{"id":34350,"date":"2017-09-16T10:32:57","date_gmt":"2017-09-16T08:32:57","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34350"},"modified":"2017-09-15T23:35:00","modified_gmt":"2017-09-15T21:35:00","slug":"i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34350","title":{"rendered":"I tortuosi sentieri della \u201ccanoscenza\u201d. Parte II: orientarsi nel vasto mondo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>PIER PAOLO DAL MONTE<\/strong><\/p>\n<p>Nella prima parte abbiamo voluto svagarci un poco, prendendoci giuoco dei bamboleggiamenti che caratterizzano lo scientismo meschinello dei nostri tempi. Tuttavia, il nostro intervento (per quanto introduttivo) non voleva essere soltanto uno sterile gigioneggiare ma era volto, innanzitutto, ad evidenziare come ci\u00f2 che viene chiamato \u201cconoscenza\u201d sia sempre contaminato da fallacie sistematiche sotto forma di distorsioni (<em>bias<\/em>), pregiudizi e conflitti di ogni genere (cognitivi, culturali, economici, sociali, ecc.) che ne fanno uno strumento assai imperfetto (ma perfettibile).<\/p>\n<p>Comprendere questo \u00e8 importante perch\u00e9 reca con s\u00e9 un\u2019attitudine al dubbio, che non \u00e8 il dubbio ontologico cartesiano, bens\u00ec il dubbio contingente nei confronti del\u00a0<em>principium auctoritas<\/em>\u00a0e dell<em>\u2019ipse dixit<\/em>, ma anche della rappresentazione collettiva creata dai mezzi che costruiscono lo\u00a0<em>Zeitgeist<\/em>\u00a0(i vari\u00a0<em>cleri<\/em>descritti da Costanzo Preve: il\u00a0<em>clero secolare\u00a0<\/em>dei mezzi di informazione, il\u00a0<em>clero regolare<\/em>\u00a0dell\u2019accademia).<\/p>\n<p>In realt\u00e0, ci\u00f2 che viene chiamato \u201cconoscenza, \u00e8 qualcosa di assai complicato da definire e da comprendere. Di fatto, non possiamo neppure essere certi se questo mondo che ci si dispiega attorno a noi \u2013 e ciascuno degli innumerevoli fenomeni che percepiamo- si realt\u00e0 o illusione, un dubbio presente fin dall\u2019antichit\u00e0, come attesta questo passo dei Pur\u0101\u1e47a<\/p>\n<p>\u00ab<em>E\u2019 questo un sogno? O sono sotto il giogo dell\u2019illusione? Sicuramente questa realt\u00e0 in cui mi trovo deve essere il prodotto della mia immaginazione. Che tipo di universo \u00e8 questo in cui mi scopro esistere?<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn1\" name=\"_ftnref\">[1]<\/a><\/p>\n<p>Per cercare di definire meglio il problema al quale ci troviamo di fronte, \u00e8 bene, pertanto, fare alcuni passi a ritroso, procedere molto pi\u00f9 \u201ca monte\u201d rispetto alla metafora rappresentata dalla moderna scienza (alla quale abbiamo accennato nella parte precedente) e addentrarci in quel caliginoso reame che \u00e8 rappresentato dalla \u201cconoscenza\u201d in senso assai pi\u00f9 generale, ovvero dalle diverse facolt\u00e0 e dei variegati strumenti che permettono di apprendere, di elaborare e di ordinare i diversi fenomeni che ci circondano, e di \u201corganizzare\u201d ci\u00f2 che dentro di noi: impressioni, immagini o pensiero astratto che sia.<\/p>\n<p>Gli esseri umani, cos\u00ec come tutti gli esseri senzienti, possono sopravvivere solo se riescono ad orientarsi attraverso gli innumerevoli fenomeni del vasto mondo tramite i diversi strumenti cognitivi. La\u00a0<em>conoscenza<\/em>\u00a0\u00e8 la costruzione, nella mente dell\u2019immagine a del cosmo, delle \u201ccose visibili e invisibili\u201d; il rispecchiamento (o, in altre parole: l\u2019introiezione) di questo macrocosmo nel microcosmo individuale o collettivo (conoscenza trasmessa o tramandata).<\/p>\n<p>\u201cCosmo\u201d deriva da \u03ba\u03bf\u03c3\u03bc\u03ad\u03c9, \u201cordinare, \u201cadornare\u201d (da cui \u03ba\u03cc\u03c3\u03bc\u03b7\u03c3\u03b9\u03c2, \u201ccosmetica), \u00e8 pertanto una nozione che scaturisce dall\u2019osservatore e non dalle caratteristiche intrinseche del creato. \u00c8 la mente che orna e adorna una \u201cnatura\u201d che, di per s\u00e9, non \u00e8 qualificata da un ordine fino al momento in cui questo viene compreso, o attribuito .<\/p>\n<p>L\u2019ontogenesi microcosmica rispecchia la filogenesi macrocosmica<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn2\" name=\"_ftnref\">[2]<\/a>: in entrambi i casi si va dalle tenebre dell\u2019indifferenziato alla luce della differenziazione. Alla nascita l\u2019essere apre gli occhi alla vita da un buio senza tempo e senza dimensioni, dalle tenebre della non-esistenza alla luce dell\u2019essere. La nascita \u00e8 la subitanea emersione del tutto.