{"id":34110,"date":"2017-09-23T00:44:24","date_gmt":"2017-09-22T22:44:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34110"},"modified":"2017-09-15T21:42:39","modified_gmt":"2017-09-15T19:42:39","slug":"il-limes-germanico-ferita-e-destino-ditalia-1a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34110","title":{"rendered":"Il limes germanico ferita e destino d&#8217;Italia (1a parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">di DARIO FABBRI e FEDERICO PETRONI<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Una parte d&#8217;Italia tende fisiologicamente alla Germania senza essere consapevole del signifcato geopolitico della sua estroversione. La forza magnetica esercitata dal mercato teutonico sul nostro pulviscolare tessuto manifatturiero determina \u2013 in un\u2019area in gran parte coincidente con il Settentrione \u2013 la nascita di una sfera d\u2019attrazione tedesca. Diversa dalla sfera d\u2019infuenza in quanto quest\u2019ultima presupporrebbe l\u2019intento di Berlino di esercitare un controllo indiretto sui propri satelliti \u2013 \u00e8 ci\u00f2 che avviene per esempio con i Paesi Bassi. Mentre \u00e8 soprattutto il Nord Italia ad anelare alla simbiosi con la Germania, della cui fliera produttiva ormai fa parte. Non per scelta valoriale, ma per necessit\u00e0 in tempi di vacche magre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Tale tensione incide nel nostro paese una faglia geopolitica, secando la penisola da est a ovest. Il limes germanico corre, con tutte le sfumature del caso, sull\u2019Appennino ligure e tosco-emiliano. A nord di esso si stende un\u2019Italia transappenninica, padana e pedemontana, la pi\u00f9 sviluppata del paese. Cui la Germania attribuisce un alto valore economico a causa delle piccole e medie imprese capaci di competere alla pari in pi\u00f9 di un settore con i concorrenti renani. A sud, si apre invece un\u2019Italia centro-meridionale, mediterranea. Certo assai meno sviluppata, ma anche meno dipendente dall\u2019economia tedesca, dotata di pi\u00f9 punti di riferimento. A suggellare simbolicamente la partizione \u00e8 il cimitero militare germanico del Passo della Futa, spartiacque fra Firenze e Bologna, fra Italia mediterranea e cisalpina. Qui riposano oltre 31 mila soldati tedeschi caduti nella seconda guerra mondiale a cavallo degli Appennini cinti dalla linea gotica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Storicamente, dal crollo dell\u2019impero romano d\u2019Occidente, sulla penisola italica corre con ricorrenza carsica un limes germanico. O comunque un confne pi\u00f9 o meno informale cui si spinge l\u2019attore dominante del continente. \u00c8 successo con il regno longobardo e l\u2019esarcato bizantino; con l\u2019impero di Carlo Magno; con il Sacro Romano Impero e il suo <em>Reichsitalien<\/em> (Regnum Italicum) in cui s\u2019andavano autonomizzando i Comuni; con il regno lombardo-veneto d\u2019asburgica memoria; e, infne, con la Repubblica Sociale Italiana, satellite del Terzo Reich che, per difenderla dagli alleati, eresse la linea gotica. Promemoria di come una parte d\u2019Italia sia un ring di competizione della geopolitica dell\u2019Europa continentale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Tuttavia, l\u2019intensit\u00e0 dei rapporti italo-tedeschi registrata nel settore degli affari non corrisponde a una pi\u00f9 ampia ed equivalente affnit\u00e0 fra i due popoli. Soprattutto, la pulsione settentrionale verso una Germania intenzionata a percorrere la via dell\u2019Europa a pi\u00f9 velocit\u00e0 rischia di generare tensioni insostenibili per la tenuta del paese. O quantomeno di imporgli la permanenza in un\u2019area che esporta defazione. Oltre a una netta scelta di campo nell\u2019imminente scontro fra Berlino e Washington.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">La simbiosi economica fra Nord Italia e Germania si esplica nell\u2019interscambio commerciale e negli investimenti, corroborati dalla distribuzione del turismo, delle infrastrutture viarie, dell\u2019emigrazione e dell\u2019insegnamento del tedesco. La Germania \u00e8 stata nel 2016 il primo partner commerciale d\u2019Italia, con 112 miliardi di euro di interscambio, mentre il nostro paese \u00e8 sesto nella stessa classifca vista dal punto di vista tedesco\u00a01. Di questi, 87,6 si concentrano nel Nord, 15 nel Centro (Toscana, Marche, Umbria, Lazio) e 7,4 nel Sud. Anche l\u2019importanza relativa del paese teutonico sfuma al variare della latitudine: primo partner per 36 province settentrionali su 47 \u2013 prevalenza precedente all\u2019adozione dell\u2019euro, oggi solo lievemente approfondita \u2013 gi\u00e0 in Toscana cede il passo a Francia e Stati Uniti, scendendo al quinto posto nelle isole, sopravanzata pure da Spagna e Russia. Anche nella Repubblica Federale esiste un\u2019asimmetria locale: Baviera (20% dell\u2019interscambio), Baden-W\u00fcrttemberg (19%) e Renania Settentrionale-Vestfalia (17%) sono i partner principali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Non di solo commercio vive l\u2019attrazione del Nord Italia. Azionisti tedeschi controllano direttamente diverse imprese italiane, quando non vi sono fsicamente presenti con fliali dei propri campioni \u2013 Allianz, Volkswagen, Siemens fra i pi\u00f9 visibili. La Germania \u00e8 seconda solo agli Stati Uniti per fatturato controllato nel nostro paese (86 miliardi di euro contro 93) e prima di fatto per numero di societ\u00e0 con azionista di riferimento tedesco (2.391 contro le 2.407 del Lussemburgo, il cui primato \u00e8 tuttavia fttizio in quanto dovuto a mere convenienze fscali). Spia di come gli investimenti germanici non si concentrino su grandi colossi isolati, ma realizzino \u2013 probabilmente in modo involontario \u2013 una penetrazione pi\u00f9 solida proprio perch\u00e9 pi\u00f9 diffusa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-34197\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/brennero-300x195.