{"id":34426,"date":"2017-09-17T10:45:31","date_gmt":"2017-09-17T08:45:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34426"},"modified":"2017-09-16T23:47:09","modified_gmt":"2017-09-16T21:47:09","slug":"finecantieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34426","title":{"rendered":"Fin(e)cantieri"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario)<\/strong><\/p>\n<p><em>Qui sotto il testo apparso sulla rivista \u201cDifesa Online\u201d \u00a0con una valutazione molto critica dei contenuti dell\u2019accordo che si va profilando tra l\u2019italiana Fincantieri e la francese STX riguardo al settore della cantieristica navale. Gi\u00e0 quattro anni fa in un paio di articoli avevo trattato di un \u201cmisterioso documento\u201d, redatto da una inesistente Lisa Jeanne, riguardante le problematiche e il futuro di Finmeccanica, compresa la divisione cantieristica navale. (\u00a0<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/09\/13\/astri-nascenti-stelle-cadenti-mine-vaganti-2a-parte-di-giuseppe-germinario-gia-pubblicato-sul-sito-conflittiestrategie-it-il-28112013\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/09\/13\/astri-nascenti-stelle-cadenti-mine-vaganti-2a-parte-di-giuseppe-germinario-gia-pubblicato-sul-sito-conflittiestrategie-it-il-28112013\/<\/a>\u00a0 in particolare il paragrafo \u201c<b>LE ASPIRAZIONI NASCOSTE DI LISA JEANNE\u201d).\u00a0<\/b>Gi\u00e0 da allora si paventava il declino inesorabile e il rischio della perdita di controllo della gestione di una azienda strategica; una delle poche capaci di sviluppare\u00a0tecnologia, di garantire un minimo di autonomia produttiva nel sistema della difesa e di trasferire nel produzione civile le competenze acquisite. Da allora sono stati compiuti ulteriori decisivi\u00a0passi indietro nella cessione di queste competenze tecniche e nel controllo delle produzioni del complesso militare. Una scelta colpevole gi\u00e0 anni fa, addirittura masochistica e criminale in una fase di incipiente multipolarismo nella quale l\u2019ambito della produzione militare strategica, compreso quello navale, non solo viene sempre pi\u00f9 tutelato dagli stati decisi a salvaguardare in qualche maniera la propria autonomia decisionale, ma risulta decisivo, grazie alle crescenti commesse e ai maggiori margini economici, al mantenimento della stessa cantieristica civile e delle stesse produzioni civili ad alto contenuto tecnologico. L\u2019Italia, al contrario, con la cessione della Avio, del Nuovo Pignone, con l\u2019assorbimento di Selenia era gi\u00e0 sulla strada di un inesorabile declino e una inevitabile sudditanza. Altri settori apparentemente estranei a questi ambiti, come quello della ceramica e della siderurgia specializzata, seguivano la stessa strada. Da allora il cammino \u00e8 apparso inarrestabile. Ad esso si aggiunge, in conclusione, l\u2019intenzione di Leonardo di concentrarsi sulla sola elicotteristica civile ed ora di Fincantieri nella costruzione di navi commerciali, settori i quali consentono produzioni dai margini ben pi\u00f9 ridotti, poco compatibili con livelli elevati di ricerca. Con il rischio sempre pi\u00f9 tangibile di vedere ridimensionati, nel medio termine, anche questi settori. Questo dovrebbe essere uno dei temi fondamentali da trattare per chi volesse realmente costruire una forza politica di interesse nazionale, contrapposta alla palude crescente del nostro scenario politico. Altri temi, come quello dell\u2019immigrazione, pur importanti, dovrebbero fungere da corollario. Sarebbe finalmente il discrimine qualificante tra una forza politica in grado di formare\u00a0una classe dirigente seria, capace di governare e indirizzare un paese ed una