{"id":34062,"date":"2017-09-09T10:45:49","date_gmt":"2017-09-09T08:45:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34062"},"modified":"2017-09-08T23:48:06","modified_gmt":"2017-09-08T21:48:06","slug":"il-caos-americano-e-la-distorsione-ideologica-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34062","title":{"rendered":"Il caos americano e la distorsione ideologica della storia"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Gabriele Sabetta)<\/strong><\/p>\n<div class=\"riassunto\"><em>Tra contrapposizioni etnico-religiose, immigrazione di massa e decenni di regressioni sul piano economico e sociale gli americani sono oggi pi\u00f9 divisi di quanto non lo fossero durante la Guerra di Secessione: uno dei conflitti pi\u00f9 fraintesi della Storia.<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>ilitanti\u00a0<em>antifascisti<\/em>\u00a0(<em>sic!<\/em>) hanno ottenuto che a\u00a0<strong>Charlottesville<\/strong>\u00a0\u2013 North Carolina \u2013 venisse deposto un monumento raffigurante il generale Robert Lee, comandante delle truppe confederate all\u2019epoca della Guerra di Secessione (1861-1865); a seguito dei terribili avvenimenti che ne sono seguiti \u2013 scontri e proteste di una violenza sconosciuta negli ultimi decenni \u2013 un\u2019altra statua di Lee \u00e8 stata rimossa dal sindaco di\u00a0<strong>Baltimora<\/strong>\u00a0per non meglio precisati motivi\u00a0<em>di sicurezza pubblica<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-89796\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/b86cf5a75da04598ae73bcdd739bd0bd-1200x630-1024x538.jpg\" alt=\"b86cf5a75da04598ae73bcdd739bd0bd-1200x630\" width=\"1024\" height=\"538\" \/><\/p>\n<p>I tagliagole dell\u2019ISIS hanno distrutto le rovine dell\u2019antica citt\u00e0 di\u00a0<strong>Palmira<\/strong>\u00a0in Siria; i terroristi di al-Qaida hanno devastato la favolosa citt\u00e0 sahariana di\u00a0<strong>Timbuktu<\/strong>; la nuova barbarie iconoclasta si \u00e8 ora impadronita dell\u2019America?<\/p>\n<p>In realt\u00e0, la furia distruttiva si \u00e8 spinta ben oltre. Una statua di\u00a0<strong>Giovanna d\u2019Arco<\/strong>\u00a0\u2013 eroina nazionale francese, venerata come santa dalla Chiesa cattolica \u2013 \u00e8 stata danneggiata da alcuni teppisti a New Orleans (Louisiana, ex colonia francese); il<a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/mondo\/2017\/08\/16\/usa-imbrattato-il-lincoln-memorial_6ec6fa31-c878-4375-93cc-de05ff336858.html\">\u00a0<strong>Lincoln Memorial<\/strong>\u00a0<\/a>di Washington \u00e8 stato imbrattato con la scritta\u00a0<em>fuck law<\/em>\u00a0(\u201csi fotta la legge\u201d); sempre a Baltimora, alcuni esaltati si sono scagliati, mazze alla mano, contro una statua di\u00a0<strong>Cristoforo Colombo<\/strong>, la pi\u00f9 antica del Paese, colpevole di rappresentare il\u00a0<em>suprematismo bianco<\/em>\u00a0ed il\u00a0<em>terrorismo genocida<\/em>. Anche se la bizzarra ossessione di voler<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2017\/08\/16\/news\/statue_confederate_stati_uniti_guerra_civile_charlottesville_durham_destra_nazisti-173181454\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">\u00a0abbattere qualsiasi icona<\/a>\u00a0risalente a personalit\u00e0 e simboli dei confederati secessionisti non \u00e8 nuova, \u00e8 cresciuta a livelli mai visti, sconfinando in altri ambiti, tanto da far venire<strong>\u00a0il sospetto che il movimento sia tutt\u2019altro che\u00a0<em>spontaneo<\/em><\/strong><em>.<\/em>\u00a0Di fronte a una continua perdita di consenso, a causa di un\u2019agenda\u00a0<strong>radicalmente mondialista<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>filo-capitalista<\/strong>, e alla mancanza di volont\u00e0 nel riconoscere Donald Trump come legittimo presidente, i\u00a0<em>Democrats\u00a0<\/em>\u2013 e parte dei Repubblicani \u2013 hanno deciso, in maniera irresponsabile, di fomentare uno scontro etnico?