{"id":34320,"date":"2017-09-15T10:46:32","date_gmt":"2017-09-15T08:46:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34320"},"modified":"2017-09-14T22:55:22","modified_gmt":"2017-09-14T20:55:22","slug":"lamerica-e-la-guerra-delle-statue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34320","title":{"rendered":"L\u2019America e la guerra delle statue"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Emanuel Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<p><em>La demolizione dei Buddha di Bomiyan a opera dei talebani nel 2001 gett\u00f2 il mondo nello sconforto: dei fondamentalisti iconoclasti stavano distruggendo dei patrimoni mondiali dell&#8217;umanit\u00e0 per riscrivere la storia. A 16 anni di distanza agisce allo stesso modo, chi all&#8217;epoca grid\u00f2 allo scandalo<\/em><\/p>\n<p>La presidenza di\u00a0<strong>Donald J. Trump<\/strong>\u00a0\u00e8 ancora agli albori, ma le crisi diplomatiche affrontate e lo scoppio dei violenti tumulti tra i collettivi della destra religiosa, dell\u2019<strong><em>alternative right<\/em><\/strong>\u00a0e del suprematismo bianco, contro la galassia di sigle dell\u2019universo liberal, che stanno gettando il paese sull\u2019orlo della<strong>\u00a0guerra civile<\/strong>, le hanno gi\u00e0 assicurato un posto nella storia.\u00a0<strong>\u201c<\/strong><em>Quid est veritas?<\/em><strong>\u201c<\/strong>\u00a0Chiese Ponzio Pilato a Ges\u00f9, non sapendo che cosa fosse la verit\u00e0, dove si trovasse, da chi dovesse ascoltarla e cosa avrebbe dovuto fare per comprenderla; la stessa domanda dovrebbero porsela i consumatori dell\u2019informazione nel 2017, dinanzi la mole di\u00a0<strong>bufale<\/strong>\u00a0diffuse giornalmente non solo dalle piccole emittenti e pubblicazioni che vivono di cattiva pubblicit\u00e0, ma anche dalle grandi corporazioni editoriali e mediatiche, la cui capacit\u00e0 di proiezione immediata e globale della notizia complica fortemente ogni tentativo di coscientizzare il pubblico \u2013\u00a0<strong>tendenzialmente psicolabile<\/strong>, apatico e ingenuo, per mezzo di sana controinformazione.<\/p>\n<p>Qual\u2019\u00e8 la verit\u00e0? \u00c8 davvero in corso il\u00a0<em>white genocide<\/em>, sia demografico che culturale, denunciato dall\u2019alt-right coccolata da\u00a0<strong>Steve Bannon<\/strong>, ex capo stratega dell\u2019amministrazione Trump; o \u00e8 invece in corso il\u00a0<em>white-washing<\/em>, denunciato dai liberal, che vorrebbe recuperare e legittimare il passato schiavista e segregazionista della storia americana? L\u201911 e il 12 agosto,\u00a0<strong>Charlottesville<\/strong>, una piccola citt\u00e0 della Virginia, eletta la citt\u00e0 pi\u00f9 felice degli Stati Uniti nel 2014, \u00e8 stata al centro di duri scontri tra esponenti dell\u2019estrema destra e collettivi antifascisti e antirazzisti, in occasione di una grande marcia, ribattezzata\u00a0<em>Unite the Right<\/em>, indetta dai primi per protestare contro la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/storia\/guerra-di-secessione-america\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rimozione della statua di\u00a0<strong>Robert Edward Lee<\/strong><\/a>, celebre generale confederato, dall\u2019<strong>Emancipation Park<\/strong>. Il bollettino finale include, oltre a numerosi arresti e feriti, un investimento automobilistico volontario condotto da\u00a0<strong>James Fields<\/strong>, un giovane nazionalista bianco, contro il corteo antifascista, che ha causato\u00a0<strong>1 morto e 19 feriti<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_89920\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-89920\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/charlottesville-riots-gettyimages-830617833-1024x682.jpg\" alt=\"La marcia di Charlottesville ha risvegliato paure che la societ\u00e0 americana credeva fossero sepolte insieme al passato\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La marcia di Charlottesville ha risvegliato paure che la societ\u00e0 americana credeva fossero sepolte insieme al passato<\/p>\n<\/div>\n<p>Non \u00e8 la prima statua di un personaggio-simbolo della guerra di secessione e dello schiavismo ad essere