{"id":34205,"date":"2017-09-13T10:55:13","date_gmt":"2017-09-13T08:55:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34205"},"modified":"2017-09-12T22:57:43","modified_gmt":"2017-09-12T20:57:43","slug":"lelio-basso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34205","title":{"rendered":"Lelio Basso"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Antonio Martino)<\/strong><\/p>\n<p><em>Dalla lotta antifascista alla Costituente, Lelio Basso ha informato in maniera determinante la storia del Socialismo italiano nel Novecento. Attraverso una lucida conoscenza dei fenomeni caratteristici del Capitalismo, la sua analisi risulta ancor oggi insuperata e profondamente attuale<\/em>.<\/p>\n<p>a macchia nera procede lenta, staccando rare e velate ombre sulla scala di grigi del\u00a0<strong>cielo d\u2019Inverno<\/strong>. Tra dicembre e gennaio, a\u00a0<strong>Milano<\/strong>, il buio delle nuvole concorre gagliardo con la Notte, e non sono rari quei giorni\/notti in cui le ore di luce tendono paurosamente a zero. Da lontano, quel piccolo e monotono corteo potrebbe parire una teoria di\u00a0<em>governativi<\/em>, infeltrati nel\u00a0<strong>nero delle camice<\/strong>\u00a0d\u2019Ardito e dal livore dello squadrista: un\u2019occhiata attenta, aiutata da un solitario e triste lampione a gas, distingue i particolari e chiarisce il dubbio.<\/p>\n<p>Non v\u2019\u00e8 baldanza n\u00e9 sicumera n\u00e9 pittoresca appariscenza del\u00a0<em>tipo<\/em>\u00a0fascista. Di converso, la folla cantilena sommessa,\u00a0<strong>senza alcun ardore littorio<\/strong>: ai fianchi umili ombrelli chiusi sostituiscono i manganelli nodosi dei Fasci. Si avvicinano. Una bara rigata dalla brina apre il triste passo. E\u2019 un funerale! I passanti infreddoliti notano alcune stranezze, che il borghese meneghino ben conosce e schifa:\u00a0<strong>bandiere rosse<\/strong>\u00a0listate a lutto, fiocchi Lavalli\u00e8re che incorniciano barbe ispide, cappellacci tirati su occhi profondi e di brace. Un funerale, s\u00ec, per giunta\u00a0<em>socialista!<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-89857\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Immagine.png\" alt=\"Immagine\" width=\"639\" height=\"358\" \/><\/p>\n<p>I marciapiedi si svuotano rapidi. Di questi tempi, simili manifestazioni- ancorch\u00e9 di lutto- non passano indisturbate. Le cose son cambiate, i treni arrivano in orario e ai sovversivi ormai non resta che nascondersi o scappare: il 1925 ha regalato all\u2019Italia un\u00a0<strong>dux nuovo di zecca<\/strong>, e i vecchi compagni dell\u2019ex direttore dell\u2019<em>Avanti!<\/em>sono persone non gradite nell\u2019Italia risorta di Mussolini. Alcuni di loro, ingobbiti dagli anni nei palt\u00f2 consunti, quasi quasi invidiano\u00a0<strong>Anna Kuliscioff<\/strong>, la protagonista del funerale: tempismo perfetto per morire, all\u2019alba della dittatura e alla fine della teoria di sconfitte proletarie che ha segnato il Dopoguerra.<\/p>\n<p>Pensieri da\u00a0<strong>vecchi<\/strong>, rintontiti dalla fatica e dal positivismo\u00a0<em>fin de siecle<\/em>\u00a0che ha distrutto il Socialismo italiano, pensano i (pochi) altri presenti. Sono giovani, delusi e al tempo stesso ancora pi\u00f9 convinti dell\u2019Idea. Il sole dell\u2019Avvenire, per loro, non \u00e8 tramontato affatto. Parlottano fitti fitti nella nebbiolina del pomeriggio, avvinghiati dalla passione e dal freddo. Una\u00a0<strong>coppia<\/strong>, in particolare, si distingue per la foga del loro fraseggio: agli scivolamenti marchianamente romagnoli s\u2019accorda il duro accento della Liguria, all\u2019impeto dei vent\u2019anni risponde la composta volont\u00e0 dei trenta. Si sono appena conosciuti, ma sanno gi\u00e0 cosa dire e, soprattutto, cosa volere.