{"id":34181,"date":"2017-09-12T08:30:25","date_gmt":"2017-09-12T06:30:25","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34181"},"modified":"2017-09-15T06:56:52","modified_gmt":"2017-09-15T04:56:52","slug":"giuliano-amato-25-anni-dopo-la-notte-della-lira-e-quel-sei-per-mille","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34181","title":{"rendered":"Giuliano Amato: 25 anni dopo la notte della lira (e quel sei per mille&#8230;)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CORRIERE.IT (Federico Fubini)<\/strong><\/p>\n<header class=\"container-header-article\">\n<h2 class=\"article-subtitle\"><em>Fu il protagonista della drammatica svalutazione che si rese necessaria per salvare il Paese nel 1992: l\u2019ex premier racconta il prelievo straordinario sui conti correnti, le mosse di Goria e il no di Ciampi. Oggi gli italiani hanno imparato la lezione o tendono a credere che lo stellone li protegger\u00e0 ancora?<\/em><\/h2>\n<div class=\"web_widget_giornalista rs_skip\">\n<div class=\"firma firma-corriere\"><a class=\"show-user\" href=\"http:\/\/www.corriere.it\/firme\/federico-fubini\" rel=\"\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"http:\/\/images2.corriereobjects.it\/\/includes2013\/images\/firme\/schede\/federico-fubini.gif?v=\/includes2013\/images\/firme\/schede\/federico-fubini\" \/> <\/a><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"web_widget_argomenti rs_skip\"><\/div>\n<div class=\"clearfix\">\u00a0Una domenica di 25 anni fa, gli italiani videro al telegiornale un volto che avevano imparato a conoscere. Giuliano Amato, presidente del Consiglio di un governo nato dalle ceneri del pentapartito. Sembrava stanco e sotto stress. Quel 13 settembre 1992 il premier parl\u00f2 di \u00abtensioni\u00bb, accenn\u00f2 a un \u00abriallineamento\u00bb. La lira dall\u2019indomani avrebbe svalutato di un primo 7% sul marco tedesco: era l\u2019inizio di una \u00absospensione\u00bb della valuta italiana nel Sistema monetario europeo (Sme), l\u2019apice di una crisi del debito che si sarebbe rivelata la prova generale di quella del 2011-2012.<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"container-body-article clearfix\">\n<div>\n<div class=\"chapter clearfix\"><\/div>\n<div id=\"oas_Bottom1\"><iframe loading=\"lazy\" id=\"iframe-B1\" src=\"about:blank\" width=\"20\" height=\"20\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<figure class=\"\"><img decoding=\"async\" class=\"lazy\" title=\"\" src=\"http:\/\/images2.corriereobjects.it\/methode_image\/2017\/09\/11\/Economia\/Foto%20Economia\/amato.jpg?v=201709111152\" alt=\"\" data-original=\"http:\/\/images2.corriereobjects.it\/methode_image\/2017\/09\/11\/Economia\/Foto%20Economia\/amato.jpg?v=201709111152\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Presidente, l\u2019episodio del \u201892 fu intenso e concentrato nel tempo, mentre l\u2019ultima crisi \u00e8 stata pi\u00f9 lunga. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa crisi del \u201892 fu drammatica in termini finanziari. La differenza con la fase apertasi nel 2008 \u00e8 che, quando si arriv\u00f2 all\u2019apice nel 2011, la Grande recessione aveva lasciato le sue tracce ovunque nel mondo. Per questo il ciclo recessivo \u00e8 stato molto pi\u00f9 lungo. Era diversa invece la situazione nei primi anni \u201890, quando la nostra economia si trovava frenata proprio da tassi d\u2019interesse alti e da un cambio forte in un contesto globale positivo. Quei fattori rendevano difficile alle imprese il finanziamento e le rendevano meno competitive sul mercato internazionale\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Quando lei arriv\u00f2 a Palazzo Chigi, giugno del \u201892, pensava gi\u00e0 che si sarebbe arrivati a una forte svalutazione?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLe imprese la desideravano, se ne parlava sui giornali e sembrava una soluzione classica: quando la moneta \u00e8 sopravvalutata del 25%, si apre la valvola della pressione e poi si vive meglio. Ma noi avevamo un debito pubblico enorme gi\u00e0 allora e rinunciare alla forza della lira poteva mandare allo sbando la finanza pubblica. Quando nacque il mio governo, ci chiedemmo se non era il caso di svalutare subito. Carlo Azeglio Ciampi era governatore della Banca d\u2019Italia, Piero Barucci ministro del Tesoro, Mario Draghi direttore del Tesoro\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Cosa decideste?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abC\u2019erano opinioni diverse. Ricordo ancora gli spaghetti al pomodoro di una colazione in Banca d\u2019Italia con Ciampi e Barucci. Ciampi ci fece presente che prima era meglio aspettare l\u2019accordo che avrebbe agganciato il costo del lavoro all\u2019inflazione programmata \u2014 sarebbe arrivato a fine luglio \u2014 per scongiurare una spirale fra prezzi e salari. Poi si sarebbe potuto puntare a un riallineamento generale dello Sme. In sofferenza erano anche il franco, la sterlina, lo scudo e la peseta. Sarebbe stata pi\u00f9 utile una rivalutazione del marco tedesco che un atto unilaterale sulla lira\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Perch\u00e9 questa strategia non funzion\u00f2?