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/brennero-300x195.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/brennero-768x498.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/brennero.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Altri fattori oltre al crudo computo economicistico suffragano l\u2019esistenza del limes germanico. Anzi, quello delle infrastrutture viarie addirittura la permette. Il Nord Italia gravita verso il mondo teutonico perch\u00e9 vi \u00e8 connesso. Al contrario, la rarefazione di comode autostrade e rotaie oltre l\u2019Appennino tosco-emiliano rispetto al ftto reticolo padano contribuisce ad approfondire la distanza tra mondo germanico e Meridione. Due assi autostradali europei di classe A uniscono i gangli vitali dei due paesi. La E35 connette Firenze, Bologna e Milano alla Svizzera tedesca e alla Renania, sboccando su Amsterdam. La E45 mette in comunicazione il Nord-Est con Tirolo e Baviera, facendo perno sul Brennero. L\u2019importanza di Genova sar\u00e0 destinata a crescere con il futuro completamento dell\u2019asse ferroviario con Rotterdam via San Gottardo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">A confermare la fsiologica tensione del Nord verso la Germania \u00e8 l\u2019insegnamento della lingua tedesca. Dei 392.944 studenti fra istruzione primaria, di I e II grado che nel 2015-16 hanno seguito lezioni di lingua curricolari, il 75% appartiene a regioni settentrionali, con una netta concentrazione in Veneto (82.775), Lombardia (74.471) e Trentino (54.130, per Bolzano i dati non sono disponibili ma coincidono con il totale degli scolari). La Toscana, con 22.654 studenti, sopravanza il Piemonte ma insegue Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia. La lingua di Goethe resta comunque trascurata nella scuola italiana, a dispetto della sempre maggiore richiesta nelle offerte di lavoro, soprattutto in campo aziendale e turistico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">L\u2019accenno al turismo introduce un\u2019altra dimensione cruciale del rapporto biunivoco fra Italia e Germania. Nel 2015, 10,86 milioni di visitatori tedeschi hanno soggiornato nel nostro paese, per un totale di 53 milioni di pernottamenti e una spesa di 5,4 miliardi di euro. Il Belpaese \u00e8 la seconda meta preferita all\u2019estero dai tedeschi: 8,8% contro il 14,2% riservato alla Spagna. Le prime cinque destinazioni in Italia sono, nell\u2019ordine: Trentino-Alto Adige, Veneto, Lombardia, Toscana e Lazio. Tuttavia, proprio in quest\u2019ultima regione la Germania \u00e8 solo la quinta nazione d\u2019origine dei turisti, basso peso relativo ineguagliato nelle altre regioni italiane. Viceversa, secondo i dati Istat, i visitatori tedeschi sono la prima nazionalit\u00e0 in 11 regioni. Fra cui fgurano le pi\u00f9 importanti del Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna), oltre a quelle adriatiche centro-meridionali, preferite a quelle tirreniche in virt\u00f9 della A14, fattore non secondario per chi come i tedeschi preferisce viaggiare in auto o in camper.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Fra Milano, Brescia, Bergamo e Monza si concentrano un quarto degli scambi italo-tedeschi e il 52% del fatturato delle imprese controllate da azionisti germanici nel nostro paese. Specchio di una Lombardia che da sola quasi eguaglia i commerci fra la Germania e una potenza dell\u2019export come il Giappone (39,4 miliardi di euro contro 40,3). Se Milano \u00e8 il cuore, l\u2019autostrada del Brennero \u00e8 sicuramente l\u2019arteria della sfera d\u2019attrazione germanica. Con i suoi 1.344 metri sul livello del mare, il valico alpino \u00e8 il laccio che lega la penisola al nucleo del continente: per esso transita il 40% dei traffci merci transalpini che hanno come origine o approdo l\u2019Italia. Non stupisce che l\u2019adiacente ferrovia abbia raggiunto il punto di saturazione e sotto lo storico passo d\u2019ingresso degli imperatori della nazione germanica sia in corso la realizzazione del traforo pi\u00f9 lungo del mondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Se Torino conserva un ruolo di primo piano grazie al terzo posto fra le province con il maggiore interscambio, a rivestire maggiore importanza \u00e8 un altro polo pedemontano, quello fra Verona e Treviso. Nella citt\u00e0 scaligera, secondo partner commerciale teutonico in Italia, il 65% del fatturato delle societ\u00e0 controllate dall\u2019estero \u00e8 in mano ad azionisti tedeschi. A trainare uno spazio che raccoglie il 13,5% degli scambi con la Germania. Sempre al Nord-Est sono poi le due maggiori aree gravitazionali del turismo tedesco nel Nord (ovviet\u00e0 altoatesina esclusa). Primo, il lago di Garda: nella provincia di Brescia si concentra la met\u00e0 dei visitatori germanici in Lombardia e a Sal\u00f2 molte indicazioni stradali per turisti sono scritte solo nella lingua di Goethe. Secondo, il litorale adriatico Grado-Senigallia, dove la prima nazionalit\u00e0, se non \u00e8 tedesca, \u00e8 austriaca.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">[da &#8220;Limes&#8221;, 4\/2017 &#8211; continua]<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DARIO FABBRI e FEDERICO PETRONI &nbsp; Una parte d&#8217;Italia tende fisiologicamente alla Germania senza essere consapevole del signifcato geopolitico della sua estroversione. 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