invece esposta e vittima di facili demagogie. Qui sotto il testo e il link di riferimento:<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1 id=\"page-title\" class=\"title\">FINCANTIERI: THE FRENCH CONNECTION E L\u2019ITALIAN JOB<\/h1>\n<div class=\"region region-content\">\n<div id=\"block-system-main\" class=\"block block-system\">\n<div class=\"block-content\">\n<div id=\"node-9293\" class=\"node node-article node-promoted clearfix\">\n<div class=\"node-content clearfix\">\n<div class=\"field-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.difesaonline.it\/sites\/default\/files\/styles\/large\/public\/article\/110917%20macron.jpg?itok=WTBzGNR_\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"341\" \/><\/div>\n<div class=\"field-author\">( http:\/\/www.difesaonline.it\/evidenza\/lettere-al-direttore\/fincantieri-french-connection-e-litalian-job )di\u00a0<span class=\"uname\">Damiano Trieste<\/span>)<\/div>\n<div class=\"field-date\">11\/09\/17<\/div>\n<div class=\"field-body\">\n<p>L\u2019accordo \u00e8 ormai cosa fatta. I titoli Fincantieri sono infatti in salita da alcuni giorni ed \u00e8 ricominciato il mantra celebrativo della nascita del polo franco-italiano della cantieristica militare. Il compito \u00e8 convincere gli italiani che quella che promette di essere una sonora sconfitta in realt\u00e0 sar\u00e0 una luminosa vittoria del nostro capitalismo di Stato. I dettagli non sono ancora noti. Ci avventuriamo per\u00f2 in un\u2019ipotesi (sperando di essere in errore), basata sul pessimismo che la storia recente del nostro Paese e dei suoi centri di potere impone. La nostra sfera di cristallo dice che la soluzione adottata, dopo i proclami indignati dei nostri governanti come reazione per la rimessa in discussione da parte di Macron degli accordi gi\u00e0 sottoscritti, privileger\u00e0 la Francia a scapito l\u2019Italia, nel senso, per essere concreti, del nostro Pil, dei livelli occupazionali, etc..<\/p>\n<p>Ecco quindi la mossa del cavallo con cui Macron far\u00e0 scacco matto all\u2019Italia (magari con lo zampino di qualche \u201cfraterno\u201d amico italiano): dare vita a un Polo europeo della cantieristica, suddiviso in due rami. A Fincantieri la gestione, ancorch\u00e9 sotto tutela del governo francese (che non cede la maggioranza della propriet\u00e0), del nuovo gruppo industriale Saint Nazaire-Fincantieri per il mercantile; alla francese Naval Groups il controllo del ramo militare di Fincantieri (quello redditizio).<\/p>\n<p>L\u2019impresa che tanto ci aveva inorgogliti, finalizzata alla conquista di un pericoloso concorrente francese, si sta trasformando nel soccorso, con fondi pubblici, ai cantieri di Saint Nazaire per non farli fallire e nella cessione al gruppo francese Naval Groups del controllo della nostra Industria Navalmeccanica militare, con conseguenze pesanti anche per Leonardo. Un bel colpo di scena, non c\u2019\u00e8 che dire.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.difesaonline.it\/sites\/default\/files\/110917%20macron5.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Considerato il rapporto di forza fra Naval Groups e Fincantieri militare, la prima capacit\u00e0 a essere anemizzata (come sempre \u00e8 accaduto nei casi precedenti di merger fra aziende italiane e gruppi francesi) sar\u00e0 quella progettuale, per ridurci al ruolo di semplici subfornitori. Poi seguir\u00e0 la dismissione di alcuni cantieri italiani destinati a costruire navi militari, considerati esuberanti rispetto a quelli del nuovo gruppo franco-italiano. Il primo a cadere sar\u00e0 lo storico cantiere di Castellammare di Stabia, su cui peraltro Fincantieri non ha investito da tempo, seguiranno gli altri. Con buona pace dei Sindacati e dell\u2019indotto industriale italiano, Fincantieri non solo continuer\u00e0 a trasferire ai cantieri Vaard in Romania carichi di lavoro da Riva Trigoso e dal Muggiano, ma si avvarr\u00e0 anche dei cantieri francesi, a scapito di quelli italiani, per onorare gli impegni sottoscritti per il mantenimento dei livelli occupazionali di Saint Nazaire. Si prepari quindi Monfalcone, Ancona e poi Palermo (che possiede il pi\u00f9 grande bacino in muratura del Mediterraneo in grado di ospitare navi da 350.000 tonnellate \u2013 foto).