{"id":34295,"date":"2017-09-15T08:00:35","date_gmt":"2017-09-15T06:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34295"},"modified":"2017-09-14T15:03:29","modified_gmt":"2017-09-14T13:03:29","slug":"come-vincere-la-trappola-razzista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34295","title":{"rendered":"Come vincere la trappola razzista?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE (Stefano Bartolini)<\/strong><\/p>\n<p>Il ragionamento \u00e8 semplice e penetrante: <strong>esiste un complotto a favore degli immigrati<\/strong>. Artefici di tale complotto sono degli anti italiani \u2013 genericamente intesi \u2013 che operano per togliere ai nativi e dare agli stranieri. Lo slogan che sintetizza come combattere il complotto \u00e8 a sua volta breve ed efficace: <strong>prima gli italiani<\/strong>.<\/p>\n<p>Con questa articolazione di base tale racconto \u00e8 adottato da tutti quelli, dalla Lega nord a Casa Pound, che <strong>fanno del razzismo e della lotta all\u2019immigrazione il perno della proposta politica<\/strong>. Subito dietro, il corollario aggiunto da destra \u00e8 che il fine ultimo del complotto sia l\u2019imbarbarimento dell\u2019Italia, un attacco alla razza e alla cultura nazionale, a non ben precisati valori \u201citalici\u201d, tramite l\u2019immissione di stranieri (neri, mussulmani, arabi, gente dell\u2019est) e via dicendo. In pratica, una attualizzazione di idee fasciste non dissimile da quelle che portarono diritte ad Auschwitz.<\/p>\n<p>A complicare il quadro si innestano le difficolt\u00e0 che accompagnano la convivenza di culture storiche vicine e lontane al tempo stesso, insieme al drammatico fenomeno del terrorismo. Poco importa poi che <strong>la destra converge proprio con chi addita a nemico (come l\u2019ISIS)<\/strong> nell\u2019attaccare valori genuinamente italiani e costituzionali come la laicit\u00e0, la presenza pubblica delle donne, la convivenza fra identit\u00e0 religiose e culturali diverse in una stessa comunit\u00e0. Questi aspetti restano nell\u2019ombra e quello che passa \u00e8 che sono loro che si pongono il problema della sicurezza e della difesa degli italiani. Sullo sfondo, <strong>un permanente razzismo<\/strong> pronto a giocare la sua parte.<\/p>\n<p>Ovviamente <strong>il complotto non \u00e8 reale<\/strong>. Le migrazioni di massa sono un fenomeno storico epocale iniziato da diversi decenni che non possiamo ignorare \u2013 e che conosce in questi anni un\u2019intensificazione \u2013 senza un centro coordinatore, una mente. E non sono nemmeno tutte uguali. Non ci sono solo differenze fra i paesi di provenienza, esistono anche fra chi \u00e8 arrivato 10, 20, 30 anni fa e chi oggi. C\u2019\u00e8 un conflitto latente tra gli immigrati vecchi e nuovi, laddove i primi non si riconoscono nei secondi e capita che esprimano ostilit\u00e0. E non \u00e8 vero che minano il nostro Paese. <strong>Vi ricordate degli albanesi?<\/strong> Sembravano la fine del mondo a sentire la destra, oggi non li notiamo pi\u00f9 nemmeno.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 reale \u00e8 la spregiudicatezza con cui imprenditori grandi e piccoli, italiani e stranieri (come i cinesi di Prato) si approfittano di questo fenomeno (il capitalista \u00e8 sempre un avvoltoio pronto a profittare delle circostanze che si presentano), procurandosi manodopera a prezzi stracciati se non schiavistica, compiacendosi del risultato collaterale che <strong>innesca una competizione al ribasso tra italiani e stranieri<\/strong>, anestetizzando eventuali lotte per i diritti. Ed \u00e8 reale che trovano politici pronti ad assecondare i loro istinti rapaci, come l\u2019idea di contratti con meno diritti e meno retribuiti per favorire l\u2019inserimento degli immigrati, utile a portare avanti la linea della deregolamentazione e della frantumazione del lavoro, ma che si risolverebbe in una fabbrica di fascismo.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 reale \u00e8 <strong>la trappola in cui cadono quelli che si oppongono alla teoria del complotto, finendo per foraggiarla<\/strong>. Si attaccano gli immigrati? Immediata indignazione, proclami, mobilitazioni. La protesta \u00e8 legittima, persino dovuta, ma scatta la trappola allorch\u00e9 arriva la replica: \u201c<em>vedete, loro difendono solo gli immigrati, importano i terroristi, solo noi difendiamo gli interessi degli italiani<\/em>\u201d. Poco conta se tra quelli che si mobilitano ci sia chi (attivisti, sindacati, associazioni, comitati) in altre occasioni manifesta per difendere tutta la popolazione, non si nota, non viene percepito o comunque ormai si vuole una precedenza, i media amplificano il megafono razzista (mai quello delle lotte sociali, che anzi vengono ribaltate come se fossero nocive, vedi il caso dei voucher), e la frittata \u00e8 fatta.