<\/p>\n<p>In quei momenti ontogeneticamente primigeni, il cosmo viene immediatamente percepito secondo le sue caratteristiche \u201cprimarie\u201d: luce e suono che, nel microcosmo della mente danno origine allo spazio e al tempo. Luce e suono furono anche le manifestazioni cosmogoniche primordiali. Il\u00a0<em>fiat lux<\/em>\u00a0illumin\u00f2 l\u2019indifferenziato\u00a0<em>Caos<\/em>\u00a0e lo fece diventare\u00a0<em>Cosmo<\/em>. La luce, dal momento del nostro personale\u00a0<em>fiat lux<\/em>, illumina lo spazio che viene abbracciato dalla visione. Per i greci era,\u00a0<em>thea,\u00a0<\/em>da cui origina\u00a0<em>theoria<\/em>: la contemplazione che consente di \u201c<em>guardare dentro\u201d<\/em>\u00a0(in-tuizione, da\u00a0<em>in-tueri<\/em>) l\u2019apparenza del mondo fenomenico.<\/p>\n<p>Il suono, che cominci\u00f2 a scandire il nostro tempo coi respiri e le pulsazioni del cuore -un battito dopo l\u2019altro, un soffio dopo l\u2019altro- diede inizio al tempo dall\u2019eternit\u00e0 indistnta, Nella mitologia vedica,\u00a0<em>Vac<\/em>, il suono cosmogonico<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn3\" name=\"_ftnref\">[3]<\/a>\u00a0gener\u00f2 la successione temporale, il movimento dall\u2019eternit\u00e0 immobile<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn4\" name=\"_ftnref\">[4]<\/a>, il Verbo\/<em>Logos<\/em>\u00a0come essenza ultima della realt\u00e0. E cos\u00ec il\u00a0<em>logos<\/em>, il discorso, scandisce anche il nostro personale tempo: le parole pronunciate e udite non sono che una successione di suoni, i fonemi. Un tempo, la preghiera, le litanie, le orazioni, i mantra scandivano il tempo interiore in modo che si accordasse al ritmo del creato. Scriveva Platone:<\/p>\n<p>\u00ab<em>L\u2019armonia \u00e8 stata data dalle muse a chi abbia l\u2019intelletto per potersene giovare, non perch\u00e8 serva, come si crede oggi, allo stolto piacere, ma per rendere consono il moto dell\u2019anima che fosse divenuto discordante<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn5\" name=\"_ftnref\">[5]<\/a><\/p>\n<p>La\u00a0<em>conoscenza<\/em>\u00a0presuppone la\u00a0<em>coscienza<\/em>, e la coscienza appare con l\u2019apparire del mondo. L\u2019apparire\u00a0<em>al<\/em>mondo \u00e8, dunque, al contempo, l\u2019apparire\u00a0<em>del<\/em>\u00a0mondo, la subitanea origine del\u00a0<em>tutto<\/em>. Siamo esseri circondati da apparenza che non sanno donde queste apparenza scaturisca. \u00c8 pertanto insito nell\u2019uomo interrogarsi sul mistero delle forme, del pensiero e della coscienza dall\u2019oscurit\u00e0 del nulla.<\/p>\n<p><em>Hannah Arendt<\/em>\u00a0ed Elemire Zolla, pensatori quanto mai diversi, hanno scritto quasi le stesse parole, a questo proposito<\/p>\n<p>Cos\u00ec\u00a0<em>Hannah Arendt<\/em>:<\/p>\n<p><u>\u00ab<\/u><em>Possiamo presumere che questa idea di \u00abfondo\u00bb risponda all\u2019interrogazione pi\u00f9 antica della scienza non meno che della filosofia: come pu\u00f2 mai accadere che qualcosa o qualcuno, compreso\u2019 me stesso, appaia, e che cosa lo fa apparire proprio in questa forma e non in un\u2019altra?<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn6\" name=\"_ftnref\">[6]<\/a><\/p>\n<p>E cos\u00ec Elemire Zolla:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Si contempla quando si miri ai significati della realt\u00e0 in uno stato di quiete. Allora le cose non si osservano soltanto, ma ci si interroga:<\/em><\/p>\n<p><em>perch\u00e9 esse esistono nel cosmo, perch\u00e9 si offrono alla nostra attenzione?<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn7\" name=\"_ftnref\">[7]<\/a><\/p>\n<p>Queste frasi ci portano direttamente al grande tema di fondo del pensiero umano, della filosofia, cos\u00ec come espresso da Platone:<\/p>\n<p>\u201c\u00ab<em>Perch\u00e9 la meraviglia \u00e8 ci\u00f2 che sostiene di pi\u00f9 la filosofia, non c\u2019\u00e8 altro principio della filosofia che questo<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn8\" name=\"_ftnref\">[8]<\/a><\/p>\n<p>Se procediamo nella filogenesi del pensiero, che, anche in questo caso \u00e8 rispecchiata dall\u2019ontogenesi<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn9\" name=\"_ftnref\">[9]<\/a>, possiamo constatare che la storia dell\u2019uomo \u00e8 stata forgiata da una sorta di \u201cdualismo primigenio\u201d: quello tra \u201cnatura\u201d e \u201ccultura\u201d ovvero, tra ci\u00f2 \u201cche \u00e8 coltivato\u201d e \u201cci\u00f2 che \u00e8 generato spontaneamente\u201d, tra la creazione umana e quella demiurgica: il Cosmo. A differenza degli altri esseri animati, l\u2019uomo riesce a costruire un proprio mondo che \u00e8 diverso e\u00a0<em>altro<\/em>\u00a0rispetto a quello dato per natura; la cultura la conoscenza comune crea la mente collettiva, e viene tramandata, la tradizione.