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-89797\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/statua-di-cristoforo-colombo-vandalizzata-a-detroit-930691.jpg\" alt=\"statua-di-cristoforo-colombo-vandalizzata-a-detroit-930691\" width=\"800\" height=\"444\" \/><\/p>\n<p>In Europa stiamo assistendo a\u00a0<strong>una deriva dello stesso tipo<\/strong>, per via di una scelta sconsiderata del grande potere industriale e finanziario, il quale \u2013 al cospetto una crisi storica del capitalismo \u2013 cerca di deviare la collera delle masse, generata da un decennio di regressioni sul piano economico e sociale, favorendo l\u2019immigrazione di massa e<strong>\u00a0fomentando poi le contrapposizioni etnico-religiose<\/strong>. Gli americani sono oggi pi\u00f9 divisi \u2013 moralmente, ideologicamente e politicamente \u2013 di quanto non lo fossero durante la<strong>\u00a0Guerra di Secessione<\/strong>. In verit\u00e0, nessun\u2019altra guerra nella storia americana \u00e8 stata cos\u00ec fraintesa \u2013 neanche la\u00a0<em>crociata<\/em>\u00a0contro i fascismi della seconda guerra mondiale \u2013 e mai l\u2019obbiettivit\u00e0 del giudizio storico \u00e8 stata a tal punto vittima della propaganda ideologica come nel caso della Guerra di Secessione. Era davvero la questione della\u00a0<strong>schiavit\u00f9<\/strong>\u00a0e del\u00a0<strong><em>razzismo<\/em><\/strong>\u00a0la causa che scaten\u00f2 quella che molti chiamano<em>\u00a0la guerra civile americana<\/em>?<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Presidente Abramo Lincoln<\/strong>\u00a0espose con queste parole la propria posizione al riguardo, in una famosa lettera al giornalista Horace Greeley del 22 agosto 1862:<\/p>\n<blockquote><p>Se ci fosse chi non desidera salvare l\u2019Unione a meno di non potere allo stesso tempo salvare la schiavit\u00f9, io non sarei d\u2019accordo con costoro. Se ci fosse chi non desidera salvare l\u2019Unione a meno di non poter al tempo stesso sconfiggere la schiavit\u00f9, io non sarei d\u2019accordo con costoro. Il mio obiettivo supremo in questa battaglia \u00e8 di salvare l\u2019Unione, e non se porre fine o salvare la schiavit\u00f9. Se potessi salvare l\u2019Unione senza liberare nessuno schiavo, io lo farei; e se potessi salvarla liberando tutti gli schiavi, io lo farei; e se potessi salvarla liberando alcuni e lasciandone altri soli, io lo farei anche in questo caso. Quello che faccio al riguardo della schiavit\u00f9 e della razza di colore, lo faccio perch\u00e9 credo che aiuti a salvare l\u2019Unione; e ci\u00f2 che evito di fare, lo evito perch\u00e9 non credo possa aiutare a salvare l\u2019Unione.<\/p><\/blockquote>\n<p>La guerra venne dunque perseguita per<strong>\u00a0salvare l\u2019integrit\u00e0 politica dell\u2019Unione<\/strong>, il problema della schiavit\u00f9 ebbe un ruolo secondario e relativo \u2013 strumento di feroce propaganda ideologica e arma strategica contro i secessionisti.<\/p>\n<div id=\"attachment_89798\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-89798\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/o-LINCOLN-MEMORIAL-facebook-1024x683.jpg\" alt=\"Lincoln Memorial - Washington DC\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Lincoln Memorial \u2013 Washington DC<\/p>\n<\/div>\n<p>Nel<strong>\u00a0Proclama di Emancipazione<\/strong>\u00a0emanato il 22 settembre 1862, il Presidente Lincoln afferm\u00f2 che, a partire dal 1\u00b0 gennaio seguente, tutte le persone detenute come schiavi in uno Stato che si trovasse in rivolta contro il governo centrale sarebbero state dichiarate libere per sempre. Dunque, agli Stati confederati (e secessionisti) del Sud venivano concessi cento giorni per rientrare in seno all\u2019Unione; alla scadenza del termine, l\u2019atto di emancipazione diveniva esecutivo. Con un secondo proclama del\u00a0<strong>1\u00b0 gennaio del 1863<\/strong>, vennero designati come\u00a0<em>ribelli:<\/em>\u00a0Arkansas, Texas, Louisiana, Mississippi, Alabama, Florida, Georgia, Carolina del Sud, Carolina del Nord e la Virginia. Il proclama non faceva cenno ai quattro Stati \u2013 Kentucky, Missouri, Maryland e Delaware \u2013 che non avevano aderito alla secessione, ma che al contempo praticavano lo schiavismo. Il documento, insomma, rappresentava\u00a0<strong>un\u2019abile mossa nella strategia di guerra<\/strong>, che tra l\u2019altro forniva ad essa la motivazione morale di cui la mentalit\u00e0 puritana degli americani \u2013 specialmente degli abitanti del New England \u2013 ha sempre avuto bisogno per imbracciare le armi. Inoltre, venne disposta l\u2019estensione agli ex schiavi del reclutamento nell\u2019esercito unionista.