{"id":34224,"date":"2017-09-16T00:36:19","date_gmt":"2017-09-15T22:36:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34224"},"modified":"2019-04-08T00:15:52","modified_gmt":"2019-04-07T22:15:52","slug":"34224","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34224","title":{"rendered":"Invito alla militanza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">di <strong>JACOPO D&#8217;ALESSIO (FSI Siena)<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><em>Per dare torto a questi versi non ci vuole nulla di meno d&#8217;una trasformazione, intorno a noi, della vita sociale che per un certo tempo li renda incomprensibili e mut<\/em>i&#8221;.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Franco Fortini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Nel periodo precedente lo scorso 4 dicembre, il Fronte Sovranista Italiano si era impegnato nella campagna referendaria a favore per il No in difesa della <em>Costituzione<\/em>, coinvolgendo i suoi militanti in frequenti volantinaggi sul territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">In concomitanza con questo evento mi accorsi per la prima volta che le azioni compiute dal gruppo toscano si stavano svolgendo anche in altre zone d&#8217;Italia. Era un susseguirsi di manifesti appesi per le \u00a0vie di numerose citt\u00e0, accompagnati da racconti che parlavano di quegli epsodi. Da qui nacquero nuove amicizie e frequentazioni insieme a persone con le quali poter spartire un orizzonte di valori comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Fu un momento particolarmente intenso e sentito da tutti. Mi colp\u00ec il fatto che il mio <em>io <\/em>qualunque si potesse ora rispecchiare contemporaneamente in quello di molti, intenti nel realizzare il medesimo scopo, sia pure in luoghi e tempi diversi. Il coinvolgimento fu tale che si apr\u00ec per me un rapporto con l&#8217;esperienza, qualora accettiamo di considerare quest&#8217;ultima come il passaggio attraverso il quale possa avvenire una ricongiunzione della propria interiorit\u00e0 con il piano esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">All&#8217;uomo moderno la sintonia con il mondo (<em>le correspondences<\/em>) viene concessa solo per attimi, e tradizionalmente \u00e8 stato il genere poetico ad incaricarsi di registrare questa presa di coscienza. Quando ci si imbatte in fenomeni inattesi si usa discorrere di epifanie. Il compito dell&#8217;<em>epifania<\/em> \u00e8 da sempre consistito nell&#8217;interrompere la ripetitivit\u00e0 dei gesti quotidiani affinch\u00e9 il soggetto potesse estraniarsi dai costumi banali che lo circondavano nell&#8217;intento di scoprire la verit\u00e0 <a href=\"#sdendnote1sym\" name=\"sdendnote1anc\">[i]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Ma cosa accadrebbe se, per qualche ragione, l&#8217;ordine oggettivo delle cose ad un certo punto si fosse ridotto a un cumulo di rovine?<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Che aspetto<\/em><\/strong> qui girandomi per casa,<br \/>\nche s&#8217;alzi un qualche vento<br \/>\ndi novit\u00e0 a muovermi la penna<br \/>\ne m&#8217;apra a una speranza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasce invece una penna senza pianto<br \/>\nn\u00e9\u00a0oggetto\u00a0che una luce<br \/>\nper s\u00e9 di verit\u00e0\u00a0da s\u00e9 presume<br \/>\n&#8211; e appena \u00e8 un bianco giorno e mite di fine inverno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Che spero<\/em><\/strong>\u00a0io pi\u00f9 smarrito tra le cose.<br \/>\nTroppe ceneri sparge a s\u00e9 la noia,<br \/>\nla gioia quando c&#8217;\u00e8 basta a s\u00e9 sola.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">\u00c8 quello che leggiamo ad esempio ne <em>Le ceneri<\/em> di Vittorio Sereni <a href=\"#sdendnote2sym\" name=\"sdendnote2anc\">[ii]<\/a>, nelle quali, in modo figurato, la &#8216;<em>casa<\/em>&#8216; dell&#8217;<em>io<\/em> si \u00e8 ormai frantumata in una polvere priva di senso. Il vuoto di questa condizione \u00e8 scandito a partire dalla struttura circolare del componimento, dove il &#8216;<em>che aspetto<\/em>&#8216; della prima strofa si ripete con il &#8216;<em>che spero<\/em>&#8216; della terza, quando la conclude. Anche alcune parole come\u00a0&#8216;<em>per s\u00e9 di verit\u00e0<\/em>&#8216; \/ &#8216;<em>per s\u00e9 presume<\/em>&#8216; \/ &#8216;<em>a s\u00e9 la noia<\/em>&#8216;\/ &#8216;<em>a s\u00e9 