<\/p>\n<p>Come asser\u00ec, con parole assai pi\u00f9 alate delle nostre, Pico della Mirandola<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn10\" name=\"_ftnref\">[10]<\/a>, l\u2019uomo, a differenza degli altri esseri senzienti, riesce a costruire il proprio destino e il proprio mondo che \u00e8 \u201caltro\u201d rispetto a quello dato per natura (non necessariamente \u201ccontrapposto\u201d ma, senza dubbio diverso). Un mondo costruito dalla\u00a0<em>poiesis\u00a0<\/em>e organizzato dalla\u00a0<em>praxis<\/em>; un mondo di opere fatte per durare, e di azioni fatte per essere tramandate. La natura \u00e8 entropia, ineluttabile caducit\u00e0 e decadimento ad opera del tempo; la cultura \u00e8 \u201cneghentropia\u201d (ampliando un po\u2019 il significato del termine coniato da\u00a0<em>Erwin Schroedinger<\/em>)<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn11\" name=\"_ftnref\">[11]<\/a>: opere stabili e pensieri reificati in forme tramandabili che restano oltre il piccolo lasso \u201cneghentropico\u201d delle singole esistenze (in senso termodinamico, propriamente Schroedingeriano, questa volta)<\/p>\n<p>Questo dualismo primigenio fu metaforeggiato nella cacciata dal Paradiso, l\u2019abbandono della condizione edenica non-duale, fu il frutto dell\u2019albero della conoscenza a separare l\u2019uomo dalla condizione edenica primordiale. La conoscenza diede origine alla\u00a0<em>\u03c4\u03ad\u03c7\u03bd\u03b7<\/em>\u00a0(<em>tekne<\/em>) che, \u00abcome il fuoco di prometeo, separa la cultura dalla natura\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn12\" name=\"_ftnref\">[12]<\/a><\/p>\n<p>A questo punto, per\u00f2, non vorremmo indugiare troppo a lungo sul dualismo natura-cultura, perch\u00e9 ci tocca addentrarci pi\u00f9 propriamente nell\u2019ontogenesi della conoscenza (anche se, nel nostro procedere, non ci scrolleremo di dosso completamente la filogenesi)<\/p>\n<p>Da questo punto di vista possiamo dire che, in primo luogo, l\u2019essere umano apprende dall\u2019esperienza, la sua relazione col mondo esterno \u00e8 mediata dalle percezioni sensorie che interagiscono con gli oggetti sensibili, li \u201cassaporano\u201d. Questa metafora gustativa \u00e8 l\u2019origine del verbo \u201csap\u00e8re\u201d, \u00a0dal latino\u00a0<em>sapio<\/em>\u00a0che \u00e8 \u201cassaporare\u201d, ma anche \u201cavere sapore\u201d. Il gusto \u00e8 il pi\u00f9 intimo dei sensi, quello col quale vengono \u201csviscerate\u201d le caratteristiche pi\u00f9 importanti per la sopravvivenza, una sorta di \u201canalisi\u00a0<em>in nuce<\/em>\u201d delle propriet\u00e0 nutrizionali degli alimenti, della loro edibilit\u00e0 o tossicit\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia gli organi di senso, non sono certo ci\u00f2 che distingue l\u2019uomo dagli altri esseri senzienti, e neppure lo \u00e8 l\u2019elaborazione degli impulsi come paradigma di stimolo-risposta, nel quale la percezione viene trasformata da quell\u2019entit\u00e0 chiamata \u201csistema nervoso centrale\u201d per diventare qualcosa che noi definiamo: \u201coggetto della percezione\u201d, ossia il mondo come ci appare. Come scrisse ancora Elemire Zolla:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Il lume \u00e8 della mente, fuor d\u2019essa esistono soltanto rate vibrato\u00adrie, che gli animali notturni, come i pipistrelli con il loro radar, sostituiscono benissimo con altre d\u2019altre lunghezze d\u2019onda, crean\u00addosi ugualmente la loro visione dello spazio, le loro equivalenti immagini. Fuor della mente esistono soltanto vibrazioni, eventual\u00admente visibili, ma non c\u2019\u00e8 visione. La luce della visione \u00e8 opera della mente; alla forma luminosa creata dalla mente, gli stimoli oculari offrono soltanto la materia occasionale<\/em>.\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn13\" name=\"_ftnref\">[13]<\/a><\/p>\n<p>I suoni sono soltanto vibrazioni dell\u2019aria: non vi \u00e8 un\u2019intrinseca differenza tra il brontolio di un tuono in lontananza e un concerto barocco: \u00e8 la mente che trasforma le percezioni in armonie o cacofonie. Gli stessi oggetti che appaiono solidi e consistenti (da\u00a0<em>cum-sistere<\/em>) non sono che la metafora sensibile di legami atomici e molecolari, impalcature che racchiudono uno spazio vuoto. Oppure, viceversa, \u00e8 quest\u2019impalcatura molecolare la metafora \u201cscientifica\u201d degli oggetti, ma sta all\u2019\u201dosservatore\u201d il compito di decidere quale sia la metafora e quale il reale. E ci\u00f2 che giunge alla nostra retina non \u00e8 altro che un assieme di fotoni che il sistema nervoso centrale trasforma in oggetti e colori, ed \u00e8 la mente che d\u00e0 un significato a questi oggetti e colori e li dispone nella nostra immagine del mondo.