha potuto beneficiare di un avvocato gratuito e di una decisione in suo favore. Ma non tutti hanno questa fortuna. Nel 2016, circa un milione di sanzioni sono state pronunciate, con un prelievo di 108 euro a testa, \u00a0un guadagno notevole per l\u2019agenzia federale del lavoro, che \u00e8 anche l\u2019autorit\u00e0 che tutela i Jobcenter. Nello stesso anno, questi ultimi sono stati oggetto di 121.000 reclami, che sono stati rigettati nel 60% dei casi. Ma non \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Nel 2003-2004, decine di migliaia di disoccupati e lavoratori hanno sfilato spontaneamente ogni luned\u00ec in molte citt\u00e0 della Germania per bloccare le riforme Schr\u00f6der.<\/p>\n<p>Affermatosi soprattutto ad est, dove gli slogan facevano apertamente riferimento alle \u201c<em>manifestazioni del luned\u00ec<\/em>\u201d dell\u2019autunno 1989 contro il potere, il movimento si diffuse rapidamente anche ad ovest. <em>\u201cI sindacati hanno tergiversato molto\u201d<\/em>, ammette Ralf Kr\u00e4mer, segretario di <em>Ver.di<\/em> incaricato di questioni economiche. \u201c<em>La loro posizione era tanto ambigua, che due rappresentanti hanno partecipato alla commissione Hartz, uno era del sindacato DGB (Confederazione Tedesca dei Sindacati) e l\u2019altro dei nostri.<\/em>\u201d Oltre ai due sindacalisti, la commissione comprendeva due eletti, due universitari, un alto funzionario e sette top managers della <em>Deutsche Bank<\/em>, del gruppo chimico BASF e della societ\u00e0 di consulenza <em>McKinsey<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel novembre 2003, tra lo stupore generale, una manifestazione organizzata al di fuori del contesto sindacale ha riunito 100.000 persone a Berlino (\u2026.). Cinque mesi pi\u00f9 tardi altre manifestazioni si verificano a Berlino, Stoccarda e Colonia, circa mezzo milione di oppositori si riuniscono a manifestare. Un numero mai visto dal dopo guerra. Questa volta i direttori dei sindacati sfilano in prima fila: \u201c<em>Avremmo potuto vincere\u201d<\/em>, afferma il signor Kr\u00e4mer. \u201c<em>Ma la DGB ha avuto paura di perdere il controllo e si \u00e8 astenuta dal convocare altre mobilitazioni. <\/em><\/p>\n<p><em>Le manifestazioni del luned\u00ec si sono trovate isolate e il movimento si \u00e8 spento. Abbiamo perso un\u2019occasione storica. Bisogna dire che non fa parte delle cultura sindacale tedesca, contestare le decisioni di un governo democraticamente eletto, anche se a titolo personale me ne pento.<\/em>\u201d Curiosamente, questo fallimento non ha determinato una riflessione su un possibile cambiamento di strategia. Presso <em>Ver.di<\/em>, facente parte di DGB, i dirigenti non hanno ritenuto utile di aprire un dibattito sull\u2019illegalit\u00e0 degli scioperi \u201c<em>politici<\/em>\u201d. Questa \u00e8 una curiosit\u00e0 del diritto tedesco, che impedisce di indire uno sciopero contro le leggi giudicate nefaste per gli interessi dei lavoratori. \u201c<em>Sciopero generale?<\/em>\u201d L\u2019espressione provoca un\u2019espressione dubbiosa in Mehrdad Payandeh, membro del comitato direttivo federale di DGB.<\/p>\n<p>\u201c<em>Per noi, uno sciopero ha senso solo se fallisce la negoziazione per un aumento dei salari nei settori dove siamo rappresentati. La nostra legittimazione \u00e8 rappresentata dagli iscritti e non dalla strada. Non siamo come quei paesi del Sud dove la gente sciopera per motivi meno seri !<\/em>\u201d Nella sua maniera eloquente e calorosa, il signor Payandeh incarna piuttosto bene la cultura sindacale descritta da Kr\u00e4mer. \u201c<em>Certamente, che sono contro le sanzioni Hartz IV e la precariet\u00e0\u201d<\/em>, esclama, \u201c<em>ma le leggi votate dal Bundestag non sono di nostra competenza. <\/em><\/p>\n<p><em>Il fine, per noi, \u00e8 di difendere i nostri lavoratori all\u2019interno degli accordi di settore.<\/em>\u201d Tali accordi esistono solo nei settori metallurgico e chimico, perci\u00f2 l\u2019industria dei servizi assorbe una mano d\u2019opera sempre pi\u00f9 asservita e meno protetta. Le lotte contro le riforme Hartz hanno nondimeno lasciato una traccia profonda nel paese, indebolendo considerevolmente l\u2019SPD, che ha perso 200.000 iscritti dal 2003. Inoltre hanno rimodellato lo scenario politico, spingendo una parte dei dissidenti del partito di Schr\u00f6der a fondersi nel 2005 con i neo comunisti del Partito del Socialismo Democratico (PSD), al fine di creare il nuovo gruppo <em>Die Linke<\/em> (La Sinistra).<\/p>\n<p>Al momento questa formazione politica \u00e8 l\u2019unica formazione all\u2019interno del Bundestag che si batte per l\u2019abrogazione delle riforme Hartz. A seguito di tali proteste, \u00e8 anche nata una vasta rete di disoccupati (come il collettivo Basta) risoluti a far sentire la propria voce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cPer noi la Francia era esemplare\u201d<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel momento in cui in Francia ci si interroga sulla possibilit\u00e0 di ostacolare gli ardori riformatori di Macron, numerosi sindacalisti tedeschi attendono. \u201c<em>Le riforme Macron ci inquietano parecchio, poich\u00e9 rischiano di spingere i salari verso il basso e di diffondersi a macchia d\u2019olio<\/em>\u201d, afferma il Dierk Hirschel, dirigente di Ver.di. \u201c<em>Per noi, la Francia \u00e8 sempre stata esemplare<\/em>\u201d aggiunge il suo collega Ralf Kr\u00e4mer. \u201c<em>L\u2019evoluzione attuale appare tragica. Speriamo che i sindacati francesi non ripeteranno i nostri errori e si sapranno mostrare pi\u00f9 aggressivi di noi<\/em>\u201d.<\/p>\n<div class=\"ezAdsense adsense adsense-leadout\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/09\/07\/le-monde-diplomatique-linferno-del-miracolo-tedesco\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/09\/07\/le-monde-diplomatique-linferno-del-miracolo-tedesco\/<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (da Le Monde Diplomatique- di Oliver Cyran) Su Le Monde Diplomatique, una analisi approfondita del modello sociale tedesco fondato sulle riforme Hartz, che hanno segnato il passaggio dal sistema\u00a0di sicurezza sociale a tutela dei lavoratori a un modello di \u201cinclusione\u201d dove i disoccupati sono trasformati in una grande sacca di lavoratori poveri sottoposti a\u00a0un regime di controlli rigidamente coercitivo, fondato sulla stigmatizzazione di chi si trova in difficolt\u00e0. \u00a0Questo \u00e8 il modello&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":31825,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Unknown-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8QP","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34027"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34027"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34027\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34028,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34027\/revisions\/34028"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/31825"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}