{"id":34148,"date":"2017-09-26T15:18:58","date_gmt":"2017-09-26T13:18:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34148"},"modified":"2017-09-26T16:45:52","modified_gmt":"2017-09-26T14:45:52","slug":"il-limes-germanico-ferita-e-destino-ditalia-2a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34148","title":{"rendered":"Il limes germanico ferita e destino d&#8217;Italia (2a parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">di DARIO FABBRI e FEDERICO PETRONI<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Nonostante gli scambi commerciali e lo storico interesse germanico per le arti e la letteratura mediterranee, Italia e Germania non sono riuscite negli anni a sviluppare una reale comunanza culturale. Con i tedeschi che mantengono nettamente diviso l\u2019apprezzamento intellettuale da quello antropologico; e con gli italiani che restano indifferenti, se non addirittura ostili, al <em>soft power<\/em> teutonico. Le reciproche diffdenze testimoniano sedimentati stereotipi nella cultura popolare, dal tedesco \u00abbarbaro invasor\u00bb all\u2019identit\u00e0 germanica costruita per contrapposizione all\u2019elemento mediterraneo .<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Cos\u00ec per esempio Giuseppe Verdi aizza il patriottismo dell\u2019Italia risorgimentale del 1849 mettendo in bocca al suo imperatore Federico Barbarossa in <em>La battaglia di Legnano<\/em> parole terribili: \u00abIl destino d\u2019Italia son io!\/ Soggiogata essa in breve fa tutta\/ e Milano due volte distrutta\/ ai ribelli sgomento sar\u00e0\u00bb. E cos\u00ec il suo omologo Richard Wagner ne fa pronunciare di altrettanto evocative a Hans Sachs, protagonista di <em>I mastri<\/em> <em>cantori di Norimberga<\/em>, celebrazione della supremazia dell\u2019arte tedesca e pertanto accolta trionfalmente alla prima esecuzione, nel 1867, alla vigilia della nascita del Secondo Reich: \u00abAttenti! Pessimi eventi ci minacciano:\/ se un giorno popolo e impero tedesco\/ cadranno sotto falsa maest\u00e0 latina\/ nessun principe comprender\u00e0 pi\u00f9 la sua gente (\u2026)\/ Perci\u00f2 vi dico:\/ onorate i vostri maestri tedeschi\/ (\u2026) fnisca pure in polvere\/ il sacro romano impero,\/ ci resterebbe sempre\/ la sacra arte tedesca!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Eppure, nei prossimi anni la straordinaria dipendenza economica, pur priva di appartenenza sentimentale, \u00e8 destinata a muovere il Settentrione italiano verso la sfera d\u2019attrazione di Berlino. Fino a costituire una parte rilevante della futura <em>Kerneuropa<\/em> \u2013 il nucleo dell\u2019Unione Europea attorno al quale Berlino intende realizzare una maggiore integrazione istituzionale. In realt\u00e0, l\u2019accettazione del fallimento del progetto comunitario allargato e la riproposizione della Mitteleuropa di stampo germanico quale antidoto contro il ritorno della <em>Bundesrepublik<\/em> al rango di nazione convenzionale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Uno spazio geopolitico pressoch\u00e9 fisiologico \u2013 composto dagli storici satelliti del mondo germanico, pi\u00f9 la Finlandia e senza la Polonia \u2013 segnato da specifci connotati strategici. Improntato all\u2019export, con i paesi del sistema incaricati di produrre i componenti impiegati dall\u2019industria teutonica, e dedito all\u2019austerit\u00e0 perch\u00e9 capace di supplire sui mercati esteri ai bassi consumi interni. Sul piano geopolitico si tratter\u00e0 di un\u2019entit\u00e0 conciliante nei confronti della Russia, cos\u00ec da evitare imprevedibili frizioni in Europa centrale e ridurre il peso strategico della Polonia; smaccatamente antiturca, per attenuare l\u2019infuenza di Ankara nei Balcani e riaffermare la sovranit\u00e0 dei paesi mitteleuropei sulle comunit\u00e0 di immigranti non assimilati; nonch\u00e9 sommessamente antiamericana, nel tentativo di affrancarsi dal giogo di Washington e recuperare un cruciale margine di manovra. In nuce: un soggetto pi\u00f9 compiuto dell\u2019Unione Europea.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Come dimostrato dal sentire geopolitico dei movimenti federalisti o secessionisti del Nord Italia, spesso emanazione diretta della locale classe imprenditoriale e della cittadinanza profonda, che (inconsapevolmente) si mostrano in sintonia con la politica estera che perseguirebbe la Kerneuropa. In tale ottica gli indipendentisti veneti, gli autonomisti lombardi o la Lega, che pure criticano apertamente l\u2019Europa a guida tedesca e l\u2019autorit\u00e0 della cancelliera Merkel, esprimono ammirazione per il leader del Cremlino, Vladimir Putin, totale avversione per l\u2019espansionismo turco e ambivalente freddezza nei confronti degli Stati Uniti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Prodromi di un\u2019integrazione dell\u2019Italia settentrionale nello spazio germanico che, a dispetto di coloro che propugnano l\u2019autonomismo scambiandolo per indipendenza, anzich\u00e9 coglierne l\u2019aderenza all\u2019egemonia altrui, tralignerebbe la semplice relazione economica per confgurarsi in un classico rapporto di subalternit\u00e0 geopolitica. Convinto di allacciarsi a una mera area di sviluppo commerciale, il Nord della penisola fnirebbe per innestarsi in un contesto sconveniente per ragioni domestiche, economiche e geopolitiche. Anzitutto, l\u2019assimilazione delle regioni settentrionali nello spazio germanico, con l\u2019adozione di politiche fscali ed amministrative di origine esogena, provocherebbe la defnitiva spaccatura del territorio nazionale.