<\/p>\n<div id=\"attachment_89858\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-89858\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1929-Nenni-esilio-Nizza.jpg\" alt=\"Pietro Nenni negli anni Venti\" width=\"499\" height=\"406\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Pietro Nenni negli anni Venti<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/homines\/pietro-nenni\/\"><strong>Pietro Nenni<\/strong>\u00a0<\/a>e\u00a0<strong>Lelio Basso<\/strong>\u00a0camminano insieme, nel lugubre meriggio del 29 dicembre, fino al Cimitero Centrale. Quando la lastra fredda chiude la sepoltura, un\u2019epoca epica e fallimentare della storia del Socialismo italiano termina per sempre, e nei presenti il ghiaccio del passaggio s\u2019avverte nei brividi e nel pianto. I pi\u00f9 baldi- guidati da Pietro e Lelio- gridano a mo\u2019 di addio\u00a0<em>\u201cViva il Socialismo!\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Non aspettavano altro. Dalle gradinate del camposanto calano altri e pi\u00f9 scattanti uomini in nero: voil\u00e0 i fascisti, ecco la guerra civile. Gli astanti vengono letteralmente investiti dal\u00a0<strong>pazzo vigore<\/strong>\u00a0degli squadristi: teste rotte, occhiali insanguinati, urla e\u00a0<em>alal\u00e0\u00a0<\/em>turbano il sacro sonno dei defunti. Nenni e Basso sono colpiti pi\u00f9 volte, reagiscono, bestemmiano, le danno e le prendono,\u00a0<em>resistono<\/em>.<\/p>\n<blockquote><p>Placatasi la marea, i due si salutano contandosi le ferite: sanno entrambi, perfettamente, che nel sangue \u00e8 nato un legame, da\u00a0<em>compagno<\/em>\u00a0a\u00a0<em>compagno<\/em>, destinato a segnare nel profondo la storia d\u2019Italia.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nato il giorno di Natale del 1903 a\u00a0<strong>Varazze<\/strong>, in provincia di Savona, Lelio trascorre i primi anni nella tranquilla quiete borghese dell\u2019Italietta giolittiana: il padre Ugo, insegnante, gli trasmette sin dall\u2019infanzia la\u00a0<strong>passione per la politica<\/strong>\u00a0e l\u2019impegno attivo nella vita del Paese. Nel turbinoso collasso della\u00a0<em>belle \u00e8poque<\/em>\u00a0rivendicazioni sociali e guerre d\u2019oltremare si inseguono a ritmo vertiginoso, e per un bimbo dalla fervida immaginazione i baffoni di Pancho Villa e il bel suol d\u2019amore tripolino divengono un tutto avventuroso che segue, quasi anticipando, gli esotici scenari Salgariani. La\u00a0<strong>folgore della guerra<\/strong>, per\u00f2, raggiunge presto il Vecchio Continente; nel 1916 la famiglia Basso lascia la Liguria alla volta di una\u00a0<strong>Milano<\/strong>\u00a0incupita dalla disciplina bellica e dal ciclo continuo degli stabilimenti industriali.<\/p>\n<div id=\"attachment_89859\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-89859\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/foto_1903_1920_02_jpg_big.jpg\" alt=\"Lelio Basso adolescente\" width=\"290\" height=\"257\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Lelio Basso adolescente<\/p>\n<\/div>\n<p>Il tredicenne Lelio si iscrive al Regio Liceo-Ginnasio \u201cBerchet\u201d nel momento in cui il conflitto entra nella fase pi\u00f9 dura e disperata: all\u2019ombra della Madonnina si disvelano gli\u00a0<strong>ingranaggi di miseria e di inganno<\/strong>\u00a0su cui si reggeva lo Stato liberale:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cFu cos\u00ec che, a poco a poco, cominciai a vedere il vero volto della guerra, le cui distruzioni e carneficine cancellavano brutalmente tutto quello che mi era stato insegnato sui valori della civilt\u00e0 e del progresso. Certo io non aveva allora nessuna idea dei meccanismi dell\u2019imperialismo, ma cominciavo a vedere da vicino dolori patimenti e ingiustizie, e cominciavo a intuire vagamente che dietro la vernice liberale della societ\u00e0 in cui vivevo potevano nascondersi le espressioni pi\u00f9 smaccate del privilegio e le supreme follie del nazionalismo, che imparavo in quel tempo ad odiare anche nelle manifestazioni pi\u00f9 ingenue dei miei compagni di scuola.