<\/p>\n<p>Sul fronte militare, oltre alle conseguenze negative per l\u2019occupazione nella cantieristica e dell\u2019indotto, fra i danni collaterali ci saranno anche i livelli occupazionali delle aziende di Leonardo. Visto che Thales, il suo principale concorrente possiede il 15% di Naval Groups, \u00e8 evidente che come conseguenza della leadership francese sul ramo militare, i sistemi d\u2019arma e di comando e controllo di Thales saranno privilegiati sulle nuove navi, rispetto a quelli di Leonardo. Considerato che quasi il 50% del valore economico di una nave militare \u00e8 rappresentato dai suoi equipaggiamenti, il danno in termini di Pil e di occupazione per l\u2019Italia \u00e8 evidente. Ancora peggiore potrebbe essere lo scenario se il Governo avesse offerto anche Finmeccanica nel pacco dono ai francesi. In questo caso anche Leonardo verrebbe ridotta progressivamente al ruolo di sub-fornitrice dell\u2019Industria francese.<\/p>\n<p>Il Governo italiano riducendo sempre pi\u00f9 il bilancio della Difesa ha demolito non solo le potenzialit\u00e0 operative delle Forze Armate, ma con loro ha impoverito la capacit\u00e0 d\u2019innovazione e pi\u00f9 in generale la forza dell\u2019industria ad alta tecnologia della Difesa, rendendola sempre pi\u00f9 vulnerabile e meno competitiva sui mercati esteri. Esattamente l\u2019opposto di quello che ha fatto la Francia, che ora si appresta ad assorbire anche le nostre ultime capacit\u00e0 autonome nel settore della Difesa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.difesaonline.it\/sites\/default\/files\/110917%20macron6.jpg\" alt=\"\" \/>\u00c8 inoltre opportuno chiarire che nonostante i proclami per la creazione di un nuovo\u00a0<em>Airbus Navale<\/em>, in grado di accelerare l\u2019integrazione della Difesa Europea, Macron non metter\u00e0 a sistema Europa tutti i suoi cantieri, ma solo quelli in difficolt\u00e0 di Saint Nazaire, tenendo per la Francia i cantieri navali a pi\u00f9 alto contenuto tecnologico, ovvero quelli in grado di costruire le unit\u00e0 militari pi\u00f9 sofisticate fra cui i sottomarini, esattamente come gi\u00e0 accaduto con l\u2019<em>Airbus Aeronautico<\/em>. Anche in il quel caso la Francia tenne separati da\u00a0<em>Airbus<\/em>, in mani esclusivamente francesi, gli stabilimenti della Dassault, da cui provengono gli ottimi caccia multiruolo\u00a0<em>Rafale<\/em>\u00a0(foto), con cui la Francia ha fatto, spesso con successo, concorrenza al consorzio europeo\u00a0<em>Eurofighter<\/em>.<\/p>\n<p>Una volta di pi\u00f9 la Francia accorper\u00e0 sotto la sua leadership un fastidioso concorrente europeo, mantenendo tuttavia nelle sue mani i gioielli di famiglia. Quindi Europa si, ma a guida francese.<\/p>\n<p>Per il settore mercantile, la mancanza della maggioranza della propriet\u00e0 non consentir\u00e0 a Fincantieri, probabilmente con suo grande sollievo, di adottare piani industriali aggressivi per rilanciare Saint Nazaire, potendo scaricare sul suo maggior azionista (lo Stato Italiano) i debiti del cantiere francese, che devono essere davvero poderosi, considerato il prezzo irrisorio di 80 milioni di euro a cui sono stati acquistati. Un prezzo fantastico per un affare convenientissimo. Strano che all\u2019asta si sia presentata, unica fra tutti i grandi gruppi cantieristici del mondo, fra cui il colosso tedesco ThyssenKrupp, solo Fincantieri. Possibile che Bono sia stato l\u2019unico a fiutare l\u2019affare?