<\/p>\n<p>In breve, il sistema nervoso centrale (ovvero ci\u00f2 che ai nostri tempi viene gabellato per \u201cmente\u201d o \u201cpsiche\u201d) elabora gli impulsi sensori e seleziona le risposte adeguate a questi stimoli. Ma, per rispondere agli stimoli del mondo esterno, bisogna che questo mondo esterno vi sia, ovvero, come abbiamo evidenziato sopra, \u00e8 necessario che venga compiuta la differenziazione primaria, quella tra s\u00e9 e il non s\u00e9.<\/p>\n<p>Il fisico\u00a0<em>Henry Stapp<\/em><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn14\" name=\"_ftnref\">[14]<\/a>, ha elaborato una classificazione tripartita di quelli che potrebbero essere definiti: \u201cschemi primari\u201d della conoscenza. Secondo questa classificazione il ruolo di differenziazione fondamentale \u00e8 ricoperto da quello che egli denomina \u201cschema corporeo\u201d, che \u00e8 la rappresentazione mentale del corpo fisico, come \u00e8 ben spiegato da questo passo del filosofo\u00a0<em>Merleau-Ponty<\/em>:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Ora, dunque, che ho nella percezione la cosa stessa, e non una rappresentazione, aggiunger\u00f2 soltanto che la cosa \u00e8 in fondo al mio sguardo e, in generale, alla mia esplorazione; senza presupporre nulla di ci\u00f2 che la scienza del corpo altrui pu\u00f2 insegnarmi, io devo constatare che il tavolo di fronte a me mantiene un rapporto singolare con i miei occhi e il mio corpo: io lo vedo solo se \u00e8 nel loro raggio d\u2019azione; sopra di esso c\u2019\u00e8 la massa scura della mia fronte, sotto c\u2019\u00e8 il contorno pi\u00f9 indeciso delle mie guance: entrambe visibili al limite, e capaci di nasconderlo, come se la mia visione del mondo stesso si facesse da un certo punto del mondo. [\u2026] Gi\u00e0 il mio corpo, in quanto regista della mia percezione, ha dissolto l\u2019illusione di una coincidenza della mia percezione con le cose stesse.<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn15\" name=\"_ftnref\">[15]<\/a><\/p>\n<p>Lo \u201cschema corporeo\u201d \u00e8 in stretta relazione col secondo schema descritto da\u00a0<em>Stapp<\/em>: lo \u201cschema del mondo esterno\u201d, che \u00e8 l\u2019immagine di ci\u00f2 che \u00e8 attorno a noi (intendendo questo \u201cattorno\u201d non strettamente in senso di \u201cprossimit\u00e0\u201d, ma come tutto ci\u00f2 che \u00e8 \u201caltro da noi\u201d). Inoltre egli descrive un terzo schema, lo \u201cschema delle credenze\u201d, che \u00e8 ci\u00f2 che, in altri termini, si potrebbe anche definire come \u201cvisione del mondo\u201d (<em>Weltanshauung<\/em>), che costituisce una sorta di filtro con il quale interpretiamo i fenomeni e i dati.<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn16\" name=\"_ftnref\">[16]<\/a><\/p>\n<p><em>Willard Van Orman Quine<\/em>, filosofo statunitense, ha descritto, in maniera piuttosto brillante, il complesso delle nostre convinzioni, come una ragnatela, mediante la metafora del\u00a0<em>Web of belief<\/em>\u00a0(\u201cRagnatela delle convinzione\u201d)<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn17\" name=\"_ftnref\">[17]<\/a>. Secondo questo modello, le opinioni che derivano dall\u2019osservazione sono situate alla periferia della ragnatela, mentre, pi\u00f9 all\u2019interno sono situate le asserzioni che sono ritenute avere un maggior \u201cfondamento\u201d.<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn18\" name=\"_ftnref\">[18]<\/a><\/p>\n<p>Ad esempio, l\u2019opinione che \u00e8 meglio non mettersi in auto all\u2019\u201dora di punta\u201d, per evitare il traffico, pu\u00f2 essere ritenuta un\u2019 osservazione alla periferia del \u201c<em>web of belief<\/em>\u201d (perch\u00e9 non sempre \u00e8 vero,). Mentre l\u2019asserzione che la \u201cterra \u00e8 rotonda\u201d che, non solo \u00e8 \u201cscientificamente\u201d attestata, ma \u00e8 anche condivisa dalla grande maggioranza delle persone, si colloca in posizione centrale. Le opinioni pi\u00f9 \u201cperiferiche\u201d sono pi\u00f9 facili da modificare, perch\u00e9 si basano su un assieme di impressioni ed esperienze transeunte; al contrario, quelle pi\u00f9 interne che, avendo un ruolo molto pi\u00f9 importante sulla nostra visione del mondo, sono le pi\u00f9 stabili e pi\u00f9 difficili da correggere, perch\u00e9 ci\u00f2 implicherebbe una revisione profonda di quest\u2019ultima.<\/p>\n<p>Per usare le parole dello stesso\u00a0<em>Quine<\/em>: \u00ab<em>Le nostre convinzioni sul mondo affrontano il tribunale dell\u2019esperienza non individualmente, ma come un complesso inscindibile<\/em>\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn19\" name=\"_ftnref\">[19]<\/a>, pertanto le nostre teorie devono essere esaminate nel loro assieme, e non nei singoli assunti che le compongono<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn20\" name=\"_ftnref\">[20]<\/a>. La nostra\u00a0<em>Weltanschauung<\/em>\u00a0o, in altre parole, il complesso dei nostri pregiudizi, \u00e8 il soggetto reale che si confronta col \u201cmondo esterno\u201d: coi singoli fenomeni, oggetti o assunti teoretici che si presentano alla nostra attenzione o al nostro giudizio.