\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Gli anni del liceo coincidono con la Vittoria e l\u2019inizio del drammatico dopoguerra. Entrando in classe il primo ottobre del 1918 Lelio capita inconsapevolmente in una\u00a0<strong>fucina di intellettualit\u00e0<\/strong>, destinate dal Fato a vaste e varie peripezie: nel registro polveroso la bella grafia ricorda ancora i nomi di Mario Damiani e Vittorio Albasini, poi processati dal Tribunale speciale; Antonello Gerbi, nipote del leader socialista Claudio Treves; Luigi Gedda, futuro promotore dei Comitati Civici e politico di punta della prima Democrazia Cristiana.<\/p>\n<p>A guidare il drappello di giovani dalle belle speranze \u00e8 il professore di Storia\u00a0<a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/ugo-guido-mondolfo_(Dizionario-Biografico)\/\"><strong>Ugo Guido Mondolfo<\/strong><\/a>, distante dalla caricatura classica del socialista che fino ad allora il liceale avea incontrato in piazza. Serio, distinto, profondo e misurato, Mondolfo instaura con i \u201csuoi\u201d ragazzi un legame intellettuale profondo, onesto perch\u00e9 non fazioso: pur non parlando mai di Socialismo, attraverso il racconto marxiano del divenire storico il maestro trova nell\u2019imberbe allievo un\u00a0<em>compagno<\/em><\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cSicch\u00e9 finalmente, proprio grazie all\u2019insegnamento di Mondolfo, io potevo superare il dissidio fra il mio cuore, che gi\u00e0 batteva all\u2019unisono con le masse che tutt\u2019attorno si agitavano in quel tumultuoso e difficile dopoguerra, e la mia mente, educata a respingere come utopistiche e assurde le tesi socialiste: una visione pi\u00f9 alta e matura del socialismo cominciava a profilarmisi innanzi, un socialismo fondato sulla libert\u00e0 e ricco dei pi\u00f9 alti valori morali, cui l\u2019umanit\u00e0 sarebbe pervenuta attraverso un difficile cammino di lotte, di sconfitte, di eroismi e di errori.\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019approccio con\u00a0<strong>Marx<\/strong>, avvenendo attraverso la Storia, segna per sempre la concezione ideologica di Basso: il momento politico,\u00a0<em>pratico<\/em>, non sar\u00e0 mai scisso in lui dall\u2019analisi della fase storica e delle circostanze sociali che a ci\u00f2 sottendono. Lo sguardo prospettico, incatenato nel movimento eterno dell\u2019uomo nel Tempo, permettono cos\u00ec ad un\u2019intelligenza gi\u00e0 fervida la possibilit\u00e0 di\u00a0<strong>individuare<\/strong>\u2013 lo vedremo, quasi profeticamente-\u00a0<strong>le trasformazioni<\/strong>\u00a0a cui i rapporti di forza e le classi dominanti tendono spietate.<\/p>\n<div id=\"attachment_89860\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-89860\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/731_0.jpg\" alt=\"Manifesto del PSI per le elezioni politiche del 1919\" width=\"627\" height=\"885\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Manifesto del PSI per le elezioni politiche del 1919<\/p>\n<\/div>\n<p>Il\u00a0<strong>dopoguerra<\/strong>\u00a0alimenta la fiamma della tensione e del disagio. Alla guerra contro l\u2019Austriaco s\u2019\u00e8 sostituito il conflitto civile: quattro anni di macello hanno ingrassato a dismisura pochi e massacrato vilmente tanti, sicuramente troppi. E\u2019 nelle trincee del Carso e del Piave che si prepara la lotta di classe italiana: per un fante che va all\u2019assalto sfracellandosi v\u2019\u00e8 un industriale che conta vibrando il fruscio della cartamoneta, e al reduce che torna, disadattato e distrutto, si consegna come premio dell\u2019immane fatica miseria, disoccupazione, fame.