<\/p>\n<p>Dinnanzi a Lincoln si stagliava, nondimeno, un ostacolo rilevante: i proclami di emancipazione erano, sotto ogni punto di vista,\u00a0<strong>contrari alla costituzione americana<\/strong>. Rappresentavano un\u2019indebita intrusione dell\u2019esecutivo nel legislativo: si rendeva dunque necessario codificare la normativa in un apposito emendamento (il tredicesimo). I secessionisti protestarono contro un atto indirizzato, a loro dire, a spingere gli schiavi alla sedizione e al conseguente massacro dei bianchi, soprattutto dei pi\u00f9 deboli, essendo i maschi adulti impegnati al fronte. A quel punto, negli Stati fedeli all\u2019Unione si pot\u00e9 finalmente dare il via ad una\u00a0<strong>martellante propaganda anti-schiavista<\/strong>, al fine di spronare la popolazione e i coscritti a sostenere con forza l\u2019impegno bellico e la causa unionista; i confederati furono pertanto dipinti come\u00a0<em>malvagi\u00a0<\/em>e ci\u00f2 approfond\u00ec il solco di odio tra le due parti, rendendo la spaccatura definitiva e inconciliabile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-89799\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Abraham-Lincoln.jpg\" alt=\"Abraham-Lincoln\" width=\"500\" height=\"579\" \/><\/p>\n<p>Ogni Stato americano che aveva contribuito alla dichiarazione di indipendenza dal Regno Unito di Gran Bretagna nel 1776\u00a0<strong>era uno Stato schiavista<\/strong>; la schiavit\u00f9 svolse un ruolo importante nel primo sviluppo degli Stati del Nord-Est, dove si estinse per ragioni di tipo economico, pi\u00f9 che per motivi moralistici: nel momento in cui l\u2019industrializzazione non aveva pi\u00f9 bisogno di schiavi in senso tradizionale (passando al pi\u00f9 conveniente sfruttamento dei salariati), la schiavit\u00f9 diminu\u00ec rapidamente e\u00a0<strong>venne abolita<\/strong>\u00a0dopo che i proprietari ottennero i loro soldi vendendo gli schiavi ai coltivatori del Sud.<\/p>\n<p>Si \u00e8 calcolato che il costo della guerra, stimato in oltre 10 miliardi di dollari attuali per ogni anno, sarebbe stato pi\u00f9 che sufficiente per\u00a0<strong>acquistare la libert\u00e0 di ogni schiavo<\/strong>, se mai questo fosse stato il reale motivo dello scontro. Gli Stati del Nord-Est erano diventati il traino della nuova rivoluzione industriale in terra americana, basata sullo sfruttamento del lavoro salariato e di impostazione originariamente protezionista (conto il liberismo dell\u2019ex madrepatria), mentre gli Stati del Sud erano rimasti legati ad un contesto patriarcale e campestre, votato\u00a0<strong>all\u2019agricoltura<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>all\u2019esportazione.<\/strong>\u00a0Il Congresso poneva sempre nuove tariffe di protezione per aumentare i profitti delle fabbriche \u2013 e per sovvenzionarle \u2013 ma questa politica paralizzava gli Stati del Sud e fu proprio il contrasto fiscale la vera causa della separazione di quest\u2019ultimi dall\u2019Unione \u2013 del resto, non furono gli stessi coloni americani a sollevarsi, un secolo prima, contro la madrepatria, al grido di\u00a0<em><strong>no taxation without representation<\/strong><\/em>?