sola&#8217;<\/em>\u00a0vengono replicate esprimendo, di nuovo, l&#8217;impressione di un sempre uguale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il soggetto lirico stesso si \u00e8 tramutato in detrito e corrisponde a quello di un personaggio anonimo, colto in una posa di attesa. Il termine &#8216;<em>aspetto<\/em>&#8216;, infatti, potrebbe essere deliberatamente ambiguo, stando ad indicare tanto la persona fisica, quanto il verbo &#8216;<em>aspettare<\/em>&#8216;. Potremmo paragonare tale circostanza a quella immaginata da Samuel Beckett in <em>Waiting for Godot<\/em> (<em>Aspettando Godot<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Sopraggiunge per\u00f2\u00a0(\u2018<em>invece<\/em>\u2018) un cambiamento improvviso, cos\u00ec che l\u2019impasse si\u00a0risolve per mezzo di una consapevolezza:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nasce <strong><em>invece<\/em> <\/strong>una penna senza pianto<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>n\u00e9<\/strong><\/em> <strong><em>oggetto<\/em><\/strong>, che una luce per s\u00e9 di verit\u00e0 presume.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il gesto critico si coagula nella scrittura (&#8216;<em>nasce invece una penna<\/em>&#8216;), la quale \u00e8 illuminante (&#8216;<em>che una luce per s\u00e9<\/em>&#8216;), autentica (&#8216;<em>di verit\u00e0 presume<\/em>&#8216;), e realistica (&#8216;<em>senza pianto<\/em>&#8216;), nella misura in cui ha decifrato un principio di realt\u00e0 soverchiante. Nonostante la sua lucidit\u00e0, il poeta appare tuttavia sprovvisto (&#8216;<em>n\u00e9&#8217;<\/em>) di un &#8216;<em>oggetto<\/em>&#8216; che possa indicargli anche la risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Quindi, l&#8217;epifania mostra ancora, certamente, la possibilit\u00e0 di accedere ad un signifcato che fino a quel momento sembrava seppellito da concrezioni sociali indissolubili. Ma, al contrario della tradizione, rimaniamo in possesso solo del residuo di un piano esistenziale sconosciuto. Il segnale \u00e8 raro e breve, un privilegio fortuito, per cui nel momento successivo svanisce come si trattasse di una scena identica alle altre:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><em>e appena \u00e8 un bianco giorno e mite di fine inverno.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Inoltre, non fornisce la chiave ideologica che dovrebbe servire a superare la propria solitudine\u00a0<a href=\"#sdendnote3sym\" name=\"sdendnote3anc\">[iii]<\/a>:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">Che spero <strong><em>io pi\u00f9 smarrito<\/em><\/strong> tra le cose \/ la gioia quando c&#8217;\u00e8 basta a s\u00e9 sola.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/SERENI-FOTO-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 Dunque, Sereni ci ha lasciato testimonianza del risveglio. E il presente scritto si rivolge infatti a chiunque sia divenuto scettico (&#8216;<em>io pi\u00f9 smarrito<\/em>&#8216;) sebbene ci\u00f2 non sia ancora sufficiente. Perch\u00e9, come giustamente ha suggerito Franco Fortini, soltanto &#8216;<em>una trasformazione<\/em>&#8216;\u00a0della realt\u00e0, che abbiamo dovuto contrastare e cambiare, sar\u00e0 capace infine di rendere &#8216;<em>muti<\/em>&#8216; questi versi consolatori:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><em>la gioia quando c&#8217;\u00e8 basta a s\u00e9 sola<\/em>&#8216; <a href=\"#sdendnote4sym\" name=\"sdendnote4anc\">[iv].<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Sorge allora l&#8217;identificazione inevitabile tra l&#8217;<em>io<\/em>\u00a0del componimento e i membri del gruppo politico, dissolti entrambi nella stessa prosa quotidiana, sebbene in quest&#8217;ultimi l&#8217; &#8216;<em>oggetto<\/em>&#8216; perduto sia diventato, per scelta, <em>la<\/em> <em>militanza<\/em>: ovvero, la pretesa di costruire dei rapporti umani sulla base della cooperazione reciproca e dell&#8217;auto-educazione nell&#8217;ambito di una comunit\u00e0. Mentre da una parte, infatti, il soggetto rinuncia al proprio ego, accettando il patto sociale che si \u00e8 dato insieme agli altri, allo stesso tempo acquista la sostanza di un organismo che interrompe &#8216;<em>la noia<\/em>&#8216; (o <em>spleen<\/em>), quale ripetizione tautologica della vita.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><em>Troppe ceneri sparge a s\u00e9 la noia.