<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.difesaonline.it\/sites\/default\/files\/110917%20macron3.jpg\" alt=\"\" \/>Ai meno ingenui tutta l\u2019operazione appariva sin dall\u2019inizio come il salvataggio di Saint Nazaire e non un\u2019acquisizione per eliminare un pericoloso concorrente nel segmento delle grandi navi passeggeri, come veniva raccontato al pubblico italiano. Sarebbe stato assai pi\u00f9 vantaggioso per Fincantieri lasciare che i cantieri di Saint Nazaire fallissero, senza accollare alla nostra finanza pubblica anche questo fardello. Anche la giustificazione addotta in merito alla mancanza di spazi per costruire navi passeggeri da 200.000 tonnellate non ha senso, visto che Fincantieri possiede a Palermo (foto) un bacino in muratura in grado di contenere navi di grandissimo tonnellaggio (300.000 tons.) molto superiore a quello richiesto per le nuove pur grandi navi passeggeri. Sarebbe bastato investire risorse nel cantiere siciliano invece che all\u2019estero, per disporre di uno stabilimento in grado di reggere la concorrenza sulle navi passeggeri di grande taglia , sempre pi\u00f9 richieste dagli armatori internazionali.<\/p>\n<p>Del resto anche la proposta fatta dal ministro dell\u2019economia francese La Maire di dare vita a un\u00a0<em>Airbus<\/em>\u00a0nel settore navale, per vincere le resistenze del governo italiano, \u00e8 farina del sacco di Bono (<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/rapporti\/impresa-italia\/mercati\/2017\/03\/06\/news\/cantieristica_adesso_l_europa_pensa_ad_un_airbus_del_mare-159903222\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">facile la verifica sul web<\/a>), sinora non decollata per le conseguenze negative sull\u2019insieme delle aziende della Difesa italiana. Perch\u00e9 allora \u00e8 la Francia a proporla e non il nostro Governo, se l\u2019idea era dell\u2019amministratore delegato del gruppo italiano? Un fatto \u00e8 sicuro, dopo che La Maire ha garantito che l\u2019amministratore delegato e il presidente del nuovo gruppo Franco Italiano nel settore passeggeri sarebbero stati espressione di Fincantieri, anche senza la maggioranza della propriet\u00e0, l\u2019atteggiamento di Fincantieri \u00e8 tornato estremamente collaborativo. Dopo tale annuncio si sono ritrovati Francia e Fincantieri alleati a spingere per far accettare la proposta francese e dall\u2019altra, il Ministro Calenda e Padoan che cercavano di resistere per ottenere maggiori tutele per l\u2019interesse italiano. Ma Fincantieri non era di propriet\u00e0 di Cassa Depositi e Prestiti, cio\u00e8 dello Stato Italiano?<\/p>\n<p>Che le conseguenze dell\u2019accordo possano essere nefaste per l\u2019interesse dei cittadini italiani, qualora dovesse essere configurato come anticipato da noi (nella speranza di aver sbagliato), lo dimostrano i precedenti delle fusioni industriali con i francesi, nello spazio e nella missilistica. La Selenia Spazio ad esempio era un\u2019eccellenza mondiale nella costruzione dei satelliti. Da quando \u00e8 entrata in gioco Thales come sua partner di maggioranza, l\u2019azienda italiana \u00e8 scomparsa dai radar.