\u00a0<strong>Use alla morte, le masse vogliono ora la vita<\/strong>. La Russia leninista indica l\u2019esempio: sulle macerie dell\u2019ordine sociale prebellico rotto in mille pezzi deve sorgere una nuova Civilt\u00e0, popolare e quindi socialista.<\/p>\n<p><strong>Il biennio rosso grida libert\u00e0<\/strong>. Per obbedire al richiamo fatale, Lelio si impiega come stenodattilografo e corrispondente industriale. Emancipatosi dall\u2019ambiente familiare, il giovane si iscrive come studente-lavoratore alla facolt\u00e0 di\u00a0<strong>Legge<\/strong>\u00a0della Regia Universit\u00e0 di Pavia nel novembre 1921, quando gi\u00e0 la situazione politica risulta radicalmente mutata in senso opposto ai desiderata proletari. Un paio di lezioni bastano a far maturare una scelta: senz\u2019indugio chiede e ottiene la tessera del gruppo studenti socialisti.<\/p>\n<blockquote><p>Il quadrante della Storia ha imposto un rapido cambio di colore, e al rosso delle fabbriche occupate e degli scioperi si \u00e8 sostituito il nero cupo delle squadre d\u2019azione e delle spedizioni punitive.<\/p><\/blockquote>\n<p>La\u00a0<strong>marcia su Roma<\/strong>\u00a0e la formazione del governo Mussolini trovano Lelio diviso tra impegno politico, lavoro e aule universitarie. Nel 1923 inizia a collaborare con\u00a0<em>Critica Sociale<\/em>, la rivista teorica del Socialismo italiana fondata da Filippo Turati: \u00e8 l\u2019alba di una promettente carriera di pubblicista. A\u00a0<em>Critica<\/em>\u00a0presto si affiancano altre e prestigiose collaborazioni;\u00a0<em>La Rivoluzione Liberale, Il Caff\u00e8, La Libert\u00e0<\/em>. Conosce in questo periodo\u00a0<strong>Pietro Gobetti<\/strong>; con Carlo Rosselli e Pietro Nenni- l\u2019occhialuto stempiato incrociato al funerale di Anna Kuliscioff- partecipa all\u2019esperienza della rivista\u00a0<em>Il Quarto Stato.<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_89862\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-89862\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/foto_1921_1925_03_jpg_big.jpg\" alt=\"Lelio Basso durante il servizio militare\" width=\"290\" height=\"458\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Lelio Basso durante il servizio militare<\/p>\n<\/div>\n<p>Attraversata la procellosa estate del\u00a0<strong>delitto Matteotti<\/strong>, il Regime Fascista si consolida in coincidenza con la maturazione del giovane\u00a0<em>pol\u00e9miste<\/em>\u00a0socialista: nel 1925 si laurea discutendo la tesi su\u00a0<em>La concezione della libert\u00e0 in Marx<\/em>. La ricerca, oltrech\u00e9 la pergamena, gli procura un\u2019aggressione squadrista all\u2019uscita dall\u2019Ateneo a cui Basso risponde con l\u2019avvio di una avventurosa carriera da avvocato.<\/p>\n<p>Il giornalismo politico, per\u00f2, \u00e8 una\u00a0<strong>dipendenza<\/strong>\u00a0a cui risulta impossibile rinunciare. Alle collaborazioni precedenti aggiunge la direzione della rivista\u00a0<em>Pietre<\/em>\u00a0e la partecipazione al movimento clandestino\u00a0<em>Giovane Italia<\/em>. La duplice esposizione- le leggi fascistissime erano appena entrate in vigore- allerta l\u2019occhiuta rete di sorveglianza della dittatura: dopo appena tre numeri il periodico chiude i battenti e i cospiratori vengono arrestati su\u00a0<em>soffiata<\/em>\u00a0nella notte tra il 12 e il 13 aprile del 1928.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/r8L_zYn_Ph4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p>Processo e condanna risultano formalit\u00e0: cinque anni (poi ridotti a tre) di\u00a0<strong>confino all\u2019isola di Ponza<\/strong>. Nell\u2019ozio forzato della reclusione, Lelio legge oltre duemila libri e ottiene, nel 1931, la seconda laurea in Filosofia. Di quel triennio rimane fondamentale l\u2019incontro con il pensiero di Rosa Luxemburg, che arricchir\u00e0 ulteriormente la\u00a0<em>Weltanschauung\u00a0<\/em>marxista del confinato.