abbattuta, oscurata o traslata altrove, eppure ha scatenato controversie anche a livello politico. Il presidente Trump \u00e8 stato criticato per aver condannato le violenze perpetrate da ambo i lati: secondo democratici e media avrebbe dovuto limitarsi a<strong>\u00a0biasimare il comportamento dei nazionalisti bianchi<\/strong>, tralasciando gli abusi commessi dagli antifascisti. Impossibile parteggiare per la nuova destra statunitense, mescolante neonazismo, nazionalismo bianco, islamofobia, antigiudaismo,\u00a0<strong>neopaganesimo antiabramitico<\/strong>\u00a0ed\u00a0<strong>elementi neoconfederati<\/strong>, ma \u00e8 altrettanto vero che solo un cieco, o un complice, negherebbe la deriva antioccidentale in corso non solo negli Stati Uniti, ma nell\u2019intero Occidente.<\/p>\n<p>In principio fu il movimento di protesta studentesco<em>\u00a0Rhodes Must Fal<\/em><em>l<\/em>, che chiese (senza successo) la rimozione della statua di\u00a0<strong>Cecil Rhodes<\/strong>\u00a0dall\u2019universit\u00e0 di Oxford, dato il suo legame con il passato colonialista britannico, riuscendoci invece all\u2019universit\u00e0 di Citt\u00e0 del Capo, in Sud Africa. Dopo Rhodes e Lee, i prossimi obiettivi sono diventati<strong>\u00a0Italo Balbo<\/strong>, a cui \u00e8 dedicata una colonna a Chicago, e\u00a0<strong>Cristoforo Colombo<\/strong>, simbolo della scoperta delle Americhe, generalmente riconosciuto come uno dei capitoli fondamentali dell\u2019umanit\u00e0, ma per l\u2019universo liberal, esclusivamente legato alla tratta degli schiavi, al colonialismo europeo e al genocidio dei nativi americani. Altre volte, simboli e statue vengono oscurati senza che alcuna protesta abbia luogo: in California, la\u00a0<strong>San Domenico School<\/strong>, un istituto d\u2019istruzione gestito da suore domenicane, ha rimosso ogni riferimento cristiano per non offendere gli studenti di diversa fede.<\/p>\n<div id=\"attachment_89921\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-89921\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/university-bearing-confederate-nationalists-general-virginia-charlottesville_89b56f0c-8004-11e7-a713-31f90463e8eb.jpg\" alt=\"\u00a0La controversa colonna che ricorda la crociera atlantica organizzata da Italo Balbo per l'esposizione universale di Chicago, gli anticonfederati ne chiedono la rimozione perch\u00e9 simbolo fascista, ancor prima che storico\" width=\"960\" height=\"540\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La controversa colonna che ricorda la crociera atlantica organizzata da Italo Balbo per l\u2019esposizione universale di Chicago, gli anticonfederati ne chiedono la rimozione perch\u00e9 simbolo fascista, ancor prima che storico<\/p>\n<\/div>\n<p>Dopo gli attacchi a Rhodes, in Inghilterra, la giornalista\u00a0<strong>Afua Hirsch<\/strong>\u00a0ha proposto di rimuovere monumenti e busti ritraenti l\u2019ammiraglio\u00a0<strong>Horatio Nelson<\/strong>\u00a0<strong>\u2013<\/strong>\u00a0artefice della salvezza inglese dall\u2019invasione napoleonica \u2013 perch\u00e9, nel 2017, non sarebbe pi\u00f9 possibile vederlo solo come un eroe nazionale, dato che guardava con favore\u00a0allo schiavismo, ma anche come figura d\u2019odio. La furia iconoclasta che sta prendendo piede in questi anni non \u00e8 solo ipocrita \u2013 non si possono giudicare con parametri etico-morali contemporanei le azioni, le idee e i pensieri di uomini vissuti secoli fa, ma anche<strong>\u00a0pericolosa<\/strong>, dal momento che l\u2019obiettivo dei talebani del liberalismo non \u00e8 il superamento del passato, quanto la sua rimozione totale. Non \u00e8 in corso una guerra tra nostalgici del segregazionismo e del nazismo e tra paladini dei diritti civili e della libert\u00e0, ma una feroce contrapposizione tra chi vorrebbe difendere il patrimonio storico e culturale della propria terra, che nel bene e nel male compone le<strong>\u00a0identit\u00e0 dei luoghi e dei popoli<\/strong>, e chi vorrebbe creare\u00a0<em>ex novo<\/em>\u00a0un\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 comoda e gradevole agli occhi della propria coscienza, un\u00a0<strong>mondo sempre meno occidentale<\/strong>\u00a0e, quindi, potenzialmente pi\u00f9 ostile.