{"id":34229,"date":"2017-09-14T10:52:25","date_gmt":"2017-09-14T08:52:25","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34229"},"modified":"2017-09-13T22:54:42","modified_gmt":"2017-09-13T20:54:42","slug":"la-fine-del-bipolarismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34229","title":{"rendered":"La fine del bipolarismo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe)<\/strong><\/p>\n<p><em>La logica bipolare fondata su una retorica \u201cdi guerra\u201d compare nuovamente nei discorsi politici, ma la sua efficacia sembra ormai essersi di molto attenuata.<\/em><\/p>\n<p><strong>Le regionali in Sicilia<\/strong>\u00a0saranno le ennesime elezioni incentrate sui personaggi piuttosto che sui programmi. La possibile alleanza del PD con Alfano (non sarebbe la prima a costituire una coalizione al centro) scontenta una parte della sinistra. Il progetto di un\u00a0<strong>nuovo centrosinistra<\/strong>che interessa molti nel Partito Democratico sembra pertanto difficile da riproporre nell\u2019attuale scenario, anche a livello locale.<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/la-nuova-sinistra-e-gia-nata-morta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0Troppo lontani sono i tempi in cui due poli si fronteggiavano proponendo ciascuno un unico candidato<\/a>. Tuttavia la logica bipolare tarda a scomparire, rimane in ci\u00f2 che viene detto e in ci\u00f2 che non viene detto. La\u00a0<strong>logica bipolare<\/strong>\u00a0\u00e8 molto utile ai partiti pi\u00f9 grandi per arginare i concorrenti che potrebbero attingere allo stesso bacino elettorale, nel caso del PD la sinistra ma anche il Movimento Cinque Stelle. Ma \u00e8 utile soprattutto come\u00a0<strong>strategia retorica<\/strong>\u00a0perch\u00e9 consente di spostare l\u2019attenzione da se stessi e dai propri problemi a quelli degli avversari. I propri difetti vengono cos\u00ec percepiti come minori rispetto alla minaccia maggiore rappresentata dagli avversari e chiunque non accetta la logica bipolare del \u201co noi o loro\u201d viene rappresentato come un complice di quegli avversari che sono la sintesi di tutti i mali. La\u00a0<strong>logica bipolare<\/strong>\u00a0pu\u00f2 essere definita come uno stato di guerra permanente. Nel senso che concepisce soltanto una contrapposizione immediata con un nemico come durante una guerra; in guerra si accetta di allearsi con chi in pace non potremmo tollerare. Ogni critica ai propri alleati pu\u00f2 causare divisione nel proprio schieramento e favorire il nemico e deve perci\u00f2 essere rinviata al tempo di pace.<strong>\u00a0La coesione delle proprie armate<\/strong>\u00a0conta molto di pi\u00f9 delle differenze interne e chiunque pu\u00f2 essere sospettato di complottare con il nemico se non d\u00e0 prova di fedelt\u00e0. In guerra sconfiggere il nemico \u00e8 la priorit\u00e0 assoluta e importa relativamente poco come si riesce a farlo, con quali armi e mezzi, ovvero, fuor di metafora, con quali programmi: la\u00a0<strong>vittoria del nemico<\/strong>\u00a0\u00e8 sempre l\u2019eventualit\u00e0 peggiore da evitare in ogni modo. La logica bipolare dello stato di guerra ha avuto successo per una ragione psicologica e una politica. Sul piano psicologico individua subito un nemico visibile e conosciuto da tutti che viene ritenuto responsabile di tutti i mali e consente pertanto un\u2019identificazione immediata con chi intende combattere quel nemico; raccoglie una grande carica emotiva e canalizza tutta l\u2019insoddisfazione e la rabbia contro un unico obiettivo. Dal punto di vista politico, invece,\u00a0<strong>il suo successo<\/strong>\u00a0deriva dalla possibilit\u00e0 di mascherare non solo le proprie inadeguatezze e ci\u00f2 che non \u00e8 gradito all\u2019elettore, ma anche tutte le affinit\u00e0 con il nemico, o presunto nemico. Il bipolarista, si potrebbe dire, non conosce il proprio schieramento, ma soltanto quello avverso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-89984 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/BERLUSCONI-1.jpg\" alt=\"bipolarismo\" width=\"2000\" height=\"1250\" \/><\/p>\n<p><span class=\"captiontext\">Sceso in campo nel gennaio del \u201994, Silvio Berlusconi rappresenta per molti ancora oggi l\u2019ago della bilancia della politica italiana.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/un-gioco-truccato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">In passato si \u00e8 fatto molto ricorso allo stato di guerra; se a destra il nemico era \u201cla sinistra\u201d, oppure \u201cil comunismo\u201d (sebbene in quest\u2019ultimo caso si trattasse di un nemico immaginario) a sinistra \u00e8 stato per molti anni identificato nella figura di Berlusconi<\/a>.\u00a0<strong>Berlusconi<\/strong>\u00a0\u00e8, in un certo senso, il nemico che tutti vorrebbero. \u00c8 dotato di una personalit\u00e0 esuberante che catalizza emozioni opposte, \u00e8 fortemente egocentrico, ama essere al centro dell\u2019attenzione ed \u00e8 quindi un bersaglio evidente, non ama la diplomazia e il politicamente corretto e le sue esternazioni possono essere facilmente criticabili. Berlusconi, in altre parole, fungeva da\u00a0<strong>\u201cparafulmine\u201d per la sinistra<\/strong>, cio\u00e8 concentrava su di s\u00e9 tutto il malcontento e la frustrazione degli elettori di sinistra. Infatti, contrariamente a quanto si possa pensare, la forza di Berlusconi non era inversamente proporzionale a quella dei suoi avversari, i quali invece si potenziavano pi\u00f9 lui si potenziava. Non a caso i momenti di massimo successo del centrosinistra sono quelli in cui Berlusconi era il capo indiscusso del centrodestra e raccoglieva un gran numero di consensi.