<\/p>\n<p>Di nuovo libero, riprende l\u2019attivit\u00e0 professionale e politica curando in clandestinit\u00e0 la gestione del\u00a0<em>Centro Interno<\/em>\u00a0socialista. Negli anni del consenso e dell\u2019Impero l\u2019attivit\u00e0 antifascista si riduce a una tenue e per\u00f2 essenziale opera di\u00a0<strong>mantenimento della rete sovversiva<\/strong>: l\u2019avvicinamento a\u00a0<em>Giustizia e Libert\u00e0\u00a0<\/em>offre a Basso la possibilit\u00e0 di formulare una nuova idea del partito politico, in accordo con l\u2019ascesa delle nuove generazioni immuni dalle derive incartapecorite del positivismo<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201c\u2026\u00e8 certo che la nostra concezione del Socialismo sta tutta fuori del quadro dei regimi democratici e borghesi dell\u2019ottocento e del primo novecento. Abbandonare definitivamente il concetto dell\u2019individuo cos\u00ec come \u00e8 stato elaborato dal pensiero settecentesco e dalla rivoluzione francese, per sostituirvi quello pi\u00f9 concreto e completo di personalit\u00e0, ciascuna diversa e distinta e ciascuna centro di confluenza di rapporti sociali economici spirituali, \u00e8, se non m\u2019inganno, un bisogno largamente diffuso fra le giovani generazioni. Ad onta di tutti i revisionismi, Marx \u00e8 ancora pi\u00f9 che mai vivo, e le pi\u00f9 recenti interpretazioni mettono in luce appunto quel valore liberale e autonomo- ma liberale ed autonomo in senso rivoluzionario e costruttivo- che dev\u2019essere al centro del nuovo Socialismo.\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Sfatare le nubi ideologiche sulla falsa coscienza del liberalismo costituir\u00e0 uno degli sforzi maggiori del pensiero bassiano in questa fase. In nuce, appare gi\u00e0 evidente il\u00a0<em>senso rivoluzionario e costruttivo<\/em>\u00a0della\u00a0<strong>nuova idea<\/strong>\u00a0di libert\u00e0 sociale e sostanziale. La conflagrazione europea dell\u2019estate 1939 trova la famiglia Basso- la moglie Lisli, spostata nel 1931, e i tre figli- all\u2019inseguimento di Lelio, arrestato e nuovamente confinato.<\/p>\n<p>Sfollato in campagna, Basso attraversa gli anni cupi del conflitto incoraggiando i contatti clandestini tra antifascisti, preparando il terreno per la\u00a0<strong>risurrezione delle forze socialiste<\/strong>\u00a0al momento dello sfascio- ormai prevedibile- del regime. Il 1943 batte l\u2019ora fatale del Destino: nel gennaio fonda il\u00a0<strong>Movimento di Unit\u00e0 Proletaria<\/strong>\u00a0a Milano, plastica realizzazione di un tipo diverso e nuovo di partito di classe secondo cui\u00a0<em>\u201c\u2026obiettivo del movimento operaio alla caduta del fascismo non pu\u00f2 essere il puro e semplice ritorno allo Stato democratico-borghese, ma al contrario lo sfruttamento della crisi politica per realizzare una radicale trasformazione sociale e conseguire\u00a0<strong>l\u2019accesso della classe lavoratrice al potere<\/strong>.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Seppur rivoluzionario- nei metodi come nei contenuti-, il MUP deve presto adeguarsi alle esigenze della tattica politica allorch\u00e9, tra luglio e settembre, il crollo del Fascismo, la disfatta militare e la conseguente occupazione germanica impongono nuove e pi\u00f9 stringenti necessit\u00e0. L\u2019<strong>unit\u00e0 d\u2019azione<\/strong>\u00a0con il risorto Partito Socialista determina la nascita del PSIUP: Lelio entra presto in disaccordo con la gestione della direzione, e illustra il proprio punto di vista sulle colonne di un nuovo giornale,\u00a0<em>Bandiera Rossa<\/em>.