<\/p>\n<p>Potremmo, pertanto, definire il complesso delle convinzioni come la maggior fonte di errori sistematici per ci\u00f2 che riguarda il processo di apprensione di tutto ci\u00f2 che \u00e8 non \u00e8 conosciuto o, in termini pi\u00f9 semplici, un ostacolo all\u2019apprendimento. Questo \u00e8 un punto piuttosto critico, perch\u00e9 questo complesso \u00e8 il risultato dell\u2019apprendimento pregresso, sia quello dovuto all\u2019esperienza, sia quello originato dalle forme di apprendimento teoretico (studio, lettura, ecc.). \u201cImparare significa sovente mettere in discussione ci\u00f2 che si \u00e8 imparato precedentemente e, nei casi estremi, l\u2019intera impalcatura delle convinzioni, cio\u00e8 a dire: il mondo come ci appare (ci\u00f2 che\u00a0<em>Funtowicz\u00a0<\/em>e\u00a0<em>Ravetz<\/em>\u00a0hanno definito \u201cTragedia del cambiamento\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn21\" name=\"_ftnref\">[21]<\/a>).<\/p>\n<p>Ma, di questo, parleremo pi\u00f9 avanti. Per ora ci limiteremo a procedere per passi nell\u2019ontogenesi della conoscenza del mondo che ci circonda (prossimo o remoto che sia), che \u00e8 data da un assieme di \u201cstrumenti epistemici\u201d attraverso i quali costruiamo una visione delle cose. Questi, come abbiamo visto, possono essere \u201cimmediati\u201d, come le percezioni sensoriali, altri sono pi\u00f9 mediati, come l\u2019immaginazione, il linguaggio, l\u2019elaborazione mentale.<\/p>\n<p>Possiamo riconoscere al tatto la differenza tra una pesca e una mela perch\u00e9 gli altri quattro sensi hanno esperito le caratteristiche della \u201cpeschit\u00e0\u201d e della \u201cmelit\u00e0\u201d: l\u2019apparenza visiva, il gusto, l\u2019odore. Il singolo senso che percepisce, si porta dietro una complessa elaborazione che, dall\u2019esperienza, ha costruito nella nostra mente un\u2019immagine prototipica delle innumerevoli pesche realmente esistenti, che viene \u201crichiamata\u201d all\u2019atto di percepirne una con un singolo senso.<\/p>\n<p>\u00ab<em>La realt\u00e0 di ci\u00f2 che percepisco \u00e8 garantita da un lato dal suo contesto mondano, che comprende altri uomini che percepiscono come me e, dall\u2019altro, dall\u2019azione combinata dei cinque sensi. Ci\u00f2 che dopo Tommaso d\u2019Aquino chiamiamo senso comune, sensus communis, \u00e8 una sorta di sesto senso necessario per tenere insieme gli altri cinque e per garantire che quello che vedo, tocco, gusto, odoro e odo \u00e8 un unico e medesimo oggetto: il senso comune \u00e8 la \u00abfacolt\u00e0 unica [che] si estende a tutti gli oggetti dei cinque sensi<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn22\" name=\"_ftnref\">[22]<\/a><\/p>\n<p>Come ha sottolineato\u00a0<em>Michael Polanyi<\/em>\u00a0\u00ab<em>tutta la conoscenza umana ha una dimensione pratica che \u00e8 radicata nella sedimentazione dell\u2019esperienza e della memoria<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn23\" name=\"_ftnref\">[23]<\/a>. Egli descrive questo tipo di conoscenza, come \u201cconoscenza implicita\u201d (<em>tacit knowledge<\/em>), ovvero \u00abquella conoscenza non codificata, collocata alla perferia del campo di attenzione\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn24\" name=\"_ftnref\">[24]<\/a>\u00a0che consente alle persone di comprendere i fenomeni e \u201craccogliere\u201d (<em>leghein<\/em>, da cui<em>\u00a0\u201clogos\u201d<\/em>) un significato coerente per l\u2019osservatore. Accanto a questa \u201cconoscenza implicita\u201d, abbiamo le numerose componenti della conoscenza esplicita che \u00e8 quella che proviene dallo studio, dai dati della ricerca, ecc. In pratica da tutto ci\u00f2 che costituisce lo scibile codificato. Per esemplificare quest\u2019ultima potremmo prendere il caso del medico, la cui conoscenza esplicita \u00e8 data dallo studio di quelle che potremmo definire \u201cdiscipline di base\u201d, quali la fisica, la chimica, la biochimica o la genetica. E poi da componenti pi\u00f9 specifiche dell\u2019ambito medico come l\u2019anatomia, la fisiopatologia, l\u2019epidemiologia, i risultati della letteratura scientifica<\/p>\n<p>Nell\u2019esempio del medico, la\u00a0<em>conoscenza implicita<\/em>\u00a0\u00e8 fondamentale nell\u2019interazione tra il medico e il paziente.