{"id":34326,"date":"2017-09-16T09:00:54","date_gmt":"2017-09-16T07:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34326"},"modified":"2017-09-16T01:02:29","modified_gmt":"2017-09-15T23:02:29","slug":"lavoro-smascherati-i-trucchi-del-governo-il-baratro-dietro-i-dati-istat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34326","title":{"rendered":"Lavoro, smascherati i trucchi del governo: il baratro dietro i dati Istat"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SECOLO D&#8217;ITALIA (Guglielmo Federici)<\/strong><\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 ben poco da ridere. Nonostante l\u2019ultima rilevazione dell\u2019Istat\u00a0<\/strong>abbia messo evidenziato che gli occupati a luglio di quest\u2019anno, pari a poco pi\u00f9 di 23 milioni di unit\u00e0, sono tornati allo stesso livello del 2008,<strong>\u00a0il monte ore lavorate, invece, \u00e8 diminuito di oltre 1,1 miliardi (-5 per cento)<\/strong>. Il che \u00e8 grave. Vuol dire due cose di segno negativo: cala la produttivit\u00e0 e chi lavora guadagna molto meno di quanto dovrebbe e potrebbe. Con stipendi pi\u00f9 bassi, i consumi non aumentano in modo significativo e la qualit\u00e0 della produzione ne risente. Dite voi cosa c\u2019\u00e8 da ridere e gongolare. Parlare di crescita in queto contesto dignifica continuare un un bluff ormai patetico che si scontra con la realt\u00e0.<\/p>\n<p>I numeri vanno letti e interpretati, non vanno sciorinati pedissequamente tentando di darla a bere agli italiani. E\u2019 quanto si legge in uno studio della\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cgiamestre.com\/\"><strong>Cgia di Mestre<\/strong><\/a>\u00a0che evidenzia cos\u00ec l\u2019<strong>aumento dell\u2019occupazione, ma a tempo parziale<\/strong>\u00a0con un impatto rilevante sulla produttivit\u00e0. Nei primi 6 mesi del<strong>\u00a02008<\/strong>, infatti, annota ancora la Cgia, i lavoratori italiani erano stati in fabbrica o in ufficio per un totale di\u00a0<strong>22,8 miliardi di ore<\/strong>, nei primi 2 trimestri di quest\u2019anno, invece, lo stock \u00e8\u00a0<strong>sceso a 21,7<\/strong>. \u201cIn buona sostanza se a parit\u00e0 di occupati sono diminuite le ore lavorate, rispetto al 2008\u00a0<strong>i lavoratori a tempo pieno sono scesi<\/strong>e, viceversa,\u00a0<strong>sono aumentati quelli a tempo parziale<\/strong>,\u00a0<strong>dai contratti a termine al part time involontario, dal lavoro intermittente<\/strong>\u00a0alla somministrazione\u201d.<\/p>\n<h3>Stipendi in netto calo<\/h3>\n<div class=\"td-a-rec td-a-rec-id-content_inline td_uid_2_59bae25c329dc_rand td_block_template_1\"><\/div>\n<p>Insomma, il lavoro \u00e8 in crisi nera e i\u00a0<strong>trucchi del governo per edulcorare i dati<\/strong>\u00a0sono ormai intollerabili. Infatti, se nel 2008 i dipendenti full time erano l\u201986% del totale, 8 anni dopo il dato si \u00e8 ridotto all\u201981%. Gli occupati a tempo parziale, invece, sono saliti dal 14 al 19% del totale. Un calo che ha impattato sulla produttivit\u00e0 del lavoro che ha subito una contrazione molto importante sia nei servizi (-3,1%) sia nelle costruzioni (-7,1%), settori, questi ultimi, che danno lavoro al 79% del totale dei dipendenti presenti nel Paese.\u00a0<strong>In calo anche la retribuzione media per occupato<\/strong>\u00a0che ha registrato una forte contrazione: tra il 2008 e il 2016 \u00e8 diminuita, al netto dell\u2019inflazione.