<\/p>\n<div class=\"pdfemb-viewer\"><\/div>\n<p>Nei pochi fascicoli usciti nell\u2019inverno-primavera 1944 traspare ancora una volta la volont\u00e0 del redattore di trasformare il proletariato italiano in\u00a0<strong>soggetto cosciente e protagonista attivo<\/strong>\u00a0della vita nazionale, trasformando la Resistenza da lotta di Liberazione a effettiva conquista rivoluzionaria del potere da parte delle classi subalterne. Accanto alla teoria, per\u00f2, non viene tralasciata la\u00a0<em>prassi<\/em>: Basso \u00e8 accanto a Sandro Pertini- a cui deve il riavvicinamento al partito- come coordinatore del PSIUP e del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia per la Lombardia durante gli interminabili mesi che precedono le insurrezioni partigiane dell\u2019aprile 1945.<\/p>\n<p>Con la Liberazione s\u2019apre il\u00a0<strong>triennio decisivo<\/strong>\u00a0della vita politica di Lelio Basso: nominato vicesegretario del PSIUP, fonda nel \u201946\u00a0<em>Quarto Stato<\/em>\u00a0e alle elezioni del giugno viene eletto deputato all\u2019Assemblea Costituente. La triade\u00a0<em>Resistenza-Repubblica-Costituente<\/em>\u00a0rappresenta per i socialisti la base su cui fondare la nuova Italia: in quel clima di oggettivo entusiasmo civile, Basso raggiunge l\u2019apice della propria carriera politica partecipando felicemente ai lavori per la nuova Carta Fondamentale nella\u00a0<em>Commissione dei 75.<\/em>\u00a0Non si intende lo spirito della Costituzione, infatti, se si tralascia la\u00a0<strong>potenza<\/strong>\u00a0del secondo comma dell\u2019articolo 3:<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gS02GpxJk40?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p>Alle speranze di quella Primavera nazionale si opposero presto le ingerenze straniere e i turpi interessi del grande Capitale. Il viaggio in America di De Gasperi e il successivo\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/10\/la-democrazia-sovrana-la-condizionalita.html\">sabotaggio \u201ceconomico\u201d<\/a>\u00a0della Costituzione- guidato dall\u2019ex fascista e sempre liberale Einaudi\u2026- squarciano il velo di concordia tra gli ex alleati del CLN, divisi tra loro dalle\u00a0<strong>logiche stesse della guerra fredda<\/strong>. Lo spartiacque del 18 aprile 1948, oltre a segnare la storia della Repubblica, certifica l\u2019inizio della fase discendente di Basso all\u2019interno del PSI. Contrario all\u2019accordo elettorale con il PCI cos\u00ec come alla scissione saragattiana, Lelio viene a poco a poco emarginato. Non cesser\u00e0, comunque, di illuminare con la propria analisi il grigiore della reazione gi\u00e0 allora montante:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cCos\u00ec come il sentimento nazionale del proletariato non ha nulla di comune con il nazionalismo della borghesia, cos\u00ec il nostro internazionalismo non ha nulla di comune con questo cosmopolitismo di cui si sente tanto parlare e con il quale si giustificano e si invocano queste unioni europee e queste continue rinunzie alla sovranit\u00e0 nazionale. L\u2019internazionalismo proletario non rinnega il sentimento nazionale, non rinnega la storia, ma vuol creare le condizioni che permettano alle nazioni di vivere pacificamente insieme. Il cosmopolitismo di oggi che le borghesie, nostrana e dell\u2019Europa, affettano \u00e8 tutt\u2019altra cosa: \u00e8 rinnegamento dei valori nazionali per fare meglio accettare la dominazione straniera.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Gli anni Cinquanta sono cos\u00ec contraddistinti dall\u2019ostracizzazione del partito nei confronti di una delle sue pi\u00f9 vive intelligenze: nemmeno la de-stalinizzazione e l\u2019avvio dell\u2019operazione Nenni (tesa alla collaborazione di governo tra PSI e DC) riescono a reintegrare pieneamente Basso, il quale, lontano dalle beghe di Montecitorio, occupa ormai un posto importante nella riflessione politico-culturale del Socialismo internazionale.