<\/p>\n<p>Scrive\u00a0<em>Michael Polanyi<\/em>:\u201d<\/p>\n<p>\u00ab<em>L\u2019abilit\u00e0 diagnostica del medico, \u00e8 tanto un\u2019arte di fare che un\u2019arte di conoscere [\u2026] La perizia dell\u2019intenditore, cos\u00ec come l\u2019abilit\u00e0, pu\u00f2 essere trasmessa soltanto mediante l\u2019esempio, non tramite precetti. Per diventare esperto di vini, per acquisire la conoscenza di innumerevoli miscele di t\u00e8, o per imparare l\u2019arte della diagnosi, \u00e8 necessario un lungo periodo di apprendistato pratico sotto la guida di un maestro. Se un medico non \u00e8 in grado di riconoscere ceri sintomi, \u00e8 inutile leggere la descrizione delle sindromi alle quali questo sintomo appartiene. Egli deve riconoscere \u201cpersonalmente\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn25\" name=\"_ftnref\">[25]<\/a>\u00a0quel sintomo, e pu\u00f2 imparare a farlo solo mediante ripetute auscultazioni di casi nei quali, qualcuno pi\u00f9 autorevole di lui, ne riconosce la presenza, e tramite il confronto con altri casi nei quali questo sintomo \u00e8 assente; fino a quando egli non sappia riconoscere adeguatamente la differenza.[\u2026] La grande quantit\u00e0 di tempo impiegata dagli studenti di chimica, biologia e medicina, nel frequentare corsi pratici, mostra quanto queste scienze poggino sulla trasmissione dei saperi e della perizia dal maestro all\u2019allievo. Il che \u00e8 una dimostrazione piuttosto evidente di quanto l\u2019arte del conoscere rimanga ancora poco precisabile<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn26\" name=\"_ftnref\">[26]<\/a><\/p>\n<p>La nostra conoscenza del mondo \u00e8 determinata, pertanto, da queste due modalit\u00e0 \u201cprimarie\u201d, delle quali quella implicita \u00e8, senza dubbio, predominante<\/p>\n<p>Quest\u2019aspetto che potremmo, con una certa approssimazione, deiinire come \u201csoggettivo\u201d fu ben descritto da uno dei pi\u00f9 importanti esponenti delle \u201cscienze dure\u201d del secolo scorso,\u00a0<em>Niels Bohr:<\/em><\/p>\n<p>\u00ab<em>Nella nostra descrizione della natura, lo scopo non \u00e8 quello di disvelare la reale essenza dei fenomeni, ma solo quello di tracciare le relazioni possibili tra gli aspetti multiformi della nostra esperienza<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn27\" name=\"_ftnref\">[27]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa frase ci da lo spunto per accennare, prima di concludere questa parte, ad uno degli aspetti pi\u00f9 problematici nell\u2019ambito dell\u2019epistemologia, intesa in senso moderno, ovvero quella dell\u2019attendibilit\u00e0 o della \u201cveridicit\u00e0\u201d della nostra conoscenza (tema che affronteremo pi\u00f9 diffusamente in seguito). Come abbiamo accennato, quest\u2019\u201dattendibilit\u00e0\u201d si fa assai traballante quando l\u2019approccio nei confronti di ci\u00f2 che \u00e8 poco conosciuto o non lo \u00e8 affatto (fenomeni, oggetti o assunti teoretici) si scontra con convinzioni o credenze molto radicate (ovvero, per usare la metafora quiniana, che sono situate nella zona centrale del \u201c<em>web of belief\u201d<\/em>). In questo caso \u00e8 probabile che si abbia a che fare con quelli che vengono definiti \u201cpre-giudizi\u201d, ovvero giudizi dati a priori.<\/p>\n<p>Per fornire un esempio di questo fenomeno, riportiamo un fatterello di vita vissuta che ci riguarda direttamente. Fino all\u2019et\u00e0 di sette anni eravamo convinti che il prosciutto crudo non fosse un cibo di nostro gradimento. Quando qualcuno provava a metterne a offrircene una fetta, la nostra immancabile risposta era: \u00abIl prosciutto crudo non lo mangio perch\u00e9 non mi piace\u00bb. Poi, qualcuno riusc\u00ec a convincerci ad assaggiarlo e cambiammo immediatamente idea. In questo caso, nello scontro tra \u201cfatto\u201d e pregiudizio, il fatto \u00e8 risultato vincente. L\u2019idea archetipica di prosciutto che era radicata nella nostra mente era assai diversa dal prosciutto realmente-esistente che ci capit\u00f2 di assaggiare per la prima volta.<\/p>\n<p>Possiamo dire che, nel\u2019esempio riportato, l\u2019ideologia, ovvero la convinzione che il fenomeno corrispondesse al suo archetipo preesistente nella mente, si era rivelata fallace se confrontata con \u201cla testa dura dei fatti\u201d (<em>Lenin<\/em>)<em>.<\/em>\u00a0Tuttavia, questo processo si verifica soltanto se si riesce a considerare l\u2019ideologia\/pre-giudizio come mera \u201cipotesi\u201d, da sottoporre al confronto diretto col fenomeno sensibile. Si potrebbe dire che questa \u00e8 l\u2019essenza del metodo sperimentale, almeno\u00a0<em>in nuce.<\/em><\/p>\n<p>Qualsiasi modalit\u00e0 di conoscenza, pu\u00f2 essere pesantemente compromessa dalla diade \u201cideologia\/pregiudizio\u201d (che, in questo caso sono sinonimi) che ha la capacit\u00e0 di trasformare l\u2019\u201cipotesi\u201d in \u201cipostasi\u201d, ovvero in affermazione apodittica e, come tale, scarsamente modificabile.