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 vero \u00e8 che chi si oppone ai fascisti, per paura di dargli spazio, <strong>finisce per sottacere, o addirittura negare, l\u2019esistenza di problemi concreti legati all\u2019integrazione<\/strong> di natura sociale, culturale, religiosa, valoriale e democratica, ed anche le pecche del nostro sistema di accoglienza e inserimento, finendo a volte per difendere l\u2019indifendibile (un po\u2019 come per l\u2019Europa, dove si ripete la stessa <em>forma mentis<\/em>, per paura di aprire il campo alla destra si negano i problemi, lasciando libere praterie).<\/p>\n<p>Sempre su questa scia, si assiste a isterismi veri e propri, si grida al razzismo in ogni occasione, per conflitti di ogni tipo, siano essi episodi di bullismo adolescenziale o questioni legate alla difficile convivenza in quartieri poveri e disagiati, o perplessit\u00e0, se non inquietudini, rispetto ai migranti (spesso espresse dalle donne), oppure approcci genuinamente laici, perdendo la capacit\u00e0 di lettura dei casi concreti, di intervento ragionato, e inimicandosi fette di popolazione che si sentono additate (\u201c<em>siete degli ignoranti<\/em>\u201d), attaccate, non comprese nelle loro paure ed esigenze. In pratica, <strong>un\u2019opposizione fatta cos\u00ec finisce per alimentare esattamente quello che vorrebbe combattere<\/strong>.<\/p>\n<p>Certo queste dinamiche da sole non basterebbero, c\u2019\u00e8 una combinazione di fattori pi\u00f9 profondi, strutturali, che fanno si che la teoria del complotto attecchisca. <strong>L\u2019Italia non ha mai fatto i conti con il razzismo nazionalista e fascista<\/strong>, favorendo la favola dell\u2019italiano buono e bravo \u2013 colpa trasversale a tutta la classe politica \u2013 e facendo s\u00ec che nelle pieghe dei modi di pensare sopravvivessero elementi razzisti pronti ad essere riesumati per convincere gli italiani del pericolo dell\u2019infezione straniera. Un lavoro lungo, che dovrebbe investire la didattica, la formazione, la proposta culturale diffusa e chi produce cultura di massa (cinema, TV\u2026), ma che le politiche ufficiali continuano a ignorare.<\/p>\n<p>Inoltre <strong>il Paese \u00e8 impoverito, vittima di crisi, austerit\u00e0, tagli alla spesa, privatizzazioni, disoccupazione, precariet\u00e0<\/strong>. L\u2019ascesa sociale \u00e8 bloccata se non invertita. Per gli italiani far quadrare i conti \u00e8 un rompicapo, ed ogni volta che provano a chiedere un servizio o un sostegno si accorgono che c\u2019\u00e8 sempre meno, ma non manca una burocrazia ostile. Indipendentemente dal colore politico, i governi hanno seguito i dettami liberisti e aumentato l\u2019insicurezza distruggendo i diritti del lavoro, smontando la sanit\u00e0, deprimendo i salari e le pensioni (un miraggio per molti ormai). <strong>Gli italiani non si sentono, a ragione, aiutati da chi li governa<\/strong>.<\/p>\n<p>In queste condizioni, la popolazione \u00e8 spinta ad una lotta per risorse che scarseggiano: servizi, sussidi, lavoro, case. Non dovrebbe sorprendere se chi si trova a barcamenarsi nella totale latitanza dello Stato si senta tradito e minacciato. C\u2019\u00e8 chi arriva alla disperazione e chi emigra all\u2019estero. Ma<strong> la percezione \u00e8 che invece per i \u201cprofughi\u201d i soldi ci sono<\/strong>. Su questo crinale la teoria del complotto trova terreno fertile, si diffonde e si carica di bufale, come i 35 \u20ac al giorno, o il varo di leggi e norme per favorire gli immigrati, o addirittura l\u2019idea che vengano pagate pensioni maggiorate ai rumeni. Quando le risorse mancano, chi pu\u00f2 accampare un diritto di precedenza lo fa. In realt\u00e0 non sono i migranti che \u201crubano\u201d le risorse ma le politiche di austerit\u00e0. Anche il sistema di accoglienza \u00e8 senza fondi, vittima dei tagli alla spesa. Chi ci lavora con competenza \u00e8 costretto a farlo con una carenza d fondi che non permette di operare nei modi necessari, e magari con contratti decenti. Non a caso assistiamo al fenomeno degli stabili occupati, dove le persone vivono in condizioni tragiche.<\/p>\n<p><strong>I soldi per l\u2019accoglienza e l\u2019integrazione vengono negati cos\u00ec come vengono negati per gli italiani<\/strong>, in entrambi i casi con miseri stanziamenti che bastano appena a mantenere una parvenza di intervento pubblico, per seguire ideologicamente politiche di contrazione della spesa che colpiscono tutti. Poco importa se <strong>la stessa destra abbia dato un suo cospicuo contributo<\/strong>, quando era al governo, alla creazione di questa situazione di impoverimento, complicando anche la gestione dell\u2019immigrazione con leggi che fabbricano situazioni di illegalit\u00e0. Ormai se n\u2019\u00e8 persa memoria.