\u00a0<strong>Dopo la disfatta<\/strong>\u00a0di Berlusconi e il suo indebolimento anche il PD e la sinistra hanno perso un numero impressionante di voti, soprattutto se si considerano i voti assoluti e non le percentuali. Oggi si cerca di riproporre la logica bipolare con altri nemici.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2017\/09\/11\/news\/renzi_circo_massimo_radio_capital-175160342\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Renzi ha detto recentemente<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201ca chi ci attacca da sinistra diciamo: \u2018Siete davvero convinti che il problema di questo Paese sia il Pd? O magari sono Salvini e Grillo?\u2019. Le divisioni a sinistra hanno sempre fatto vincere la destra\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Vediamo qui un classico esempio di\u00a0<strong>retorica bipolare<\/strong>: la deviazione dell\u2019attenzione da se stessi (siete davvero convinti che il problema di questo Paese sia il Pd?) a un nemico catalizzatore (o magari sono Salvini e Grillo?), infine il \u201crichiamo all\u2019ordine\u201d contro il nemico comune come priorit\u00e0 (Le divisioni a sinistra hanno sempre fatto vincere la destra). In questo caso non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 Berlusconi come nemico, che oggi \u00e8 troppo debole per fungere da catalizzatore, ma\u00a0<strong>\u201cil populismo\u201d<\/strong>\u00a0(Renzi non lo nomina esplicitamente in questa frase ma si capisce che vi fa riferimento).<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/mGlTGiG-s10?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Renzi punta il mirino contro il \u201cpopulismo\u201d di Salvini e Grillo durante la trasmissione \u201cOtto e Mezzo\u201d.<\/span><\/p>\n<p>Si tratta di un nemico simile al precedente, non solo per la sua funzione, ma anche per le caratteristiche che gli vengono attribuite: i suoi discorsi \u201cpoco educati\u201d e politicamente scorretti, i suoi atteggiamenti provocatori, il suo\u00a0<strong>uso spregiudicato dei media<\/strong>\u00a0(anche se, a differenza di Berlusconi, non si tratta prevalentemente di quelli televisivi, ma anche della rete). La strategia comunicativa di Renzi \u00e8 la stessa che usava il centrosinistra con Berlusconi: \u201cIl nostro nemico \u00e8 irresponsabile come dimostrano i suoi atteggiamenti grossolani,<strong>\u00a0\u00e8 poco stimato<\/strong>\u00a0dalle istituzioni internazionali, non \u00e8 in grado di governare e, qualora lo facesse, sarebbe un disastro\u201d. Tuttavia se nel caso di Berlusconi questa strategia aveva funzionato alla perfezione ora non risulta della stessa efficacia. Per due ragioni: innanzitutto perch\u00e9 \u201cil populismo\u201d \u00e8 un\u00a0<strong>nemico astratto<\/strong>, un mero concetto, mentre Berlusconi era un nemico concreto, un individuo in carne ed ossa. Inoltre si tratta di una categoria che riunisce soggetti molto diversi come Grillo e Salvini, il Movimento Cinque Stelle e la Lega che, sebbene presentino diverse somiglianze, su molte cose sono dissimili. In secondo luogo, ma non di minore importanza,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/egemonia-e-dissenso-quali-prospettive\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00e8 cambiato il quadro generale<\/a>. Nel quadro della\u00a0<strong>Seconda Repubblica<\/strong>, quando i partiti non subivano ancora la crisi di consenso nelle proporzioni attuali e quando la narrazione neoliberale era al suo massimo fulgore, la retorica bipolare si inseriva alla perfezione. Venuto meno da pochi anni lo\u00a0<strong>scontro capitalismo\/socialismo<\/strong>, bisognava surrogarlo con un dualismo comunicativo che compensasse il sostanziale monopolio ideologico. La crisi di tale narrazione ha investito tutti i partiti e anche la strategia comunicativa bipolare, che non pu\u00f2 pi\u00f9 contare sulla precedente capacit\u00e0 di mobilitazione. Questa strategia, alla lunga, potrebbe addirittura rivelarsi controproducente e favorire l\u2019avversario senza per\u00f2, come faceva in passato, avvantaggiare chi vorrebbe avvalersene.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/la-fine-del-bipolarismo\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/la-fine-del-bipolarismo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe) La logica bipolare fondata su una retorica \u201cdi guerra\u201d compare nuovamente nei discorsi politici, ma la sua efficacia sembra ormai essersi di molto attenuata. Le regionali in Sicilia\u00a0saranno le ennesime elezioni incentrate sui personaggi piuttosto che sui programmi. La possibile alleanza del PD con Alfano (non sarebbe la prima a costituire una coalizione al centro) scontenta una parte della sinistra. 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