<\/p>\n<p>\u00c8 giusto rimuovere ogni simbolo del passato, per quanto esso abbia causato dolore ad alcune categorie sociali, religiose o etniche? Come sostenuto dal presidente Trump, in occasione degli scontri di Charlottesville, secondo il ragionamento seguito dagli antifascisti la sorte dell\u2019abbattimento dovrebbe toccare anche ai padri fondatori del paese, come\u00a0<strong>George Washington<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Thomas Jefferson<\/strong>, avendo avuto anch\u2019essi in propriet\u00e0 degli schiavi. Il dibattito \u00e8 pi\u00f9 vivo che mai negli Stati Uniti, ma sta dilagando in tutto l\u2019Occidente. In Argentina, la<strong>\u00a0fondazione Bases<\/strong>, di ispirazione liberale, ha avviato recentemente una petizione in rete chiedendo la rimozione di statue ed effigi dedicate ad\u00a0<strong>Ernesto Guevara<\/strong>\u00a0dal paese, proponendo di iniziare proprio dal monumento collocato a\u00a0<strong>Rosario<\/strong>, citt\u00e0 natale del rivoluzionario, in quanto sostenitore di un\u2019ideologia che ha provocato milioni di morti, oltre che protagonista del regime castrista. A<strong>\u00a0Johannesburg<\/strong>, in Sud Africa, si parla di rimuovere la scultura di bronzo dedicata a\u00a0<strong>Mahatma Gandhi<\/strong>, sita in una piazza che porta il suo nome, sull\u2019onda di quanto gi\u00e0 fatto nel 2015 ad Accra, in Ghana, per via dei pregiudizi negativi del rivoluzionario indiano sugli africani.<\/p>\n<div id=\"attachment_89922\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-89922\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1.9955217.jpg\" alt=\"La statua di Gandhi rimossa dal campus dell'universit\u00e0 di Accra\" width=\"800\" height=\"606\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La statua di Gandhi rimossa dal campus dell\u2019universit\u00e0 di Accra<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Come si potrebbe imparare dalle lezioni di storia fornite dal passato, se lo si cancella?<\/strong>\u00a0Inoltre, \u00e8 indubbiamente vero che la psicosi iconoclasta che sta toccando il mondo anglosassone \u00e8 fortemente razzista, e non contro le minoranze, ma contro una maggioranza bianca silenziosa, pigra, debosciata e\u00a0<strong>indottrinata all\u2019odio di se stessa<\/strong>. Nei giorni dell\u2019attacco alle statue, il noto documentarista ed antirepubblicano\u00a0<strong>Michael Moore<\/strong>, prendendo posizione sulle violenze di Charlottesville, ha dichiarato che gli Stati Uniti saranno un paese migliore soltanto quando i bianchi saranno una minoranza e che, pertanto, si auspica che ci\u00f2 accada il prima possibile. Parole che sono state applaudite da ogni parte, ma che cosa sarebbe successo a parti\u00a0invertite? L\u2019<em>alt-right<\/em>\u00a0\u00e8 davvero cos\u00ec pericolosa e antidemocratica? La\u00a0<em>Unite the Right<\/em>, definita come una delle pi\u00f9 importanti manifestazioni delle sigle di estrema destra statunitensi avvenute nei tempi recenti, non ha riunito neanche 5mila persone. Inoltre, uno dei principali volti della nuova destra \u00e8<strong>\u00a0Milo Yiannopoulos<\/strong>, un giornalista e personaggio pubblico di tendenze omosessuali e di ascendenza ebraica, non proprio l\u2019identikit del razzista medio. I principali gruppi che hanno aderito al corteo di Charlottesville sono elencati dal<strong>\u00a0Southen Poverty Law Center<\/strong>\u00a0come<strong>\u00a0organizzazioni d\u2019odio<\/strong>\u00a0e, spesso, ricevono questa denominazione all\u2019atto della fondazione, come accaduto al\u00a0<strong>White Lives Matter<\/strong>, sorto in contrapposizione al\u00a0<strong>Black Lives Matter<\/strong>\u00a0che dal 2012 proclama la nonviolenza, ma \u00e8 periodicamente protagonista di scontri e di violenze contro le forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>Chi vuole scoprire dov\u2019\u00e8 la verit\u00e0, dovrebbe anche chiedersi: perch\u00e9 si stigmatizza soltanto chi grida che anche le vite bianche contano? L\u2019attenzione dei media domestici e internazionali \u00e8 palesemente concentrata sulle violenze commesse dalle