<\/p>\n<p><strong>Alla fine dei conti, per la politica italiana la scelta sar\u00e0 combattere il blocco Francia\/Fincantieri o piegarsi, evitando il conflitto con avversari potenti, cercando di salvare la faccia con il racconto dell\u2019<em>Airbus Navale<\/em>. Si tratta in fondo di arrivare all\u2019elezioni d\u2019Aprile. Si potr\u00e0 comunque raccontare la favola della vittoria Italiana, perch\u00e9 avremmo ottenuto dai francesi (anche se su proposta francese, ma questa \u00e8 una sottigliezza) di dare vita al polo industriale europeo per la difesa comune. Diremo anche che non conta chi comanda, ma \u00e8 lo spirito europeo che miriamo a rafforzare. E poi meglio avere Fincantieri come amica in tempi di elezioni che come nemica. D\u2019altra parte i danni li subiranno gli italiani, ma non subito, fra qualche tempo, a elezioni passate. Un altro settore produttivo strategico sembra quindi destinato a cadere in mani straniere, nell\u2019indifferenza complice dell\u2019opposizione e dei Sindacati.<\/strong><\/p>\n<p>Se dovesse finire cos\u00ec, Macron avrebbe vinto alla grande. Sarebbe riuscito a non dare agli italiani la propriet\u00e0 di Saint Nazaire e a prendere il controllo tramite Naval Groups del comparto industriale italiano dedicato alla costruzione di navi militari. Se ci\u00f2 non fosse gi\u00e0 abbastanza, tramite Thales potrebbe assorbire in un abbraccio mortale anche le aziende di Leonardo. In sintesi tutto il settore dell\u2019industria della difesa italiana passerebbe sotto leadership francese. Macron avrebbe fatto il suo dovere nei confronti del popolo che l\u2019ha eletto, quello di difendere gli interessi nazionali francesi. Ma anche noi italiani abbiamo un vincitore: il Dott. Giuseppe Bono. Invece di andare in pensione, dopo 12 anni di regno su Fincantieri, a cui era approdato dopo un periodo a Finmeccanica e prima ancora in Efim, a 73 anni conquister\u00e0 un\u2019altra prestigiosa poltrona che gli consentir\u00e0 di rimanere in sella, con tutti gli annessi e connessi del caso, almeno sino a 77 anni. Vassallo del Re di Francia e non pi\u00f9 monarca assoluto di Fincantieri, \u00e8 vero, ma a 73 anni, quando la maggioranza dei coetanei \u00e8 in pensione da tempo, si pu\u00f2 senz\u2019altro accontentare.<\/p>\n<p>E all\u2019interesse nazionale? Ci penser\u00e0 qualcun altro.<\/p>\n<p>Oppure no.<\/p>\n<p>(foto:\u00a0Pr\u00e9sidence de la R\u00e9publique fran\u00e7aise \/ Fincantieri \/ U.S. Air Force)<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/09\/13\/finecantieri-a-cura-di-giuseppe-germinario\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/09\/13\/finecantieri-a-cura-di-giuseppe-germinario\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario) Qui sotto il testo apparso sulla rivista \u201cDifesa Online\u201d \u00a0con una valutazione molto critica dei contenuti dell\u2019accordo che si va profilando tra l\u2019italiana Fincantieri e la francese STX riguardo al settore della cantieristica navale. Gi\u00e0 quattro anni fa in un paio di articoli avevo trattato di un \u201cmisterioso documento\u201d, redatto da una inesistente Lisa Jeanne, riguardante le problematiche e il futuro di Finmeccanica, compresa la divisione cantieristica navale.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":25122,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/germinario-italiaeilmondo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8Xg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34426"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34426"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34426\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34427,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34426\/revisions\/34427"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34426"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34426"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34426"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}