<\/p>\n<p>Purtroppo, in genere avviene che, coloro che sono maggiormente affetti da questo tipo di pregiudizi (e nessuno ne \u00e8 totalmente immune), tendono ad appellarsi ad una personale concezione di \u201cmetodo scientifico\u201d, gabellandola come \u201cconferma\u201d dei loro pregiudizi (in genere all<em>\u2019ego<\/em>\u00a0<em>dixi<\/em>\u00a0che abbiamo citato nella parte precedente, che \u00e8 costituito da un\u2019accurata selezione personale dei vari\u00a0<em>ipse dixit<\/em>\u00a0presenti sul \u201cmercato\u201d della conoscenza).<\/p>\n<p>[A tal proposito \u00e8 stato recentemente coniato un vocabolo piuttosto calzante, per descrivere quest\u2019attitudine: \u201c<em>permeismo<\/em>\u201d, ottenuto dal chiasma del sintagma \u201cper me\u201d (ovvero: \u201csecondo la mia opinione\u201d), che porta ad una vera e propria \u201cdittatura dell\u2019e opinioni\u201d o, per meglio dire dell\u2019\u201dopinionismo\u201d, refrattaria a qualsivoglia confutazione secondo metodo. Vedremo pi\u00f9 avanti come questa \u201cdittatura\u201d agisca nella pratica quotidiana]<\/p>\n<p>Inoltre, accade sovente che questi pregiudizi, dato il loro carattere apodittico, assurgano con grande frequenza al ruolo di \u201cimperativo morale\u201d. E, il moralismo, inteso come codice di comportamento basato su presupposti arbitrari ma inconfutabili (e quindi ideologici, perch\u00e9 basati su idee o archetipi soggettivi), \u00e8 un grosso ostacolo sulla strada della conoscenza (inficiandone la perfettibilit\u00e0) che, dovrebbe fondarsi non solo, come abbiamo detto, sulla coppia metodologica \u201cipotesi \u2013 dimostrazione sperimentale\u201d ma, ancora prima, sul rispetto delle categorie logiche.\u00a0<em>Epist\u00e8me<\/em>\u00a0ed\u00a0<em>ethos<\/em>\u00a0sono categorie diverse, non comparabili e , tanto meno, sovrapponibili, ovvero \u201cdomini descrittivi non equivalenti\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftn28\" name=\"_ftnref\">[28]<\/a>. La logica, assai sovente, \u00e8 lo strumento pi\u00f9 utile per orientarsi nella confusione epistemica dei nostri tempi. Ma di questo, parleremo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>Per adesso, vista la caligine nella quale \u00e8 immerso l\u2019argomento che abbiamo deciso di trattare, procederemo nella disamina i dei nostri \u201cstrumenti cognitivi primari\u201d e tratteremo di\u00a0<em>immaginazione<\/em>,\u00a0<em>linguaggio<\/em>\u00a0e\u00a0<em>fede<\/em>. Qualcuno potr\u00e0 obiettare che questi non siano strumenti epistemici, specialmente il primo e l\u2019ultimo, ma cercheremo di spiegare perch\u00e9 vadano considerati tali.<\/p>\n<p>(Continua)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Matsya Purana CLXVII: 13-25<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0Oppure \u00e8 viceversa, chiss\u00e0? Essendo noi, al contempo, l\u2019ossrvatore e l\u2019osservato, non sapremo mai se siamo fatti ad immagine della teofania, o se questa \u00e8, in realt\u00e0, antropofania<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Vedi: Andr\u00e8 Padoux.\u00a0<em>V\u0101c, the concept of the word in selected Hindu Tantras<\/em>, State University of New York Press, Albany 1990<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0Vedi: Barbara A. Holdrege,\u00a0<em>Veda and Torah : Transcending the Textuality of Scripture<\/em>, State University of New York Press, Albany 1996<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0<em>Timeo, 47 d-e<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0Hannah arendt, La vita della mente, Il Mulino, Bologna1987<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0Elemire Zolla,\u00a0<em>Verit\u00e0 segrete esposte in evidenza<\/em>, Marsilio, Venezia 1990<\/p>\n<p>Per completezza, riportiamo anche le parole di Heidegger a questo propostio:: \u00ab<em>Perch\u00e9, in generale, vi \u00e8 l\u2019essere e non il nulla<\/em>?\u00bb. Martin Heidegger,\u00a0<em>Introduzione alla metafisica<\/em>, Ugo Mursia Editore, Milano 1990, p. 13<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0Platone,\u00a0<em>Teeteto<\/em>, 155 d<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0Oppure, ancora una volta, \u00e8 viceversa: non sapremo mai se \u00e8 nato prima l\u2019uovo o la gallina.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0Cos\u00ec,\u00a0<em>dall\u2019Oratio de hominis dignitate<\/em>:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Perci\u00f2 Dio accolse l\u2019uomo come opera di natura indefinita e, postolo nel cuore del mondo, cos\u00ec gli parl\u00f2: -non ti ho dato, o Adamo, n\u00e9 un posto determinato, n\u00e9 un aspetto proprio, n\u00e9 alcuna prerogativa tua, perch\u00e9tutto secondo il tuo desiderio e il tuo consiglio ottenga e conservi.