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAvviammo i contatti con i partner, ma il doppio declassamento sui Btp da parte di Moody\u2019s il 13 agosto rese tutto pi\u00f9 difficile\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Contava pi\u00f9 il peso del debito sulla lira o la politica restrittiva della Bundesbank che rafforzava il marco?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa Bundesbank aveva un\u2019economia surriscaldata e doveva gestire la riunificazione, con i marchi dell\u2019Est cambiati uno a uno con quelli dell\u2019Ovest sui salari. Quando chiedemmo loro di tagliare i tassi, risposero di no. Casomai, se volevamo, potevano rivalutare\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Lei che fece?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLo proposi ai francesi. La pressione sulla lira era drammatica, faticavamo a restare nella banda di oscillazione dello Sme e contavamo su un riallineamento di tutte le valute sul marco. Sarebbe stata la moneta tedesca a rivalutarsi e non noi, da soli, a svalutare. Una domenica pomeriggio di fine agosto andai a Parigi e lo proposi a Pierre B\u00e9r\u00e9govoy\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Era premier, socialista come lei. Cosa le disse?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDisse: \u2018Giuliano, non lo faccio\u2019. Mi fece vedere i dati. Il 20 settembre in Francia si sarebbe tenuto il referendum per la ratifica del Trattato di Maastricht e il S\u00ec era sotto. Se avessero perso la parit\u00e0 con il marco, l\u2019orgoglio francese avrebbe reso il No invincibile e il progetto dell\u2019unione monetaria sarebbe saltato\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Lei come rispose a B\u00e9r\u00e9govoy?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMolto desolatamente gli dissi che avrei fatto il possibile, ma dubitavo che avremmo resistito fino al 20 settembre. La pressione sul mercato dei cambi era troppo forte. Capii che non ci sarebbe stato il riallineamento all\u2019Ecofin di Bath del 5 settembre. Gli inglesi si presentarono avendo preso un maxi-prestito a tasso variabile. Non vedevano il rischio, erano convinti di cavarsela cos\u00ec!\u00bb<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>A quel punto lei dovette premunirsi. Come si mosse?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMercoled\u00ec 9 settembre riunii il Consiglio dei ministri. Non avevamo ancora pronti i decreti delegati sulle pensioni e gli enti locali, ma privatizzammo il Credito italiano e il Nuovo Pignone\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Misure storiche&#8230;<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMa simboliche per l\u2019impatto sul debito. Per\u00f2 congelammo tutta la spesa pubblica ai valori nominali del \u201892, niente pi\u00f9 aggiustamenti all\u2019inflazione o al Pil. Pensavo potesse servire, dico la verit\u00e0. Non per sempre, ma almeno per arrivare al referendum francese del 20 settembre\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Invece?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abInvece successe esattamente due giorni dopo. Secondo me loro ce l\u2019avevano gi\u00e0 in mente e ignorarono le mie misure del 9 settembre\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Loro chi?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa Bundesbank!\u00bb<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Che fece?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abEra il primo pomeriggio di venerd\u00ec 11 settembre, ero nel mio ufficio con Ciampi e Barucci. Si affaccia Francesco Alfonso, allora suo collaboratore, e ci disse che il presidente della Bundesbank Helmut Schlesinger aspettava in linea. Ciampi and\u00f2 a parlargli al tavolo della mia segretaria e quando torn\u00f2 era verde in volto. Schlesinger gli aveva detto che la Bundesbank da luned\u00ec non sarebbe pi\u00f9 intervenuta per difendere la lira\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche la sterlina faticava a tenere l\u2019accordo di cambio. Lei prov\u00f2 a consultarsi con Londra?<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abChiamai John Major (il premier, ndr) la domenica mattina del 13 per consigliargli un riallineamento. Downing Street ci mise una vita a trovarmelo, era in non so quale castello di campagna. Gli feci la mia proposta\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>E lui?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMi disse che a loro non serviva: \u2018We don\u2019t need it, Giuliano. Good luck!