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-89800\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/3809103ffa79c3467e8ad7055bb73ef4.jpg\" alt=\"3809103ffa79c3467e8ad7055bb73ef4\" width=\"800\" height=\"523\" \/><\/p>\n<p>Le formali denunce che provengono dalla stampa e dalle emittenti televisive contro la violenza\u00a0<em>razzista<\/em>\u00a0che divampa oggi in America sono prive di una seria analisi sulle condizioni sociali e politiche che ne sono alla base. Si ha l\u2019impressione che tutto dipenda dal fatto che Trump si stia aggrappando ai\u00a0<em>suprematisti bianchi<\/em>\u00a0nel disperato tentativo di salvare la propria poltrona. Se non fosse per Trump, sembra che le strade d\u2019America diventerebbero d\u2019un tratto colme di fiori profumatissimi e risuonerebbero di inni alla gioia. Ma la storia del Trump\u00a0<em>cattivo<\/em>\u00a0<strong>non spiega nulla<\/strong>: la violenza che imperversa, e che rischia di sfociare in una guerra civile inter-etnica, \u00e8 sintomo di\u00a0<strong>una crisi profonda e intrattabile<\/strong>, e Trump \u00e8 meno il responsabile che non il risultato di processi economici, sociali e politici di lunga durata. La sua amministrazione nasce da un quarto secolo di<strong>\u00a0guerra ininterrotta<\/strong>\u00a0in ogni angolo del mondo e da quattro decenni di\u00a0<strong>controrivoluzione sociale<\/strong>, mentre la sconfitta di Hillary Clinton nelle elezioni del novembre 2016 deriva dalla netta presa di posizione dei\u00a0<em>Democrats<\/em>\u00a0come\u00a0<strong>garanti dello\u00a0<\/strong><em><strong>status quo<\/strong>.\u00a0<\/em>Non a caso la vittoria di Trump ha avuto la spinta decisiva dalle\u00a0<strong>regioni devastate dalla de-industrializzazione<\/strong>, approfittando della mancanza storica dei sindacati, che da tempo hanno abbandonato ogni opposizione alle richieste delle grandi\u00a0<em>corporations<\/em>.<\/p>\n<p>La fissazione ossessiva del Partito Democratico \u2013 e delle organizzazioni che operano nella sua orbita \u2013 sul\u00a0<em>razzismo<\/em>, ha raggiunto un picco nell\u2019ultima campagna elettorale, predisposta sul principio che\u00a0<strong>tutti i problemi sociali dell\u2019America odierna si riducano all\u2019odio razziale<\/strong>: le rimostranze dei lavoratori bianchi sono il prodotto non della disoccupazione e della povert\u00e0, ma del razzismo e del privilegio. L\u2019interpretazione razziale della politica e della cultura \u00e8 politicamente conveniente in quanto distoglie l\u2019attenzione \u2013 per quanto ancora? \u2013 dalle problematiche della disuguaglianza sociale e della disoccupazione, incolpando i lavoratori bianchi, non il sistema capitalista in s\u00e9, per l\u2019elezione di Trump e per i disordini in corso. L\u2019opposizione al neoeletto Presidente non si combatte \u2013 oggi \u2013 nelle sole sedi istituzionali, ma \u00e8 una lotta strisciante che coinvolge le\u00a0<strong>agenzie di intelligence<\/strong>, il Pentagono e l\u2019apparato militare-industriale, sulla base delle richieste di una politica pi\u00f9 aggressiva contro la Russia.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/storia\/guerra-di-secessione-america\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/storia\/guerra-di-secessione-america\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Gabriele Sabetta) Tra contrapposizioni etnico-religiose, immigrazione di massa e decenni di regressioni sul piano economico e sociale gli americani sono oggi pi\u00f9 divisi di quanto non lo fossero durante la Guerra di Secessione: uno dei conflitti pi\u00f9 fraintesi della Storia. ilitanti\u00a0antifascisti\u00a0(sic!) hanno ottenuto che a\u00a0Charlottesville\u00a0\u2013 North Carolina \u2013 venisse deposto un monumento raffigurante il generale Robert Lee, comandante delle truppe confederate all\u2019epoca della Guerra di Secessione (1861-1865); a seguito dei terribili avvenimenti&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/intellettuale-dissidente-e1474974730908.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8Ro","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34062"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34062"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34062\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34063,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34062\/revisions\/34063"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34062"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34062"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34062"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}