<\/p>\n<div id=\"attachment_89867\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-89867\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/12325.jpg\" alt=\"&quot;Problemi del Socialismo&quot;, rivista teorica fondata e diretta da Lelio Basso\" width=\"944\" height=\"1245\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">\u201cProblemi del Socialismo\u201d, rivista teorica fondata e diretta da Lelio Basso<\/p>\n<\/div>\n<p>Allontanatosi definitivamente dal PSI nel 1963, partecipa alla breve esperienza del nuovo PSIUP per poi\u00a0<strong>fuoriuscire dalle logiche partitiche<\/strong>\u00a0e dedicarsi\u00a0<em>in totus<\/em>\u00a0alle battaglie culturali e giuridiche. E\u2019 l\u2019unico italiano a partecipare al\u00a0<em>\u201cTribunale Russel per i crimini di guerra americani in Vietnam\u201d<\/em>, recandosi pi\u00f9 volte in Estremo Oriente e nell\u2019Africa subshariana, approfondendo in tali contesti i nuovi modi di conquista economica e politica dell\u2019imperialismo americano. Gli anni Settanta lo vedono ancora in trincea per la salvaguardia dell\u2019<strong>indipendenza nazionale<\/strong>\u00a0dei popoli oppressi. Affidati i suoi innumerevoli libri- contati a migliaia- alla Fondazione omonima, Lelio percorre gli ultimi anni mantenendo sempre quella brillante lucidit\u00e0 d\u2019analisi che lo colloca, ancora oggi, tra i pi\u00f9 grandi intellettuali italiani del Novecento. La\u00a0morte lo carpir\u00e0 a Roma la mattina del 16 dicembre del 1978.<\/p>\n<div id=\"attachment_89870\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-89870\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/18157930_10211173441523872_4227131923145349068_n.jpg\" alt=\"Pietro Nenni e Lelio Basso in una foto degli anni Sessanta\" width=\"899\" height=\"589\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Pietro Nenni e Lelio Basso in una foto degli anni Sessanta. Due socialisti, due dimenticati nel racconto del Novecento Italiano.<\/p>\n<\/div>\n<p>Non \u00e8 un mistero, in conclusione, che la figura e l\u2019opera di Lelio Basso sia in fondo\u00a0<strong>sconosciuta<\/strong>: la capacit\u00e0 di\u00a0<em>leggere<\/em>\u00a0la realt\u00e0, unita alla coerenza e all\u2019impegno verso un\u2019Idea, rappresentano oggi un esempio insopportabile per tutto il variegato esercito di\u00a0<em>maitre-\u00e0-pensier<\/em>\u00a0che si colora di rosso solo per nascondere il vuoto pneumatico della propria mente.\u00a0<strong>Basso \u00e8 stato un socialista<\/strong>, un rivoluzionario, un intellettuale cosciente del proprio ruolo attivo nella dialettica del Potere: fedele all\u2019autentico lavoro marxiano, non ha mai dimenticato il ruolo della Nazione nella lotta di affrancamento dallo sfruttamento delle classi subalterne.<\/p>\n<p><em>\u201cNon ho timore di confessare l\u2019utopia del Socialismo, come non ho timore di confessare l\u2019altra utopia, la pi\u00f9 grande e la pi\u00f9 pericolosa, che tutti gli uomini, come \u00e8 scritto nella nostra Costituzione, avranno un giorno su questa terra pari e piena dignit\u00e0 sociale, saranno da tutti considerati fini e non strumenti del potere altrui.\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/homines\/lelio-basso\/\"><strong>http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/homines\/lelio-basso\/<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Antonio Martino) Dalla lotta antifascista alla Costituente, Lelio Basso ha informato in maniera determinante la storia del Socialismo italiano nel Novecento. Attraverso una lucida conoscenza dei fenomeni caratteristici del Capitalismo, la sua analisi risulta ancor oggi insuperata e profondamente attuale. a macchia nera procede lenta, staccando rare e velate ombre sulla scala di grigi del\u00a0cielo d\u2019Inverno. 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