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Questo accade perch\u00e9 l&#8217;organizzazione non demanda le proprie azioni ad un futuro remoto, apparentemente irraggiungibile, quanto piuttosto al momento in cui la si realizza. In altri termini, <em>se l&#8217;applicazione della Costituzione del &#8217;48, insieme alla riconquista della sovranit\u00e0 popolare, costituiscono l&#8217;obiettivo ideale del progetto, la militanza \u00e8 la forma concreta\u00a0in grado di porre in essere il suo contenuto nel presente<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Come \u00e8 successo all&#8217;<em>io<\/em> del poeta, lo scorso 4 dicembre, molti di noi sono rimasti in attesa che si aprisse un varco dopo il referendum costituzionale, anche se, di l\u00ec a breve, l&#8217;abbiamo visto nuovamente dileguare nell&#8217;effimero dell&#8217;identico. Eppure, nella rete concatenata, e spesso fuori controllo, di intrecci causali che accompagnano la nostra condizione di monadi isolate, vengono alla luce anche dei segnali imprevisti e significativi come quello di <em>un invito<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Ma spetta infine solo a te<em>\u00a0<\/em>assumerti la responsabilit\u00e0 di accoglierlo per reagire ad uno stato di rassegnazione che, prima di essere politico, \u00e8 esistenziale.<\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"sdendnote1\" style=\"text-align: justify;\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"#sdendnote1anc\" name=\"sdendnote1sym\"><\/a><a href=\"#sdendnote1anc\" name=\"sdendnote1sym\">[i]<\/a>\u00a0Walter Benjamin ci spiega che\u00a0<em>le corrispondences<\/em> descrivono il legame tra <em>io <\/em>e <em>mondo<\/em>, e come queste fossero state il tratto peculiare della lirica pre-moderna. Non possono esistere dubbi sull&#8217;<em>essere<\/em> in Petrarca oppure in Foscolo. Viceversa, da Baudaleire in poi, vengono meno le verit\u00e0 cos\u00ec come la percezione di far parte del <em>tutto<\/em>\u00a0per lasciare posto alla riflessione sull&#8217;estraniamento. Perci\u00f2 Baudaleire si domanda: come si pu\u00f2 continuare a comporre poesia in una societ\u00e0 che rifiuta la verit\u00e0 comunicata dall&#8217;artista? La sua risposta consister\u00e0 nel raccontare l&#8217;esperienza vuota della distonia, dove le epifanie si limiteranno a testimoniare il riconscimento della propria condizione reietta in una realt\u00e0 rimasta orfana di significato, in<strong> Walter Benjamin<\/strong>,\u00a0<em>Passaggi per Parigi<\/em>, <em>Angelus Novus<\/em>, Einaudi, Torino, 2000.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote2\" style=\"text-align: justify;\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"#sdendnote2anc\" name=\"sdendnote2sym\">[ii]<\/a>\u00a0Il componimento fa parte della prima sezione <em>Uno sguardo di rimando<\/em>, contenuto in <strong>Vittorio Sereni<\/strong>,\u00a0<em>Gli strumenti umani<\/em>, Einaudi, Torino, 1965, pg. 20.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote3\" style=\"text-align: justify;\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"#sdendnote3anc\" name=\"sdendnote3sym\">[iii]<\/a> Sull&#8217;idea generale della poesia di V. Sereni puoi vedere <strong>Guido Mazzoni<\/strong>, <em>Forma e solitudine. Un&#8217;idea della poesia contemporanea<\/em>, Marcos Y Marcos, Milano, 2002; <strong>Pier Vincenzo Mengaldo<\/strong>, <em>Iterazione e specularit\u00e0<\/em>, in <strong>Vittorio Sereni<\/strong>, <em>Gli strumenti umani<\/em>, Einaudi, Torino, 1965; e <strong>Franco Fortini<\/strong>, <em>Il libro di Sereni<\/em>, in <em>Quaderni Piacentini<\/em>, v. n. 26, Piacenza, marzo 1966.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote4\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#sdendnote4anc\" name=\"sdendnote4sym\">[iv]<\/a> <strong>Franco Fortini<\/strong>, <em>Ibidem<\/em>, pg. 63-64.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di JACOPO D&#8217;ALESSIO (FSI Siena) Per dare torto a questi versi non ci vuole nulla di meno d&#8217;una trasformazione, intorno a noi, della vita sociale che per un certo tempo li renda incomprensibili e muti&#8221;. Franco Fortini Nel periodo precedente lo scorso 4 dicembre, il Fronte Sovranista Italiano si era impegnato nella campagna referendaria a favore per il No in difesa della Costituzione, coinvolgendo i suoi militanti in frequenti volantinaggi sul territorio. 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