forze di polizia statunitensi contro gli afroamericani, ma non trovano altrettanto risalto quelle perpetrate contro i bianchi o altri gruppi etnici. In una societ\u00e0 realmente pronta al<strong>superamento dei pregiudizi di razza<\/strong>, l\u2019unico movimento che dovrebbe esistere, dovrebbe chiamarsi\u00a0<em>All Lives Matter<\/em>, e ottenere il favore di ciascuna corrente politica. Il\u00a0<strong><em>doppiopesismo<\/em><\/strong>\u00a0e la retorica terzomondista spinta all\u2019estremo dei liberal-progressisti statunitensi sono le<strong>\u00a0reali cause\u00a0<\/strong>del rigurgito d\u2019odio e di divisione razziale che sta dilagando nel paese, con la loro ambizione di ripulire la societ\u00e0 di ogni traccia lasciata dai padri fondatori della patria. Si potrebbe anche appoggiare l\u2019anelo di ricercare una nuova identit\u00e0 americana, visti i profondi mutamenti culturali, religiosi, sociali e demografici occorsi, ma perch\u00e9 sacrificare forzatamente l\u2019impronta bianca, essendo stati degli europei a fondare la terra della libert\u00e0, plasmandola coi loro ideali per oltre due secoli? La\u00a0<strong>guerra delle statue<\/strong>\u00a0\u00e8 una delle espressioni pi\u00f9 emblematiche di questa ricerca di una nuova identit\u00e0 americana, ricerca che si sta rivelando come fondata su\u00a0ignoranza e falsit\u00e0:\u00a0<strong>ignoranza\u00a0<\/strong>perch\u00e9 vuole eliminare il passato, anzich\u00e9 superarlo;\u00a0<strong>falsit\u00e0\u00a0<\/strong>perch\u00e9 accusa\u00a0aprioristicamente di fascismo chiunque le muova critica, dimenticando che sta agendo esattamente come i talebani iconoclasti contro i\u00a0<strong>Buddha di Bamiyan<\/strong>\u00a0nel 2001.<\/p>\n<div id=\"attachment_89923\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-89923\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IYMNGH6EKBGXBOZCDGDIZNHCGU-1024x580.jpg\" alt=\"Nello spazio vuoto, una volta era contenuto uno dei due Buddha di Bomiyan, distrutti per decisione del mullah Mohammed Omar\" width=\"1024\" height=\"580\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Nello spazio vuoto una volta era contenuto uno dei due Buddha di Bomiyan, distrutti per decisione del mullah Mohammed Omar<\/p>\n<\/div>\n<p>Nel giro di neanche un mese, le rivendicazioni degli antifascisti statunitensi si sono spostate dai monumenti confederati a Balbo e Colombo; quale sar\u00e0 il prossimo obiettivo,\u00a0<strong>il monte Rushmore<\/strong>? Quel che sta accadendo in Occidente ha dell\u2019orwelliano: qualcuno vorrebbe riscrivere la storia, e gli unici che si oppongono a questa follia sono dei nostalgici di\u00a0<strong>George Lincoln Rockwell<\/strong>, con il risultato di portare ancora pi\u00f9 acqua al mulino degli iconoclasti. La guerra delle statue \u00e8 un argomento a cui deve prestare attenzione anche il resto del mondo, trattandosi d\u2019una psicosi dall\u2019alto tasso di contagio, soprattutto perch\u00e9 esplosa negli Stati Uniti, l\u2019unica potenza capace \u2013 chiss\u00e0 ancora per quanto \u2013\u00a0di egemonizzare culturalmente ampi strati del pianeta, grazie al cinema, alla letteratura e al fascino delle idee partorite dai suoi intelletuali. Come previsto da\u00a0<strong>Zbigniew Brzezinski,<\/strong>\u00a0teorico della geopolitica della fede, gli Stati Uniti stanno affrontando una grave crisi sociale e culturale dai possibili effetti implosivi e solo se riusciranno a uscirne potranno continuare a essere la prima potenza mondiale;\u00a0<strong>l\u2019alternativa \u00e8 il collasso<\/strong>, perch\u00e9 un paese che cancella la sua storia per assecondare sfizi e mode del presente, non ha futuro.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/america-guerra-delle-statue\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/america-guerra-delle-statue\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Emanuel Pietrobon) La demolizione dei Buddha di Bomiyan a opera dei talebani nel 2001 gett\u00f2 il mondo nello sconforto: dei fondamentalisti iconoclasti stavano distruggendo dei patrimoni mondiali dell&#8217;umanit\u00e0 per riscrivere la storia. 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