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-34618\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/macroregione-300x164.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/macroregione-300x164.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/macroregione.png 683w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Gi\u00e0 provata da discrepanti livelli di benessere, l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia sarebbe definitivamente consegnata ai libri di storia. A questo si sommerebbe l\u2019incompatibilit\u00e0 vocazionale tra le manifatture italiane e quelle tedesche. Di piccola e media taglia, la stragrande maggioranza delle imprese nostrane si concentra sul mercato domestico, mentre le industrie tedesche, di dimensioni mediamente pi\u00f9 grandi, puntano soprattutto ai mercati esteri, anche per sostenere l\u2019austerit\u00e0 fscale perseguita dal governo centrale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">La svolta di matrice germanica appare altrettanto rischiosa sul piano culturale e strategico. Bench\u00e9 gli italiani settentrionali si percepiscano assai diversi dai propri connazionali meridionali e dunque pi\u00f9 facilmente integrabili nel nucleo europeo, stando alle indagini in materia i tedeschi non riconoscono differenze regionali \u2013 eccezion fatta forse per i bavaresi \u2013 e applicano gli stessi stereotipi a tutti gli abitanti della penisola. Di fatto palesando la natura smaccatamente squilibrata che avrebbe la relazione tra centro e nuova periferia del sistema. Il valore economico dell\u2019Italia settentrionale non basta a distinguerla dall\u2019Europa mediterranea.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Epiteto peggiorativo nel quale l\u2019opinione pubblica tedesca inserisce la penisola tutta, deprecandone l\u2019irredimibile ineffcienza politico-amministrativa. Inoltre, dall\u2019informale amputazione del territorio nazionale deriverebbe il depotenziamento del meccanismo di ricatto connesso alla grandezza dell\u2019economia italiana. Infne il Nord italiano rischierebbe drammaticamente di trovarsi al centro del prossimo scontro tra Stati Uniti e Germania.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Intenzionata a prevenire l\u2019emergere di un egemone che in solitaria o in coabitazione possa dominare la massa eurasiatica, Washington valuta con notevole ostilit\u00e0 la creazione di una strutturata area di infuenza germanica, a maggior ragione se simpatetica nei confronti della Russia. Nei prossimi anni la tensione \u00e8 destinata ad acuirsi notevolmente. Quando gli Stati Uniti interverranno massicciamente per ridurre il margine di manovra tedesco, colpendone la produzione industriale, aumentando la presenza delle proprie Forze armate sul territorio della <em>Bundesrepublik<\/em> e rilanciando i rapporti con Polonia e Romania, diaframma naturale tra Berlino e Mosca.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Anche l\u2019Italia settentrionale, quale propaggine inferiore della rinnovata Mitteleuropa, potrebbe essere obiettivo dell\u2019offensiva americana. Anche a causa dell\u2019atteggiamento florusso dei governanti regionali (e nazionali). Con somma sorpresa degli abitanti. Il Congresso statunitense potrebbe applicare notevoli dazi alle esportazioni, linfa vitale dell\u2019economia locale, e minacciare platealmente di sottrarre l\u2019ombrello militare che fornisce all\u2019alleato. Quindi Washington premerebbe su Roma affnch\u00e9 recida la simbiosi con Berlino, ma senza controllare una parte cospicua di territorio l\u2019esecutivo politico si mostrerebbe inerme. Il Belpaese si scoprirebbe in posizione assai critica. Tranciato da diversi livelli di sviluppo e dalla capacit\u00e0 d\u2019attrazione tedesca. Senza possibilit\u00e0 di frenare la deriva verso nord delle sue regioni pi\u00f9 produttive, n\u00e9 di sottrarsi alla rappresaglia statunitense. Con l\u2019epidermide nazionale incisa dal limes germanico, al contempo ferita e destino d\u2019Italia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><em>[da &#8220;Limes&#8221;, 4\/2017]<\/em><\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34110\">Qui<\/a> la prima parte dell&#8217;articolo<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DARIO FABBRI e FEDERICO PETRONI Nonostante gli scambi commerciali e lo storico interesse germanico per le arti e la letteratura mediterranee, Italia e Germania non sono riuscite negli anni a sviluppare una reale comunanza culturale. Con i tedeschi che mantengono nettamente diviso l\u2019apprezzamento intellettuale da quello antropologico; e con gli italiani che restano indifferenti, se non addirittura ostili, al soft power teutonico. 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