{"id":34160,"date":"2017-09-18T00:31:24","date_gmt":"2017-09-17T22:31:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34160"},"modified":"2017-09-18T17:45:29","modified_gmt":"2017-09-18T15:45:29","slug":"credere-nella-scuola-della-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34160","title":{"rendered":"Credere nella scuola della Costituzione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">del COMITATO &#8220;Legge di iniziativa popolare per la scuola della Costituzione&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Gruppo di Firenze per la scuola del Merito e della Responsabilit\u00e0 ha elaborato una lettera-appello indirizzata al Presidente del Consiglio, alla ministra dell\u2019Istruzione e al Parlamento, con la quale chiede di porre al centro della didattica del primo ciclo scolastico le competenze linguistiche di base. L\u2019appello, sottoscritto da alcune centinaia di docenti universitari \u2013 provenienti dai pi\u00f9 diversi campi disciplinari, dalla linguistica alla pedagogia, alla matematica, dalla sociologia alla neuropsichiatria infantile, all\u2019economia \u2013 richiama alla centralit\u00e0 della lingua italiana: si auspica il raggiungimento \u201c<em>al termine del primo ciclo, di un sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si propone \u201c<em>una revisione delle indicazioni nazionali che dia grande rilievo all\u2019acquisizione delle competenze di base, fondamentali per tutti gli ambiti disciplinari. Tali indicazioni dovrebbero contenere i traguardi intermedi imprescindibili da raggiungere e le pi\u00f9 importanti tipologie di esercitazioni<\/em>\u201d, addirittura con rigorosi suggerimenti di verifica: \u201c<em>introduzione di verifiche nazionali periodiche durante gli otto anni del primo ciclo: dettato ortografico, riassunto, comprensione del testo, conoscenza del lessico, analisi grammaticale e scrittura corsiva a mano<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non una parola sulle cause di un fenomeno che affonda le proprie radici in un tempo lontano, fatto di tagli progressivi e costanti e di una politica culturale di matrice neoliberista che ha contaminato fino alle fondamenta la scuola italiana, giungendo alla demolizione programmatica,\u00a0 con la legge 107, senza \u2013 peraltro \u2013 che la maggior parte dei firmatari si preoccupasse di dire una sola parola sullo scempio che si stava facendo della scuola della Costituzione. Quella che \u201crimuove gli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona e la partecipazione\u201d, come recita l\u2019art. 3. Quale ostacolo pi\u00f9 invalicabile se non un possesso insoddisfacente della propria lingua dal punto di vista lessicale, ortografico, grammaticale e sintattico? Quale barriera pi\u00f9 ostativa se non l\u2019incapacit\u00e0 di comprendere un testo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le politiche neoliberiste dell\u2019Europa \u2013 alle quali le riforme scolastiche hanno aderito acriticamente \u2013 hanno dettato tagli agli orari, destrutturazione della continuit\u00e0 didattica e del progetto di tempo pieno e tempo prolungato, \u201cinvalsizzazione\u201d degli apprendimenti degli studenti, bando intenzionale del pensiero critico analitico, primato delle competenze sulle conoscenze. Inoltre: dove erano costoro quando si tagliava un\u2019ora di Italiano al biennio della scuola secondaria di II grado? Non abbiamo sentito che poche, debolissime voci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola italiana ha reagito dignitosamente, ma in solitudine, ad un attacco che l\u2019ha vista bersaglio del licenziamento di massa pi\u00f9 impressionante della storia del pubblico impiego (la legge 133\/08, la riforma Gelmini), di un\u2019idea pseudo-imprenditoriale che ha creato i progettifici, di uno spostamento di fondi a favore dei diplomifici paritari. Tutto ci\u00f2 ha modificato il baricentro della scuola, non pi\u00f9 luogo della cittadinanza critica per mezzo della cultura. Oggi le riforme dell\u2019intero sistema scolastico si formulano\u00a0 senza alcun tipo di interlocuzione e confronto democratico; il <em>teaching for testing<\/em> (offensivo persino nella formula assonante)\u00a0 \u00e8 una realt\u00e0 cui editoria scolastica e pratiche didattiche si sono dovuti adattare; il totem del 2.0, A e Z di ogni intervento sulla scuola, al quale si \u00e8 plaudito acriticamente inneggiando ad una demagogica idea di modernit\u00e0, ha invaso gli spazi dell\u2019incontro e della relazione educativa, rendendo pleonastiche alcune capacit\u00e0, le stesse di cui i firmatari lamentano la scarsit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mettere mano alle Indicazioni Nazionali, come sembrano auspicare i firmatari dell\u2019appello, sarebbe una soluzione apparentemente semplice ma inefficace, perch\u00e9 non tiene conto di quanto il processo culturale indotto dalle controriforme abbia agito in profondit\u00e0.\u00a0 Nel gioco della caccia all\u2019untore (uno dei pi\u00f9 praticati nel nostro Paese) l\u2019appello assegna alla scuola e ai docenti una responsabilit\u00e0 che \u00e8 segnatamente delle politiche scolastiche; con il probabile unico risultato di mortificare \u2013 con superficialit\u00e0 e per l\u2019ennesima volta \u2013 quanti hanno resistito coraggiosamente all\u2019ondata massificante del \u201cnuovo che avanza\u201d, consentendo alla scuola di andare avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019appello ha aperto un grande dibattito sui media e concentrato l\u2019attenzione su un problema innegabile: un\u2019occasione per coloro che credono nella scuola della Costituzione di ribadire che un\u2019istruzione che fallisce nelle competenze culturali di cittadinanza di base va ricostruita dalle fondamenta, avendo il coraggio di individuare ed affrontare i reali nodi politico-culturali della questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>fonte: lipscuola.it, 9.2.2017<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>del COMITATO &#8220;Legge di iniziativa popolare per la scuola della Costituzione&#8221; Il Gruppo di Firenze per la scuola del Merito e della Responsabilit\u00e0 ha elaborato una lettera-appello indirizzata al Presidente del Consiglio, alla ministra dell\u2019Istruzione e al Parlamento, con la quale chiede di porre al centro della didattica del primo ciclo scolastico le competenze linguistiche di base. 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