\u2019. Pochi giorni dopo il loro ministro del Tesoro, Norman Lamont, chiam\u00f2 Barucci. Era nel panico. Sarebbero stati brutalmente espulsi anche loro, il Black Wednesday del 16 settembre\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">S\u2019inizi\u00f2 allargando la fascia di fluttuazione del 7% e presto la svalutazione fu del 25%. Lei la chiam\u00f2 una \u00absospensione\u00bb degli accordi.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abTale per noi era. Ingiusto fu quanto accadde al franco. Il S\u00ec pass\u00f2 al referendum francese per un soffio e il giorno dopo durante un vertice del Fondo monetario a Washington Jean-Claude Trichet (all\u2019epoca direttore del Tesoro di Parigi, ndr) chiese una riunione all\u2019ambasciata d\u2019Italia. Presiedeva Ciampi. I francesi erano allo stremo. Ma Kohl e Mitterrand si erano gi\u00e0 messi d\u2019accordo: la Francia non doveva essere messa in difficolt\u00e0 e decisero un allargamento delle oscillazioni dello Sme del 15% verso l\u2019alto o il basso. L\u2019avessimo avuta noi, ci avrebbe salvato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>I timori per la tenuta del debito in caso di crollo della lira si confermarono fondati?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abFurono settimane durissime. Le imprese erano contente per la moneta pi\u00f9 debole. Ma noi avevamo bloccato anche i pagamenti essenziali dello Stato per contenere le emissioni di titoli del Tesoro. A settembre la Banca d\u2019Italia era dovuta intervenire. C\u2019erano code agli sportelli, fra cui la pi\u00f9 lunga all\u2019agenzia del Senato! La Guardia di Finanza mi faceva rapporto ogni giorno sugli spalloni che portavano soldi in Svizzera. Poi a ottobre avevamo una maxi-emissione da 47 mila miliardi, tremavamo all\u2019idea\u00bb<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Come and\u00f2?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abBenissimo. Fu la fine dell\u2019incubo. L\u2019economia stava gi\u00e0 uscendo dalla recessione\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Dunque la svalutazione aiut\u00f2?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNell\u2019immediato, s\u00ec. Ma non consiglio di tornare alle monete nazionali con lo spazio che aprono alla speculazione!\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Passo indietro: lei a inizio luglio aveva varato il prelievo del 6 per mille dai conti. Come and\u00f2?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abFu un male necessario. Serviva una prima manovra correttiva da 30 mila miliardi di lire e avevo passato la notte a discutere con i tecnici del Tesoro e delle Finanze come trovare gli ultimi otto. Mi offrivano di alzare l\u2019Iva, ma avrebbe fatto salire ancora l\u2019inflazione; o di agire sull\u2019Irpef, ma avrei alzato le tasse sui ceti pi\u00f9 deboli. Fu allora, alle 4 del mattino, che Giovanni Goria (ministro delle Finanze, ndr) mi prese da parte e mi chiese se poteva studiare il prelievo\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Lei che rispose?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abE studialo! Ma, aggiunsi, prima senti cosa ne pensa Ciampi\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>Ciampi fu d\u2019accordo?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl mattino dopo c\u2019era Consiglio dei ministri. Goria arriv\u00f2 verso mezzogiorno e sedette all\u2019altra estremit\u00e0 del tavolo. Allora feci un errore di avventatezza, perch\u00e9 gli sillabai sottovoce: \u2018Hai par-la-to con Ciam-pi?\u2019. Speravo leggesse le mie labbra. Lui fece cenno di s\u00ec, chiss\u00e0 che aveva capito. Gli detti la parola e la misura pass\u00f2. Ciampi probabilmente avrebbe sconsigliato, ma non sapeva niente!\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\"><strong>La crisi del \u201892 fu lo sbocco di vent\u2019anni di eccessi. Gli italiani lo hanno capito o si sono convinti che lo stellone li protegger\u00e0 per sempre?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abVorrei fosse vera la prima ipotesi, tendo a credere di pi\u00f9 alla seconda\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/leconomia\/personaggi\/17_settembre_11\/giuliano-amato-25-anni-la-notte-lira-quel-sei-mille-5415fbc6-96d1-11e7-8f2d-841610cb6f6e.shtml\">http:\/\/www.corriere.it\/economia\/leconomia\/personaggi\/17_settembre_11\/giuliano-amato-25-anni-la-notte-lira-quel-sei-mille-5415fbc6-96d1-11e7-8f2d-841610cb6f6e.shtml<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CORRIERE.IT (Federico Fubini) Fu il protagonista della drammatica svalutazione che si rese necessaria per salvare il Paese nel 1992: l\u2019ex premier racconta il prelievo straordinario sui conti correnti, le mosse di Goria e il no di Ciampi. 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