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura limitata degli altri \u00e8 contenuta entro leggi da me prescritte.<\/em><\/p>\n<p><em>Tu te la determinerai senza essere costretto da nessuna barriera, secondo il tuo arbitrio, alla cui potest\u00e0 ti consegnai. Non ti ho fatto n\u00e9 celeste n\u00e9 terreno, n\u00e9 mortale n\u00e9 immortale, perch\u00e9 di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che avresti prescelto.<\/em><\/p>\n<p><em>Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti; tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori che sono divine.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0Cfr. Erwin Schroedinger,\u00a0<em>What is Life<\/em>?, Cambridge University Press, Cambridge 1944<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0Adrian Snodgrass.\u00a0<em>Architettura, tempo, eternit\u00e0<\/em>, Giorgio Mondadori, Milano 2005, introduzione (a cura di Guglielomo Bilancioni) p. xii<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>\u00a0Op.cit., p.71<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>\u00a0Cfr.: Henry Stapp\u00a0<em>, Matter And Quantum Mechanics<\/em>. Springer-Verlag, Berlin 2009<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a>\u00a0Maurice Merleau-Ponty, Il visibile e l\u2019invisibile, Bompiani, Milano 2003, pp. 36,39<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a>\u00a0Henry Stapp\u00a0<em>,Op.cit.<\/em>, p.43<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a>\u00a0W.V.O Quine,\u00a0<em>From a logical point of view<\/em>, Harper &amp; Row, New York 1963<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a>\u00a0Scott R Sehon, Donald E Stanley,\u00a0<em>A philosophical analysis of the evidence-based medicine debate<\/em>,\u00a0<em>BMC Health Services Research\u00a0<\/em>2003,\u00a0<strong>3<\/strong>:14<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a>\u00a0W.V.O Quine, Op cit., p.41<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a>\u00a0Scott R Sehon, Donald E Stanley, Op.cit.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a>\u00a0S.O. Funtowicz, J.R. Ravetz,.\u00a0<em>Emergent complex systems<\/em>. Futures, 26, 1994,568\u2013582.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a>\u00a0Hannah Arendt, Op. cit., p. 120<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a>\u00a0Henry S.G, Zaner R.M., Dittus R.S.,<em>Viewpoint: Moving Beyond Evidence-Based Medicine<\/em>. Academic Medicine, Vol. 82, No. 3, 2007<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a>\u00a0Ibid.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a>\u00a0Virgolette nostre<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a>\u00a0Michael Polanyi,\u00a0<em>Personal Knowledge: Towards a Post-Critical Philosophy<\/em>,: Routledge and Kegan Paul, London, UK 2005, pp.57-58<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a>\u00a0Niels Bohr,\u00a0<em>Atomic Theory and the Description of Nature,<\/em>\u00a0Cambridge University Press, Cambridge 1934<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/#_ftnref\" name=\"_ftn28\">[28]<\/a>\u00a0Cfr. Mario Giampietro,\u00a0<em>Multi-scale integrated analysis of agroecosystems<\/em>. CRC Press, Boca Raton 2004<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/\">http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIER PAOLO DAL MONTE Nella prima parte abbiamo voluto svagarci un poco, prendendoci giuoco dei bamboleggiamenti che caratterizzano lo scientismo meschinello dei nostri tempi. Tuttavia, il nostro intervento (per quanto introduttivo) non voleva essere soltanto uno sterile gigioneggiare ma era volto, innanzitutto, ad evidenziare come ci\u00f2 che viene chiamato \u201cconoscenza\u201d sia sempre contaminato da fallacie sistematiche sotto forma di distorsioni (bias), pregiudizi e conflitti di ogni genere (cognitivi, culturali, economici, sociali, ecc.) che ne&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":28294,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/dal-monte.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8W2","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34350"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34350"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34350\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34351,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34350\/revisions\/34351"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/28294"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34350"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34350"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34350"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}