<\/p>\n<h3>I dati istat edulcorati dal governo<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/pil-dati-istat-istruzioni-abuso#.WbOkmBTcxaE\">Eppure tutto il governo aveva sorriso di questi dati Istat,<\/a>\u00a0da Gentiloni a Padoan a Renzi, che \u2013 da par suo- si era ascritto a suo merito esclusivo questo micro-finto successo decretato dai dati Istat. I numeri per\u00f2 vanno letti e a leggerli c\u2019\u00e8 da essere seriamente preoccupati. Lavorare meno ore e precariato rappresentano il fallimento del Job\u2019s Act e della politica economica del governo.\u00a0\u201cNonostante abbiamo recuperato gli occupati che avevamo prima della crisi -dichiara il coordinatore dell\u2019Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo- ci\u00f2 \u00e8 avvenuto\u00a0<strong>a scapito della qualit\u00e0 dei nuovi posti di lavoro<\/strong>\u00a0e della diminuzione della produttivit\u00e0 nei settori pi\u00f9 importanti che hanno trascinato\u00a0<strong>verso il basso anche i livelli retributivi pro capite<\/strong>\u201c.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, ricordano dalla Cgia, rispetto alla situazione pre-crisi l\u2019Italia deve recuperare tra i principali indicatori economici 3 punti percentuali di consumi delle famiglie, 5,8 punti di Pil, 7 punti di reddito disponibile delle famiglie e ben 24,4 punti di investimenti. \u201cSperiamo -conclude il segretario Renato Mason- che con la legge di Bilancio 2018 le risorse a disposizione vengano utilizzate per\u00a0ridurre le tasse,\u00a0in particolar modo attraverso il taglio dell\u2019Irpef. Solo cos\u00ec possiamo sperare di rilanciare con vigore i consumi interni che, ricordo, costituiscono la componente pi\u00f9 importante del nostro Pil\u201d. Ma da questo orecchio il governo non sente molto, visto che nel 2017 le tasse che dovremo pagare \u2013 tra quelle gi\u00e0 pagate e quelle in arrivo i prossimi mesi \u2013 ammontano a 8mila euro a famiglia. Un massacro, appunto.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-2\"><\/div>\n<h1 class=\"news-title\">Pil Italia penultimo in Ocse, peggio solo la Grecia<\/h1>\n<p>(<a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/2017\/09\/09\/pil-italia-penultimo-in-ocse-peggio-solo-la-grecia_7f2ac4ce-4b63-4bdf-8c24-7da5452bfcc0.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">ANSA<\/a>)\u00a0Il pil italiano \u00e8 cresciuto nei primi due trimestri 2017 ma il livello resta inferiore a quello del 2010 con un andamento negli ultimi sette anni che risulta il peggiore tra i paesi Ocse dopo la Grecia (e pari al Portogallo): lo si legge nel rapporto mensile Ocse relativo ai primi due trimestri del 2017 secondo il quale il Pil in Italia nel secondo trimestre ha raggiunto 99,1 punti, fatto 100 il 2010, in aumento rispetto ai 98,7 del primo trimestre.<\/p>\n<p>La media Ocse, riferita al primo trimestre dato che per il secondo mancano i dati di alcuni paesi \u00e8 di 113,3 punti. La Grecia (ultimo dato \u00e8 riferito al primo trimestre) \u00e8 a 81,6 punti mentre la Germania nel II trimestre segna 112,6 punti, la Francia 107,6, il Regno Unito 114 punti e Gli Stati Uniti 115,2.<\/p>\n<p>La Spagna che ancora nel 2014 registrava una perdita di Pil peggiore di quella italiana segna, sempre nel secondo trimestre, 104,8 punti. Nel primo trimestre l\u2019Italia ha registrato un avanzamento del Pil dello 0,4% (+0,5% la media Ocse) cos\u00ec come nel secondo trimestre, piazzandosi comunque tra i paesi con la crescita pi\u00f9 lenta.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-3\">\u00a0<strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.com\/wp-login.php\">http:\/\/www.appelloalpopolo.com\/wp-login.php<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SECOLO D&#8217;ITALIA (Guglielmo Federici) C\u2019\u00e8 ben poco da ridere. 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