<\/p>\n<p>Ma come ne usciamo?<strong> Non con la fandonia dell\u2019aiutiamoli a casa loro<\/strong>. Non solo perch\u00e9 segue l\u2019idea dell\u2019<em>apartheid<\/em>. Chi parla di stanziare fondi per la cooperazione internazionale (che ha comunque forti limiti), sono gli stessi che con l\u2019austerit\u00e0 fanno s\u00ec che non vengano stanziati i fondi nemmeno per aiutarli a casa \u201cnostra\u201d. Per intervenire sul fenomeno (ed i primi ad esserne felici sarebbero proprio i migranti) andrebbero fatte cose che saremmo ben lieti di vedere. Andrebbe ridimensionata la capacit\u00e0 attrattiva dei paesi europei e messo in discussione il sistema economico globale riequilibrando al rialzo le condizioni di vita, cosa che nessuno \u00e8 disposto a fare tant\u2019\u00e8 che non se ne parla. Andrebbero cambiate davvero le politiche ambientali per evitare i disastri del <em>global warming<\/em>. Andrebbero fermate guerre dietro a cui si celano le grandi potenze. Una strategia globale di inversione di rotta che non esiste oggi. <strong>Chi parla di aiutarli a casa loro mente sapendo di mentire<\/strong>.<\/p>\n<p>Quello che serve, realisticamente e nell\u2019immediato, oltre a incisive politiche culturali, \u00e8 <strong>un allargamento della spesa pubblica che ribalti i dogmi europei dell\u2019<em>austerity<\/em><\/strong>(come scrivono <a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/tommaso-nencioni\/piu-spesa-sociale\/\">Nencioni e Gabellini<\/a>) per trovare le risorse per tutti, italiani e stranieri, e disinnescare il conflitto relativo. Non ci stancheremo mai di dirlo, il prerequisito dell\u2019integrazione, senza il quale qualsiasi politica sociale e culturale \u00e8 inefficace, \u00e8 il benessere economico. Va contrapposta alla parola d\u2019ordine del prima gli italiani un prima il popolo, italiano e straniero insieme. E fintanto che andranno avanti le cieche politiche liberiste perseguite tanto dalla destra che dal PD e dal M5S il benessere sar\u00e0 un miraggio, con o senza migranti sul suolo italiano.<\/p>\n<p>Ma ancor prima, c\u2019\u00e8 da contendere il terreno del consenso ai fautori della teoria del complotto, attraverso l\u2019azione politica, che si articoli prima di tutto intorno alla sua efficacia. <strong>Non ci si pu\u00f2 rinchiudere in mobilitazioni basate su parole d\u2019ordine \u2013 ormai pi\u00f9 etiche che politiche \u2013 che non hanno pi\u00f9 nessuna presa (antifascismo, antirazzismo, multiculturalismo)<\/strong>, ci piaccia o no. Chiedere pi\u00f9 spesa pubblica per costruire il futuro, affiancando la richiesta con attivit\u00e0 pratiche e quotidiane capaci di avere presa, di far sentire alla popolazione che ci si interessa di lei, aggregando le persone intorno ad un\u2019autodifesa popolare che diventi una richiesta politica, con un nuovo mutualismo che difenda chi ne ha bisogno, chieda diritti ed evidenzi la necessit\u00e0 di immettere risorse. <strong>Un mutualismo capace di strappare la rabbia della gente dalla fascinazione della teoria fascista del complotto<\/strong>.<\/p>\n<p>Un\u2019attivit\u00e0 che diventi anche ascolto, capacit\u00e0 di lettura e comprensione, senza bollare di razzismo chiunque evidenzi le proprie difficolt\u00e0 o paure. C\u2019\u00e8 da riconquistare un\u2019ampia porzione della societ\u00e0, non \u00e8 certo schifandola che questo avverr\u00e0. Una solidariet\u00e0 che integri e crei fondi, attivit\u00e0, financo lavori. Siamo ormai lasciati a noi stessi, e da qui si deve ripartire. Un nuovo mutuo soccorso capace di costruire valori comuni (sulla laicit\u00e0, sull\u2019emancipazione femminile\u2026) e rilanciare il progresso. Un mutualismo, dunque, dalla parte della gente comune, italiana o immigrata, partecipato e non egoistico, che crei un senso di unione, di popolo, che avvicini le persone e sia in grado di mettere al centro le privazioni di cui soffriamo e le vie d\u2019uscita dalla subalternit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong><a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/stefano-bartolini\/1059\/\">:<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/stefano-bartolini\/1059\/\">http:\/\/www.senso-comune.it\/stefano-bartolini\/1059\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Stefano Bartolini) Il ragionamento \u00e8 semplice e penetrante: esiste un complotto a favore degli immigrati. 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